Tag Archives: libri

A Shaded View on Fashion Film by Flaneur&Publisher

A Shaded View on Fashion Film by Flaneur&Publisher

Scritto il 07 luglio 2010 da Simone Sbarbati.

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Ne ho ricevuta una copia appena qualche giorno fa quindi condivido con voi questa splendida idea.
Avete presente A Shaded view on Fashion Film, il festival ideato da Diane Pernet in collaborazione con Vogue e dedicato ai video e corti in tema fashion?

Ne abbiamo parlato non molto tempo fa in occasione dell’edizione milanese del festival, al quale siamo stati invitati.
Al posto del solito catalogo – che in questo caso ha davvero poco senso visto che si tratta di immagini in movimento (come pure non avrebbe troppo senso un ormai obsoleto dvd) – il nuovo editore Flaneur&Publisher ha deciso di lanciare un mini-cofanetto in edizione limitata contenente, oltre alle varie note critiche, 10 foto originali tratte da altrettanti stills dei video selezionati.

Un’alternativa originale al classico coffee table book: se comunque avete un tavolino tascabile, nessuno vi vieterà di tirarlo fuori, metterci sopra la preziosa scatoletta, e fare salotto ovunque voi siate.

Il box di ASVOFF Milano lo trovate anche sul nuovo shop online di 10 Corso Como: ed ecco qua, due news al prezzo di una.
Dopo il salto, altre immagini.
Continua…

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Bookshelf Porn: per i feticisti degli scaffali

Bookshelf Porn: per i feticisti degli scaffali

Scritto il 26 giugno 2010 da Simone Sbarbati.

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Orfano di quest’altro sito - che ormai non viene più aggiornato – ho finalmente trovato il sostituto ideale, in grado di soddisfare la mia brava da guardone di librerie altrui: Bookshelf Porn.

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Yuichi Yokoyama

Yuichi Yokoyama

Scritto il 14 giugno 2010 da Simone Sbarbati.

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Conosciuto principalmente per i suoi manga alternativi – nello stile e nella trama – apparsi anche in Italia grazie a Canicola, l’artista giapponese Yuichi Yokoyama ha da poco pubblicato un libro interamente dedicato alle sue opere pittoriche, a dir poco allucinanti e allucinogene.

Da sfogliare preferibilmente con sottofondo di lavatrici riempite a metà (lavaggio: cotone delicato – 40° – centrifuga a 600) oppure, a scelta, mettendo su qualcosa di Neon Indian.

Il libro lo trovate da Picture Box, insieme ad un paio di comic books e ad una serie di poster.
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Smoke Bath

Smoke Bath

Scritto il 07 maggio 2010 da Simone Sbarbati.

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Vicino a casa mia, da bambino, c’era un bosco.
Sembra l’inizio di una fiaba ma è tutto vero. Anche se in realtà non era proprio un bosco ma un mini-bosco. In paese lo chiamavano tutti il boschetto, ma era una specie di quadrato di alberi alti e fittissimi ed intricatissimo sottobosco in mezzo ad un campo di barbabietole, proprio fuori dal cancello di casa mia.

Il boschetto non ha mai avuto una fama maledetta: niente fantasmi (quelli stavano in una casa semi-distrutta poco lontano: si diceva che quando avevano provato a demolirla, il giorno dopo era di nuovo lì), niente tossici (quelli usavano il parchetto sotto le scuole medie e probabilmente la casa-fantasma). Però per me il boschetto un po’ magico lo era. Andavo ad esplorarlo di nascosto, d’estate, insieme alla mia gatta Nerina, che in realtà era bianca, è vissuta più di 20 anni ed era molto comunicativa.
In mezzo alle urla degli uccelli (perché cinguettavano talmente forte che sembrava di essere ad un party) pareva che mi parlasse.

Ecco, Smoke Bath è da prendere con questo spirito.
Si tratta di un libro uscito da poco che raccoglie – su idea del fotografo americano Peter Sutherland, che ne ha curato la pubblicazione – le opere di tantissimi artisti, tra fotografi ed illustratori, accomunate dal tema del campeggio, della natura, dell’esplorazione.
Smoke Bath lo potete acquistare qui.

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Velo – Bycicle Culture and Design

Velo – Bycicle Culture and Design

Scritto il 29 aprile 2010 da Simone Sbarbati.

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Ciclisti, designers, artisti, pazzi e collezionisti, tutti accomunati dalla passione per la bici, riempiono le pagine di Velo, Bycicle Culture and Design, nuovissimo libro edito dalla Gestalten.

240 pagine piene di immagini, in uscita nei prossimi giorni.
Per ora è possibile pre-ordinarne una copia su Amazon.

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The Selby is in your place

The Selby is in your place

Scritto il 26 aprile 2010 da Simone Sbarbati.

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Alla continua ricerca di ispirazioni per arredare/decorare la casa finisco regolarmente su The Selby, il sito che il fotografo Todd Selby ha lanciato un paio d’anni fa quasi per gioco ma che è diventato fin da subito, per l’interior design, ciò che The Sartorialist rappresenta per il mondo della moda.

In due anni Todd ha fotografato un numero impressionante di personaggi più o meno famosi del mondo della moda, dell’arte, del design, della musica, ciascuno nella propria casa, così com’è, da quella più disordinata a quella impeccabile, da Los Angeles a Tokyo, da Londra a New York, da Milano a Parigi.
E se conoscete già il suo sito – immagino di sì perché l’abbiamo citato più volte qui su Frizzifrizzi – sicuramente avrete pensato anche voi che i suoi scatti, i suoi mini-reportages sarebbero perfetti per un libro, uno dei quei coffee-table books da piazzare sul tavolino quando arrivano gli ospiti.

Eccovi accontentati: il libro c’è, è nuovissimo, si intitola The Selby is in your place e contiene i ritratti di 40 personaggi (ed altrettante case, in tutto 256 pagine), la maggior parte dei quali mai apparsi sul suo sito.
Preparate il tavolino da caffè.

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Fuck Yeah Cardiovascular System

Fuck Yeah Cardiovascular System

Scritto il 10 marzo 2010 da Simone Sbarbati.

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Durante il laboratorio di Fashion Blogging che ho tenuto con la socia Francesca ai ragazzi dell’università di Rimini/Bologna, ho insistito più volte sul fatto che ok i comunicati stampa, ok le news che trovi su altri blog, ok le segnalazioni, ma la cosa più divertente è perderti di link in link seguendo un percorso iniziato magari (quasi sempre) per caso.

Ecco come ho scoperto Fuck Yeah Cardiovascular System – e sentitevi liberi di andarvene lontani da qui cliccando e cliccando, poi magari tornate e ditemi dove siete arrivati…
Ieri l’amico Bollett di UrbanCamou ha postato su Facebook la sua foto insieme a Diane Pernet. C’ero pure io quando l’ha scattata, a Roma, durante il Fashion on Paper. Il giorno dopo, mentre facevamo un giro per le vie della città, parlavamo proprio della Pernet e dicevo a Bollett che ero in qualche modo intimorito da lei, non tanto per il suo look, quanto perché fin dalla prima volta che l’ho vista mi ha ricordato Madame Psychosis, bizzarro personaggio del mio libro-feticcio Infinite Jest.

Infinite Jest l’ho letto nel periodo più incredibile e turbolento della mia vita e di M.me Psychosis me ne innamorai (per quanto può essere amore quello per un personaggio immaginario). Ora, non mi sono certo innamorato di Diane Pernet. Non leggo il suo blog, non ci ho neanche mai parlato pur avendone avuta l’occasione. Semplicemente vederla mi scatena ricordi fittizi (perché ombre di eventi che non sono mai accaduti, se non nel libro e in quello che io mi portavo via leggendo) e reali (quello che succedeva nella mia vita vera, al di fuori del libro) che preferisco lasciar lì dove sono.

Dopo aver lasciato un commento sotto alla foto di Bollett sono andato su Google a cercare Madame Psychosis. Ogni tanto lo faccio. Non più di una volta l’anno, a dire il vero, ma i risultati cambiano sempre. Una volta il primo risultato era il sito dedicato a David Foster Wallace, un’altra era il blog di un tizio americano appassionato di Infinite Jest.
Ieri come primo risultato è uscito questo: madamepsychosis.wordpress.com, il blog di Esther G., scrittrice italiana (leggetevi questo [pdf], a me è piaciuto).
Un’occhiata ai links ed ecco Fuck Yeah Cardiovascular System che, visto che è anche il titolo di questo post, dovrei magari spiegarvi cos’è.
Ma non lo faccio perché si spiega da solo.

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Una giornata moderna

Una giornata moderna

Scritto il 02 marzo 2010 da Simone Sbarbati.

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Del Ventennio ci sembra di sapere tutto: i personaggi, l’ascesa al potere, la dittatura, la guerra e la caduta. I nonni ed i bisnonni ci hanno raccontato i loro aneddoti, ed abbiamo conosciuto come si viveva, da nord a sud, nell’Italia fascista, attraverso decine di documentari.

Ma, uniformi (militari e dei piccoli Balilla) a parte, finora il mondo della moda e dello stile di quegli anni non era mai stato indagato tanto a fondo quanto in Una giornata moderna, librone appena uscito a cura di Mario Lupano ed Alessandra Vaccari.

Qualche giorno fa sono stato alla presentazione, soprattutto perché durante il laboratorio di fashion blogging che Frizzifrizzi ha tenuto lo scorso anno a Rimini, proprio all’interno del corso di Moda e Design del prof. Lupano, avevo sentito parlare dei (lunghi) lavori di preparazione del volume.

Il risultato è strepitoso. Con 400 pagine ed oltre 1500 illustrazioni, Una giornata moderna è diviso in quattro sezioni: misura, modello, marca e sfilata, attraverso le quali si ripercorrono le tappe fondamentali dell’evoluzione del Made in Italy tra il 1922 ed il 1943, con contributi di esperti e studiosi di culture visive, storia della moda e storia dell’architettura, oltre a testi estratti da manuali e riviste dell’epoca.

E proprio sulle riviste è stata fatta la ricerca iconografica più importante, andando a spulciare archivi su archivi di testate che per la maggior parte oggi non esistono più: dall’Almanacco della Donna Italiana a Vita Femminile, passando per Cordelia – rivista quindicinale per le signorine, Lidel, Snob e tanti altri.

E’ praticamente impossibile riassumere in poche righe tutto ciò che trovate nel libro quindi eccovi un po’ di suggestioni random e, dopo il salto, alcune immagini.

Una ventata favorevole spira ancor oggi per la cosiddetta chiusura lampo, il non plus ultra della semplicità, sintesi meccanica della vita odierna [...]

La mia signora è molto sensitiva. Molto sensitiva ai vestiti che porta [...] Un giorno l’ho vestita chinese, s’è messa a parlare in chinese purissimo. Se le mettessi un vestito nero e un velo lungo, andrebbe a singhiozzare al cimitero sopra una tomba.

Originale è forse la signora che ha inventato di ricamarsi sul fazzoletto al posto delle cifre, di un simbolo o dello stemmo, il numero del telefono [...]

Ma il consiglio è di prendervene una copia, mettervi seduti comodi ed iniziare a sfogliare. Nel frattempo io mi sono perso ad ammirare le mise sportive e le sneakers dell’epoca…
Continua…

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Curious Pages: strane letture (non) solo per bimbi

Curious Pages: strane letture (non) solo per bimbi

Scritto il 03 febbraio 2010 da Simone Sbarbati.

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Tagliati le unghie, altrimenti per punizione ti taglieranno i pollici: questa, in soldoni, la trama di uno dei racconti di Pierino Porcospino, libro per l’infanzia tedesco (titolo originale Der Struwwelpeter) che da bambino  - lo lessi a casa delle mie cugine – mi causò un bello shock e notti di incubi con forbici gigantesche e versioni mostruose dei miei genitori che mi rincorrevano per tagliarmi le dita.

In tutti questi anni l’avevo praticamente rimosso fino a quando ieri sera non ho scoperto Curious Pages, bellissimo blog dedicato ai libri per l’infanzia più strani, che usa il povero Struwwelpeter come logo.

Tra libri di propaganda sovietica, capolavori di graphic design, trame diseducative e incubi tascabili, anche se non avete figli, fossi in voi un’occhiata gliela darei lo stesso.

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Dario Zeruto e l’arte della rilegatura creativa

Dario Zeruto e l’arte della rilegatura creativa

Scritto il 15 gennaio 2010 da Simone Sbarbati.

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La prima ed ultima volta che – oltre a graffettare – mi sono cimentato nella rilegatura è stato quando mia nonna ha provato ad insegnarmi come cucire insieme i foglietti quadrati sui quali disegnavo per farne dei libretti (bimbi, mettete il ditale!). Risultato: disastroso.
E da allora, se devo esser sincero, non ho più fatto molto caso, quando avevo un libro in mano, a com’era rilegato: lo fanno le macchine, e la rilegatura, quando lo scopo pratico è semplicemente quello di arrivare a leggere dalla prima all’ultima pagina senza che te ne rimanga una in mano, è tanto migliore quanto meno ti accorgi che c’è.

Ma quando non è solo il contenuto di un libro ad essere importante, interessante, divertente, ma il libro stesso; quando cioè è l’oggetto-libro ad essere opera d’arte, allora non c’è macchina che tenga: la mano di un esperto la vedi subito.
E ti incanti a guardare quella semplice magia che rende esperienza sensoriale un gesto semplice e quotidiano come quello di sfogliare una pagina.

In questo caso, a lasciarmi a bocca aperta sono state le opere di Dario Zeruto, artigiano cubano che vive tra Milano e Barcellona.
Autodidatta, Dario ha imparato l’arte del tessuto dalle indigene boliviane, poi ha girato il mondo per studiare le tecniche di produzione della carta e la rilegatura. Ora vive tra Milano e Barcellona, partecipando a mostre e realizzando le sue fantastiche opere.

Oltretutto Dario insegna anche alla Naba di Milano e conduce corsi e workshops di rilegatura creativa per adulti e bambini.

Ed è stata proprio una sua studentessa, oltre che nostra vecchia conoscenza, a segnalarcelo, ovvero Cristina, una delle fondatrici di quel meraviglioso micro-universo creativo che è Dissociate/Sartoria Vico.

Altre immagini dopo il salto Continua…

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BibliOdyssey

BibliOdyssey

Scritto il 14 dicembre 2009 da Simone Sbarbati.

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BibliOdyssey

Ammiro (e un po’ invidio anche) questo tizio australiano che trova il tempo di mettersi a fare ricerche su libri illustrati più o meno antichi e di seguire le proprie ossessioni – Magari perdendo ore, o giorni, dietro ad incisioni o bozzetti raffiguranti else di spade o funghi velenosi – e pubblicando poi tutto sul suo blog BibliOdyssey.

Guardatevelo (o, per far prima, potete andare anche su flickr a vedere solo le immagini) se siete webonnivori, collezionisti o sociopatici.

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L’eleganza non ha tempo

L’eleganza non ha tempo

Scritto il 26 novembre 2009 da Simone Sbarbati.

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L'eleganza non ha tempo

Il sottotitolo di questo splendido libro è “per ottenere una favorevole attenzione” ma avrebbe potuto benissimo essere un più accattivante “il manuale definitivo per vestirsi da gentleman“.

Perché L’eleganza non ha tempo è proprio questo: un manuale indispensabile per tutti i maschietti, sia per coloro che passano due ore davanti allo specchio e non escono di casa senza essere almeno impeccabili, ma anche per tutti quelli che si chiedono che camicia abbinare ad un abito sabbia, come annodarsi la cravatta, come piegare una pochette, cosa indossare al lavoro e cosa nel tempo libero, qual è la perfetta manutenzione per un paio di scarpe costate l’ira di Dio.

Ne L’eleganza non ha tempo c’è questo e molto altro, il tutto focalizzato sullo stile classico italiano. Il lavoro dell’autore, Emidio Cesetti, è certosino e niente è stato lasciato al caso. Il libro copre tutti gli argomenti del vestiario maschile, dal soprabito alle scarpe, passando per gli accessori.
Illustrazioni, schemi, regole d’oro e, soprattutto, le sezioni “Cosa non fare”: indispensabili.
Da quando ne ho una copia, lo tengo sulla scrivania e non passa giorno senza che ci dia un’occhiata per cercare qualcosa.

Ovvio, poi, che ognuno ha i suoi gusti ed il suo stile e non c’è bisogno di seguire per forza tutto alla lettera, ma dopotutto c’è più gusto a violare una regola consapevolmente che per ignoranza.

L’eleganza non ha tempo lo trovate nelle migliori librerie oppure potete acquistarlo direttamente sul sito dell’autore.
Dopo il salto trovate altre foto, mentre qui c’è un breve estratto del libro. Continua…

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Facciamo un videogioco!

Facciamo un videogioco!

Scritto il 18 novembre 2009 da Simone Sbarbati.

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Facciamo un videogioco!

Da bravi genitori di un futuro nerd i miei, alle elementari, mi mandarono ad un corso di computer.
Ero appena passato da un vecchio Spectravideo (64k di ram!) ad un pc Amstrad senza disco fisso, con due drive per i dischetti ed il mitico Ms-Dos che faceva girare tutto. Imparai a fare giochini idioti e semplicissimi in basic. Del tipo: un cerchio colorato ti chiede se andare a destra o a sinistra e se lo mandi da una parte diventa un quadrato, se lo mandi dall’altra diventa una linea, e via così…

Non c’era molto da divertirsi, ma all’epoca pensavo di poter far decollare con il suddeto Spectravideo un carrettino di legno costruito con un mio amico (ricordate il film Explorers?)…

Ci fossero stati, all’epoca, i computer che abbiamo oggi in casa. E soprattutto, avessi avuto un libro come questo!
Facciamo un videogioco!, edito da GradoZero Edizioni – di cui abbiamo già parlato qui – è un romanzo/manuale, nel senso che racconta in forma di storia come si fa un videogioco, chiamando anche il lettore a partecipare attraverso un cd-rom allegato.

Scorrevolissimo, avvincente, tecnico quanto basta per renderlo più di un semplice libro da leggere e mettere via, Facciamo un videogioco! è stato scritto da un autore d’eccezione, Ivan Venturi, creatore del primo videogame tutto italiano e fondatore di Koala Games, casa di produzione di videogiochi educativi.
Le illustrazioni sono di Francesco Mattioli.

A tutte le mamme e ai papà che ci stanno leggendo: non fatelo mancare sotto l’albero di Natale del vostro futuro nerd. Ma lo consiglio anche alle bimbe e agli stessi genitori, soprattutto i più apprensivi in fatto di videogames. Conoscere come nasce qualcosa, come funziona, significa poi usarlo meglio. Continua…

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All City Writers

All City Writers

Scritto il 26 ottobre 2009 da Simone Sbarbati.

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All City Writers

Con ogni probabilità diventerà uno di quei libri immancabili nella libreria di ogni appassionato di graffiti, vista l’enormità del progetto che c’è dietro ad All City Writers.
410 pagine per 1250 immagini e 250 artisti coinvolti. E, soprattutto, 620 articoli: storie finora circolate praticamente solamente all’interno delle stesse crews e raccontato soltanto oralmente, finalmente raccolte e messe nero su bianco per fare luce sul fenomeno writing.

Una quantità impressionante di contributi da chi in prima persona ha vissuto la storia di quest’arte, raccolti in un librone oversize (guardatevi le immagini sul sito, cliccando su Layout Preview) che sarà presentato il prossimo 7 novembre  presso il Lap – Observatory of Contemporary di Milano, dove sarà anche possibile acquistarlo.

Da novembre sarà in vendita nelle migliori librerie, online sul sito dell’editore e nei negozi Carhartt, sponsor del progetto.

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The Indie Rock Coloring Book

The Indie Rock Coloring Book

Scritto il 20 ottobre 2009 da Simone Sbarbati.

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The Indie Rock Coloring Book

Un libro da colorare, come quelli dei bambini, ma dedicato a chi ama la musica indie. Praticamente come comprare un sacchettino di banane e fragole gommose alla fiera di paese: sa di stupido, ma è irresistibile e puoi andarci fiero con gli amici.

The Indie Rock Coloring Book (non è una nuova uscita ma l’ho scoperto soltanto ora) è un libretto di 32 pagine dedicato ed ispirato a musicisti e bands come Devendra Banhart (irresistibile la sua barba piena di uccellini da colorare), The National, Clap Your Hands Say Yeah, Bloc Party, Iron & Wine, Broken Social Scene, Bon Iver, Rilo Kiley ed altri.
Le illustrazioni sono di Andy J.Miller.

Il libro lo potete acquistare online qui, qui oppure qui.

Dopo il salto altre immagini del libro. Continua…

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GradoZero Edizioni

GradoZero Edizioni

Scritto il 16 ottobre 2009 da Simone Sbarbati.

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GradoZero Edizioni

L’essenziale, quando hai un bambino, è raccontare sempre come stanno le cose. Perché si fa e perché no. Come funziona. Cosa succede se… E quando.
Nonostante tutta la buona volontà, a volte può però diventare complicato e sebbene niente possa sostituire la voce, l’espressione, le parole di una mamma o di un papà, di sicuro un libro illustrato può essere d’aiuto quando ti trovi a voler spiegare cos’è la pazienza o cosa fa la mamma mentre lui o lei se ne stanno a scuola e ti immaginano chissà come e chissà dove (l’unica cosa di cui sono certi è che non sei lì con loro e chissà poi come mai).

I libri di GradoZero Edizioni nascono proprio per questo. La neonata casa editrice bolognese, fortemente voluta da due super-mamme (oltre che lettrici di Frizzifrizzi!) con un’ottima esperienza nel settore, ha da poco pubblicato i primi due titoli, già disponibili in tutte le librerie.

Mentre la mamma è al lavoro…, grazie al semplice ma efficace escamotage delle pagine divise a metà racconta, in contemporanea, la giornata di mamma e bambina.
Un po’ di pazienza spiega in maniera semplice e attraverso esempi presi dalla vita di tutti i giorni – tipo vestirsi, giocare, fare una torta (con tanto di ricetta) –  il concetto di attesa e di collaborazione.

Interessante il fatto che le mamme, per una volta, non sono dipinte secondo il classico stereotipo di casalinga dall’aspetto rassicurante, le tette appuntite e strascicanti, sempre dietro a pentole e borse della spesa, ma come ben più realistiche donne alle prese con il lavoro ed un look decisamente più contemporaneo.

Di prossima uscita, inoltre, un volume dedicato ai bimbi un po’ più grandi e in special modo ai futuri nerds. Non vi svelo niente, ma un libro così avrei voluto averlo io una ventina di anni fa!

Dopo il salto altre immagini Continua…

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Hair’em Scare’em: l’arte sta tutta nei capelli

Hair’em Scare’em: l’arte sta tutta nei capelli

Scritto il 08 settembre 2009 da Simone Sbarbati.

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Hair'em Scare'em

Capelli veri e finti. Acconciati, disegnati, photoshoppati, dipinti e strappati. Ciglia, barbe, ascelle. Peli al posto giusto o in quello sbagliato.
L’arte e i peli, in un magnifico libro che uscirà il mese prossimo per Gestalten (che sono sempre avanti e si fanno la ceretta quando è il momento)a 35€: Hair’em Scare’em.
Tenete d’occhio le librerie.
O i parrucchieri.

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Harley-Davidson Book of Fashions

Harley-Davidson Book of Fashions

Scritto il 25 luglio 2009 da Simone Sbarbati.

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Harley-Davidson Book of Fashion

Da moto dell’esercito americano nelle due guerre mondiali a mezzo d’elezione per controversi borderlines (vedi, anzi leggi Hells Angels) che rifiutavano l’american way of life, amavano donne, alcool e libertà, spacciavano ogni tipo di roba ai beatniks poi andavano alle loro feste a far casino, picchiavano i fricchettoni, facevano finta di essere un po’ nazisti, a volte si atteggiavano pure a divi visto che le riviste patinate ed il cinema andavano pazzi per loro.

Un marchio, una motocicletta, uno stile di vita. L’Harley-Davidson è questo ed altro.

Anche se non amate le due ruote vi consiglio lo stesso questo bellissimo libro uscito l’anno scorso ma che ho scoperto soltanto ora. Si intitola Harley-Davidson Book of Fashions, favoloso coffee table book edito dalla Cycleman Books / My Freedamn, casa editrice giapponese specializzata nella pubblicazione di volumi dedicati principalmente agli anni ‘50/60, tra rock’n'roll, surf, skateboard, hot rod, spiagge californiane e motociclette.

Harley-Davidson Book of Fashions racconta, grazie soprattutto a foto dell’epoca, lo stile Harley. Dagli accessori come guanti ed occhialini, ai primi completi da motociclista, fino alle camicie con le insegne dei primi gruppi organizzati di outlaws.

Lo trovate negli migliori librerie oppure online da Libreria Rizzoli a 84,50 € o da Hoepli.it a 76,05 €.

via A Continuous Lean Continua…

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Le case dei creativi

Le case dei creativi

Scritto il 02 luglio 2009 da Simone Sbarbati.

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Creative Space: The Urban Homes of Artists and Innovators

30 appartamenti di altrettanti creativi di tutto il mondo.
Creative Space: Urban Homes of Artists and Innovators è un libro uscito un paio di mesi fa a cura di Francesca Gavin, visual arts editor di Dazed e collaboratrice di diversi altri magazines coma Another, Another Man, Timeout, Guardian online e The Big Issue.

Entrare nelle case, arredate e decorate ciascuna con uno stile del tutto personale, di artisti come Fafi o Ryan McGinness di sicuro sarà di gran ispirazione a tutti coloro che, come me e la mia compagna-socia-madre-di-mia-figlia Ethel, stanno costruendosi un nido, e piacerà di sicuro ai fan di The Selby.

Il libro lo trovate anche su Webster.it a 31,43 € o su Amazon, in offerta (nel momento in cui scrivo) a 20,37 $.

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Il libro della domenica: L’uomo che fu Giovedì

Il libro della domenica: L’uomo che fu Giovedì

Scritto il 14 giugno 2009 da Finzioni.

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Il libro della domenica: L'uomo che fu GiovedìUna discussione tra due persone che la pensano diversamente è virtualmente insolvibile. Entrambe le parti credono profondamente alle idee che sostengono e pensano di avere ragione.

E la ragione è spesso più ottusa di quello che effettivamente designa e rischia di costruire una barriera alle buone idee e alle contraddizioni che vengono dall’esterno.

Dunque, una discussione finisce solo quando uno cede il passo all’altro e dice hai ragione. Oppure quando si tirano fuori cose tipo abbiamo ragione entrambi, ognuno ha le sue idee, non c’è mica problema.
Più raro è quando si dice: non sono d’accordo, ma mi hai convinto.
Io non sono affatto d’accordo con Gilbert K. Chesterton. Ma mi ha convinto.

L’uomo che fu Giovedì trasuda intelligenza da tutte le pagine.
Le prime dieci sono indimenticabili, con due poeti che discutono pro e contro l’anarchia con un acume davvero da grandi pensatori.

Poi c’è un Consiglio Segreto Anarchico in cui tutti i membri hanno come nome un giorno della settimana e Domenica è il capo, enorme e misterioso. Continua…

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