Impure SS2011

Questo post è l’eccezione. Quella che conferma la regola. E la regola – che ci siamo dati negli ultimi tempi – è di non parlare più dei tanti, troppi brands che, spuntando come funghi (alcuni commestibili altri meno) dal fashion-sottobosco, si autopropongono come lauti pasti di creatività ed originalità ma che a ben guardare non sono che piatti unici preparati con un solo ingrediente: t-shirts.

Belle le t-shirts, le t-shirts sono il foglio bianco degli ultimi anni, le t-shirts come carta d’identità del proprio essere e bla bla bla. Bene. Bravi tutti.
Ma poi le carte d’identità si rivelano fotocopie e i fogli bianchi a volte è meglio che restino tali.
E per un brand che fa le cose come si deve ce ne sono decine che annaspano dietro ma che si presentano come sprinter da record del mondo. Quindi ridurremo drasticamente i marchi only t-shirts/felpe su Frizzifrizzi.

Torniamo all’eccezione: quelli di Impure, da quando li conosco, so che fanno le cose per bene, ma la loro nuova collezione SS2011 non la segnaliamo perché sono italiani, né perché partecipano al progetto Impatto Zero di Lifegate ma semplicemente perché hanno scelto il nostro contributor-quando-ne-ho-voglia / illustratore-rockstar-che-fa-lo-splendido-con-le-colleghe-straniere Mklane come modello (oltre che come creative director del brand).
E non me ne vogliano gli altri (più bravi) protagonisti della campagna scattata in giro per Roma…

co-fondatore e direttore
  1. Ma cos'è questo schifo? Chi sono? Prontisti napoletani? e del Deboscio.

    Vergogna. Sono un plagio delle maglie della Byg Bang Identiche ma fuori da anni. Spero che gli facciano causa anche se si sa come vanno queste cose.

    Per quanto riguarda l'autore mi dispiace per te ma la professionalità e la credibilità di un blog si basano sulla preparazione e sulla professionalità degli autori degli articoli.

    Mi sembra che qui tu abbia perso un occasione per dimostrare che conosci il mondo dello street. Qui non si tratta di grafiche simili ad altre, si tratta di grafiche identiche. Probabilmente il tuo articolo è un redazionale ma questo non giustifica la tua pessima figura. Queste sono cose che gli addetti ai lavori conoscono bene e credo che non ci vorrà molto perché si sparga la voce.

    1. No, niente redazionale.
      E il motivo per cui – come spiegato nel post – "abbandoniamo" i brands di t-shirts è proprio questo: nessuno fondamentalmente inventa niente, ogni idea (a sua volta "derivata") ha decine di emulazioni, simulazioni, citazioni, citazioni di citazioni.
      Conosco bene Byg Bang, ne ho parlato diverse volte. Ma non ricordavo effettivamente la statua della libertà con pistola (io ho quella con la Gioconda). E su questo non ci piove. E' molto, molto, molto simile.
      Il concetto dietro alle due collezioni è diverso ma questo sicuramente non è una scusante.
      Ad ogni modo non toccatemi il modello! Il post era per lui ;)

  2. Ringrazio il caloroso supporter di Byg Bang..(direi ultras) Dura lex… ma non esagerare. nessuno mi tocchi Sbarbati….:D

    Scherzi a parte, la Staua della Libertà con la pistola in mano è un immagine che si presta molto bene (leggi….l'America con la pistola in mano ecc.), ma quello che qui impressiona è che l'immagine alla base è esattamente identica, come quasi fosse stata scansionata una nostra maglietta.

    Noi siamo partiti da una foto della Statua della Libertà a colori e di grandi dimensioni (ricordo ancora la lunga sera in cui ci lavorammo!), e ne abbiamo tirato fuori una posterizzazione. Ora che qualcuno sia arrivato allo stesso risultato anche con ombre analoghe francamente è pressochè impossibile…

    Poco importa, a me quella t-shirt non piaceva più di tanto, è roba vecchia. Preferivo la vecchia Gioconda.

    Più che altro sottoscrivo il discorso di Simone sull'inflazione delle t-shirt, e infatti con Byg Bang ci stiamo impegnando su altri versanti: la modellistica…leggi, pantaloni a cavallo basso (che ci hanno appena copiato, merda), giacche in felpa, e altre cose del genere.

    Le grafiche passano di stagione in stagione.

    La modellistica può essere riproposta.

    Ecco, quando mi copiano su questa mi arriva davvero un colpo al cuore.

    1. Più che al cuore al cavallo…
      No comunque quando sbaglio, sbaglio. Lo ammetto tranquillamente (magari un po' permalosamente).
      E questa volta la svista è stata mia. E per non vedere una statua della libertà bisogna proprio esser ciechi.

  3. Simone, non "abbadonare" i brands di t-shirt. E' vero che non puoi controllare e sapere tutto, quindi capire sempre tutti i plagi o tutte le cose, ma d'altra parte non a caso si chiama Streetwear… dove ognuno riprende temi nuovi e vecchi con rifacimenti o anche senza e proprone sue idee che in ogni caso sono condizionate o influenzate.

    Frizzi Frizzi NON deve abbandonare i Brands delle T-SHIRT!!… NO!… NON FATELO!

  4. Ciao,

    non voglio unirmi alla polemica ma puntualizzare, visto che vi leggo con piacere, alcune cose che in questo articolo mi hanno fatto sorridere…

    Frizzi Frizzi vuole “abbandonare” i brands di t-shirts…

    La tua affermazione ha un suo perchè ma allora non mi puoi spacciare queste t-shirt qui sopra per innovative…la solita paccottaglia di roba trita e ritrita, rimescolata ad ok…cos'è? ti pagano?

    Io ho una mia idea di INNOVAZIONE ed è giusto che Frizzi Frizzi filtri nei suoi spazi solo cose realmente interessanti…che poi parliamo di t-shirt o di cavoli fritti poco importa!!! …l'idea di fondo deve essere innovativa e scusami ma sfogliando virtualmente :) tra le vostre pagine di creatività vera e SINCERA non ne ho vista molta! Non voglio passare per saccente ma è ovvio che spesso (non sempre) pubblicate prodotti

    – dove nessuno fondamentalmente inventa niente, ogni idea (a sua volta “derivata”) ha decine di emulazioni, simulazioni, citazioni, citazioni di citazioni –

    Quindi per un fatto di onestà con noi lettori non scrivete certe cose…

    Io mi considero una persona che di arte e di creatività, per passione e formazione, qualcosa ci capisce …sono sempre attenta a recepire nuove intuizioni, che siano GENUINE, perchè è di questo che si sta parlando…

    Potrei anche suggerti di andare a vedere qualcosa che profuma di NUOVO ma voglio essere politicamente corretta e lo terrò per me…

    Ti voglio solo consigliare di non guardare tanto più in là del tuo naso…la nostra regione (Le marche) è già così ricca di signor nessuno che hanno il coraggio di investire su progetti interessantissimi che purtroppo, proprio perchè non sono le solite cose SICURE, stentano ad emergere e ad avere la giusta visibilità che invece dovrebbero avere.

    Volete essere diversi? Oggi più che mai c'è bisogno di questo…

    Facciamo pubblicità a chi lo merita realmente, a progetti di cuore e di pensiero…

    Un saluto grande Federica

    PS: Specifico che IO non ho alcun brand …nel caso qualche genio della lampada pensasse che voglio farmi pubblicità!!

  5. Ciao Federica,

    se leggi bene il post c'è scritto che non ho segnalato le t-shirts impure perché innovative ma perché c'era un nostro (di Frizzifrizzi in toto) amico come modello…

    Nessuno ci ha pagato…

    Chiudendo la parentesi Impure, ognuno ha la sua idea di innovazione.

    Ma non sta scritto da nessuna parte che Frizzifrizzi è un blog che segnala solo cose innovative.

    Non sarebbe possibile: avremmo, altrimenti, solo poche decine di posts.

    Ho solo scritto che ci arrivano tantissime segnalazioni di t-shirts le une le fotocopie delle altre. E non abbiamo più voglia di dargli spazio: preferiamo parlare di chi ha un progetto un po' più complesso e guarda un po' più in là.

    Bei prodotti, interessanti, da provare e scoprire. Ma non necessariamente innovativi… (che poi, appunto, questo termine l'hai tirato fuori tu!)

    Nelle Marche ci sono tanti progetti interessanti?

    Io segnalo le cose che scopro o che mi segnalano. Non sono onniscente e se chi porta avanti questi progetti non si fa via come faccio a segnalarli?

    Poi c'è anche da dire che oggi non basta aver un progetto innovativo, ma anche saperlo presentare.

    So che sembra superficiale ma è così.

    Brutte foto / informazioni confusionarie / niente sito o fatto male = non clicca nessuno e il "fantastico progetto" rimane chiuso nel suo piccolo mondo.

  6. ma non vi salta in mente che se ci sono 16 persne a cui queste tshirts sono piaciute forse piacciono davverp e qualcosa da dire ce l'hanno sul serio. Io ho visitato il sito di Impure e mi sembra tutto piuttosto nuovo. Alla prossima ma mi sembra ci sia un po' di supponenza in chi è solo in grado di criticare. Cribbio!

  7. In linea di massima il consumatore non è disposto ad acquistare il diverso, perché il diverso non lo percepisce alla moda. E così il negoziante non investe in chi propone qualcosa di nuovo (che non è necessariamente la voce fuori dal coro, perché secondo me gli stimoli pullulano e bisogna solo saperli cogliere col retino delle farfalle). Anche chi finanzia i creativi emergenti raramente dà fiducia a chi, nel mercato attuale dei consumi, non ha già tutte le carte in regola per essere immediatamente "comprabile" :-(

    I mecenati non appartengono alla nostra epoca e anche allora forse la situazione non era romantica come io per prima me la immaginavo al liceo.

    Tuttavia, ho sempre parlato in questa sede di cose che mi piacciono e, se qualche volta sarò stata non convinta al cento per cento…beh, credo che ve ne sarete accorti!

    Ma dopo tutto come si fa a poter sottoscrivere che una cosa che ci piace oggi ci piacerà con entusiasmo immutato anche tra anni? Poi secondo me bisognerebbe sempre distinguere tra una cosa che piace e che viene scelta istintivamente e in base ad una reazione chimica immediata, una cosa che viene individuata (in base a regole certe ma non scritte) come oggetto con un valore in senso lato e anche in prospettiva, e una cosa che può essere invece individuata e riconosciuta dall'occhio attento e tecnico come oggetto di successo che sarà desiderato e COMPRATO dalla maggior parte dei consumatori.

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