Tag Archives: jeans

Closed: apre il nuovo store a Milano

Closed: apre il nuovo store a Milano

Scritto il 17 settembre 2009 da Simone Sbarbati.

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Closed: apre il nuovo store a Milano

Mi scuso per il terribile gioco di parole del titolo ma dopotutto meglio che apra un Closed piuttosto che chiuda un open…

Il brand italiano nato negli anni ‘70 e diventato celebre per i suoi jeans stonewashed, poi trasferitosi in Germania (nella splendida Amburgo), torna su questi lidi e proprio nei prossimi giorni aprirà a Milano il primo store italiano.
L’inaugurazione, prevista per il 25 settembre, è solo su invito, ma nei giorni seguenti potrete tranquillamente prendere d’assalto il negozio e fare incetta di capi.
Nel frattempo date un’occhiata all’ultima, splendida collezione sul sito.

Closed
via Pontaccio 15, Milano
(vedi mappa)

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Evisu Re-Launch

Evisu Re-Launch

Scritto il 02 settembre 2009 da Francesca Arcuri.

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Evisu Re-Launch

Qualche tempo fa io e Simone avevamo pensato di preparare uno speciale sui jeans, però ci siamo subito resi conto che per fare qualcosa di minimamente decente (tenuto conto della nostra ignoranza in materia) dovevamo assumere un “consulente tecnico esterno”, così abbiamo, almeno temporaneamente, lasciato perdere.

Per esempio, lo sapevate che i jeans giapponesi Evisu sono nati alla fine degli anni ‘80, quando il fondatore del marchio Hidehiko Yamane ha acquistato un telaio americano degli anni ’50 in grado di tessere 40 metri di tela al giorno, cioè 12 capi a settimana? Questo telaio riusciva a produrre una copia perfetta della tela dei jeans vintage, tanto amati in quegli anni. E’ nato così il Replica Moviment.

Beh, io lo ho appena appreso leggendo il comunicato stampa che annunciava l’avvento di Scott Morrison (fondatore di Paper Denim e Earnest Sewn) alla direzione creativa del marchio Evisu e che si occuperà del rilancio del brand sul mercato americano ed europeo. Inoltre ci (a noi di Frizzifrizzi) presentava in anteprima italiana la nuova collezione che sarà in vendita a partire da novembre in tiratura limitata da Barneys e poi a partire da gennaio da Fred Segal.

Il rilancio inizialmente prevede 3 collezioni per uomo e per donna: Evisu Genes (da $150 a $198), Evisu (da $198 a $265) e Private Stock: (da $600 a $700).

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Fall/Winter 2009-2010: istruzioni per l’uso

Fall/Winter 2009-2010: istruzioni per l’uso

Scritto il 27 luglio 2009 da giatsu.

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Fall/Winter 2009-2010: istruzioni per l'uso

(nella foto: 1. Worn Free; 2. Christopher Kane; 3. Im King; 4,5. Asos; 6. B.A.P.E.)

Siamo a Luglio, i saldi sono iniziati già da un pezzo e tutti sono alla ricerca del “best value for money”. Cartellini con prezzi barrati invadono gli scaffali mentre schiere di portafogli si accalcano alle casse.
I commessi diventano domatori mentre gli store managers sanno che se si muovono bene, magari ci scappa un bonus verso settembre. E’ il periodo del “compro oggi e metto oggi” e nessuno pensa al freddo che verrà. Ma la ruota gira e come diceva il buon vecchio Vico: “ci sono corsi e ricorsi storici”.
Così in questo periodo stanno girando i look book per la Fall/Winter 2009: passati in sordina per il grande pubblico, oro per gli addetti ai lavori. Di ritorno dal Bread & Butter ogni brand aspetta la mossa dell’avversario come in una battaglia navale a suon di “figurini”. Così, dopo aver visto Porter, B.A.P.E., Reebok, Rick Owens, WESC, Nike, Visvim e perfino Louis Vuitton, possiamo permetterci di tirare le prime conclusioni.

TOP: Sarà un’ inverno all’insegna del vintage per il mondo delle t-shirt, tutti pronti quindi ad invadere l’armadio del fratello maggiore o shop come Worn Free. Ci potrà anche essere spazio per qualche tees in filato di lana merinos (tanto confortevole quanto costoso). Graditi gli optical ma molto meglio grafiche piazzate stile Grotesk/123Klan e compagnia bella. Altro filone interessante, lanciato la scorsa stagione dal fantomatico Christopher Kane, sarà quello delle mega stampe fotografiche di animali, meglio se esotici. Da tenere d’occhio anche Peg Leg e l’immancabile Sixpack France.
Purtroppo però della t-shirt se ne vedrà solo una parte e nel peggiore dei casi solo il collo, sarà infatti coperta dal must assoluto di questo autunno: la camicia. Indossata dentro o fuori, abbottonata o completamente aperta ci accompagnerà in ogni occasione. E per i colori? Scacchi, scacchi ed ancora scacchi, di ogni foggia e dimensione basta evitare l’effetto tovaglia. B.A.P.E. non si smentisce e propone camicie a maniche corte dalla linea pulita con scacco tartan azzardando anche un pizzico di regimental, Stussy sforna un catalogo al grido “scacco galore”, mentre Pointer infila lo scacco anche sulle scarpe. Da tenere d’occhio anche la linea Red di Lacoste perché la polo “ci sta sempre”.
Per l’arrivo del freddo, quello vero, due sono le strade: windbreakers imbottiti e super tecnici per tutti i pedali fumanti sempre in movimento (qui l’allover è ancora ammesso), o cappotti più pettinati, tinte pastello e taglio marinaretto.

BOTTOM: Qui è un po’ più complicato. I brand che negli anni scorsi proponevano denim stampato e rigidissimo (vedi Evisu / Artfull Dodger / Red Monkey) stanno colando a picco colpiti da prodotti più easy come G-Star, Tsubi e l’immancabile Surface To Air. Per i tagli il carrot puro è ormai svanito, ma si ricerca comunque il fondo stretto per non coprire il mocassino o per infilarli dentro la sneaker di turno. Per i più attenti continua comunque su eBay e nei mercatini di mezza europa l’affannosa ricerca degli originators: Levi’s vintage meglio se Big E. In fondo la cimosa è sempre la cimosa.
Altro discorso invece per i chino: a Berlino se ne sono visti parecchi e sembra che anche i brand più legati al denim ci stiano buttando un’occhio. Colorati e comodi saranno disponibili in un infinità di colori, quindi mano ai pantoni ma occhio al portafoglio, se pagati più di 100 euro sono una truffa. Anche in questo caso fondi abbastanza stretti e per i più eccentrici risvolti massici per mostrare il calzino.

SNEAKERS: la storia è lunga, ve la spiego la prossima volta.

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Maison Clochard

Maison Clochard

Scritto il 20 luglio 2009 da Simone Sbarbati.

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Maison Clochard

Giocare sugli opposti (fin dal nome del brand: “la casa del senzatetto”), sposare la vecchia filosofia bobo (bourgeois-bohemien) e soprattutto fare coloratissimi jeans.
Questa la mission del nuovo brand fiorentino Maison Clochard che ha presentato al Pitti la sua prima collezione, in uscita la prossima primavera/estate.
Quattro modelli dai nomi aviari per 20 colorazioni: Mallard, ovvero anatra, classic fit dedicato a coloro che mangiano di tutto, dal sushi alle tagliatelle della nonna, e si adattano ad ogni situazione; Egret, l’airone, skinny e vegetariano, migratore per natura, preferisce la vita notturna e si sposta di locale in locale, mutando il piumaggio di volta in volta; Pigeon, il piccione, slim fit per selvatici metropolitani che vanno avanti a noccioline, arachidi e pistacchi e vivono di aperitivi; Moineaux, passero, short per natura, segue ovunque il compagno Pigeon ed esce soprattutto con il bel tempo…

In attesa di trovare Maison Clochard nei negozi, potete chiedere informazioni a questo indirizzo: info@maisonclochard.com.
Dopo il salto, le foto del packaging dei jeans.

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Ikoon

Ikoon

Scritto il 25 giugno 2009 da Simone Sbarbati.

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Ikoon

Ho conosciuto Dimitris Zoz un paio di anni fa durante un bel pranzo tra bloggers e creativi in quel di Modena. All’epoca sono rimasto colpito dallo stile impeccabile e dalla mente acuta di questo incredibile personaggio che già allora, appena ventenne, sembrava un navigato e lanciatissimo imprenditore di se stesso con un’inesauribile passione per il design e la moda.
E non poteva che essere così per uno che viene da una famiglia che vanta tra le sue fila un re nigeriano tra l’altro anche imprenditore alberghiero, una sarta ed un mobiliere.

Ora, appena ventiduenne, Dimitris lancia il suo Atelierzoz ed un nuovissimo brand di jeans, Ikoon, di cui già qualche mese fa mi aveva mandato una preview, presentato ufficialmente la scorsa settimana durante il Pitti Immagine Uomo.
Curatissimi fino all’ultimo dettaglio, gli Ikoon sono realizzati con tele italiane trattate in modo da non perdere il colore.
La particolarità, oltre all’assenza di rivetti, è la totale mancanza del logo, presente soltanto all’interno della retro etichetta che tra l’altro è staccabile e personalizzabile: per ogni paio di pantaloni ce ne sono tre, in vitello, con stampe elefante, struzzo, coccodrillo.

Per i più esigenti, in oltre, c’è la linea Ikoon Sartoria, con jeans realizzati su misura e la possibilità di scegliere ogni più piccolo particolare, dai bottoni alle cuciture, fine a diverse varianti di pelle per la retro-etichetta.
Nel caso vogliate saperne di più, visto che i siti di riferimento sono ancora in costruzione, potete chiedere informazioni presso lo StudioQuagli, partner ufficiale per la comunicazione: ilaria@studioquagli.com.

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Sweet Skateboards

Sweet Skateboards

Scritto il 13 giugno 2009 da Simone Sbarbati.

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Sweet Skateboards

Nonostante producano bellissime tavole da skate, e sia quello il mondo da cui provengano, quello che ci interessa di più del giovane brand svedese Sweet Skateboards è la linea di abbigliamento: qualità scandinava, produzione americana, in Italia per la prima volta con questa collezione.
T-shirts, cappellini, occhiali, ma soprattutto jeans. Fantastiche le tonalità dei chinos.

Guardatevi le immagini nella galleria dopo il salto.
In Italia, sono distribuiti in esclusiva da AcriminalG. [...]

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Superfine Jeans

Superfine Jeans

Scritto il 06 maggio 2009 da Cinzia Migliardi.

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Superfine Jeans

Se desiderate dei jeans che siano solo e semplicemente dei jeans, senza tanti fronzoli e senza etichette ingombranti potete acquistare un paio di Superfine.
Il marchio è nato nel 2003 a Londra grazie all’idea di Lucy e Flora che hanno deciso di puntare ad un brand libero, puro e minimal al punto giusto, insomma il massimo della semplicità senza cadere nel banale.

Navigando nel sito troverete l’ultima collezione “Tomorrow’s Parties” di ispirazione più hippy, una sezione dedicata alle collaborazioni (ad es. con Alexander Wang) e una gallery di modelli d’eccezione.

Nella sezione paparazzi troverete inconsapevoli testimonial d’eccezione come le sorelle Olsen, Jamie Hince e Kate Moss-gettheLondonlook.

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Scelto da QuarterShop: Tripp NYC

Scelto da QuarterShop: Tripp NYC

Scritto il 05 maggio 2009 da Simone Sbarbati.

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Scelto da QuarterShop: Tripp NYC

Da QuarterShop è arrivata una camionata di jeans skinny direttamente dall’East Village, a New York, dove da un quarto di secolo Daang Goodman, designer e creatore del brand Tripp NYC, studia come si veste la gente per le strade della Grande Mela e poi corre nel suo loft (se abiti nell’East Village devi avere per forza un loft sennò ti danno il foglio di via e devi andare da qualche altra parte) a realizzare pantaloni tigrati, serpentati, fluo, borchiati, a scacchietti, gessati e leopardati.

Quelli che vedete qui sopra sono probabilmente i più sobri mai usciti dalla sua testa, ma se per voi sono troppo spogli, chiedete a quelli di Quarter Shop. Se sono in buona magari vi ci disegnano sopra squame di pesce o macchie di ghepardo con l’Uniposca.

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Un distributore automatico di Jeans

Un distributore automatico di Jeans

Scritto il 11 marzo 2009 da Simone Sbarbati.

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Un distributore automatico di Jeans

Visto all’ultimo Pitti e alla Berlin Fashion Week, ora il distributore automatico di Jeans farà il giro dei department stores di tutto il mondo.
Ideata come campagna pubblicitaria da quelli di Closed, brand made in Amburgo ma fondato in Italia negli anni ‘70, la jeans machine è anche una scommessa su quello che potrebbe essere lo shopping del futuro.

L’idea non è di certo nuova: ci sono già distributori automatici di libri, cellulari, iPod, di sneakers e di chissà cos’altro.
Se qualche marchio del lusso avesse il coraggio di lasciare dei gioielli dentro a delle macchinette automatiche anche in piena notte alla stazione centrale di Milano, forse ci sarebbero anche anelli con diamanti pronti a cadere nell’apposita buchetta non appena digitato il codice giusto ed inserita la carta di credito (da prosciugare all’istante).

Anche quelli di Closed, dopotutto, non li hanno ancora messi lungo le linee della metro, alla fermata del bus o sulle pensiline dei treni, ma in ben più sicuri centri commerciali, dove – sempre con carta di credito e al costo di 149€ – si possono scegliere tra diversi modelli da uomo.
Forse per fare shopping on the go, nel settore abbigliamento, c’è ancora da aspettare un po’…

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Lanvin loves Acne

Scritto il 21 dicembre 2008 da Simone Sbarbati.

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Lanvin loves Acne

Dopo l’annuncio, in primavera, della collaborazione tra la storica maison francese ed il giovane brand svedese c’era chi non stava più nella pelle ed attendeva con ansia di vederne i frutti, soprattutto perché si tratta della prima collezione di jeans firmata Lanvin.
Ora non c’è più da aspettare e la collezione Lanvin ♥ Acne la potete già vedere (e acquistare, ma non tutti i capi, per il momento) online, in attesa di trovarla nei negozi.

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Jeanswell: il jeans-gioiello del Clan Banlieue

Scritto il 06 luglio 2008 da Luciana Caramia.

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Jeanswell

L’idea mi è parsa subito geniale. Il jeans è l’unico capo d’abbigliamento che ha attraversato indenne tutto il secolo scorso e che ancora oggi viene usato – ed abusato – in qualsiasi variante. Ora, che qualcuno abbia pensato di “costruirci” sopra, letteralmente, dei materiali preziosi per farne un gioiello, è una notizia.

Lui è Manuel Bozzi, uno che preferisce definirsi per quello che è, anzichè trovare appellativi cool buoni per le riviste patinate: un artigiano della materia. Insieme agli stilisti Marithé e François Girbaud ha presentato all’ultimo White Homme – salone milanese che mette insieme l’avanguardia del settore – il Jeanswell ovvero, il Jeans-gioiello.

Quello che il Clan Banlieue – laboratorio creativo capitanato da Manuel Bozzi – ha partorito non è un prodotto seriale (non sarà sicuramente alla portata di tutti) ma è comunque apprezzabile nella sua componente creativa. Su ogni singolo paio di jeans viene costruito ad arte un gioiello: che siano spille da balia, semplici elementi metallici, rivetti e bottoni, tutti sono personalizzati, disegnati e scolpiti.
Il materiale prevalente è l’argento con pietre preziose colorate, ma sono previsti modelli anche in oro e diamanti. Magari non potrò permettermi mai la versione dotata di “brilli” ma vi dirò, l’idea di avere un jeans accessoriato tutto mio non mi dispiace affatto.

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Scelto da Superfly Deluxe: Hells Bells Jeans

Scritto il 24 giugno 2008 da Simone Sbarbati.

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Hells Bells Jeans

La leggenda narra che in un giorno imprecisato dello scorso anno partì da Parigi un TGV pieno di metallari e nu-ravers, qualche skinhead e ragazze in abbondanza. Passò di stazione in stazione lasciandosi dietro una scia di persone urlanti. Le vecchie alle finestre, quando vedevano il treno passare, chiudevano tutto e si mettevano a pregare. Nessuno pagò il biglietto. Il capotreno, dopotutto, era Bon Scott, il defunto cantante degli AC/DC. E di sicuro non gli poteva fregar di meno di mettersi a controllare i biglietti.

Poi il treno si fermò da Super*fly Deluxe. Scese un gruppo di quindicenni dallo sguardo vitreo che lasciò davanti all’ingresso una cassa di jeans Hells Bells. E il treno ripartì.

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L’arca di Noé

Scritto il 22 maggio 2008 da Francesca Arcuri.

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L’arca di Noé

Avevo già parlato di insetti ed uccelli, ma a bene vedere nelle collezioni P-E 08 c’è l’intera Arca di Noè.
Gilli poi batte veramente tutti: papere, gufi, pantere, ecc. ecc.
Che animale siete voi? Io una pantera e perché fosse chiaro a tutti, a vent’anni me ne sono fatta tatuare una sul piede…

See by Chloé (1), Marc Jacobs (2, 3), Tibi (4), JuicyCouture (5), Blugirl (6), Gilli (7, 8, 9).

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Officina Vintage

Scritto il 14 maggio 2008 da Simone Sbarbati.

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Officina Vintage

Aperto nel settembre scorso, Officina Vintage è un tempio della moda che fu (e quindi è e sarà) subito fuori dal centro di Firenze.

A differenza del negozio tradizionale, dove la modalità mordi-e-fuggi va spesso a braccetto con commessi aggressivi che ti saltano addosso per riempirti di capi da provare, Officina Vintage crede nell’approccio slow: ci mettete delle ore anche per scegliere un solo abito o paio di jeans? Poco male, potrete comunque cogliere l’occasione di farvi un caffé nel piccolo bar che trovate all’interno, oppure accomodarvi nel salottino, sfogliare qualche rivista e fare quattro chiacchiere.

E questo è solo l’inizio: che vogliate affittare abiti, fare un remake completo dei vostri jeans oppure partecipare ad una serata all’insegna degli anni ‘50, siete nel posto giusto.
Per i più pigri che non hanno voglia di muoversi da casa c’è anche la possibilità di acquistare online.

Officina Vintage
via Botticini 20a, Firenze
(vedi mappa)

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Scelto da Superfly Deluxe: Evisu

Scritto il 03 aprile 2008 da Simone Sbarbati.

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Evisu

Se fermate una persona a caso, per strada, e gli chiedete cosa sono i jeans di lusso? probabilmente vi indicherà quelli con la scritta Rich sul culo, che portavano i truzzi doc fino a qualche tempo fa.
Se fermate invece qualcuno che ne sa qualcosa di abbigliamento allora molto probabilmente vi dirà jeans di lusso = Evisu.

Il brand giapponese, noto per il logo a forma di gabbiano stilizzato (ma io la chiamo ondina) e per le laboriose e raffinate metodologie di lavorazione del denim, è ormai un culto nel mondo dei jeans.
Dai 12 capi prodotti annualmente (e con logo dipinto a mano) dal fondatore Hidehiko Yamane, oggi i capi Evisu vengono prodotti su scala industriale utilizzando però lo stesso denim delle origini. Su alcuni modelli il logo viene ancora dipinto a mano come un tempo!

Se state cercando gli Evisu più adatti a voi date un’occhiata da Super*fly Deluxe. Tra gli ultimi arrivi hanno anche i modelli da donna.
Mano ai portafogli, dunque. Così la prossima volta che vi dirò mano ai portafogli potrete sfiorare il mitico gabbiano (o ondina).

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Adidas + Diesel: la presentazione

Scritto il 22 febbraio 2008 da MaBase.

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Adidas + Diesel: la presentazione

Le foto del party di presentazione della collezione denim Adidas by Diesel.
Tutte le foto dopo il salto!
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Levi’s Backpocket Gallery

Scritto il 04 febbraio 2008 da Simone Sbarbati.

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Levi’s Backpocket Gallery

La Levi’s ha chiesto ad alcuni artisti di personalizzare le tasche posteriori dei suoi pantaloni che saranno poi messe all’asta verso la fine di febbraio: il ricavato andrà alla lotta contro l’AIDS.
Qui trovate tutte le immagini.

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Stefanie Schönheinz: jeans per innamorati

Scritto il 25 gennaio 2008 da Francesca Arcuri.

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Objet Pour Deux

Mi sono sempre chiesta come si facesse a stare in questa posizione per ore. Gli innamorati non sentono il formicolio alle mani?
Sembra che anche Stefanie Schönheinz (studentessa della Ecal, l’Università di Arte e Design di Losanna, in Svizzera) si sia fatta la stessa domanda ed essendo una creativa ha “inventato” la risposta!
Objet pour deux.

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Fatti i jeans tuoi

Scritto il 24 gennaio 2008 da Francesca Arcuri.

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Make your own jeans

Al motto: le persone non sono prodotti di massa, perché dovrebbero esserlo i loro jeans?
Un sito americano Make your own jeans, dà a tutti la possibilità di creare il proprio modello.

Basta inserire alcune misure (vita, fianchi, altezza cavallo, lunghezza gambe) scegliere il materiale (elasticizzato oppure no) ed il bagno, ed ecco in pochi minuti e con pochi euro (al massimo 50) il jeans perfetto!

Io non sono una maniaca dei jeans, anzi a dirla tutta: mi piacciono, ma faccio molta fatica a trovare il modello che mi calzi a pennello (troppo stretti, troppo larghi, troppo lunghi…insomma avete capito!) mi sa che proverò e vi farò sapere…

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Sass & Bide, jeans.

Scritto il 28 luglio 2007 da Francesca Arcuri.

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02_phixr2.jpg01_phixr2.jpgJeans dall’Australia ?
Li conoscete già?
Si chiamano Sass & Bide.
Io no, non li avevo mai visti.

Poi sfogliando un giornale, ho visto una hollywoodiana che ne indossava un paio molto bello e mi sono documentata.

Sono carini, vero?

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