Tag Archives: green

Dressed Up: a critical fashion show

Dressed Up: a critical fashion show

Scritto il 08 marzo 2010 da Francesca Arcuri.

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Fa la cosa giusta è una mostra mercato del consumo critico e degli stili sostenibili, giunta ormai alla VII edizione, che si svolgerà a Milano presso i padiglioni di Fieramilanocity a partire dal 12 marzo. La mostra ha al suo interno una sezione speciale dedicata alla moda ed è proprio in questo contesto che si svolgerà la seconda edizione di DRESSED UP: a critical fashion show.

DRESSED UP: a critical fashion show è un evento ideato ed organizzato da Isola della Moda che propone un’alternativa nel campo della moda in cui fashion e consumo critico si incontrano per definire un nuovo stile.
Sono protagoniste le piccole produzioni di moda, la sartorialità, la manifattura ricercata ed allo stesso tempo vicina alle nuove tendenze.

Presenteranno le loro creazioni: Caira Design, Laafia, Laboratorio Isola, Lavgon, Riciclabò, Quincy Torino, Stefierre, Samanthakhan Tihsler.

Titolo ed allo stesso tempo concept di questa seconda edizione è Re_PUBLIC FASHION.
Un modo per spronare il pubblico/consumatore a riappropriarsi del concetto di moda, in quanto forma espressiva del vivere sociale.

Per questo alla tradizionale sfilata si è preferito la performance che rende fruibile al pubblico ciò che normalmente avviene dietro le quinte. Inoltre, per coniugare le esigenze degli addetti ai lavori con quelle del pubblico, gli stilisti presenteranno sia le collezioni della SS2010, sia le anticipazioni delle collezioni FW2010/11.

In concomitanza con l’evento, verrà inaugurata l’esposizione fotografica del progetto Re_PUBLIC FAHION, realizzato in collaborazione con il fotografo Alberto Bonardi.

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Lisa Farmer

Lisa Farmer

Scritto il 06 marzo 2010 da Francesca Arcuri.

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Non è né carne né pesce, né un volatile, né una buona aringa rossa.

Infatti è Lisa Farmer.
Meglio, il titolo che questa brava designer americana, ha scelto per riassumere le sue creazioni.

Lisa disegna borse partendo dall’intenzione di mettere in discussione i confini tra moda, arte e design. Vuole creare una “borsa-contenitore” che possa essere considerata un oggetto di design, ma al contempo anche un’opera d’arte o uno scrigno indossabile.

Il risultato sono bellissimi pesci colorati pieni di dettagli o insetti, anche essi ricchissimi di particolari. Di questi ultimi però, non me ne vorrà Lisa, non riesco a dire bellissimi perché sono tanto realistici da scatenare entomofobia. Ebbene sì, non sopporto la vista degli insetti che “crocchiano”, quelli cioè che se li schiacci (per liberartene) fanno “croc” …

Tornando alle borse, ogni esemplare è unico, non esistono duplicati. Sono realizzate a mano, in eco-pelle, da un artigiano con oltre 40 anni di esperienza.

[...]

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Flower Glam -Suggestioni di una notte by The Kitchen of Fashion

Flower Glam -Suggestioni di una notte by The Kitchen of Fashion

Scritto il 05 marzo 2010 da Francesca Arcuri.

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Quando ho letto l’email di segnalazione ero appena tornata da una lunghissima passeggiata nei campi in fiore, felice per il profumo di primavera finalmente nell’aria!

Non vi stupirà sapere quindi che sono riuscita quasi a sentire l’odore di queste creazioni.

L’idea è venuta alla poliedrica e visionaria trendhunter torinese Antonella Bentivoglio d’Afflitto. La collezione è stata creata per la primavera/estate 2010: si tratta di collane, spille, anelli, bracciali, originali e freschi copricapo realizzati tutti rigorosamente con erbe e fiori freschi. Menta, gelsomino, rose, edera, ortensie… studiate ad hoc per impreziosire, partendo della personalità della cliente o dal tema e dal luogo dell’evento.

Le realizza nel suo atelier – The Kitchen of Fashion – per eventi glamour, matrimoni, ma anche per le sue clienti che vogliono sentirsi speciali per una sera e per ridare vita ad un abito.

La settimana prossima per esempio sarà a Capri dove per ciascuna delle invitate ad una festa dei diciotto anni verrà creata una collana “flower glam”, in un corner allestito con svariate tipologie di erbe e di fiori profumati. Le giovani e fortunate ospiti potranno scegliere colori e fogge del loro bijou fatto sul momento. Beate loro, giovani e vestite di fiori!

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Mika Organic

Mika Organic

Scritto il 08 febbraio 2010 da Simone Sbarbati.

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Si chiama come il peggiore cantante in circolazione ma Mika Machida è giapponese, donna, non canta in falsetto e soprattutto fa abiti eco-sostenibili utilizzando lana, cotone, canapa e lino organici, con un evidente ispirazione naturale (per non dire bestiale).

Per il momento in Italia non ci sono negozi che vendono i capi Mika Organic ma a breve aprirà i battenti lo shop online del brand. Nel frattempo li trovate in alcuni stores sul web.

via

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Cronaca di un pomeriggio al Vintage Selection

Cronaca di un pomeriggio al Vintage Selection

Scritto il 05 febbraio 2010 da francescaP.

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Metti un pugno di amiche, una domenica pomeriggio, su e giù per un capannone di 140 metri quadri. Tre corridoi pieni di abiti ed accessori rigorosamente vintage. Per qualsiasi appassionato del settore “spulciare” per cercare il pezzo mancante della sua collezione è un divertimento che diventa quasi un lavoro.

Si è conclusa il 31 Gennaio la meravigliosa fiera del Vintage Selection alla stazione Leopolda di Firenze.
Dopo il salto un piccolo reportage per chi se la fosse persa. [...]

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ReeDo – riusare per piacere

ReeDo – riusare per piacere

Scritto il 02 febbraio 2010 da Giulia Gardini.

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Di riuso, riciclo e responsabilità ambientale se ne sta sentendo parlare parecchio, ma con ReeDo queste tematiche si traducono in realtà attraverso un concept store realizzato seguendo un approccio re-design.

Dopo il workshop con Frizzifrizzi, per noi studenti della Laurea Magistrale in Moda di Rimini è arrivata un’altra occasione per mettere alla prova le nostre abilità e realizzare qualcosa di nostro. Questa volta dietro al progetto ci sono il nostro professore di Analisi Sociosemiotica della Moda, Giampaolo Proni, ed un designer del ri-uso, Fethi Atakol, che hanno proposto a noi laureande e ai ragazzi del primo anno di prendere parte al progetto che abbiamo chiamato ReeDo – riusare per piacere.

Noi studenti, supervisionati da professori e tutor, ci occupiamo in prima persona della realizzazione degli arredi, della vetrina, dei contenuti e della comunicazione di un concept store all’interno del Centro Commerciale I Malatesta di Rimini.
Abbiamo così modo di vedere da vicino cosa significa creare un negozio dal nulla e farlo utilizzando solamente vecchi oggetti e materiali che acquistano in questo modo una nuova vita e un nuovo senso. All’interno del concept store verranno poi allestite piccole mostre e installazioni e daremo spazio a designers e artisti che si occupano di riuso creativo (se ve ne occupate anche voi, contattateci!).

Insomma è un continuo mettere in gioco la propria fantasia per imparare a vedere le cose da un altro punto di vista. Il nostro motto può aiutarvi a capire come ragioniamo: “ciò che nasce tondo può morire quadrato”!

Se passate da Rimini potete venirci a trovare e vedere il work in progress dal vivo, altrimenti potete seguire gli sviluppi sul sito ufficiale www.reedo.org ed essere costantemente aggiornati attraverso FacebookTwitter YouTube. Fino alla fine di marzo lavoreremo all’allestimento del negozio, che sarà ufficialmente inaugurato ad aprile e rimarrà aperto per un mese, segnatelo in agenda!

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Ho della musica che mi gira in testa

Ho della musica che mi gira in testa

Scritto il 01 febbraio 2010 da Simone Sbarbati.

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In rete si era parlato della loro collaborazione quando avevano lanciato una collezione di cravatte realizzate con i nastri delle vecchie audiocassette.
Idea fantastica, anche perché è possibile suonarle.

Ora Sonic Fabric ed il designer Julio Cesar tornano a collaborare per un fedora – anche questo musicassettato – ispirato all’iconico cappello del principe dell’arte concettuale Joseph Beuys.
E d’ora in poi togliersi il cappello in presenza di una signora, soprattutto se lei si porta dietro una testina di un vecchio walkman – non sarà più lo stesso.

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Ora Bags: borse in pelle riciclata

Ora Bags: borse in pelle riciclata

Scritto il 28 gennaio 2010 da Simone Sbarbati.

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Randi Obenauer se ne va in giro per negozi vintage e tappezzerie di Vancouver, in Canada, e raccoglie scarti di lavorazione e vecchi accessori in pelle per realizzare le sue Ora Bags, confezionate utilizzando – almeno a quanto dice Mrs.Obenauer – pelli dall’aspetto vissuto e che sembrano raccontare una storia.

Com’è facile immaginare, non ce ne sono due esemplari identici, quindi se vi siete innamorate di un modello in particolare non lasciatevelo scappare: si acquista direttamente online.
Se poi all’improvviso la borsa si mette a parlare come un vecchio saccentone e dispensa pillole di saggezza, non lamentatevi: anche i materiali hanno un’anima…

p.s.
grazie a Manuela per la segnalazione

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Reknit: datemi un maglione…

Reknit: datemi un maglione…

Scritto il 08 gennaio 2010 da Simone Sbarbati.

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Me lo immagino il tizio che si è inventato Reknit: avrà una di quelle mamme che ogni volta che torni a casa ti riempie di sciarpe e maglioni fatti a mano che non sai più dove mettere; potresti indossare una sciarpa diversa per ogni giorno dell’anno, anche d’estate.
E allora si accende la lampadina. Come guadagnare qualcosa tenendo impegnata la mamma senza essere l’unico oggetto della sua smodata passione per il fare a maglia?
Semplice, apri un sito web.

Su Reknit basta mandare un vecchio maglione, 30$, ed ogni mese la cara mammina lo trasforma in qualcosa di diverso. Gennaio è il mese della sciarpa.
Il prossimo, lo decidono gli utenti. Volete un cappellino, un porta iPod, dei guanti o dei calzini?

via

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Forestbound

Forestbound

Scritto il 27 novembre 2009 da Simone Sbarbati.

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Forestbound

Realizzate con materiali di recupero, andando a pescare vecchie stoffe e pelli, vissute e resistenti, nei negozi dell’usato del New England. Sono le borse Forestbound.
Non ce n’è una uguale all’altra e la collezione è in continuo aggiornamento.
Qui potete vedere i vecchi modelli già venduti.

Quelle che trovate in questi giorni sul loro shop hanno una storia piuttosto particolare.
Sono state prodotte con sacchi di tela usati nei primi del ‘900 per portare mele, durante il periodo della raccolta, in una fattoria del New Hampshire. Il nome della fattoria e le iniziali del proprietario sono stampate sui sacchi e ci sono anche cuciture e riparazioni fatte negli anni.

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Wool filler: mettici una toppa!

Wool filler: mettici una toppa!

Scritto il 21 novembre 2009 da Simone Sbarbati.

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Wool filler

Ispirati al fantastico Reparir Manifesto lanciato da Platform 21 (lo trovate dopo il salto, e sono sicuro che ve ne stamperete una copia da attaccare in casa), i Wool Fillers sono un’idea della designer olandese Heleen Klopper.
Della serie perché-non-ci-ho-pensato-anche’io, sono la versione lanosa delle classiche toppe che la nonna metteva sulla tuta.

In feltro, rendono unico, e soprattutto permettono di salvare dal cassonetto della spazzatura, un vecchio maglione bucato (chi non ne ha?).
Per informazioni, potete contattare Heleen sul suo sito. Per chi sa far da sé, invece, via alle riparazioni.

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I gioielli di Eliana

I gioielli di Eliana

Scritto il 02 novembre 2009 da Cinzia Migliardi.

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I gioielli di Eliana

Se uno ha una bella idea, bastano anche materiali di seconda mano per realizzarla. Parlo di quel tipo di idea geniale che poi tutti commentano con: “avrei potuto farlo anche io”. Però poi non l’hanno fatto.
Per Eliana è stato più o meno così. Guardate il suo sito per vedere la collezione Alienina realizzata con materiali “di ripiego”, andando ad affondare a piene mani nella basi della merceria più comune.

C’è l’amanita ring realizzato con elastico nero, le collane realizzate con corda o con passamaneria, la collana in elastico bianca e nera, la gorgiera nera. In più, c’è una micro-collezione realizzata per L’Hub (Milano) composta da polsini e gorgere creati con vecchi pizzi.

Troverete anche altre collane realizzate con pezzi metallici e anelli con bottoni vintage. Per ogni tipo di informazione, scrivetele qui.

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Get the Flow

Get the Flow

Scritto il 12 ottobre 2009 da Cinzia Migliardi.

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Flow

Flow è un anello alquanto originale: girando tra altri blog, shop online e webzine, posso dire di non aver visto ancora un accessorio così. Ultimamente la tendenza è il tricot e il crochet (mentre sono ormai già consolidati fimo e beads). Dunque, Linda crea anelli con le cannucce. Esattamente quelle che alcuni cestinano perché bevono direttamente dal bicchiere, che altri masticano nervosamente e che taluni intrecciano in vari nodi. Eco-chic.

Sul suo sito vi basterà scegliere un colore dalla ricca collezione e avrete più di una decina di accostamenti possibili. I pezzi sono assemblati con punti metallici e resistono ad ogni temperatura.

Unica perplessità forse è il prezzo: dagli 8 ai 16€.

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ASAP Lab = as sustainable as possible

ASAP Lab = as sustainable as possible

Scritto il 02 ottobre 2009 da Francesca Arcuri.

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ASAP Lab

Il concetto alla base di ASAP è molto semplice: creare capi ed accessori che non subiscano l’obsolescenza programmata dei prodotti fashion, che normalmente spinge il consumatore alla velocissima sostituzione di questi beni.

E nel farlo, utilizzare materiali, tessuti accantonati perché fuori collezione o perché in quantità troppo limitate per essere gestite industrialmente, che abbattono gli sprechi ed abbassano i costi di produzione, garantendo al consumatore la qualità del Made in Italy a costi non proibitivi.
Scegliendo uno stile pulito e linerare che non segue le tendenze di stagione.

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Swap Club a Bologna

Swap Club a Bologna

Scritto il 30 settembre 2009 da Simone Sbarbati.

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Swap Club a Bologna

Fervono già i preparativi per l’evento che Swap Club Italia – iniziativa di cui vi ho parlato la settimana scorsa – sta organizzando a Bologna.
So che stanno già arrivando moltissime iscrizioni ma vale la pena, per chi non si è ancora iscritto, di darvi qualche informazione in più sulla serata che si preannuncia davvero imperdibile.

Quando: domenica 18 ottobre 2009
Dove: Palazzo Gnudi, in via Riva di Reno 77 a Bologna (vedi mappa)
Orario: la selezione degli abiti inizia alle 15.30 e lo swap alle 18.00

Regole: cosa portare, cosa non portare, quanti capi… trovate tutto qui.
Entrata: 30 € (25 per chi acquista online). Il prezzo include l’iscrizione alla Compagnia delle Donne, network al femminile che promuove incontri di discussione ed eventi culturali su temi di attualità, buffet e drink gratuiti, la possibilità di vincere premi del valore di oltre 100 € e essere aggiornati sulle nuove tendenze dai guru della moda.
Per i maschietti: dopo le 19,00 si entra gratis ma solo se eleganti!

Etica: parte del ricavato della serata andrà a sostenere un progetto dell’Antoniano che aiuta bambini disagiati. Inoltre, chi volesse portare abiti in più sappia che grazie alla partnership con Last Minute Market, gli abiti rimasti dall’evento verranno donati alla Casa delle Donne, una associazione che dà accoglienza a donne che hanno subito violenze e organizza gruppi di sostegno, corsi di formazione e progetti vari di sensibilizzazione e ricerca, e all’associazione Amici di Piazza Grande, che ha la suo interno un laboratorio di sartoria dove vengono confezionati costumi di scena per rappresentazioni teatrali e sessioni di danza.
Premi: durante l’evento, alcune fortunate swapper riceveranno dei premi. Borse griffate by Speetway, abiti retrò by Vitrine Vintage, fragranze afrodisiache by Perle di Bianca, Day SPA by Aveda e kit da giardinaggio by le family banker Silvia Ottani e Silvia Stronati – del valore di oltre 100 euro.
Tutte le partecipanti a fine serata avranno in regalo una shopper molto chic contenente regali…

Sushi: per far si che le swappers rimangano in forma, sushi per tutte, offerto da SoSushi.

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Nasce Swap Club Italia!

Nasce Swap Club Italia!

Scritto il 23 settembre 2009 da Simone Sbarbati.

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Swap Club Italia

Swap, baratto, chiamatelo come volete.
Fatto sta che in Italia uno dei primi negozi a proporlo alle proprie clienti è stato I Love Shopping della vulcanica Tamara Nocco (che non a caso è anche nostra collaboratrice), qui a Bologna, che con una vetrina online ha offerto alle fashion victims italiane la possibilità di scambiarsi abiti ed accessori di qualità. Con un ottimo riscontro: sono ormai più di 500 quelle che, comodamente da casa, barattano i tesori chiusi nel loro armadio.

Ma ora è arrivato il momento di fare un passo in più e quest’anno Tamara, insieme a Francesca Caprioli, fondatrice di Green-Think, società che organizza eventi eco-sostenibili, hanno fondato Swap Club Italia, progetto che nasce per organizzare eventi eco-chic e portare la cultura swap nelle maggiori città italiane.

Alzi la mano chi non ha nell’armadio almeno uno o due vestiti di ottima fattura che ha messo solo un paio di volte perché  nell’acquistarli magari ha sbaglianto la taglia o il colore. Bene, durante gli eventi di Swap Club Italia, si potranno scambiare i propri accessori a costo zero, testando prodotti di qualità, ascoltando consigli dai guru della moda, sorseggiando un drink salutare, il tutto in locations sempre molto suggestive.

Ogni evento sarà accompagnato da un salotto eco-chic al quale parteciperanno protagonisti del mondo della moda, della stampa di settore e del web. Sulla base delle ultime sfilate, verranno date alle swappers consigli sulle nuove tendenze, abbinamenti di colori, informazioni sui nuovi tessuti…

A partire dagli inviti, realizzati in materiali riciclati, passando per il catering – cibo biologico di stagione e rigorosamente km 0 – per arrivare al decor degli interni, anch’esso con materiali ecologici, il tutto sarà assolutamente green!
Partner del progetto, inoltre, è Last Minute Market, un’iniziativa sociale che promuove il “riuso” di cibo e farmaci all’interno dei circuiti della solidarietà, che per l’occasione riciclerà il cibo non utilizzato e i vestiti che non sono stati scambiati donandoli ad associazioni no-profit locali.
Infine, parte del ricavato di ogni Swap Party andrà a sostenere un’associazione non profit che opera nel campo dell’assistenza e della cura dell’infanzia.

Per il cambio di stagione autunno/inverno 2009 Swap Club Italia organizza due parties itineranti in altrettante, splendide locations, a Roma e Bologna.
Domenica 18 ottobre sarà la volta di Bologna, a partire dalle 15,30, nella splendida cornice di Palazzo Gnudi.
Domenica 8 novembre invece sarà Roma ad ospitare l’evento: dalle 16,30 presso la Casina Valadier, nel cuore di Villa Borghese.

Frizzifrizzi è media partner dell’evento quindi, ovviamente, non potete mancare.
Per partecipate iscrivetevi già da ora, inviando una mail a info@swapclub.it.

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Dressed Up – A Critical Fashion Show

Dressed Up – A Critical Fashion Show

Scritto il 22 settembre 2009 da Simone Sbarbati.

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Dressed Up - A Critical Fashion Show

Undici stilisti emergenti, cinque designers di accessori, uno special guest. Sei modelli per ciascuno, per un evento unico – Dressed Up – che porterà nel cuore del quartiere Isola di Milano, la moda indipendente, ecologica e sostenibile.
A sfilare saranno ragazze normali, di quelle che trovi dal fruttivendolo, dal panettiere o dal tabaccaio.
L’idea e l’organizzazione non poteva che essere di Isola della Moda.

Sfileranno Caira Design, Laafia, Labò, Laboratorio Lavgon, Mitzica (ma nel momento in cui scrivo il sito non funziona), Nina co, Quincy Torino, Sara Rotta Loria, Simona Salis, Stefierre, Viadifuga Modaetica, AdeArt.
Esporranno i loro prodotti: Bagra, Gioielli di carta, Miss Isis, Occhio del Riciclone.
Special guest: Kujta & Meri.

Dressed Up
a critical fashion show

@ Art and Gallery
via Arese 5, Milano (vedi mappa)

24 settembre 2009
dalle 19,00

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Envirosax, la scelta eco per la spesa di ogni giorno

Envirosax, la scelta eco per la spesa di ogni giorno

Scritto il 18 settembre 2009 da Antonietta.

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Envirosax

Era il 2007 quando un comma della finanziaria prevedeva di giungere nel 2010 a definitivo divieto della commercializzazione di sacchi non biodegradabili per l’asporto di merci, rispettando la scadenza suggerita da una direttiva comunitaria.
Quella data si sta avvicinando e molti dei supermercati si stanno adeguando proponendo alternative bio o riutilizzabili anche se in realtà non c’è più fretta: quasi sicuramente quella data slitterà in avanti.

Non so voi ma io mi ero già affezionata all’idea di veder tutti, nessuno escluso, con il proprio personalissimo e coloratissimo sacchetto.

Sarà questione di tempo ma la busta di plastica è comunque destinata al declino e se lo stile è vostro fedele compagno, le più adatte a contenere i vostri acquisti saranno le ecologicissime shoppers australiane Envirosax: leggere, waterproof, riutilizzabili.

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Ornj Bags: get it in the construction site!

Ornj Bags: get it in the construction site!

Scritto il 19 luglio 2009 da Giulio Casagrande.

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Ornj Bags

A tutti è capitato di avere a che fare con i cantieri. Sporchi, polverosi, assordanti! Ma la moda trova il lato positivo anche in questi.
Non per servizi fotografici stile Steven Meisel, ma per pescare anche lì l’accessorio più giusto da sfoggiare in qualche serata. Perché, quindi, non molliamo le solite borse super costose e glamour (anche se a noi piacciono tantissimolo stesso!)?
Ma sì, facciamoci la nostra borsa dal cantiere.

Resistenti a qualsiasi peso, le Ornj Bags sono state ideate da David Shock, artista di Detroit che, stufo di brillocchi e pelli pregiate, di notte si intrufola quatto quatto nei cantieri abbandonati della città per recuperare residui di materiale da costruzione per creare queste shopping bags con gli scarti più brutti e fluo che si possano trovare.
Dove si comprano? Su Etsy!

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Re Cubo: indossare riciclando

Re Cubo: indossare riciclando

Scritto il 18 luglio 2009 da Maria Marinelli.

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Re Cubo

Tradizione e contemporaneità. Arte e artigianato. Sostenibilità e ricerca. Moda e design. Questi i concetti da cui prende il via Re Cubo, progetto nato e portato avanti grazie alle idee di Francesca Pagni, Mihaela Vasilake e Francesca Guidi.

Queste 3 ragazze lavorano in un coloratissimo laboratorio a Firenze dove, attraverso il reimpiego di materiali riciclati sapientemente assemblati con oggetti creati da artigiani fiorentini, prendono vita le loro creazioni. Ne vengono fuori borse, collane e altri accessori dal design particolare, come le maxi stole decorate da personaggi tanto improbabili quanto irresistibili o le collane sottovetro.

Fate un giro sul sito (anche questo molto colorato e popolato da strane creature) o sulla loro pagina Flickr per conoscere meglio questa interessante realtà.

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