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Per questa volta evito di parlare di illustratrici svedesi, e faccio il serio…
Impure nasce dalla considerazione del fatto che la bellezza è tale in quanto impura, imperfetta, perché ciò che sembra perfetto lo è solo in apparenza e per acquisire fascino deve contenere, come un tao, elementi opposti al suo valore predominante. Una bellezza data dalla convivenza degli opposti, accettando il fatto che tutto possiede toni bianchi e toni scuri, senza rifiutarne nessuno.
Compito del brand, made in Italy, è decodificare il reale e presentarlo sotto una luce nuova, ironica ed irriverente, utilizzando su magliette e felpe icone universalmente riconosciute ed affiancandole al loro significato opposto.
Dopo il salto altre immagini

Di Taboo, negozio perugino dove la parola d’ordine è customizzazione (coscienziosa: ogni pezzo è unico, non si fanno copie), ne abbiamo già parlato in passato.
Ora Michele e Mirko, i due ragazzi che gestiscono lo shop, hanno lanciato una bella iniziativa che sicuramente interesserà tutti gli artisti all’ascolto.
Si tratta di una serie di tees e felpe in edizione limitata realizzate in collaborazione con artisti italiani emergenti. Il primo a cimentarsi con la tavolozza bianca a forma di T è Fabio Lana, fotografo che sporadicamente scrive anche per Frizzifrizzi.
Da qualche giorno la collezione Fabio Lana for Taboo 2010 è disponibile da Taboo e presto anche online, appena i ragazzi di Taboo lanceranno il loro web store.
Nel frattempo, per chiedere informazioni, seguite questo link.
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Proprio in questi giorni è arrivata su The Corner la bellissima (e militarescamente street) collezione SS2010 di Giuliano Fujiwara.
In occasione del lancio, Masataka Matsumura – direttore creativo del brand italo-giapponese dopo la scomparsa di Mr.Fujiwara – ha realizzato appositamente per la vetrina d’angolo di Yoox, quella dedicata ai brand più di ricerca, la splendida t-shirt stile tetris che vedete qui sopra e che trovate, ovviamente, su The Corner.

Oltre alla sua linea principale – andatevi a vedere la bellissima collezione SS2010 – David Saunder, o meglio David David, ha appena lanciato una mini-collezione di t-shirts ed abiti.
Il suo marchio di fabbrica ovvero le stampe coloratissime, che in questo caso diventano vere e proprie pennellate su bianco o su nero, è evidente.
Basta una sola occhiata alle foto del lookbook – realizzato, tra l’altro, nella casa/studio del fashion designer inglese – per immaginarsele addosso: freschissime.
Da indossare in calde serate piovose ascoltando i Vampire Weekend e bevendo orzata.
Per ora gli unici rivenditori sono in Giappone ma presto si potranno acquistare anche sullo shop online del sito.
Dopo il salto le altre immagini [...]

Sixpack France ha deciso che è ora di tirare fuori tarocchi e bong e rispolverare i dischi dei Doors, le danze indiane ed i film di Antonioni, magari cercando di evocare qualche vittima di Charles Manson durante una seduta spiritica (da fare ovviamente di notte, in un bosco pieno di erbe magiche). Prima, però, meglio imparare qualche nozione di psicomagia.
Questa, riassumendo, è l’ispirazione della collezione SS2010, intitolata Peyote Poem, nata in collaborazione con National Forest, PMFKA, La Boca, Gasius, Bus e Sanghon Kim.
E’ già disponibile sullo store (e nei negozi).
Dopo il salto altre immagini [...]

Prima che tutti perdiate la testa chiedendo dove comprarle – un avviso importante. Queste t-shirts sono state realizzate in un’edizione talmente limitata (8 esemplari per ogni modello), da risultare introvabili in un batter d’occhio.
Il merito di aver sviluppato questa mini collezione va alla Brachfeld Gallery di Parigi che, insieme al duo di designers svedesi Sandberg & Timonen, l’ha reso parte della mostra intitolata Live and Alive. Il progetto ha lo scopo di rendere omaggio ai maggiori protagonisti del mondo della moda i quali, come delle vere e proprie rock star in tour, possono vantare una fitta schiera di ammiratori e seguaci. Ed è proprio ai fan affezionati e ai fanclubs devoti che in particolare modo si rivolge quest’iniziativa unica.
Per chi si sentisse tale, o semplicemente per chi avesse voglia di andarla a vedere, la mostra andrà avanti fino al 28 febbraio.

Cura.magazine l’ho scoperto durante l’ultimo Fashion on Paper, a Roma, un paio di settimane fa. Si tratta di un bel free-press nato nell’aprile 2009 e distribuito principalmente nei musei, nelle gallerie e nelle fondazioni, in Italia e nel resto d’Europa.
Com’è facile immaginare si tratta di una rivista dedicata al mondo dell’arte. Non un semplice bollettino di mostre, fiere e vernissage, tutt’altro.
Cura.magazine è una rivista di approfondimento – seria ma non seriosa, puntuale ma non noiosa – che partendo dall’arte punta lo sguardo anche altrove: al cinema, alla moda – grazie al prezioso contributo di Dobrila Denegri ed ai giocosi a. punti di moda di Maria Laura Corsini – e persino alla cucina.
Se non riuscite a procurarvene una copia sappiate che dal sito potete scaricarvi in pdf tutte le uscite.
E non è finita.
A partire da marzo verrà lanciato anche il cura.store, con t-shirts d’artista in edizione limitata di 150/200 pezzi, acquistabili online e durante le principali manifestazioni e fiere dedicate all’arte contemporanea
Le prime saranno quelle che vedete nelle immagini dopo il salto, realizzate dall’illustratore e street artist spagnolo Santiago Morilla. [...]

Ad un certo punto, durante quel nebuloso periodo spartiacque che separa l’infanzia dall’adolescenza, nella libreria di casa mia trovai una serie di libri che fino a quel momento non avevo mai visto.
Probabilmente i miei genitori li avevano tenuti nascosti su, negli scaffali più alti, dietro a qualche altro volume, ed ora invece apparivano all’improvviso in bella vista. Troppo strano per essere un caso.
I libri in questione erano Porci con le ali (dopotutto i miei sono ex-sessantottini, o giù di lì), un’antologia di vignette satiriche – belle forti – su sesso, politica e religione dal titolo Giuliano l’Apostata, e due comic books, uno di Crepax ed uno di Manara.
Che l’adolescenza abbia inizio…
Dalla prossima primavera-estate, per chi volesse seguire l’esempio, c’è una possibile variante. Via i fumetti, fate apparire nell’armadio una delle t-shirts di Addict, realizzate in collaborazione con il grande Milo Manara.
In arrivo nei negozi insieme alla bella stagione, all’interno delle ormai celebri Artist Series del brand inglese.
Quattro tees ed altrettante tavole da skate: l’educazione sessuale si può fare pure con una maglietta o un trick sopra ad un muretto…

In Danimarca hanno senso dell’Humör. Mettono cönigli con gli occhiali da sole sulle t-shirts e fanno pantaloni con il cavallo bässo perché sanno che d’estate meglio far circolare più aria possibile, là sötto.
E in quanto alle camicie da boscaiölo, forse il segreto del loro prezzo imbattibile è il (non)cölletto.
Ad ogni modo – ok, la smetto con le dieresi – Humör mi piace, e molto, fin da quando l’ho scoperto qualche mese fa.
Dai nostri amici di Süperfly Delüxe trovate tutto quello che vedete qua sopra, e altro ancora.

Meglio di un foglio bianco, se devi dire/mostrare qualcosa, soprattutto te stesso ed il tuo stile: una t-shirt bianca può essere il punto di partenza per fare di tutto.
Alta Roma ne ha date 10 – e carta bianca, a parte inserire il logo della fashion week romana – ad altrettanti giovani designers promossi durante le ultime edizioni.
Il risultato è un’installazione che ha accolto – subito dopo una ripida (e faticosa) scalinata – gli ospiti del party d’apertura di Alta Roma, sabato scorso.
Dopo il salto tutte le tees ed i designers che le hanno realizzate

Una t-shirt, un solo modello per uomo ed uno per donna, per ogni disegno un unico colore. Ecco spiegato il nome del brand, One-T-Shirt, nato come (ennesimo) progetto all’interno de Lo Studio, agenzia creativa milanese fondata da Carlo Ninchi e Vittorio Locatelli che solitamente si occupa di tutt’altro, dall’arredamento all’architettura di interni, dalla fotografia alle videoinstallazioni, dagli allestimenti per spettacoli ed eventi agli oggetti di design.
E dalle grafiche, ma soprattutto dalla grandissima attenzione ai particolari – materiali, stampe, cuciture, compresi i due fori (dalle foto si notano appena) che rappresentano il loro logo – non si può che fare tanto di cappello a Carlo e Vittorio e alla loro idea, semplice ma efficace, di streetwear di qualità.
Purtroppo le immagini non fanno giustizia al prodotto, che ho avuto modo di vedere all’ultimo Pitti quindi vi consiglio di fare un giro sul loro sito e guardarvi i video della collezione primavera-estate – che potete anche acquistare online – caratterizzata da grafiche che simboleggiano la guerra (disegni tecnici di armi, carrarmati, bombardieri, ecc…) e la pace (fiori, uccelli e insetti).
E dopo il salto trovate una micro-preview della collezione AW2010-11: anche stavolta i temi sono di quelli assoluti. Una riflessione sulle sorti del mondo, tra tsunami, deserti, discariche, missili, farmacie… [...]
Quando ti prende quella strana voglia di giocare a morra cinese (o sasso, carta, forbice) ma non trovi nessuno che (giustamente) abbia voglia di giocare con te, tieni presente che c’è un’ultima spiaggia.
Prenditi una t-shirt da T-Post, il primo magazine – e credo unico – magazine da indossare, mettiti davanti allo schermo e sfida la maglietta.
Se poi perdi, non dirlo a nessuno…

Questa domenica trovate il modo di passare per Roma dato che il Micca Market, appuntamento fisso del Micca Club, inizia il nuovo anno con il primo di una serie di appuntamenti a tema.
E domani è la volta dei brands indipendenti, in collaborazione con noi di Frizzifrizzi.
Tanti brands italiani (tra cui Temporary Label, On and On, Ochobags, Lady Mitsuko, Passepartout Bags,Sofia Squitieri, Chou Chou Couture) + 2 internazionali (Lenka Padysakova e Mercyshouse), oltre al metabrand Global Pin Up.
Il tutto accompagnato dal dj set by Fish’n'Chips, drinks e buffet.
Non mancate!
Micca Market
Speciale Ind(i)ependent Brands
@ Micca Club
via Pietro Micca 7a, Roma
(vedi mappa)
17 gennaio 2010
dalle 18,00
Remixare – riscrivere – personalizzare: questa è l’essenza di Return to Me, che ha ben pensato di aiutarci a combattere l’omologazione e la miriade di stili che ci vengono proposti-imposti, con una linea di collane, wristcuffs e t-shirts personalizzabili.
La collana, ad esempio è composta da una trama di metallo bucherellata, su cui ci si può sbizzarrire cucendo tutto quel che si vuole: immagini, parole, simboli. Lo stesso vale per i polsini, realizzati in pelle e composti da una griglia di cerchietti che, bucati, possono andare a comporre svariati messaggi. Per quanto riguarda le t-shirts, invece, il kit comprende anche un transfer personalizzabile, da usare con il ferro da stiro.
I prodotti Return to Me si acquistano direttamente online e una volta che avete personalizzato il vostro acquisto, potete inviare una foto per la gallery.
Prendi tre amiche, mettile davanti ad una t-shirt, dà loro un po’ di bianco e un po’ di nero ed un’inesauribile scorta di fiocchi e bottoni. Cosa ottieni?
Le possibilità sono due: le suddette tre amiche che ti guardano come guarderebbero un imbecille, oppure Black Button.
Nel nostro caso, è evidente, ci troviamo davanti alla seconda, ovvero un nuovissimo brand made in Italy che per il suo debutto presenta una serie di t-shirts basic, fatte a interamente al mano, dal disegno alla produzione (non ce ne sono due esemplari identici) e disponibili in taglia unica ma in due vestibilità, classica oppure BoyFit (leggi oversize).
Le potete acquistare direttamente sul loro sito: le scegliete qui, poi le ordinate qua.
Xmas Gift Guide: t-shirts, felpe, abitini per tutti
Scritto il 22 dicembre 2009 da Simone Sbarbati.

Dalla nostra Gift Guide natalizia, per chi ancora fosse con le mani nei capelli, urlante, in preda al delirio, con una manciata di regali ancora da fare, vi segnalo un po’ di t-shirts che di sicuro faranno la gioia di chi le riceverà.
Per lei potete scegliere tra un’ironica Woman’s Best Friend by Zuzù Factory (1) oppure una dipinta a mano con tanto di collana con fiocco trompe l’œil by Madeleine Couture (2) mentre Canedicoda (3) propone invece uno dei suoi modelli in edizione limitatissima – solo 20 esemplari.
Da Excess Is Ok (5) una tee lunga con grafica fluo e dal progetto parallelo Rakes & Strays (7) non proprio una t-shirt ma un abitino psichedelico.
Da Nivule Clothing arriva invece lo spolverino in felpa (8) e dalla Zia Epi un abito in jersey (9) indossabile sia dal dritto – con il colletto con le punte davanti – che al rovescio.
Per lui, un modello sempre da Rakes & Strays (4) o un’altra limited edition di Canedicoda (6). Per l’amico simpaticone c’è la felpa Smile di Blomor (10) con lingua retrattile e per chi in tasca vuol mettere solo le mani – quindi niente cellulare, portafogli, sigarette – c’è la felpa con i guanti di B.Y.G. Bang (11), disponibile sia per uomo che per donna.

Si sa che il brand si chiama Spagh e che probabilmente è italiano.
Si sa che hanno lanciato quattro t-shirts natalizie con tanto di scheletrico Babbo Natale fatto customizzare da quattro artisti (o gruppi di): The Mysterious Team, Resurrected Lazzaro, Corrado Teso e Klem Fatality.
Si sa che le t-shirts sono in vendita da Parallel.
Stop. Non ci sono altre informazioni, oltre a quelle che si possono leggere dai nostri amici di Freshngood.

Una t-shirt è una t-shirt. Ma è anche una tavolozza bianca che può trasformarsi potenzialmente in qualsiasi cosa (dalla più banale alla più interessante), anche in un’opera d’arte.
E’ questo il concetto che ha ispirato Project White T-shirt, iniziativa nata dall’idea dello studio di comunicazione Triple-Major che ha affidato a 31 designers provenienti da 13 paesi il compito di ri-definire la t-shirt.
Hanno partecipato alcuni tra i migliori giovani talenti sulla piazza, alcuni dei quali già segnalati qui su Frizzifrizzi (Andrea Crews, Kumiko Watari, c.neeon, Complex Geometries, per citarne alcuni), che hanno tirato fuori dal cilindro idee incredibili e pazze: dalla t-shirt per gnomi giganti a quella “tandem” per due persone.
Sul sito le trovate tutti e dal 19 dicembre saranno messe all’asta: il ricavato andrà a favore di Designers Against Aids.
BusinessBrand: 15% di sconto per i lettori di Frizzifrizzi!
Scritto il 11 dicembre 2009 da Simone Sbarbati.

Con il Natale che si avvicina stiamo cercando di darvi, con la nostra Gift Guide, quante più dritte possibile su cosa comprare, dove andare, come decorare e soprattutto farvi avere un po’ di sconti che, di questi tempi, non guastano mai.
L’ultimo coupon, solo per voi lettori di Frizzifrizzi, ci arriva da BusinessBrand, negozio di Foligno che, oltre a leggere da sempre il nostro blog, ha deciso di fare un bel 15% di sconto a chi acquista sullo shop online.
Come dovete fare?
Scegliete con calma quello che volete poi, al momento del checkout, inserite il codice COD-SCO.FRIZZIFRIZZI nell’apposito spazio et voilà, vi portate a casa tutto spendendo meno!

Nato dall’incontro tra un fashion designer messicano ed un fotografo francese, il brand Ignacio Mejia è uno di quelli che appena li vedi sai già che magari non faranno mai capolavori e non passeranno alla storia, ma in quanto ad impegno e creatività non si discutono.
Certo, dire di aver reinventato addirittura la t-shirt, come fanno loro, magari è un pochino azzardato, ma guardatevi il video dopo il salto e perdetevi tra le pieghe (in tutti i sensi)…
Se a questo, poi, aggiungete che la classica etichetta con il nome del brand diventa una libretto in miniatura con haiku o poesie e che la collezione per la prossima primavera/estate è ispirata alla lucha libre – ma sul sito non ci sono ancora le immagini, purtroppo – ne fanno un marchio sicuramente da tenere d’occhio.
Per chi volesse acquistare una t-shirt, può farlo su UpFactory. [...]


