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Vi piacciono i saldi? Immagini di sì.
E forse ancora di più se si trattano di “Saldi d’Arte”.
Visto che chiunque (non abbia in casa solo poster Ikea) vorrebbe essere un collezionista ma i fondi quasi mai lo permettono, le occasioni per diventare mini/micro collezionisti non mancano, tra poster, stampe in serie limitata e toys, si può iniziare a collezionare con una spesa più che raggiungibile. Essendo uno che “i fondi quasi mai lo permettono” faccio i miei acquisti quasi sempre online direttamente dagli artisti o da quelle 2/3 gallerie a cui ormai sono affezionato.
Una di queste è MondoPOP. Ultimo acquisto: una stampa di una delle tappe della Via Crucis di Nicola Alessandrini (la trovate in esposizione fino al 31 luglio).
Segnatevi sul calendario il 24 luglio perché da MondoPOP partono appunto i Saldi d’Arte con il group show Low Cost, Easy Life, ovvero stampe, poster, toys ma anche borse e skate, a prezzi per tutte le tasche.
Si va avanti fino al 20 settembre ma fossi in voi mi affretterei visto che ad agosto la galleria sarà chiusa.

Sinceramente, non mi ricordo se qualcuno mi abbia mai parlato di lei o se qualcuno di voi abbia mandato una segnalazione per farcela conoscere (sorry). Il fatto è che era lì tra i miei segnalibri da non so quanto tempo e mi sembrava arrivato il momento di parlarne.
Dunque Cecilia, in arte CeVì è una giovane artista. E mi permetto di dire artista perché nella sua bio ci sono diverse mostre collettive, personali, premi e collaborazioni; senza dimenticare la formazione a Brera.
Tra i suoi lavori vi segnalo innanzitutto i geniali scontrini immaginali (in cui riversa desideri di oggetti che vorrebbe possedere); cartOnirica, apparizioni di carta vivente; passando per la sezione fotografica con i ritratti di L\oro (guardate my personal jesus), le immagini contrapposte di Dialoghi e il lato più ludico delle immagini per il foodblog Il cucchiaino di Alice.
Poi ci sono le illustrazioni, le performance e infine i pupi, morbidi plush toys di tutte le forme e le dimensioni. Direi un’artista a tutto tondo.
Qui i contatti.

Toys e celebrities non sono esattamente la mia prima tappa, quando si tratta di shopping o di curiosare in giro per la rete.
Però devo ammettere che le Mua Mua Dolls dal vivo fanno il loro effetto e, tolto l’hype che le circonda (da Karl Lagerfeld che ne ha ordinata una a sua immagine e somiglianza ai vari scatti delle fashion-sistemiste insieme ai loro mini-sosia), si tratta di un ottimo progetto.
Progetto che probabilmente già conoscere in molti (almeno quelli che, a differenza del sottoscritto, quando vedono t-shirts/toys/campagne pubblicitarie associate alle celebrities non si voltano dall’altra parte e passano oltre, chiudendo gli occhi o cliccando sul tasto “delete” nel caso si tratti di un comunicato stampa) ma che comunque vale la pena di raccontare.
Le Mua Mua nascono da un’idea di Ludovica Virga: in vacanza a Bali conosce una donna che realizza bikini all’uncinetto. Decide di aiutarla come può ma dopo averne comperati un po’ – anche se odia i bikini all’uncinetto – disegna una bambola e le chiede di realizzarla per lei. Ora quella donna balinese dirige un gruppo di più di 10 persone.
Per quelli che sono i miei gusti, avrei preferito vedere qualche altro personaggio in versione Mua Mua piuttosto che Lagerfeld o Miuccia Prada ma visto il successo – le trovate in tutti i migliori negozi, da Luisaviaroma in giù, e in su – sicuramente sono i personaggi giusti per essere imbambolati.
Continua…

Così, mentre aprivo Frizzifrizzi (non è che scriviamo e poi non leggiamo il blog), ho visto tra le thumbnail di flickr un simpatico pupazzo.
Andando sul relativo profilo, scopro che le creazioni fotografate sono quelle di Paola Colombo che si diverte a realizzare cuscini dai volti umani e guanti animati (dopo aver dato vita al caro Gustavo).
Se vi piace lo stile, potete trovare i suoi lavori, insieme a quelli di Ninon (di cui abbiamo già parlato) e Anastasia Mostacci a Verona, fino al 27 maggio, presso Esposta (mappa).
Dopo il salto altre immagini. Continua…

Che Mauro Gatti fosse uno dei migliori talenti italiani, oggi, nel campo dell’illustrazione non avevo dubbi. Ora non resta che tagliare la testa al toro – o meglio, alla carota – e fare tanto di cappello – o meglio, maschera da boia – a Mauro e a Very Bravo, nuovo marchio made in Italy di toys, stampe, stickers e abbigliamento (quest’ultimo coming soon…).
Per ora, oltre a stampe & stickers, sono usciti due toys in due versioni ciascuno: il vegan sanguinario Carrot Slayer e la mortifera The Ghetto Reaper.
Entrambi sono prodotti da Superpowers e distribuiti da Atom Plastic.
Italiano lui, italiani loro, italiani pure quelli e quegli altri. Pare di essere nazionalista, ma certe volte fa bene dirlo no?
Ah, se avete il portafogli vuoto, in attesa di riempirlo andatevi a scaricare i wallpapers.
Continua…
The Don Gallery & Le Raclet presentano Editions Show
Scritto il 02 maggio 2010 da Simone Sbarbati.
I nostri amici di Le Raclet, insieme a The Don Gallery ed in collaborazione con Superego e Garage Works Industries presentano Editions Show, una mostra di serigrafie, toys e ceramiche in edizione limitata.
Se date un’occhiata agli artisti, di sicuro non potrete mancare: 2501, Above, Alexone, BO130, Dave The Chimp, DEM, Ryan S.Dooley, Ron English, Jeremy Fish, Galo, The London Police, Microbo, Ozmo, San, Zedz.
Da sottilineare il fatto che Superego presenta 30 esemplari in ceramica, in diversi colori, di Mc Donald Supersized del grande pop-surrealista Ron English.
E sempre Ron English presenterà 20 esemplari, stavolta in vetroresina ed in collaborazione con Garage Works Industries, dei suoi Mandala Grin e Marilyn with Mickeys.
Editions Show
@ The Don Gallery
via Cola Montano 15 - zona Isola, Milano
(vedi mappa)
dal 6 maggio al 6 giugno 2010
opening 6 maggio 2010
dalle 18,00 alle 22,00

Avete presente quei bei giochi in legno di una volta? Dai, giochi ad incastri, mini-birilli, cavalli a dondolo, bocce e quant’altro? Prendeteli, dategli una spolverata e rifategli il look. Avrete davanti i Little Sapling Toys, realizzati in legno nel bel mezzo dell’Idaho. Legno ovviamente certificato e lisciato a dovere.
Ci sono cubi, colonne, giochi per lo sviluppo (come i birilli, le automibili, i cavalli a dondolo) e accessori per la dentizione. Ed è qui che danno il meglio di sé. Nonostante sia – per me – anomalo lasciare che un bambino si metta a mordere del legno (forse, però, meglio qualcosa di naturale piuttosto che della plastica), devo dire che a vederli sono alquanto divertenti. Ce ne sono a forma di tirannosauro, di pipistrello, di calamaro, di tazza, pasticcino e molto altro ancora.
Li trovate in vendita su Etsy.

Avere amici che si fanno dei gran giri mentre tu siedi sempre alla stessa sedia può essere utile. Primo perché avrai una scusa per muovere il fondoschiena; secondo perché ogni tanto ti raccontano cose simpatiche, oltre ai soliti frammenti di festini e after.
Per esempio ieri un mio amico, da Barcellona, mi ha parlato di questa mostra che si tiene fino al 16 aprile presso Otrascosas de Villarosa. E’ la mostra di Brosmind Studio che ha realizzato Canotiers, il primo plotone dell’esercito Brosmind.
Si chiamano così (canotiers) per via del loro simpatico cappellino in paglia. Sono una cinquantina, tutti diversi e realizzati in ceramica. Inoltre, se ruotate il cappello di ognuno, potete avere tre differenti espressioni (vedi video).
Se tutto ciò non fosse già sufficiente, sappiate che sono in progetto altri 19 plotoni – con altrettanti cappelli – fino ad arrivare a 1000 soldati diversi. Auguri.
Qui potete trovare anche le foto del making of.

Una ragazzina che, come tante, fin da piccola disegna animaletti. Una mamma che, come poche anzi pochissime, trasforma in realtà le fantasie di sua figlia utilizzando i suoi disegni come veri e propri progetti per trasformare in realtà i suoi sogni.
Il risultato? Uno zoo, o meglio uno Zoo di Lana.
Gatti, cani, giraffe, orsi, cavalli, maiali e tanti altri personaggi realizzati in lana pregiata. Madre e figlia, Susy e Francesca, decidono insieme colori, forme, dimensioni.
Guardatevi il bellissimo book, seguite il loro blog e diventate fan su Facebook.
Per informazioni su come e dove acquistarne uno, scrivete una mail a info@zoodilana.it.

Se le indossi l’effetto sarà quello di camminare su un cuscino, mentre agli altri sembrerà che tu abbia ai piedi delle scarpe disegnate (a matita, su ispirazione di una fiaba).
Sono le scarpe della giovane designer israeliana Netamir, realizzate a mano utilizzando vecchie coperte, cuscini, calzini e tutto ciò che trova di morbido a portata di mano e fatte su modello di quelle delle bambole.
Le trovate su Etsy, insieme ai toys multicolori – anche questi fatti di calzini – questi ultimi sotto il nome di Bobilina Studio.
Altre immagini dopo il salto Continua…

Questa volta erano ben tre i premi messi in palio per il nostro Frizzi-gift, offerti da quel meraviglioso negozio/studio/laboratorio creativo che è Le Raclet, ormai diventato il mio fornitore ufficiale di stampe limited edition.
Per vincere la stampa di Zosen, la t-shirt di Olimpia Zagnoli o la Babuska di Bera White, non dovevate far altro che scrivere una mini-storia che contenesse cella tre, ovvero l’anagramma di Le Raclet.
L’avete fatto in tanti e con ottimi risultati: come sempre d’altronde!
Ma i vincitori, purtroppo, potevano essere soltanto tre e la scelta è stata davvero difficile.
Il primo premio, ovvero la stampa, va a GiANGI, con la sua sagace e divertente critica politica.
Il secondo, la t-shirt, va a sara e alla sua surreale storia di matti che continuano a ripetere “fri-zzzzz-i frizzi friz…”.
Infine il terzo premio, il softie Babuska, va a Maggie Cheung e al suo mini-racconto che sembra l’incipit di una kafkiana short story di fantascienza.

Ho iniziato a parlare di Le Raclet, qui su Frizzifrizzi, ormai più di un anno fa. E non ho mai smesso. Ho pure rispettato quello che mi ero ripromesso di fare nel primo post che ho dedicato loro, ovvero riempire la casa di stampe limited edition e realizzate a mano (oddio, non l’ho ancora riempita, ma per quello c’è tempo). Quando poi sento qualche giovane artista dire di voler provare a fare delle stampe o delle t-shirts con i propri lavori, ecco che gli allungo il fogliettino con su scritto www.leraclet.com.
Quindi prima o poi era quasi ovvio che qualche prodotto sfornato da questo studio milanese dove la creatività è di casa e la porta è sempre aperta a chi vuol sperimentare diventasse uno dei nostri Frizzi-gift!
Questa settimana, dunque, in palio per voi c’è un ricco bottino, tutto in edizione limitata, sul quale mettere le mani: una stampa di Zosen, firmata dall’artista argentino; una t-shirt di Olimpia Zagnoli, che non credo abbia bisogno di presentazioni; e infine Babuska, un softie realizzato da Bera White, ovvero l’artista che ha fondato Le Raclet.
Ma passiamo alle cose pratiche. Come si fa a vincere?
Non dovrete fare altro che lasciare un commento scrivendo una mini (ma proprio mini!) storia con la parola “cella tre” – che è l’anagramma di Le Raclet.
La migliore, a nostro insindacabile giudizio, si porterà a casa la stampa. La seconda la t-shirt e la terza il softie.
Avete tempo fino a domenica 21 marzo.

Grafica, illustratrice e creatrice di soffici toys a forma di animale, Violetta Testacalda – nome d’arte, in realtà si chiama Sara Cimarosti (sinonimo di testacalda?) – vive a Bologna dove domenica prossima saranno esposti i suoi softies, durante le giornate del festival BilBOlbul, presso il fantastico atelier dei Pesci Pneumatici.
SoftZOOne
@ Atelier Pesci Pneumatici
via Fondazza 18
(vedi mappa)
dal 7 al 9 marzo 2010
inaugurazione il 7 marzo ore 18,00

Da non confondere con il ben più famoso brand, Vena.Cava (con il puntino) è lo pseudonimo di un’illustratrice di cui non ho trovato praticamente informazioni. Poco male perché ciò che voglio segnalarvi sono le sue creazioni, soprattutto i suoi plushes, che potete vedere su Flickr: dal baffone messicano El Capitan all’allucinato fungo assassino Basil fino ad Oopik col quale, da parte mia, è stato amore a prima vista.
Lo scorso ottobre vi avevo segnalato l’inaugurazione del negozio nei nostri amici di Beaverton, a Roma.
Se ve la siete persa guardatevi il video girato quella sera, poi andate sul sito a vedere tutti i nuovi arrivi.
Beaverton
via dei Serpenti 96, Roma
(vedi mappa)
Chi di noi non ha mai dovuto fare i conti con un paio (ma anche molti di più) di calzini usati, ormai logori e inutilizzabili? Ma a quanti di noi è mai venuto in mente di poter riciclare i suddetti calzini, dar loro una nuova vita e, addirittura, trasformarli in oggetti d’arte? Intanto che siete lì, a spremervi il cervello in cerca di qualche nome, vi parlo di Neta Amir.
Neta è un’artista israeliana di 37 anni che, dopo il diploma in fashion design e una carriera di alcuni anni nell’industria della moda, ha deciso di mollare tutto per seguire la propria ispirazione, dedicandosi completamente alla creazione di sculture, installazioni, bambole e oggetti di uso comune.
Dopo le prime dolls, ecco il lampo di genio: costruire delle vere e proprie scenografie – tessili, tanto per cambiare – intorno alle proprie bambole. A questo punto potreste obiettare che le case per le bambole esistono da secoli, ma vi sfido a trovare altrove poltrone, pouf, cuscini, tazzine e vasi di fiori realizzati interamente (o quasi) con calzini riciclati.
Per farvi un’idea guardate qui. Se siete curiosi, v’invito a leggere il suo blog, attraverso il quale potrete seguire passo passo i suoi nuovi progetti e assistere al making of dei suoi nuovi accessori. Se, infine, lo stile di Neta vi piace, ma la storia dei calzini usati v’inquieta non poco (e come darvi torto!), vi consiglio di visitare il suo Etsy shop, zeppo di accessori fashion (bellissime le pantofoline modello Mary Jane) e oggettini per la casa realizzati con tessuti nuovi di zecca.
Camilla & Camilla sono due giovani mamme di Copenhagen che in una domenica d’estate di tre anni fa hanno deciso di mettersi a fare abiti per bambini, morbidi cuscini colorati, casette fatte a maglia e buffi pupazzetti che starebbero benissimo non solo nella stanza di tuo figlio ma anche in salotto.
Il loro brand si chiama LuckyBoySunday e, visto che in Italia non ci sono ancora rivenditori, eccovi un paio di siti dove acquistare: PetitHOOD e Little Fashion Gallery.

I nostri amici di Think.BigChief quest’anno si sono superati con un papertoy da scaricare, stampare, ritagliare e incollare, tutto dedicato all’U10.
E se questa sigla vi suona ancora misteriosa è ora che vi compriate un paio di occhiali visto che abbiamo avuto banner ovunque e tuttora ne abbiamo uno, sulla bellissima iniziativa Dimmi come ci riesci.

Da piccolo, oltre che con le/i Lego, giocavo con delle costruzioni di legno che mio nonno, falegname, aveva fatto per me. Una scatola piena di triangoli, mezzelune, cubi e ponticelli, sicuramente più grezzi di quelli che si trovano in commercio, ma in quanto a potenzialità, poteva rivaleggiare con qualsiasi altre set di costruzioni in vendita nei negozi.
Ma le uniche che io abbia mai visto in giro ad avere pure un bel paio di baffi (o sopracciglia, vanno bene per entrambi), sono le PlayShapes, un set di 74 pezzi in legno con i quali fare praticamente di tutto: vedere per credere!
L’idea è di Miller Goodman, una coppia di designers di Brighton con il pallino per le costruzioni.

Avvistati per la prima volta nel magico atelier dei Pesci Pneumatici qui a Bologna, mi sono sempre ripromesso di tornare ad acquistare uno dei Monstris di Ninon.
Inutile dire che poi mi è passato di mente (come mille altre cose). Ma poi rivedi quegli occhietti e come fai a resistere?
Forse stavolta sarà quella buona!


