ISIA, IED, Mimaster, Accademia, corsi brevi, corsi approfonditi, scuole serali, workshop di incisione, workshop di stampa risograph, di timbri, di serigrafia, di serigrafia applicata ai tessuti…
C’è una tale offerta di formazione, per chi vuole intraprendere la professione dell’illustratore oppure ha già cominciato e continua a perfezionarsi e ad apprendere nuove tecniche (talvolta confidando di trovare un proprio stile tra le pieghe di un enorme quantità di corsi frequentati), che è piuttosto difficile perdere la bussola.

Tra percorsi teorici e percorsi pratici, tra offerte gratuite e listini prezzi da mutuo in banca, in mezzo ci sono tante sfumature e varianti (quasi) quanti sono i colori a disposizione nella tavolozza di chi disegna.
Quando però mi è capitato di assistere a conversazioni tra illustratori, o di ascoltare domande rivolte dagli allievi ai docenti a margine o alla fine di un workshop pratico, non ho sentito tanto parlare di stili, tecniche e strumenti quanto piuttosto di clienti che non pagano, di committenti ideali, di strategie per realizzare un buon portfolio, di fatture, di dritte per contattare e farsi notare da quell’art director o da quell’altro editore, di ritmi di lavoro, di consigli su buone agenzie.

L’importante è imparare a progettare. Quindi qualsiasi scuola di progettazione, purché sia di valore, può andare bene.
Marco Goran Romano, da “Manuale non illustrato per illustratori”, Associazione Illustri, 2016

Fare l’illustratore non è soltanto mettersi alla scrivania e disegnare. Fare l’illustratore è, appunto, una professione (o anche una professione, qua dipende da quale scuola di pensiero si abbraccia, se quella dell’illustratore-professionista che è anche illustratore-artista o quella, dichiarata ad esempio da Alessandro Gottardo (Shout), della necessità di scegliere tra l’una o l’altra cosa) e in quanto professione si porta dietro tantissimi aspetti, alcuni peculiari ma altri comuni a quelli di lavori più tradizionali — vedi ad esempio i preventivi, le scadenze, il marketing di se stessi.

Già cinque anni fa proprio queste tematiche erano state affrontate da Gottardo nella Guida intergalattica per giovani illustratori, che tuttora rimane una delle pagine più lette qui su Frizzifrizzi.
Ma oggi il vero e aggiornatissimo manuale indispensabile per chi voglia fare questo mestiere è il Manuale non illustrato per illustratori, prodotto e curato da Illustri, giovane associazione già diventata un punto di riferimento insostituibile per tutto il settore.

Avere chiaro quanto vale un proprio lavoro è uno degli skill più importanti perché permette di avere “sangue freddo” nelle trattative e non perdere di vista il valore di ciò che si fa.
Francesco Bongiorni, da “Manuale non illustrato per illustratori”, Associazione Illustri, 2016

Realizzato intervistando 16 professionisti stimati e riconosciuti, il Manuale, come dice il titolo, è “un libro senza figure, fatto solo di parole”, e si suddivide in 14 sezioni per altrettanti argomenti: la situazione attuale del mercato, i ritmi di lavoro, lo stile, il portfolio, la promozione del proprio lavoro, i contatti, le risorse online, i preventivi, i settori del prossimo futuro, le agenzie di rappresentanza, i concorsi, la formazione, digitale vs. tradizionale e un ultimo, divertente ma illuminante capitolo in cui agli illustratori viene chiesto cosa farebbero nelle prime 24 ore di lavoro, immaginando di ricominciare da capo ma avendo a disposizione l’esperienza accumulata in questi anni di attività.

E tutto quello che è stato chiesto a Matteo Berton, Bomboland, Francesco Bongiorni, Chiara Dattola, Mauro Gatti, Philip Giordano, Ale Giorgini, Alessandro Gottardo (aka Shout), Riccardo Guasco, Simone Massoni, Sarah Mazzetti, Gloria Pizzilli, Francesco Poroli, Marco Goran Romano, Jacopo Rosati e Olimpia Zagnoli — questi i protagonisti del Manuale — ma non è stato possibile raccogliere all’interno dei capitoli, è diventato una bonus track piena di consigli.

Essere illustratori oggi significa essere più intelligenti che bravi.
Olimpia Zagnoli, da “Manuale non illustrato per illustratori”, Associazione Illustri, 2016