Tag Archives: casa e arredamento

Quest’inverno ho sentito parlare (ed anche letto ma non ricordo dove) di un nuovo servizio messo a disposizione del cliente da parte di grandi catene alberghiere: una persona si stende nel tuo letto prima di te e te lo riscalda perché tu possa trovarlo tiepido al momento dell’uso.
Orrore ho pensato io, che preferisco trovare il letto vuoto (almeno dal mio lato) e le lenzuola gelide! E comunque non bastava lo scaldaletto elettrico o la borsa dell’acqua calda che usava nonna?
Perché, anche se fossi freddolosa, dovrei volere che un perfetto estraneo, avviluppato in una tuta igienica che gli copre anche i capelli, sia pagato per riscaldare il mio posto?
Io non voglio un letto riscaldato-usato, voglio lenzuola fresche anzi fredde. In generale mi piace che anche la stanza non abbia una temperatura troppo elevata. Dormo con il termosifone spento e la finestra aperta anche in pieno inverno, non solo quando sono in Calabria.
Se a ciò aggiungete che mi piace leggere fino a notte fonda, capirete che sono tra coloro che possono ritenere che la felicità a letto sia possedere un paio di lenzuola dotate di guanti che coprano braccia e mani durante le ore di lettura. I miei arti superiori rischiano spesso il congelamento.
Le ha disegnate Andrea Ayala Closa e saranno presto in vendita, potete mettervi in lista!

Scusate il nekkiano gioco di parole (ma dopotutto lui apprezzerebbe, è uomo di campagna e di sudore della fronte), che comunque potrete farmi pagare riducendomi a brandelli con un’ascia nuova fiammante della collezione AW2010 della Best Made Co, l’unico brand, credo, a sfornare asce come fossero collezioni di moda.
Anche se non siete serial killer o boscaioli, un’ascia fa sempre comodo: costa meno di un’auto ma ti fa sentire uomo lo stesso. Probabilmente di più. E il vero uomo toglie quadri e stampe, che dopotutto non servono a nulla, e alle pareti appende solo asce. E quando esce di casa si mette il cappellino rosso del coraggio: molto Zissou, che non era un montanaro ma avrebbe apprezzato la pagina di ispirazioni piena di iceberg.

Custo (1, 2); Philosophy by Alberta Ferretti (3); Vivienne Westwood (4); Vivienne Westwood for The Rug Company (5); Look from London (6); Solange Azagury-Partridge (7); San Blas (8); Delfina Delettrez (9); Zac Posen (10); Markus Lupfer (11); Lauren Moshi (12); DKNY (13).
Avevo 12 al massimo 13 anni e la mia cara-carissima amica M. B. si era innamorata per la prima volta. A quei tempi, parlo del 1986-87, non c’erano sms, mms, email , chat e via dicendo, le più romantiche (io ero ancora un maschiaccio problematico) scrivevano lunghe, smielate e spesso anche sgrammaticate lettere d’amore. Insomma vi dicevo che M. era innamorata e dopo aver scritto una lunga lettera all’ancora basso e paffuto S. mi chiese di mettere il suo rossetto e di baciare il foglio della carta da lettere. Mi disse che dovevo farlo io perché lei aveva labbra troppo sottili…
Ancora, se mi concentro, riesco a ricordare l’odore tremendo che aveva quella carta quando ho accostato le labbra.
A guardare le immagini sopra la dodicenne di allora si chiederebbe: chissà chi è la poverina costretta a dare tutti questi baci con un rossetto non suo?

C’è (la) Jole, provocante donzella d’altri tempi, che fa la civettuola in mezzo ad un prato con la sua seduta pelosa.
C’è (la) Irma, vecchiettina magretta e raggrinzita, che pensa accanto a una finestra alle storie da raccontare ai suoi nipoti.
C’è (la) Virginia, la fricchettona che vaga con la testa tra le nuvole e il cielo, di un blu elettrico come il suo vestito.
C’è (la) Meggie, dolce e un po’ insicura, ma vedrete che con l’abito arancione stasera farà faville.
C’è (la) Eli, quella coi piedi per terra, che si rilassa meditando davanto ad un buon té nel deserto.
C’è (la) Wanda, che chi ci capisce è bravo, ma quando arriva in una stanza poi non le stacchi gli occhi di dosso.
E infine c’è (la) Titti, che non è una sedia ma non ne fa un problema – lei è abituata a far da tappezzeria – l’importante è che le portino un drink ogni tanto.
Bubu Designer, ovvero Laura Gobbi, le chiama le sue ragazze, come si farebbe con una combriccola di signore attempate ma ancora piene di energia che porti a ballare.
Recuperate tra soffitte e scantinati, con qualche cicatrice ma personalità da vendere, chiedono solo di essere adottate, accolte ed amate.
Laura continuerà a seguirle, fotografandole nelle loro nuove case, portando avanti le loro storie.
Per informazioni scrivete a lauragobbi.lg@gmail.com

Su segnalazione della nostra cara Ilva ho scoperto Envelop, nuovo shop online che ha la particolarità di essere un negozio di prodotti per la casa on-demand, realizzati con grafiche di artisti di tutto il mondo.
Dai copricuscini alle tote bags, dai grembiuli da cucina ai tovaglioli, dai guanti da forno alle tovagliette da prima colazione, è tutto in cotone, stampato al momento dell’acquisto e spedito a casa.
Senza spendere una fortuna – anzi, i prezzi sono più che ragionevoli – potete portarvi a casa prodotti dalle grafiche originali, made in Belgio, e prodotti in maniera ecosostenibile.
Di patterns tra i quali scegliere ce ne sono già molti, soprattutto tra copricuscini e tote bags.
E tutti i giovani artisti che vogliono arrotondare un po’ possono inviare le loro opere da stampare sui prodotti Envelop ed aprire un piccolo shop personale.
A bordo c’è già una piccola pattuglia di italiani (sono loro le cose nell’immagine qui sopra) tra cui Ester Grossi, Sister Planet, Pierpaolo Febbo, Dario Molinaro, Monica Greco e Cosimo Piediscalzi.

Per tre settimane giovani stilisti e designers italiani avranno a disposizione gli spazi del bel negozio bolognese I Love Shopping, dove esporranno le loro collezioni per la prossima primavera-estate.
Il temporary shop inaugura stasera alle 17,30 e chiuderà i battenti il 27 febbraio.
Parteciperanno Animakitsch, Chiarindi, Elena Ricci, Fibrae, Le Chou Chou, Moltosilvia, Stefania Fucci e T-Fish.
Temporary Shop
@ I Love Shopping
via San Felice 21/E
(vedi mappa)
dal 6 al 27 febbraio 2010
inaugurazione: 6 febbraio ore 17,30
Se hai ancora le tasche piene per qualche acquisto post-saldi, niente di meglio che spendere gli ultimi risparmi in capi, accessori, oggetti di design vintage.
Dal 27 al 31 gennaio, presso la Stazione Leopolda di Firenze c’è Vintage Selection, evento organizzato in collaborazione con A.N.G.E.L.O. e che vedrà la partecipazione di tantissime realtà (ben 40, alcune della quali già apparse su “questi schermi”).
Un piccolo negozio che da Antwerp, in Belgio, seleziona e vende prodotti fatti al mano provenienti da tutto il mondo.
Si chiama Magazyn e ci si trova davvero di tutto, dagli accessori ai complementi d’arredo.
Uniche costanti, oltre all’alta qualità dei prodotti, la semplicità del design e la palette dei colori (che sicuramente sarebbe molto apprezzata da Loraine, la blogger di Grijs).
Se non avete in programma un viaggio in Belgio, nei prossimi mesi, potete sempre acquistare online. Vi arriverà a casa un pacco decisamente in linea con l’estetica del negozio.
![[1+2=8] [1+2=8]](http://www.frizzifrizzi.it/wp-content/uploads/2009/12/1+28.jpg)
Che 1+2 non fosse =3 in fondo me lo immaginavo fin da quando, al liceo, prendevo regolarmente insufficiente nei compiti di matematica.
Ora me lo confermano pure il gruppo di designers italiani che si fanno chiamare [1+2=8].
Sono Andrea Barra e Davide Gallina, un duo che all’occorrenza diventa trio (o anche di più) grazie alle collaborazioni che avviano quando si trovano davanti ad un nuovo progetto.
Ma non si definiscono un collettivo, quanto piuttosto un contenitore del gusto e della progettazione.
Dalle borse portadocumenti dalle forme bizzarre, alle mollette catarifrangenti per ciclisti notturni, dai cappelli in feltro ritagliabili (tante forme in una) al pouf gonfiabile da giardino, nel loro porfolio c’è davvero di tutto.
I loro prodotti li potete acquistare direttamente online sul loro shop.

Di Greta Pigatto e dei suoi due brands, Madeleine Couture e Hwart, abbiamo già parlato diverse volte qui su Frizzifrizzi.
Stavolta invece vi parlerò del suo progetto più ambizioso, Aldo Moro 5.
Nato lo scorso anno come contenitore per l’eclettica creatività di Greta (graphic design, moda, arredamento ed oggetti per la casa), il sito ha visto prima la nascita di una vera e propria boutique virtuale dove acquistare online ed ora, ospitando altre creative che, come lei, avevano bisogno di una propria vetrina, il sito si sta via via trasformando in una sorta di piccolo Etsy tutto italiano.
E visto che l’unione fa la forza, Aldo Moro 5 sta crescendo sempre di più, grazie all’arrivo di nuovi brands, tutti rigorosamente handmade, e al blog dove seguire tutte le novità ed approfondire la conoscenza della varie realtà coinvolte con interviste e presentazioni.
Ad oggi fanno parte del progetto SoCute, La Zia Epi, GemelleToscane, FeduLab, Nivule Clothing, Aurora Tagliaecuce e La Matassa Ultravioletta.
E grazie a banners, social networks e al buon vecchio passaparola, Aldo Moro 5 si sta facendo conoscere sempre di più.
Per il 2010 è previsto l’arrivo di nuovi marchi e chiunque volesse proporsi può farlo inviando una mail ad info@aldomoro5.it.

Da 120 anni (proprio quest’anno si celebrava la ricorrenza) l’azienda svedese Kasthall produce tappeti fabbricati a mano ispirandosi alla tradizione tessile locale – prestando quindi, tantissima attenzione alle tematiche ambientali – e allo stesso tempo spingendo senza sosta sul pedale della modernizzazione di tessuti e motivi. Non a caso, negli anni, i designers di Kasthall si sono portati a casa numerosi premi e tappeti e moquette di loro produzione li potete trovare in locations esclusive come negozi, ristoranti e alberghi d’alto livello e persino ambasciate.
Che possiate o no permettervene uno (io no), andatevi comunque a guardare le varie collezioni: patterns e tessuti sono una vera gioia per gli occhi e sicuramente un’ottima fonte di ispirazione per chi si interessa di textile design.

Quadri, sculture, gioielli, borse, accessori, mobili (tra cui le bellissime sedie ricoperte in tweed e tartan ricilato, non ancora visibili sul loro sito bensì su Remodelista) e complementi d’arredo.
Tutto fatto a mano e realizzato da creativi di Brooklyn e dintorni, dove ha sede lo splendido Mc&Co, negozio aperto nel 2006 da Corinne Gilbert e Dan McCarthy, anche loro designers.
Sul sito non vedo uno shop online ma non è escluso che vendano qualcosa anche oltreoceano. Per informazioni, contattateli.

Mia nonna faceva un segno sul muro del cortile di casa sua. Una colonna per me, altre due per le mie cugine.
Non so bene, poi, a che età si smetta di trovar divertente la cosa (o quand’è che si stancano gli adulti). Bisognerebbe andare a ritrovare quei segni. Ma le case passano, i muri vengono imbiancati e la memoria cancella quel pezzetto giusto per far spazio a qualcos’altro.
Proprio per questo – seppure non avrà mai lo stesso fascino di una tacca sul muro – perché non usare qualcosa come il MeasureMe Stick?
Ideato da Studio 1a.m. e realizzato in bambù, può rimanere come oggetto di design anche quando il sangue del nostro sangue si sarà stancato ti farsi misurare.
via Ohdeedoh

Sali in soffitta e trovi una vecchia poltrona e alcuni trofei di caccia: la stoffa a fiori non la vuoi nel tuo salotto e una testa di cervo che ti guarda ti mette ansia.
Benissimo. Prendi la stoffa della poltrona e ricopri il cervo di rose e camelie. Magari decora il tutto con un piercing a teschio e fai fare al cervo la linguaccia. Sarà più felice di prima.
Questo è quello che fanno Frédérique Morrel e Aaron Levin aiutati dai loro due Jack Russel, Maggie e Godard, in rue de Chabrol a Parigi.
Dopo il salto altre immagini [...]

Di solito relegate nelle stanze dei bambini, le mappe formato gigante, sono un ottimo sostituto di quadri e stampe d’autore ed è facile che diventino il centro focale di una stanza. Mettine una accanto ad un tavolo o di fronte al divano e ti troverai a passare serate fatte di chiacchiere, aneddoti, momenti in cui perdersi con la testa tra le nuvole guardando coste, confini e paesi lontani.
Purtroppo la maggior parte delle mappe che puoi trovare in vendita sono proprio stile cameretta. Tutte molto simili dal punto di vista estetico, sono certamente più da studio che da arredamento.
Quelle di The Future Mapping Company, al contrario, sono pensate proprio per chi mette il design sopra ad ogni altra cosa.
Coloratissime e per tutte le tasche: dalle 20£ della versione su carta alle 170£ di quella incorniciata e magnetica.

Con un giro per mercatini dell’usato o pazienti ricerche su eBay probabilmente riuscireste a trovare oggetti, complementi d’arredo ed amenità varie come quelle che vedete qui sopra.
D’altra parte, per restare comodamente seduti, e godervi tutti insieme gioiellini come i vecchi cassetti da tipografia, il segnale (vintage) di una fermata d’autobus inglese o il sacchetto di $ stile Banda Bassotti, dovete trovare il sito che fa per voi.
Come Three Potato Four.

Nella ricerca del mio nuovo appartamento a Bologna, una delle condizioni che pongo alle agenzie immobiliari, oltre ai metri quadri minimi ed alla cifra massima, normalmente è la presenza di un camino.
Vi chiederete, e del resto lo ha fatto pure mia madre, che me ne devo fare di un camino inpieno centro a Bologna? Semplice, il caminetto mi piace. Rende l’atmosfera calma ed ovattata, dà un senso di protezione…
Presa da queste fantasie immobiliari, qualche giorno fa mi sono imbattuta in “DCCCXVII a.U.c.” e “1666″.
No, non do i numeri: “DCCCXVII a.U.c.” e “1666″ sono due modelli di parascintille, progettati dalla BBM e prodotti da Gspot con lastre di acciaio tagliate al laser e poi fatte ossidare.
I due modelli ricalcano le skylines di Roma e Londra e prendono il nome dalla date di due famosi incendi che nel passato hanno sconvolto le due capitali.
Sono veramente molto belli, dite che però si corre il rischio di sentirsi un po’ come Nerone?
via Core77

Nell’arredare o rinnovare casa propria – ed io ci sono in mezzo fino al collo – la gente si divide in chi non può fare a meno di mettere carta da parati ovunque, iniziando così a decorare fin dai muri, e chi invece la vede come fumo negli occhi: come qualcosa di scomodo da attaccare e preferisce di gran lunga il bianco totale o qualche mano di vernice colorata.
Poi c’è una terza via, quella di Novoceram, azienda francese di ceramiche che propone un’innovativo sistema per decorare le pareti di case, locali, negozi.
Bando alla carta, arrivano le piastrelle.
Motivi settecenteschi cinesi riprodotti su ceramica, realizzate in moda da poter essere posate indifferentemente, senza interrompere il pattern.
Per chi fosse curioso di vederle dal vivo, Novoceram sarà al Cersaie di Bologna dal 23 settembre al 3 ottobre.
Dopo il salto altre immagini [...]

Pig Bracelet di Ted Noten (1); Mounted Animal Collection di Kristin Lora (2); Le Perle ai Porci (3); Animal Index di Hiroshi Sasagawa (4); Borsa di Let’s Fly (5); Pendant a forma di maialino di Daniel Hiller (6); Pig Ring di Francesca Sibylla Augusta (7); Pig earphones di Green House (8); Anelli Pigs di Anna Tascha Larsson (9); Pearl Piggy Ring e Pearl Pig Tail Ring di Tiptoe by E.M. (10); Flying Pig Cuff Links di Jan Leslie (11); Piggy Pinky Ring (12); Fern’s Flying Pig CZ Cocktail Ring (13); Kids’ Pensdant Shade di Habitat (14).
Una delle discussioni più animate avute durante l’infanzia con mio fratello aveva come oggetto del contendere questo simpatico animaletto. In poche parole lui, reduce da un paio d’ore di documentari sul mondo animale, voleva a tutti i costi convincermi che il maiale è un animale intelligentissimo e pulitissimo e che quando si rotola nel fango lo fa nel tentativo di lavarsi.
Io, nata in campagna e con un’ottima memoria olfattiva, continuavo a sostenere che anche se le sue intenzioni erano buone puzzava da paura e che per me era ugualmente sporco e brutto…
Insomma a parte mio fratello e George Cloney (che pare ne abbia uno in casa), chi può sostenere che il maiale è un animale di bell’aspetto?
A prescindere dal suo look, il prossimo autunno-inverno sarà decisamente nel segno del maiale e non mi riferisco alla famigerata influenza suina o all’oroscopo cinese…
Date un’occhiata alle immagini e poi cominciate a guardarvi attorno!

Nel nuovo appartamento dove ci siamo trasferiti in estate io ed Ethel siamo ora alle prese con il dilemma quadri. Visto che una delle nostre mete fisse, quando siamo in cerca di ispirazione, è Apartment Therapy, ogni volta che esce un nuovo post ecco che si scatena l’immaginazione: come starà questa cosa a casa nostra?
Scartate le cornici vuote – bellissime, ma a lungo andare, forse, un po’ noiose – ora siamo stati irresistibilmente folgorati dagli appendiabiti.
E visto che ne abbiamo scatoloni pieni, proveremo a seguire tutti i consigli trovati in questo post.
Nel caso l’idea vi piaccia ma non abbiate a disposizione vecchi attaccapanni come quelli qui sopra, fatevi un giro su eBay.


