Articoli scritti da Maria: 11

Ring-a-day (keeps the boring away)

Ring-a-day (keeps the boring away)

Scritto il 25 febbraio 2010 da Maria Marinelli.

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Ring-A-Day è un’iniziativa nata all’interno dell’Etsy Metal Team, gruppo di designer dediti alla lavorazione del metallo. Poco prima dell’inizio del nuovo anno è stata lanciata la sfida: creare ogni giorno un nuovo anello di qualunque genere, forma, colore o materiale.

La sfida non ha fini commerciali, infatti Nina Didoff, ideatrice del progetto, voleva innanzitutto proporre un esercizio di creatività, promuovere un’esplorazione quotidiana che portasse nuove idee e ispirazioni. Sorprendentemente, già a partire dal primo gennaio, la sfida è stata raccolta da numerosi designers sparsi per il mondo che, giorno dopo giorno, hanno creato e continuano a creare anelli da qualunque cosa: metalli, spugnette, gomma, carta, rami, foglie e chi più ne ha più ne metta.

Potete guardare i nuovi arrivati sul gruppo Flickr dedicato all’iniziativa. Tra l’altro, il gruppo resta sempre aperto a chiunque volesse iscriversi, perciò se anche voi appartenete a quel genere di persone che, mentre gli altri bevono ancora il caffè, stanno già fabbricandosi un anello con la bustina dello zucchero, non esitate a partecipare.

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TsuruBride e la fattoria delle pochettes

TsuruBride e la fattoria delle pochettes

Scritto il 19 gennaio 2010 da Maria Marinelli.

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Ci siamo: siete state invitate all’ennesimo matrimonio e, dopo un imprecisato numero di salti mortali per trovare il vestito adatto, vi trovate ad affrontare l’annoso problema della scelta della borsetta. A questo punto avete solo 3 opzioni. 1) mettervi il cuore in pace e iniziare il solito, nonché infinito, giro di telefonate tra mamme, nonne, sorelle, zie, cugine, amiche di amiche e così via, sapendo già che, comunque vada, rimedierete una vecchia pochette nera scolorita e magari pure un po’ puzzolente; 2) mettervi il cuore in pace (sì, di nuovo), indossare delle scarpe comode e iniziare a girare per negozi. Molto probabilmente tornerete a casa con la solita pochettina nera che, da quel momento in poi, passerà di mano in mano in un giro infinito di parenti e amiche fino al matrimonio del vostro primo nipote; 3) fregarvene delle convenzioni, stamparvi un bel sorriso in faccia e stupire tutti presentandovi al matrimonio in questione con una delle incredibili clutch firmate TsuruBride.

Più che di una semplice selezione di borsette, si tratta di una vera e propria fattoria degli animali (non a caso il nome della collezione è Orwell Clutches): dal gatto al pesce, dalla pecorella al riccio, dal dinosauro all’elefante, c’è solo l’imbrarazzo della scelta. Ogni borsa è realizzata a mano, in coloratissima pelle metalizzata, dalla designer canadese Meghan Willis. Se non trovate l’animaletto che fa per voi o preferite colori diversi, vi basterà contattarla attraverso il suo Etsy shop e sarete accontentate.

Il plus di queste clutch? Potrete sfruttare il vostro nuovo animaletto da compagnia per attaccare bottone con i testimoni dello sposo…

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Casa di bambola (con calzini)

Casa di bambola (con calzini)

Scritto il 14 gennaio 2010 da Maria Marinelli.

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Chi di noi non ha mai dovuto fare i conti con un paio (ma anche molti di più) di calzini usati, ormai logori e inutilizzabili? Ma a quanti di noi è mai venuto in mente di poter riciclare i suddetti calzini, dar loro una nuova vita e, addirittura, trasformarli in oggetti d’arte? Intanto che siete lì, a spremervi il cervello in cerca di qualche nome, vi parlo di Neta Amir.

Neta è un’artista israeliana di 37 anni che, dopo il diploma in fashion design e una carriera di alcuni anni nell’industria della moda, ha deciso di mollare tutto per seguire la propria ispirazione, dedicandosi completamente alla creazione di sculture, installazioni, bambole e oggetti di uso comune.

Dopo le prime dolls, ecco il lampo di genio: costruire delle vere e proprie scenografie – tessili, tanto per cambiare – intorno alle proprie bambole. A questo punto potreste obiettare che le case per le bambole esistono da secoli, ma vi sfido a trovare altrove poltrone, pouf, cuscini, tazzine e vasi di fiori realizzati interamente (o quasi) con calzini riciclati.

Per farvi un’idea guardate qui. Se siete curiosi, v’invito a leggere il suo blog, attraverso il quale potrete seguire passo passo i suoi nuovi progetti e assistere al making of dei suoi nuovi accessori. Se, infine, lo stile di Neta vi piace, ma la storia dei calzini usati v’inquieta non poco (e come darvi torto!), vi consiglio di visitare il suo Etsy shop, zeppo di accessori fashion (bellissime le pantofoline modello Mary Jane) e oggettini per la casa realizzati con tessuti nuovi di zecca.

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OmmWriter: lo Zen e l’arte di scrivere

OmmWriter: lo Zen e l’arte di scrivere

Scritto il 13 gennaio 2010 da Maria Marinelli.

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Che siate studenti alle prese con tesine, inoccupati con l’unico obiettivo di redigere il cv perfetto, blogger impazziti con la mania di avere sempre troppe finestre aperte, aspiranti al premio Nobel per la letteratura o, più semplicemente, amanti della scrittura, OmmWriter potrebbe essere lo strumento che fa per voi.

Si tratta di un nuovo word processor (attualmente disponibile – in beta – solo per Mac, ma si vocifera di un’imminente versione per Windows) che, attraverso una grafica spartana, il limitato numero di impostazioni e un tot di musiche rilassanti tra cui scegliere (la mia preferita è quella con gli uccellini cinguettanti, il torrente che scroscia e le campane che suonano a festa – una sorta di Sabato del villaggio versione audio) promette di assicurarvi un livello di concentrazione ottimale, esattamente quel che ci vuole per scrivere al meglio.

Per farvi un’idea di come usarlo, guardate il video esplicativo. Vi state chiedendo se funziona davvero? Non vi è bastato l’articolo perfettamente scritto che avete appena letto per convincervi? Omm!

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I cappelli matti di RetroRepro Handmade

I cappelli matti di RetroRepro Handmade

Scritto il 10 novembre 2009 da Maria Marinelli.

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I cappelli matti di RetroRepro Handmade

In passato i cappelli erano più che altro pesanti caschi iperdecorati che rendevano difficoltoso il minimo movimento. Poi “fu la luce” e Coco Chanel, che ha iniziato la sua carriera proprio come cappellaia, decise di  alleggerirli rendendoli più sobri e comodi, così da permettere alle donne di muoversi e pensare con più agilità.

Oggi stilisti e creativi continuano a stupirci con nuove versioni di copricapi. Tra le tante proposte, spiccano i cappelli in feltro firmati RetroRepro Handmade.
Pur avendo fatto varie ricerche, non posso darvi molte informazioni sulla misteriosa designer che c’è dietro. Tutto quel che so è che ha una passione per Alice nel Paese delle Meraviglie (tanto per restare in tema di cappellai matti) .

I suoi cappelli (tagliati e cuciti a mano) sono tutti pezzi unici accomunati da un gusto un po’ retrò. La cosa che più mi piace è la componente ludica: applicazioni e fiocchi possono essere aggiunti o spostati, inoltre ogni cappello può essere indossato in modi diversi.

Date un’occhiata al suo Etsy Shop, potreste trovare il cappello che fa per voi (e anche il bianconiglio!).

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Due Mosche Bianche

Due Mosche Bianche

Scritto il 03 ottobre 2009 da Maria Marinelli.

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Due Mosche Bianche

Se di solito non do molto peso alle novità in materia di fashion sartoriale, non è a causa di un reale disinteresse. Il problema, piuttosto, è che soffro della grave sindrome de la volpe& l’uva: non me lo posso permettere, quindi evito anche di guardare.

Ma oggi, trovandomi per caso davanti alle creazioni firmate Due Mosche Bianche, non ho potuto fare a meno di fermarmi e cominciare a desiderare ardentemente ogni singolo pezzo delle loro collezioni.

Dietro questo marchio ci sono Stefania Fatta, 28 anni e una specializzazione in costumi di scena per lo spettacolo e il teatro, e Anya Kònokhova, fashion designer di 23 anni.

Sulo loro sito si legge che “scelgono il nome Due Mosche Bianche come metafora di un caso più unico che raro di incontro di 2 eccezioni all’ordinario”.  E menomale che si sono incontrate, aggiungerei io. Perché è davvero diffcile trovare tanto stile e tanta attenzione ai particolari. Così come è raro imbattersi in creazioni sartoriali che denotino una tale ricerca di originalità.

Trovate le Due Mosche Bianche nel loro atelier di Albissola Marina (Sa) e ovviamente online.

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Le collane handmade di Kate Miss

Le collane handmade di Kate Miss

Scritto il 21 settembre 2009 da Maria Marinelli.

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Kate Miss

Se frequentate un po’ il circuito dei blog americani dedicati al vintage e alla moda, probabilmente conoscete già Kate Miss, autrice del seguitissimo blog for me, for you.
Se invece non la conoscete, ve la presento io: Kate è una graphic designer, vive a New York ed ha una un’insana passione  (che condivido pienamente) per i gatti.

Da un paio di mesi Kate, che adora catenine & co., ha iniziato a realizzarsene alcune da sola, ispirandosi ai vecchi braccialetti dell’amicizia che impazzavano alla fine degli anni 80. Tra un’immagine postata sul blog  e una foto caricata su Flickr, sono venute fuori le prime richieste e, in breve tempo, è stata praticamente costretta a mettere in vendita le sue creazioni su Etsy.

Al momento ci sono talmente tante richieste che le collane spariscono nell’arco di pochi minuti, ecco perché Kate ha preso l’abitudine di avvisare le sue clienti alcuni giorni prima di rifornire lo shop.

Se siete interessate all’acquisto, la prossima vendita è prevista per il 22 settembre (domani!), alle 9 di mattina. L’orario indicato, ovviamente, è quello di New York, perciò fatevi due conti, puntate la sveglia e non dite che non vi avevo avvisato.

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Ma tu com’eri vestita?

Ma tu com’eri vestita?

Scritto il 09 settembre 2009 da Maria Marinelli.

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What I wore today - Gemma Correll

Non so se funzioni così anche tra gli uomini, ma noi ragazze ci poniamo spesso questa domanda l’un l’altra. Non a caso, sul web esistono numerose community in cui mostrare i propri outfit quotidiani e scambiarsi consigli e critiche.

Anche Gemma Correll, illustratrice inglese che amo moltissimo,  aveva voglia di far sapere a tutti che tipo di t-shirt o quale paio di jeans indossa ogni mattina. Il problema è che lei, pur essendo Flickr-dipendente, è una di quelle ragazzuole un po’ restie a pubblicare le proprio foto in rete.

E allora ecco l’idea: disegnare ogni giorno il proprio abbigliamento e pubblicarlo su Flickr. Nel giro di una settimana ha già un certo numero di “proseliti”. Per loro Gemma ha creato un apposito gruppo (che conta già  quasi 200 iscritti) con relativo blog.

Vi consiglio di dare un’occhiata… Magari ne trarrete qualche buono spunto per lo shopping di stagione. O magari vi verrà voglia di mettervi disegnare!

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Re Cubo: indossare riciclando

Re Cubo: indossare riciclando

Scritto il 18 luglio 2009 da Maria Marinelli.

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Re Cubo

Tradizione e contemporaneità. Arte e artigianato. Sostenibilità e ricerca. Moda e design. Questi i concetti da cui prende il via Re Cubo, progetto nato e portato avanti grazie alle idee di Francesca Pagni, Mihaela Vasilake e Francesca Guidi.

Queste 3 ragazze lavorano in un coloratissimo laboratorio a Firenze dove, attraverso il reimpiego di materiali riciclati sapientemente assemblati con oggetti creati da artigiani fiorentini, prendono vita le loro creazioni. Ne vengono fuori borse, collane e altri accessori dal design particolare, come le maxi stole decorate da personaggi tanto improbabili quanto irresistibili o le collane sottovetro.

Fate un giro sul sito (anche questo molto colorato e popolato da strane creature) o sulla loro pagina Flickr per conoscere meglio questa interessante realtà.

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I gomitoli-bijoux di Max Alexander

I gomitoli-bijoux di Max Alexander

Scritto il 12 luglio 2009 da Maria Marinelli.

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I gomitoli-bijoux di Max Alexander

Se pensando alle parole gomitoli, ferri e lana la prima cosa che vi viene in mente è la vostra nonnina che, seduta accanto al caminetto, sferruzza calze informi che prudono più dei morsi della zanzara-tigre, allora siete decisamente fuori strada.

Max Alexander, infatti, è una ragazza londinese che al knitting ha consacrato la sua vita iniziando con il creare sculture di lana, passando attraverso l’animazione stop-motion e approdando, infine, alla creazione di questi piccoli, originalissimi bijoux.

Max vende le sue creazioni su Etsy e DaWanda. I suoi gioielli sono online da poco più di un mese e sono certa che, in autunno, pochi resisteranno alla tentazione di indossare un mini gomitolo da giacca.

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Le spille gothic di Cicoria

Le spille gothic di Cicoria

Scritto il 26 giugno 2009 da Maria Marinelli.

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Le spille gothic di Cicoria

Ho scoperto le creazioni di Cicoria da poco tempo ed è stato amore a prima vista.

E dire che di solito non amo particolarmente lo stile gotico. Il fatto è che nelle spille di Cicoria c’è molto di più: cura amorevole per il particolare, strepitoso senso del colore e – ovviamente – quei faccini imbronciati che farebbero un figurone in un film di Tim Burton. Il tutto rigorosamente disegnato e cucito a mano da lei.

Sul suo blog e su Flickr potete trovare anche mini-dolls, borse e specchietti tutti in stile Cicoria. Per acquistare qualcosa, invece, cercatela su Dawanda.

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