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La scorsa settimana, per vincere i premi messi in palio, ovvero head band ed hair comb realizzati da ApeZoppa, vi siete trasformate in piccole api storpie, siete volate via, lontano o vicino, e avete punto qualcuno che se lo meritava.
O almeno avreste dovuto. Perché i commenti in realtà erano pieni di apette dall’animo poetico che preferivano starsene in mezzo ai prati piuttosto che trovare la morte con la primo ed ultimo colpo di pungiglione che la vita ha messo loro a disposizione.
Ma dato che quella che vi avevamo chiesto era una specie di ironica missione omicida/suicida, e ben poche di voi l’hanno portata a termine, a portarsi a casa i premi sono state le due api a nostro giudizio più efficienti.
Ovvero s.klimt, che vince l’hair comb (il pettinino) e K, che vince l’head band (e potrà sfoggiarla in ufficio alla faccia del suo strampalato capo).

Avevo una collega che diceva cheveux invece di chapeau. Cose che capitano. Comunque, come ben sapete, l’espressione indica una profonda ammirazione per qualcuno, o meglio, per il gesto che qualcuno ha fatto.
La stessa che rivolgerei a Vittoria Valzania, modista come non ce ne sono quasi più nel 2010. Confeziona cappelli femminili ed è veramente cosa rara al giorno d’oggi. Forse qualcuno potrebbe definirla una designer, ma, dalle sue creazioni mi sembra di trovare un gran bagaglio di esperienza e idee che preferisco chiamarla modista.
Li realizza uno ad uno, tirando il feltro a mano sulle forme di legno. Ce ne sono di tutti i colori e di tutti i tipi, in particolare pioggia di cloche e qualche paglietta.
Trovate tutte le immagini qui e per le informazioni potete scriverle una mail. [...]

Lo so che dovete fare i duri, che siete indie, che scegliete sempre ciò non è mainstream per farvi notare. Passate il tempo a dire tutto e il contrario di tutto, facendo a gara con i vostri amici per criticare il più possibile ciò che magari il giorno prima amavate. Avete ascoltato almeno un paio di volte all the single ladies e bad romance e in fondo vi sono anche piaciute, ma non l’avete detto in giro.
Pertanto, se ora mi metto a parlare dei soft toys di Contemori, non storcete il naso.
Sì, lo so, sono tanto kawaii, però sono dei bei soggetti, sembrano cuciti ad hoc e la donna barbuta plush toy mi mancava. Ci sono vari animali – prediletti gufi e giraffe – che potete acquistare direttamente da Etsy (avrete pur un nipotino a cui fare un regalo).
Inoltre, per chi non ne può più fare a meno, c’è anche l’account di Flickr con le fotografie di tutti i soggetti e la fan page su Facebook.
Frizzi-gift: elastic head band + hair comb by ApeZoppa
Scritto il 09 marzo 2010 da Simone Sbarbati.

Ogni volta che sento il nome ApeZoppa immagino una povera apetta infortunata che ti ronza attorno poi si posa sul tavolo e zoppicando cerca di raggiungere il pane imburrato con la marmellata: merenda d’altri tempi, da mangiare in giardino, con il sole, in mezzo ai fiori…
Merende a parte, ApeZoppa deve il suo nome alle sorelle fiorentine Claudia e Deborah Pampaloni, due nostre creative lettrici che realizzano accessori fatti a mano e pieni di bottoni, che vendono durante i mercatini e in alcuni negozi di Firenze ed Arezzo, oltre che su Etsy.
Claudia (claudicante, zoppa: non lei, il suo nome) li produce. Deborah (ape, in ebraico) li fotografa.
Questa settimana mettiamo in palio un’elastic head band ed un hair comb by ApeZoppa.
Ora, immaginate di essere un’ape (zoppa) e di poter volare dove vi pare: per vincere uno dei premi scrivete nei commenti dove vorreste volare, chi vorreste pungere e perché.
A due chilometri da casa per pungere il vostro ex, a Los Angeles per pungere Tom Cruise (che però forse, essendo di scientology è immune alle api e riesce addirittura a comunicare con loro con il pensiero)…
Il miglior commento, a nostro insindacabile giudizio, si porterà a casa il pettinino. Il secondo l’head band.
Avete tempo fino a sabato 13.

Little Houses è stato creato nel 2006 nell’appartamento di Shanan Flodstrom, una ragazza canadese che ama tutto ciò che è fatto a mano.
Il tratto distintivo, che salta subito all’occhio osservando le sue creazioni, sono certamente i grandi colli, che compaiono sia nelle felpe, che nelle giacche e nei cappottini. E questi “super colli” sembrano assai comodi e pratici, perché fungono sia da sciarpe che cappucci, ma se è troppo caldo, basta aprire qualche bottone ed ecco che diventano colletti, da cui può spuntare una passamaneria di pizzo o un inserto di un tessuto diverso. Altra caratteristica che ritorna in quasi tutti i capi è l’abbottonatura laterale, spesso accompagnata da arricciature e grandi bottoni colorati.
Shanan ha anche progettato una divertente sciarpa-cappuccio, perfetta per quelli che, come me, in inverno hanno il bisogno fisiologico di avere testa e gola perennemente coperte!
Se vi interessano i suoi pezzi, li trovate su Etsy e in altri shops on line segnalati sul suo blog.

Nneka Onyenakala suona poco british ma viene proprio da London City dove ha dato vita al suo brand N’Damus con il quale cerca di fondere artigianalità ed un glam un po’ fai da te, realizzando e sperimentando divertenti accessori in pelle riciclata, totalmente handmade.
Le creazioni di N’Damus si possono acquistare direttamente sul suo sito ed è possibile scegliere sia la dimensione che il colore delle bags.
Per i piu “patriottici”, stile Mel Gibson in Braveheart, si può richiedere una flag-custom specificando la bandiera da sfoggiare (tipo passaporto).

Che aroma deve avere il caffè per essere perfetto?
Questo vi avevamo chiesto per vincere il (anzi i) frizzi-gift della settimana, ovvero un paio di scaldamani ed una borsa realizzati da m.c.C..
C’è chi ha scritto che il caffè è perfetto così com’è, chi ha azzardato strane combinazioni, chi ha preferito andare più sul tradizionale proponendo varianti che ci si può benissimo fare in casa.
Ma per noi la vincitrice assoluta è Ariachiara, che dice
Il caffè in Italia dovrebbe avere l’aroma dei viaggi che ho nel cuore e degli uomini “che mi son piaciuti”… tutti assieme…
Il caffè all’estero dovrebbe avere l’aroma di casa mia… dovrebbe essere esattamente identico all’aroma del caffè che sgorga dalla mia piccola caffettiera arancione…
E’ lei che si porta a casa la borsa – che per restare in tema è realizzata con un sacchetto di caffè – mentre gli scaldamani li vince ale con il suo commento stringato ma decisamente sagace:
di tabacco. così eviti la sigaretta.
A tutti gli altri non resta che consolarsi con una bella tazzina: normale, macchiato, al caramello, alla nicotina, al sapore di uomini o a quel che volete!

m.c.C. ovvero mi chiamo Carmelina, ovvero una nostra lettrice appassionata di handmade che non riesce a stare con le mani in mano e sforna continuamente borse, spille, anelli, collane e scaldapolsi.
Carmelina è vissuta per tanti anni in Germania dove, come ci ha raccontato, il diy te lo insegnano fin quasi nella culla.
Ha iniziato quasi per gioco, prendendo ispirazione dal nostro e dai tanti altri siti che legge quotidianamente, ed ha iniziato ad usare i sacchetti del caffè per farne delle borsette perché il materiale robusto, colorato e duraturo era davvero un peccato buttarlo!
Ha chiesto a diversi bar di tenerglieli da parte e così ha iniziato a fare le prime: un vero successo! Così ha continuato ed ora collabora con diverse aziende produttrici di caffè, che le forniscono la sua materia prima.
Questa settimana abbiamo deciso di regalarvi una delle sue borse ed un paio di scaldapolsi.
Per portarveli a casa non dovete fare altro che lasciare un commento rispondendo alla domanda: qual è l’aroma che un caffè dovrebbe avere per essere perfetto?
Vaniglia ed erba appena tagliata? Big-babol e vivincì? Peperone e cipolle?
La miglior risposta (a nostro insindacabile giudizio) vincerà la borsa. La seconda, gli scaldapolsi.
Avete tempo fino a sabato!


iheartnorwegianwood è il bel negozietto di Etsy creato da Angie a Montreal. Cuce da tempo e mettendo insieme pezzi vintage e fantasia ha creato questo brand tutto “frangioso”.
Ci sono le collane con tre strati di frange colorate, quelle con le piume che fingono di essere frange, gli orecchini-frangiati e – magia delle magie – anche una gonna “frangiata” che ha già fatto furore.
Per completare il quadro, crea anche leggings su misura con tessuti originali come questo paio “fioccato”, intreccia bande elasticizzate, ripropone i cari vecchi ciclisti (e non è la prima che sento per quest’anno) e ha pure un altro negozio dedicato al vintage.

Era una vita che non passavo per città alta a Bergamo e, in mezzo a un’atmosfera da Sleepy Hollow (causa nebbia), ho visto una macchia rossa. Anzi, due in realtà.
La prima è stata in piazza Vecchia e si tratta dell”atelier di Daniela Gregis. Una stanzina con abiti appesi ai lati, una gigantesca tenda rossa sullo sfondo, una vetrina con vecchi serramenti senza insegna e dentro, una ragazza con degli stivali gialli che faceva a maglia. Un piccolo angolo di paradiso. La collezione è morbida: linee larghe, tinte unite, tessuti caldi.
Se vi interessano, c’è anche lo shop online qui.
L’altra macchia rossa, è un altro spazio vicino, all’angolo tra Via Gombito e Vicolo Aquila Nera; anche questo senza nome. Fate le scale e ci picchiate la fronte. Ci trovate tagliabiscotti giganti a forma di animali, frustini per il tè, saponette vegetali, ricette, libri vintage, borsine di marimekko circondati da guanti in lana e stoffe rosse. Si tratta di uno spazio – scopro poi – legato all’atelier della Gregis, dove lei e i suoi collaboratori mettono ciò che più gli piace, a mo’ d’ispirazione. Fateci un giro, sembra d’esser catapultati in un altro mondo.

Olivia è il nome della figlia a cui è stato dedicato il marchio. Simona è colei da cui è partita l’idea che le ha permesso di dare spazio al proprio hobby e di farlo diventare un vero lavoro.
Proveniendo da una famiglia di pellettieri, ha avuto dalla sua una buona base per quanto riguarda la conoscenza delle materie prime; un pizzico di fortuna le ha permesso di proseguire nel disegnare e realizzare borse.
Il tutto è nato nel 2002, con la partecipazione ad un mercatino, primo vero banco di prova. Poi nel 2006, la passione ha avuto la meglio ed è nato l’attuale laboratorio artigianale Le borse di Olivia. I soggetti principali sono animali e le creazioni che vanno per la maggiore sono le borse. Potete trovarne di ogni foggia: foche, pipistrelli, coccinelle, pecore, cavalli, rane, panda e quant’altro. Inoltre, sul sito troverete anche accessori mignon come borsellini, portachiavi, portatessere e segnalibri.
Funziona così: partono dal disegno a mano libera, taglio e cucitura pezzo per pezzo, fin nei minimi dettagli (non ci sono sbavature né residui di eventuali colle e la pelle è realmente pelle, cosa da sottolineare in tempo di bidone costante).
I prezzi rimangono entro le 10€ per quanto riguarda gli accessori, mentre arriviamo fino a un massimo di 50€ per le borse. Se volete acquistare qualche pezzo, potete contattare Simona qui, oppure, cercarla in giro per l’Italia: sono già stati nella riviera romagnola e in quella adriatica, al Busker Festival di Ferrara, sul Lago di Garda, ad Artigianato Vivo in provincia di Treviso e sono sempre in movimento. [...]

Avvistati per la prima volta nel magico atelier dei Pesci Pneumatici qui a Bologna, mi sono sempre ripromesso di tornare ad acquistare uno dei Monstris di Ninon.
Inutile dire che poi mi è passato di mente (come mille altre cose). Ma poi rivedi quegli occhietti e come fai a resistere?
Forse stavolta sarà quella buona!

Non so voi, ma io il freddo sto cominciando a sentirlo parecchio e sono perennemente coperta dalla testa ai piedi. E a proposito di testa, proprio ieri mi sono imbattuta nelle creazioni artigianali di Giant Dwarf, che realizza graziose cuffiette e fasce per capelli partendo da materiali eco friendly e riciclati, come feltro e vecchi maglioni.
Divertenti e dal gusto un po’ retro, con colorate applicazioni floreali, mi hanno convinto ad abbandonare i miei noiosi berrettini di lana dalle tinte spente, e voi che ne pensate? Se vi piacciono le sue creazioni, le trovate su Etsy, Flickr e con Twitter potete restare sempre aggiornati.

Carlotta studia Architettura a Cagliari e come molte delle persone che abbiamo segnalato qui, ritaglia tempo libero per dedicarsi all’hand-made. Dedita al cucito da oltre quattro anni, ha iniziato facendo regali alle amiche e ora ha un piccolo laboratorio artigianale, CarlottinaLab.
Principalmente disegna e realizza borse in pelle e, ultimamente ho visto che ha realizzato anche i “mettilintesta“. Sono dei cerchietti realizzati con pellami colorati assemblati in modo da richiamare le forme di foglie e piume.
Per visualizzare tutte le sue creazioni potete andare su flickr, tenervi aggiornati seguendo il suo blog oppure acquistare qui.
Non capisco perché tutti quanti continuano insistentemente a chiamarmi Donatella
Scritto il 07 novembre 2009 da Cinzia Migliardi.

Ogni tanto trovare un titolo diventa un’impresa ardua, ma dato che la persona di cui parlo si chiama così, mi sembrava un punto di partenza accettabile.
Detto questo, la Donatella in questione è un architetto con la passione per gli accessori. Prevalentemente in feltro. E collane. Realizzate da a lei.
Solitamente, e non ne ho ben chiaro il motivo, da un architetto ci si aspetterebbero creazioni delle linee definite, chiare, elementi squadrati, parti incastrate ad hoc, geometria a gogò; in realtà, con umanosolare, ha dato vita ad una linea piuttosto classic-romantic tutta tondeggiante e morbida. Cosa che potete constatare anche guardando le spille che si sviluppano come un grappolo oppure le miniature di cibo colorate.
Se volete scambiarci due parole, scrivete a: umanosolare@libero.it.

Della francese Miss Tinguette ne avevamo già parlato a fine giugno. Ora, soprattutto visto il tempaccio degli ultimi giorni mi sembra giunto il momento di spulciare la nuova collezione invernale.
Il concept è rimasto invariato: accessori in maglia che si intrecciano, linee abbastanza basilari, questa volta impreziosite qua e là. Gli headbands, ad esempio, sono rinnovati da fili dorati o d’argento, gli anelli prendono i colori autunnali e si aggiungono un paio di collane con ciondoli metallici. Il pezzo migliore è sicuramente la collana in corda con disegni circolari.
Se volete già acquistare qualche accessorio, potete farlo qui.
Dopo il salto altre immagini [...]

Se pensando alle parole gomitoli, ferri e lana la prima cosa che vi viene in mente è la vostra nonnina che, seduta accanto al caminetto, sferruzza calze informi che prudono più dei morsi della zanzara-tigre, allora siete decisamente fuori strada.
Max Alexander, infatti, è una ragazza londinese che al knitting ha consacrato la sua vita iniziando con il creare sculture di lana, passando attraverso l’animazione stop-motion e approdando, infine, alla creazione di questi piccoli, originalissimi bijoux.
Max vende le sue creazioni su Etsy e DaWanda. I suoi gioielli sono online da poco più di un mese e sono certa che, in autunno, pochi resisteranno alla tentazione di indossare un mini gomitolo da giacca.

Poiché lavoro nel Fantabosco e la mattina incontro leprotti e diversi tipi di volatili e cavalli, non posso fare a meno di approvare i soggetti di Lazyland. In esposizione durante l’ultima edizione di Chèrie’s Tree House, Lazyland è il marchio di Doga Ari, laureanda in Design della Comunicazione.
Tra le sue creazioni troverete oggetti in versione plush e mignon come spilla e anello unicorno, collane rossetto e soggetti quali elefanti, rondini, diamanti, boombox e coccodrilli.
Per ogni informazione potete contattarla sul suo myspace.

Per la serie, come aggiornare la propria scatola di accessori, Deborah – from Toulouse – lancia il suo marchio, Miss Tinguette.
Una serie di colorati accessori realizzati interamente a mano… e a maglia. Niente a che vedere con quello che potrebbe proporvi la vostra cara nonnina mentre sferruzza e vi prende le misure per un maglione.
Questi sono intrecci da labirinto per ciondoli, headbands, spille, anelli e mega bracciali in cotone.
Si acquista direttamente online sul suo sito. Per maggiori informazioni: misstinguettejewelry@gmail.com oppure potete vedere le sue creazioni qui.

Chi non ha mai provato attrazione, da piccola, per il metro da sarta che nonne e mamme immancabilmente riponevano assieme ad ago, filo e spilli?
E chi non ha mai ceduto alla tentazione, almeno una volta, di srotolare il famoso nastro giallo per controllare quanto fosse cresciuto ?
La stessa malìa per il metro l’ha sperimentata Letizia, che oggi trasforma la sua passione d’infanzia in colorate creazioni!
Anelli che non possono passare inosservati, portabilissimi, senza altre pretese se non quella di farsi notare per la loro vivacità e originalità!
Oltre che su Flickr li potete trovare anche da Bazar Wear a Brescia e Bergamo, dove sembrano essere diventati già un must!
