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Micro-tendenze SS2010 #5: sandali ultraflat

Micro-tendenze SS2010 #5: sandali ultraflat

Scritto il 11 marzo 2010 da Marisa Amoroso.

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Benetton (1); Marc by Marc Jacobs (2); Jimmy Choo (3); Christian Louboutin (4); H&M (5); Office (6); Fendi (7); Ixos (8); Topshop (9)

Come ogni regola che si rispetti, ecco arrivare l’eccezione: non solo tacchi vertiginosi per questa estate, ma tanti sandali ultraflat, ben in vista sulle passerelle, sui cartelloni pubblicitari e anche nelle corsie dei nostri immancabili negozi low cost.
Non c’è bisogno di allenamento per portarli e si possono indossare con qualunque capo purché abbinato con le dovute accortezze: ad esempio un sandalo gioiello per un abito da sera, un sandalo alla schiava in cuoio intrecciato per il giorno, un infradito per la spiaggia.

Qualunque donna può portarli, ma mi permetto di fare un paio di premesse: se avete le gambe corte e tozze, non scegliete i modelli allacciati alla caviglia, sembrerete un foto-montaggio mal incollato col rischio di apparire ancora più basse, scegliete piuttosto un modello molto aperto che lascia il piede libero slanciando la figura (è concesso al massimo un lacetto dietro la caviglia).

Se siete molto magre, al contrario, scelgiete pure i modelli intrecciati fin sopra alla gamba, i sandalstivali, i sandali-tronchetto, allacciati alla cavaiglia, alla schiava, il risultato sarà che le vostre gambe sembreranno più sode e muscolose.

Se avete le gambe perfette, non avete di certo bisogno dei miei consigli, mettete pure tuto ciò che volete, per voi non ci sono limiti, ma fossi in voi, indossare amuleti contro l’invidia altrui, melgio ancora se attaccati direttamente sul sandalo come i modelli della office.

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Micro-tendenze SS2010 #3: tacchi vertiginosi

Micro-tendenze SS2010 #3: tacchi vertiginosi

Scritto il 24 febbraio 2010 da Marisa Amoroso.

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Fendi (1); Burberry (2); Christian Louboutin (3, 4); Givenchy (5); Gucci (6); Jil Sander (7, 8); John Richmond (9); Le Silla (10); Versace (11); Dsquared2 (12).

Una leggenda metropolitana vuole gli uomini come inventori dei tacchi.
Personalmente non stento a crederci: solo un uomo, che per inciso non li indossa, poteva inventarli: i tacchi sono, per chi non li porta abitualmente e per chi è alle prime armi, veri strumenti di tortura. Anche chi è abituata ad indossarli quotidianamente lo fa per avere un certo portamento, non per comodità!
Da fashion victim quale solo, adoro i tacchi. Una donna che li indossa ha una marcia in più in termini di charme, eleganza e sensualità.

Questa la teoria. In pratica la comodità e, soprattutto, la mia altezza mi hanno sempre fatto optare per scarpe senza tacchi, ballerine, sandali ultraflat, anfibi, sneakers, stivali bassi.
Nonostante ciò, in qualità di personal shopper, consiglio sempre a chi si rivolge a me di indossare i tacchi, anche perché la moda ce li propone/impone ogni anno e se non si superano i 170 cm di altezza, sono praticamente obbligatori.
Quindi, se non li sapete portare ma volete imparare, se volete evitare di arricchire ulteriormente gli ortopedici e i fisioterapisti, vi consiglio di allenarvi dentro casa per mesi prima di sfoggiare i vostri bellisismi centimetri in più!
Soprattutto in prospettiva dell’estate che sta arrivando visto che i nostri cari stilisti hanno davvero sfidato le leggi della fisica: le altezze superano i 13 cm con i tacchi a spillo, coi plateau vanno molto oltre!

A me, guardando le sfilate, la domanda è sorta spontanea:
Tacchi, Trampoli o Trappole?
A voi lettori (pardon, lettrici) l’ardua sentenza!

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Alum

Alum

Scritto il 05 settembre 2009 da Marisa Amoroso.

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Alum

Questa estate mi sono dilettata molto a gironzolare per mercatini, complice il fatto che vivo in una zona fortemente turistica, ne ho visitati davvero a bizzeffe.
Gira e rigira, tra le mille cose viste e riviste nei mercatini di varie stagioni, sono rimasta particolarmente colpita da un banchetto che si differenziava molto dagli altri.
Dietro il banco, munito di vari attrezzi, c’era il simpaticissimo Davide che, tartassato di domande, ci ha illustrato il suo lavoro che consiste nel modellare l’alluminio, trafilati e lastre.

La sua postazione a Numana (AN) era piena di curiosi che facevano domande e acquistavano orecchini, collane, ciondoli, segnalibri, cornici per foto. Il pezzo forte erano sicuramente le lampade: un tripudio di colori grazie alla carta di riso su rete metallica trattata con vernici e colori all’acqua per evitare che col tempo il colore cambi per effetto del calore e della luce.
Ogni oggetto è diverso, unico e speciale perché porta con sé una storia, che racconta di amore e passione per un lavoro fatto di pazienza, metodicità e fantasia.
Noi abbiamo chiacchierato a lungo, acquistato dei bizzarri segnalibri e una bellissima cornice e abbiamo persino visto Davide all’opera mentre creava oggetti su commissione.

Davide ha un sito internet, Alum, e qui potete trovare alcune sue creazioni da acquistare. Se prendete contattati con lui (la mail è info@alum.it), potete chiedergli anche oggetti disegnati da voi: gli piacciono le sfide.
Dopo il salto altre immagini dei suoi lavori
[...]

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The LightLane, e ti crei la tua pista ciclabile

The LightLane, e ti crei la tua pista ciclabile

Scritto il 04 settembre 2009 da Marisa Amoroso.

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The LightLane

Adoro andare in bici, imparai a soli 4 anni e mezzo ad andare senza rotelle e non con la mini-bici da bambini, ma con la Graziella di mia madre: non riuscivo a sedermi, pedalavo in piedi e cadevo sistematicamente ogni volta che dovevo salire o scendere!
C’è da dire che sono nata e vissuta per un po’ in Svizzera, patria della raccolta differenziata, del pulito, del verde a tutti i costi e delle piste ciclabili. Tornare in Italia è stato scioccante, le strade sono giungle, a nord come al sud, non esistono regole civili e i ciclisti, anche se hanno a bordo bambini, sono solo degli ostacoli da eliminare.

Immaginatevi la mia frustrazione: ho due bambini, vivo in pianura e non posso lasciarli andare liberamente in bici vista la totale assenza di piste ciclabili sicure.
Arriva in mio aiuto lo studio Altidude di Boston che ha inventato The LightLane, un raggio laser che va installato sotto il sellino e che proietta sulla strada una pista ciclabile virtuale che di notte dovrebbe aiutarci a viaggiare sicuri molto più della luce di posizione.
Non sarà la risposta a tutti i problemi di viabilità, ma sicuramente è un acquisto intelligente messo in cima alla lista delle cose da prendere (appena uscirà sul mercato)… in attesa che anche in Italia nella testa di ogni cittadino, si crei la cartella “regole di convivenza civile” con al primo posto il rispetto della segnaletica stradale!

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Comunidad Natura

Comunidad Natura

Scritto il 13 luglio 2009 da Marisa Amoroso.

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Comunidad Natura

Di ritorno dalla Spagna, una mia amica ha pensato bene di portarmi un souvenir, ma non una orribile statuetta o cianfrusaglia, bensì una bellissima borsa estiva in tessuto stampato dalla particolarissima forma.
Incuriosita sono andata a guardare il sito del negozio Natura.

Una sorpresa scoprire che una filosofia di vita, quella dello slow life intesa come modo di vivere nel rispetto dei nostri ritmi biologici, della natura che ci circonda, dell’habitat che ci è stato donato, è passata dal food di cui noi italiani siamo i fondatori, ai negozi di abbigliamento e articoli per la casa.

Ho già parlato di questo movimento culturale tempo fa con l’avvento sul mercato europeo di Nissan Cube che abbraccia tutte le correnti di pensiero che vedono lo Slow come indispensabile fulcro.
Oggi ne voglio parlare di nuovo vista la sobrietà e naturalezza con la quale questo sito ci accoglie, con prodotti ispirati a un vivere sano e intenso, musiche che rallegrano il cuore, raccolte in cd in vendita presso gli store Natura, yoga, e un forum dove commentare tutto ciò che succede nel mondo.

Molto interessante è anche il Premio Natura, un progetto per aiuti umanitari oppure volti alla protezione del nostro habitat, da presentare con dovizia di particolari, preventivo di spese e gestione, entro il 30 settembre 2009. Il vincitore avrà a disposizione €150.000 spendibili tutti per la messa in opera del progetto.

Gli stores natura (sono anche in Italia: la lista completa la trovate qui) mi piacciono decisamente: entri per vedere una t-shirt, esci con l’idea di realizzare qualcosa di positivo per il mondo.

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Italia Independent x Borsalino

Italia Independent x Borsalino

Scritto il 05 marzo 2009 da Marisa Amoroso.

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Italia Independent x Borsalino

Non sono una fan di Lapo Elkann, ma questi cappelli mi piacciono proprio.
Tre modelli creati dall’estro del giovane imprenditore italiano e dalla sua Italia Independent in collaborazione con la regina delle aziende produttrici di cappelli in Italia, Borsalino!

Uno dei modelli ha catturato la mia attenzione per il tipo di lavorazione (ben 7 settimane per lavorare questo speciale feltro e 72 passaggi per arrivare al prodotto finito) e per la sua predisposizione ad essere completamente ripiegato senza mostrare, una volta indossato, alcun difetto: perfetto per i neodandy sempre con la valigia in mano, senza rinunciare al proprio look.

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Nissan Cube & Paris Slow Gallery

Nissan Cube & Paris Slow Gallery

Scritto il 26 febbraio 2009 da Marisa Amoroso.

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Nissan Cube

Prima dell’avvento delle telecomunicazioni un movimento culturale ci metteva anni ad oltrepassare i confini di uno stato (quando ci riusciva) e ad invadere i vari settori della cultura. Oggi abbiamo Internet, i blog, le email, Facebook e il passaparola è immediato e globale, così una corrente di pensiero nasce e si consuma in poco tempo, anche se paradossalmente questo movimento si chiama slow, e quindi dovrebbe andare piano…

Noi italiani ne siamo stati i pionieri con lo slow food, ma poi il farlo con lentezza, il godersela con calma ha contagiato la cultura e l’attitudine slow è entrata nella fotografia e nei video, nella moda e nella musica, nell’arte e anche, incredibili a dirsi, nel mondo dell’automobile.

Gli artisti che hanno sposato questo movimento hanno creato, in collaborazione con Nissan Cube, lo Slow Manifesto il cui slogan è Slow is a revolution a presentazione della Slow Gallery cui Frizzifrizzi ha presenziato con la sottoscritta a Parigi lo scorso week end.

Regina del vernisage la Nissan Cube, vettura nata e concepita per il popolo giapponese che dopo il clamoroso successo avuto in patria si prepara con un restyling a sbarcare in Europa e lo fa abbracciando la slow culture.
Come? La Nissan Cube ha un marcato design cubico in forte contrasto con i dolcissimi lineamenti e materiali degli interni, un’auto pensata per affrontare il duro mondo che c’è là fuori attraverso una corazza che ci protegge e protegge il nostro mondo fatto di comodità: sedili che sembrano poltrone, finestrini che sembrano oblò, materiali naturali come il legno e il canvas.

Il suo debutto lo farà all’autosalone di Ginevra, tra pochi giorni, e sono sicura che conquisterà l’Europa così come ha conquistato noi bloggers che l’abbiamo vista in anteprima.

A far da cornice le magnifiche opere dei fratelli di La Fratrie, a rappresentare la Slow Art. Luc e Karim realizzano mini sculture sospese a mezz’aria. Un lavoro meticoloso, lento e minuzioso. I materiali usati sono di ogni tipo e soprattutto di recupero. Le loro opere sono come piccoli gioielli da ammirare, domande sospese sul rapporto che lega l’uomo all’ambiente. Davvero magnifiche.

Christophe Vialle per Slow Design ha presentato le sue Racing Carré, nuova collezione haute culture et pret à pousser, che nasce dall’unione del design e della biotecnonoligia innovativa. Mini giardini da amare e curare come un pezzo di mondo da salvare.

Le stupefacenti foto di Scarlett Hooft Graafland per Slow Photo colpiscono come un tuffo nell’acqua gelida. L’artista ha girato i quattro angoli del globo sottoponendo i suoi soggetti a lunghe pose creando una soft area che sembra amplificare l’immagine tanto che si ha l’impressione di perdercisi dentro.

Altrettanto alternative le posizioni di Samon Takamashi (artista e sound designer, qui a rappresentare la Slow Music) e da Marcus Kreiss, per Slow Video, che ha creato un nuovo canale Tv privo di suoni fatto solo di immagini d’autore proposte al rallentatore.

Entrambi partono dal presupposto che siamo invasi da musica ed immagini che condizionano la nostra vita fino a modificare il nostro respiro, alienare i nostri occhi. La slow music e gli slow video ci aiutano a rilassarci, a respirare più lentamente e profondamente tanto da diminuire la pressione arteriosa e il ritmo sinusale.

Fra tutti mi sono perdutamente innamorata delle creazioni di Jérome Dreyfuss, per Slow Fashion. Un’appassionata di moda e di accessori attenta alle dinamiche eco-compatibili, non può che sentirsi invitata a nozze dallo stilista in questione.
Le sue borse sono realizzate a regola d’arte, i materiali usati rigorosamente naturali e di ottima qualità, trattati solo con metodi biologici e nel rispetto dei criteri di eticità. Per le colorazioni vengono usate solo tinture naurali a ridotto uso di mercurio (solo l’8%).
Il suo approccio alla moda biologica è stato ribattezzato Agri-Couture, e mai nome fu più calzante. Basta dare un’occhiata al suo sito per rendersi conto di quanto le sue “creature” siano degne del vostro amore incondizionato.

Uno ringraziamento speciale va agli amici di Balistik*Art che hanno organizzato il tutto in maniera impeccabile. Grazie Katja, Céline, Alex e Stéphane.

Con me, tra gli altri (ed eravamo in tanti), gli amici francesi James Bort, Charles Liebert, Pierre-Jean di Black Tie e Luxury Design, Chris Seng Thong, gli spagnoli Delphine e Tony di Cuarto Derecha, il tedesco Norman Roehlig e l’inglese Hassan Luwailira.

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Paul&Betty, un brand uno stile di vita

Paul&Betty, un brand uno stile di vita

Scritto il 04 febbraio 2009 da Marisa Amoroso.

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Paul&Betty

Casualmente, nei freddissimi giorni di dicembre, mi sono imbattuta nel nuovo punto vendita monomarca di Paul&Betty qui nella mia città (Porto San Giorgio-AP). Una vera sorpresa per me considerando che qui non succede mai nulla che possa mandare in estasi una fashion victim.
Qualcuno di voi li conoscerà già, ma molti si chiederanno chi sono Paul&Betty?

La loro storia val la pena di essere raccontata: Paolo e Betty sono due ragazzi che hanno in comune l’essere marchigiani e la giovane età, per il resto sono agli antipodi, appartenenti a due mondi che teoricamente non si dovrebbero incontrare mai: lui, che adora stare in casa a pensare, scrivere, disegnare… in una parola creare. Nottambulo che si addormenta quando il mondo si sveglia a un nuovo giorno.
Lei mattiniera, solare che ama uscire presto alla ricerca dell’accessorio giusto che poi personalizza a suo piacimento. Gusti e modi di vivere diversi ma amore per tutto ciò che è vita, musica, arte, moda.

Il caso li ha fatti incontrare in un posto specialissimo: Montmatre-Paris. Non si sa cosa si siano detti, solo che da quel giorno, per molto tempo, hanno osservato le persone, guardando come camminavano, come vestivano, come si muovevano e cosa acquistavano cercando di carpire e anticipare i loro desideri. Quindi la decisione di rispolverare l’orgoglio della tradizione marchigiana, l’amore per la calzatura che scorre naturalmente nel sangue.

Decidono di creare una collezione di scarpe ma in un modo inconsueto, creando un cd musicale di funk elettronico e deep house che anticipi la collezione, un cd distribuito ai buyers e agli showroom milanesi perché la collezione non si fermi alla creazione di nuove calzature, ma crei anche un mood in cui i giovani, cui fa riferimento il brand, si identifichino.

La moda non è fatta solo di vestiti. La moda è nell’aria. Ha qualcosa in comune con le idee, con il Mondo in cui viviamo, con ciò che accade intorno a noi.

La nuova collezione PE donna è ricca di colori e materiali, di modelli estrosi e classici, rivisitazioni, tacchi alti e ultra-flat, stiletti, décolletés, sandali, sneakers, ballerine, sandali gioiello, zoccoli… per vestire una donna in tutti i momenti della giornata. Molta attenzione alla qualità e ai particolari che fa di questo brand, ancora una volta, la riconferma del vero Made in Italy come garanzia di successo.

La collezione uomo è davvero strepitosa, eclettica, dannunziana se volgiamo con questi mocassini che ricordano le prestigiose pantofole del poeta libertino.
Aspettando la presentazione della prossima collezione invernale (il 27 febbraio prossimo, a Milano), vi lascio alle immagini di queste “creature”.

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10 regole per affrontare i saldi

10 regole per affrontare i saldi

Scritto il 14 gennaio 2009 da Marisa Amoroso.

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10 regole per affrontare i saldi

I saldi sono arrivati, ovunque in Italia e all’estero già da un po’.
E’ stato un anno di crisi quello che si è appena chiuso e pare che questo 2009 sarà anche peggio, (così dicono…).
So che molti hanno difficoltà a trovare qualcosa di decente ai saldi, che odiano le calche asfissianti nei negozi presi d’assalto da una folla indemoniata. So anche che girare per saldi è faticoso.
Ma ci sono dei trucchetti per sopravvivere ai saldi.

Qualcuno adotta la tecnica di fare un giro d’ispezione nei giorni precedenti i saldi per poi tornare a comperare a colpo sicuro appena iniziano gli sconti. Questa è una tecnica che va bene fino ad un certo punto, se si vive in una piccola città e se si è molto fortunati. Il lato negativo infatti sono le delusioni che si possono prendere entrando nel negozio, vedendo il cliente davanti a voi appropriarsi di quel capo sul quale già fantasticavate “ci metto quelle scarpe e quella borsa che ci stanno benissimo…”

Ecco allora qualche consiglio concreto sugli acquisti possibili:
1) Fare una lista di ciò che vi occorre.
si evitano acquisti inutili e avventati (vedi punto 2). Magari lasciate un paio (non di più) di righe vuote per l’oggetto a sorpresa, cioè quella cosa che non sapevate vi servisse finché non l’ avete vista.

2) Riflettere prima di acquistare.
Non fatevi prendere dalla frenesia dell’acquisto facile, anche io sono più volte caduta in questo tranello: si vede il capo a un buon prezzo e si acquista a occhi chiusi, senza provarlo, pur di prenderlo e non lasciarlo a quella tipa dietro di noi che ci guarda tanto.

3) Provare prima di comperare.
Se è vero che i commercianti sono obbligati a cambiare durante i saldi come in qualunque altro periodo, è altrettanto vero che molti pongono dei limiti di tempo e soprattutto, se si acquista ai saldi poi si può prendere in cambio solo merce ai saldi e si rischia di non trovare nulla che ci piaccia al momento del cambio, quindi un po’ di pazienza in più, provate prima di acquistare!

4) No agli acquisti seriali.
Vedete un golfino carino, vi sta d’incanto, il prezzo è onesto e.. c’è in diverse nuance, che fate? L’acquistate in diverse tinte: sbagliato! Anche se i colori sono diversi, è pur sempre lo stesso golfino, non siamo mica una delle Desperate Housewives che hanno i twin set seriali di tutti i colori della tavolozza!?!

5) Sì all’acquisto seriale.
Questa è una eccezione alla regola di cui sopra, vale solo per i prodotti così detti basic, come le t-shirt sotto giacca che possono essere prese in diversi colori visto che poi vanno portati sempre abbinati ad altre cose. Sempre concesso è l’acquisto dell’intimo, quello da battaglia, quello giornaliero ( e non per le grandi occasioni) in serie. Se un reggiseno vi sta bene (e solo noi donne sappiamo quanto è difficile trovare quello giusto con la misura perfetta e la coppa adeguata), prendetelo pure in diversi colori o più pezzi dello stesso colore per cambiarlo spesso.

6) Girate.
Non fermatevi al primo negozio, rischiate di spendere tutto il budget a vostra disposizione rinunciando a cose molto carine in altri negozi.

7) Acquistate con un occhio al futuro.
Visto che i saldi arrivano a metà/fine stagione, evitate di comperare capi troppo modaioli che mettereste pochissimo per poi cestinare prima della prossima stagione. Se è vero che dobbiamo fare economia, cerchiamo di orientare i nostri acquisti verso capi che non perderanno il loro charme tra qualche mese, sia per colore che per modello.

8) Occhio ai capi 4 stagioni.
Avete presente quelle deliziose t-shirt o quelle camice di seta o quei vestitini smanicati? Ecco sono i capi 4 stagioni quelli che vanno bene sempre, d’estate senza null’altro, l’inverno con l’aggiunta di un golf e di un cappotto o di leggins. Visto che siamo nel pieno dei saldi e che la moda ad ogni livello ci regala sempre più spesso questi capi, e visto anche che tra poco più di due mesi entrerà la primavera, investiamo in qualcosa che potremmo indossare da adesso in poi!

9) Evitate di acquistare i capi non in saldo.
Per l’acquisto di questi capi che spesso campeggiano in una metà del negozio, c’è sempre tempo. Adesso siete usciti per comperare agli sconti, se non trovate nulla, la vostra delusione non deve farvi ripiegare sulla merce non in saldo, sarebbe solo un “ripiego” appunto, a prezzo pieno e per nulla soddisfacente.

10) Per le mamme è il momento giusto per fare degli acquisti senza prosciugare il conto corrente.
Io, che ho due bambini, acquisto a fine stagione per l’anno a venire, una taglia in più e il gioco è fatto. Nella moda bimbo/a la maggior parte delle volte tra una stagione e l’altra ci sono delle micro-differenze, quasi impercettibili, quindi l’affare è assicurato. Ma se proprio non volete rinunciare a vestire anche i vostri pargoli all’ultimo grido a costo di rinunciare ad altro (i vestiti da bambino costano come se non di più di quelli da adulto), optate anche qui per i capi basic, sempre utili e intercambiabili.

Buoni acquisti allora e ricordate, se oggi i saldi vanno da un timido 10 a un massimo 50%, tra qualche giorno ci sarà l’ultima ondata di saldi, quella del fuori tutto, con punte di 70-80%, se attualmente non avete un budget sufficiente, non deprimetevi, aspettate fiduciosi!

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Gucci primavera/estate 2009 + cruise: finalmente Frida!

Scritto il 20 dicembre 2008 da Marisa Amoroso.

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Gucci - P/E 2009

Devo proprio ammetterlo, la collezione A/I 2008-09 di Gucci mi aveva molto delusa. Ognuno conserva, nonostante le mode e le tendenze, un personalissimo gusto personale (almeno io mi auguro che sia così!) per cui ciò che piace o non piace a me, sicuramente non piace o piace ad altri.
Ma credo di non esser stata l’unica a storcere il naso alla vista dei modelli della collezione invernale. A Frida Giannini, quindi, deve essere balenata l’idea di non aver fatto centro e per la P/E 2009 ha cambiato rotta con una vera collezione d’autore, di quelle che vorresti vedere sempre, dove compreresti tutto, ma davvero.

La tavolozza dei colori è ampia: smesso l’uso del nero come colore predominante, i colori scelti sono quelli caldi della terra, come i marroni, il kaki, gli arancioni e i verdi per il giorno. Per la sera la scelta è stata condizionata dai colori del mare: blu cobalto, verde smeraldo, lilla, viola, azzurro.
La collezione e costruita essenzialmente intorno a tre pezzi: tailleur, miniabiti e abiti da sera. I tailleur sono rigorosamente giacca e pantaloni dove il pantalone stretto va indossato simil-capri, arrotolato alla caviglia. I micro abiti assomigliano a casacche o giacche smembrate da portare con leggerezza. Gli abiti da sera sembrano nuvole intorno al corpo, quasi etereo.

Gucci - Cruise 2009

Altrettanto strepitosa trovo la collezione Cruise, quella che, per intenderci, esce a cavallo della stagione invernale. Una specie di anteprima che arriva in negozio a novembre e che acquistano, praticamente, solo le celebrities che possono permettersi abitini estivi con -15 gradi, visto che fanno “vacanza tutto l’anno”!
A farmi innamorare a prima vista sono stati i vesti lunghi in seta stampata: ampi, freschi, morbidi, molto hippy, molto fine anni’60! Altro capo must sono i pantaloni anni ’70, assolutamente perfetti per l’estate.
Brava Frida.

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Kamaboko, automobiline da mangiare

Scritto il 25 novembre 2008 da Marisa Amoroso.

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Kamaboko

Per gli appassionati di automobiline e di cibo giapponese, arrivano le Kamaboko.
Dalla collaborazione di due aziende giapponesi, la Odawara Kanko, produttrice di cibi pronti a base di pesce e la Takara Tomy, leader nella produzione di giocattoli, sono nate queste simpaticissime macchinine commestibili.
I coloranti sono assolutamente naturali, ad esempio per il nero è stato usato l’inchiostro di seppia, il verde è quello degli spinaci.

In pratica si tratta di un panetto con varie forme (dalla macchina della polizia all’autobus ecc…) che, una volta “affettato”, dà vita a tante piccole macchinine con cui giocare mentre si mangia.
I miei figli, diffidenti e sospettosi per tutto ciò che concerne il cibo, non le mangerebbero mai, anche perché dovrebbero rinunciare al piacere di un gioco (giammai) per la gioia dello stomaco!

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Caduta di stile da Chanel

Scritto il 12 novembre 2008 da Marisa Amoroso.

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Caduta di stile da Chanel

Cosa farebbe M.me Coco Chanel se sapesse che il suo nome finisce su una serie di borse poco pregiate in Canvas dal gusto molto opinabile, denominate “unlimited collecion” (foto 1)?
Secondo me si ribalterebbe nella tomba!

Capisco che in tempo di crisi si fa di tutto pur di vendere, ma mi chiedo come mai, una maison come Chanel, lanci nel mese di dicembre (solitamente quello in cui si vende di più) una serie di borse che onestamente di “chanelloso” non hanno nulla, se non le scritte sul tessuto!
Per aumentare i fatturati? No, i bilanci Chanel godono di ottima salute!
Bisogno di avvicinare le giovanissime? Non credo, Chanel piace a tutte le donne di qualunque età, soprattutto da quando Karl Lagerfel ha svecchiato lo stile.

Sconsiglio a chiunque l’acquisto di una di queste orribili borse, se proprio volete una Chanel, aspettate di potervene permettere una vera (Carrie insegna!).
Io non condivido neanche la scelta di logare accessori sportivi, passi la bicicletta (2) o la racchetta (3) con sacca logata, ma i pesi, il tender, il boomerang, il kit da pesca (tra l’altro costosissimo)… li trovo davvero di pessimo gusto!

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Tendenze autunno-inverno 2008/09 #18: il viola

Scritto il 21 settembre 2008 da Marisa Amoroso.

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il viola

Alberta Ferretti (1); Gucci (2); Costello Tagliapietra (3); Enrico Coveri (4); Coccinelle (5); Cesare Paciotti (6); H&M (7, 8); Carlo Pignatelli (9).

Francesca vi ha raccontato del grigio e dell’arancione come colori/tendenza per questo autunno-inverno, io vi parlo del viola.
Sono pochi i colori che secondo me si adattano al mio incarnato pallido, sicuramente il viola rientra tra questi, specie se tendente al prugna.
Avremo una vera invasione di tessuti e accessori violacei. Anche se non tutti amano questo colore, da secoli simbolo di lutto e sciagura.

Oggi incredibilmente entra trionfante persino nel mondo dello spettacolo dove, fino a pochi anni fa, era bandito, per la leggendaria sfortuna (o presunta tale) che portava con sé, ma la moda ha il suo potere!
A chi ama questo colore ma lo trova inadatto alla propria carnagione, consiglio di dar libero sfogo agli acquisti con gli accessori, come borse e scarpe, davvero per tutti i gusti e tute le tasche.
A chi lo reputa ancora una tipologia cromatica porta-sfiga, consiglio di mettersi l’anima in pace, ci saranno fiumi di donne e uomini con in dosso il viola seduti accanto a voi in aereo, metro, in ufficio…
A chi lo adora da sempre dico: è il vostro momento, che aspettate?

Scopri le altre tendenze Autunno-Inverno 2008/09!

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Tendenze autunno-inverno 2008/09 #17: monocolore

Scritto il 20 settembre 2008 da Marisa Amoroso.

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Tendenze autunno-inverno 2008/09 #17: monocolore

Bottega Veneta (1); Dior (2); Krizia (3); GF Ferré (4); Celine (5).

Di tutti i trends che si sono visti sulle varie passerelle A/I 2008-09, quella del monocolore è una vera eco rimbalzata un po’ ovunque, soprattutto tra i i big della moda.
Aggiungo che io adoro questa tendenza, che faccio mia praticamente da sempre limitatandomi a tre colori: nero, rosso e marrone, ma dopo aver visto le sfilate non disdegnerei un bel viola o grigio!

Attenzione però, non basta vestirsi con vari pezzi purché dello stesso generico colore, bisogna rispettare i delicati equilibri cromatici e scegliere tutto, dalla sciarpa alle scarpe passando per borsa, calze e maxi cardigan, della medesima nuance o, ecco l’unica alternativa, sfumature della stessa, ma non più di una per volta.

Per chi non ama vestirsi monomarca o comunque non ne ha la possibilità, consiglio una caccia al colore unico da fare con pazienza e meticolosità, a costo di portarsi dietro sempre un pezzo del puzzle per la comparazione. Non sarà facile, ve lo dico chiaramente, ma le fatiche saranno ripagate: l’effetto ottico è davvero unico!

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Tendenze autunno-inverno 2008/09 #15: lo spacco

Scritto il 03 settembre 2008 da Marisa Amoroso.

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Lo spacco

Versace (1); Balenciaga (2); Balmain (3); Chanel (4); Donna Karan (5).

Si apre e si chiude, è profondo o appena accennato, vertiginoso o casto, dall’effetto “vedo non vedo” sensuale come poche altre cose: lo spacco da sempre gioca con le fantasie maschili.
E’ proprio vero che seduce molto di più una donna vestita di una donna nuda e lo spacco è la quintessenza della seduzione al femminile.

Lo sanno bene gli stilisti, in molti hanno tirato fuori dal cilindro delle tendenze per questo A/I, la gonna con spacco.
Adesso si tratta solo di capire se siete pronte a portarlo, perché non è da tutte, bisogna essere dotate di un bel paio di lunghe gambe affusolate e, soprattutto, “portate” per indossare lo spacco che va rigorosamente abbinato ai tacchi!
Ricordate di guardarvi bene allo specchio prima di uscire, l’effetto finale potrebbe essere mozzafiato o di una assoluta goffaggine.

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Gianbattista Valli per Monclear collezione A/I 2008/09

Scritto il 09 agosto 2008 da Marisa Amoroso.

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Gianbattista Valli per Monclear collezione A/I 2008/09

Il sodalizio tra Moncler e Gianbattista Valli, succeduto ad Alessandra Facchinetti nella direzione artistica di Moncler Gamme Rouge, linea di alta moda del marchio, ha dato i suoi buoni frutti con la prima collezione A/I 09-08.
Presentata a Parigi al Musèe Bourdelle, i piumini avveniristici di Gianbattista Valli rubano la scena all’arte esposta. La ricerca di linee nuove e mai noiose, di materiali inconsueti e accostamenti azzardati, fanno di questi piumini delle vere opere d’arte, perfetti per le grandi occasioni, eccellenti sostituti di cappotti e soprattutto delle pellicce.

I colori concessi sono solo tre: bianco latte, nero petrolio e rosso ciliegia.
Non ci sono regole, il piumino è bombato o molto slim, cortissimo con ampie maniche o lungo e fasciante, a uovo o a trapezio, lineare o ricamato ma sempre d’effetto.
Indossando un piumino (riduttivo chiamarlo “piumino”) del genere, non passerete di certo inosservate, così come il portafogli non resterà indenne: i prezzi sono a più zeri.
Dopotutto indossare un’opera d’arte ha il suo prezzo!

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Maria Lau e i suoi gioielli

Scritto il 27 luglio 2008 da Marisa Amoroso.

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Maria Lau

Mi sono imbattuta per caso in questa giovane jewel designer inglese, Maria Lau e sono rimasta affascinata dalle sue creazioni , dall’arte di riciclare materiali in disuso, mescolare vecchio e nuovo con evidente passione e bravura.

Particolarmente entusiasmante è la collezione A Skin Less Ordinary ispirata ai gioielli Africani Masai tutti presentati su vestiti color carne dalla consistenza di un collant, assolutamente d’effetto.
Purtroppo per acquistarli bisogna andare oltremanica.

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Una passione chiamata Calcio Balilla

Scritto il 27 luglio 2008 da Marisa Amoroso.

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Calcio Balilla

Alzi la mano chi non ha mai giocato al Calcio Balilla.
Non bisogna essere dei maschi, anzi! Chiunque abbia più di venti anni (e quindi non appartiene alla generazione cresciuta solo a pane e internet) ha nel cuore questo gioco, vuoi per i ricordi legati ai primi goal quando per giocare bisognava salire sulle sedie o sulle cassette rovesciate, o per i primi tornei, o per i primi amori giocati all’ultima pallina, vuoi perché è un gioco open air, prettamente estivo-vacanziero.
Il classico gioco che piace a tutti: di fronte ad un biliardino vecchio stampo, grandi e piccoli cedono inesorabilmente alla tentazione di infilare la monetina e tirare la leva.

Digitando Calcio Balilla su Google ho scoperto che alle Olimpiadi di Pechino il Calcio Balilla debutterà come disciplina, seppur sperimentale: niente male per uno sport da bar.

I miei due figli non fanno eccezione alla regola, dategli un biliardino e li fate felici.
Per ora non abbiamo spazio in casa, ma i due promettenti giocatori in erba chiedono il Calcio Balilla ad ogni letterina indirizzata a Babbo Natale o alla Befana, ad ogni compleanno, insomma a chiunque sia disposto a fargli un regalo. Così ci hanno strappato la promessa che quando ci trasferiremo nella casa nuova, ne acquisteremo un bel modello.

Io opterei volentieri per un biliardino creato da maestri del design, come 11 the Beautiful Game di GRO Design, una specie mini-stadio illuminato con tanto di led luminosi per segnare il punteggio e stecche di ottone cromate, o il Teckell realizzato in cristallo e alluminio, molto chic, perfetto per la mia nuova casa.
Mi sorge il dubbio che il budget di cui disporremo non ce lo consentirà, vorrà dire che si accontenteranno di un modello classico, magari verticale per occupare meno spazio come il quello di Montanino Biliardi.

A chi non avesse mai provato il brivido di una sana partita a biliardino, consiglio di correre al primo bar e provare… Ah, vietato rullare!

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Il Caffè 900 e la mostra che non ti aspetti

Scritto il 27 luglio 2008 da Marisa Amoroso.

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Il Caffè 900 e la mostra che non ti aspetti

La mostra che non ti aspetti, questo è il titolo che darei alla collettiva che ho appena avuto il piacere di visitare.
A Porto San Giorgio, cittadina della provincia marchigiana, c’è un locale sulla cresta dell’onda da più di vent’anni, il Caffè 900 che oltre alle serate, agli aperitivi, alle notti disco, agli eventi in piazza, alle vetrine espositive nel locale, ha voluto fare qualcosa di diverso, di impegnativo, di sorprendente: il nuovo laboratorio – collettiva di giovani artisti.

Gianpiero, Augusto, Samuele, Basilio e Marco, i cinque intraprendenti ed entusiasti titolari del modaiolo caffè, hanno creduto in 13 giovanissimi artisti dell’Accademia delle Belle Arti di Macerata diretti dal professor Marcaccio, trasformando il locale in una inconsueta, ma quanto mai perfetta location per esporre le loro opere, i loro esperimenti artistici nei vari campi della scultura, decorazione, belle arti, pittura.

Di sorprendente c’è che non si tratta dell’ennesima iniziativa di un’associazione culturale, bensì della geniale trovata di un locale alla moda. Un caffè che conta migliaia di clienti al giorno a cui, evidentemente, l’aggettivo trendy non bastava più, meglio fregiarsi dell’ambito titolo di caffè des artist. Esporre una collettiva di giovani artisti in questa sede, è come fare una mostra in piazza, prima o poi ci passano tutti.

La mostra resterà in vetrina al Caffè 900 fino al 30 settembre e darà la possibilità agli artisti di esporre più opere con 4 cambi. Ad ogni cambio corrisponde un aperitivo-evento, Frizzifrizzi era presente all’anteprima della primo rinnovo opere per voi.
Iniziative come queste fanno bene alla cultura, all’arte, agli occhi, allo spirito. Clonarle non è un reato, ma un dovere civico.

Ecco i nomi dei 13 artisti: Lidia Martorana, Elena Cardellini, Manola Cerquetti, Luigia Giovannangelo, Claudia Palmarucci, Serena Delli Santi, Simona Bianchini, Chiara Vallesi, , Chiara Simoni, Claudio Simonetti, Stefano Giaroni, Matteo Balducci, Daniele Pettorissi.

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Adopt a Designer by Catwalk Genius

Scritto il 20 luglio 2008 da Marisa Amoroso.

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Adopt a Designer by Catwalk Genius

Le grandi idee nascono dalla semplicità.
E’ un po’ quello che è successo a Catwalk Genius con Adopt a Designer, adotta uno stilista.
Ci sono una miriade di giovani designer che hanno molta creatività ma davvero pochi soldi per realizzare una propria collezione.

Catwalk genius ha pensato di far finanziare ai futuri acquirenti (supporters) le collezioni dei giovani stilisti mettendo a loro disposizione 70.000 euro divisi in 5000 quote da 14 euro ognuna. I supporters una volta scelta la categoria dove investire (accessori, abiti, gioielli, ecc.) con relativo stilista, acquistano una o più quote del progetto assicurandosi così, non solo un pezzo in edizione limitata della collezione, ma il 30 % dei futuri profitti suddivisi tra tutti i supporters.

I giovani designer che vogliono partecipare devono registrarsi qui.
Una iniziativa da promuovere e sponsorizzare, bravi i Catwalk Genius!

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