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Linee basiche per borse realizzate con pelle trattata e lavorata singolarmente – non ci sono pezzi uguali – abbinata a fodere a fiori o a pois dal gusto vintage.
Sono opera di Elle & Dee, neonato brand made in Italy creato da Laura De Pretto e Diego Canale, due giovani provenienti da altri ambiti ma uniti dalla passione per la moda.
Per ora le borse le trovate in vendita soltanto online su Picboutique - nuovo progetto anche questo – una galleria online che sarà inaugurata tra due settimane.
Dopo il salto il resto della collezione.
Continua…

Grazie ai progetti nei quali sono coinvolta all’università e alla crescente attenzione per il riciclo e riuso, la mia mente ormai capta solo informazioni riguardanti queste tematiche. Ed è così che ho trovato Eleanor Salazar, americana del Maine, che realizza accessori partendo da materiali come la plastica di oggetti da buttare, pezzi rotti di bakelite e tutto ciò che ha un’evidente vita passata.
Nascono dalle sue mani orecchini e anelli che in origine erano palle da biliardo o pezzi del domino in cui si possono ancora vedere i segni dei colpi e dei numerosi utilizzi.
L’idea di utilizzare questi vecchi pezzi e scarti, le è venuta mentre stava cercando un modo per introdurre il colore nei propri lavori, senza dover utilizzare sostanze tossiche, ed ha realizzato di aver attorno a se un’infinita gamma di colori a disposizione, come quelli delle palle da biliardo.
Le sue creazioni sono in vendita su Supermarket.
Domani è la giornata mondiale dell’ambiente, quindi vedete di consumare meno acqua, il computer accendetelo solo per lo stretto necessario (lavorare <- ma anche no, è sabato… e leggere Frizzifrizzi), non mangiate cibi che gonfiano e state lontani dall’automobile. Magari, se siete a Torino, prendete il tram.
Non uno qualsiasi ma il tremtram, che da mezzogiorno alle dieci di sera continua a ripetere il suo percorso tra la Gran Madre e Piazza Carlina.
A bordo non ci sono borseggiatori ma il portafoglio ve lo svuoteranno comunque, visto che giovani (fashion) designers venderanno i loro prodotti a 40€ al massimo.
E ad ogni fermata installazioni + pic nic ai Giardini Reali!

Non sono mai stata una grande fan del eco fashion. Non fraintendetemi – faccio la raccolta differenziata e chiudo l’acqua mentre mi lavo i denti. Semplicemente, non mi piace scendere a compromessi in fatto di stile. Eppure sto per riconvertirmi. Il marchio statunitense Bodkin non soltanto asseconda perfettamente i miei gusti, ma in più può vantare l’utilizzo di materiali e di tecniche che garantiscono il pieno rispetto dell’ambiente.
Eviana Hartman – che prima di diventare una stilista di moda ha lavorato per testate come Vogue, I-D o Purple per nominarle solo alcune – propone un design moderno e minimal, che grazie ad un qualche taglio assimetrico o una trasparenza inattesa diventa ancora più seducente e affascinante. Sembra proprio un equilibrio perfetto tra il piacere estetico e la consapevolezza ecologica. E anche una scusa perfetta per fare shopping con la coscienza pulita!

Nel marchio Priti NYC mi sono imbattuta per caso, cercando di ampliare la mia scarsa preparazione sul tema del design sostenibile. Chi mi conosce sa che adoro la manicure nei colori più strani e sono sempre alla ricerca delle nuances inedite. Quindi non potevo che cliccare sulle bottigliette riempite di verde, azzurro e viola.
Quanto sono rimasta sorpresa a scoprire che questi smalti, oltre che essere vivaci e brillanti, sono anche realizzati completamente con ingredienti di origine naturale e organica e disponibili in più di 100 sfumature – tutte biodegradabili e non cancerogene. (Ma da quanto lo smalto per le unghie è cancerogeno?!)
L’idea di fondare il brand è venuta a Kim D’Amato, un’ ex modella che, in dolce attesa, ha deciso di cambiare lo stile di vita – a partire dalla dieta, fino ai cosmetici. Non trovando i prodotti che cercava, li ha creati da sola. Ancora introvabili in Italia, si possono acquistare on-line.

Poche volte l’espressione un’oasi verde tra… (i palazzi di Milano, in questo caso) ha avuto tanto senso.
Se cammini per via Savona guardando a destra e a sinistra, scegliendo con un colpo d’occhio cosa entrare a vedere e cosa no, ad un certo punto al numero 37 vedi quest’insegna verde: delle letterone fatte di insalata che compongono la scritta Ortofabbrica.
Ricavata all’interno di un normalissimo e scalcinato parcheggio, l’Ortofabbrica è molto più di un contenitore di creatività ecosostenibile, dove arte, moda, design, architettura ed enogastronomia convivono fianco a fianco. E’ una speranza.
Perché se qualcuno – e quel qualcuno è il geniale Angelo Grassi – riesce a ricavare tutto questo da un posto del genere allora significa che anche la città più grigia, la strada più anonima, possono trasformarsi in antidoto contro il logorio della vita moderna (meglio del Cinar).
Ortofabbrica vi aspetta in via Savona 37 (vedi mappa) fino al 19 aprile.
Per un attimo prendetevela comoda, fate finta che la città si fermi per un attimo, ed entrate a vivere una mattinata o un pomeriggio slow.
E se siete dei giovani designers, sedetevi per un po’ sui divani o sulle poltrone di Angelo Grassi (vedi le foto più in basso) ed iniziate a pensare al progetto da realizzare per il 1° Contest di creatività sostenibile.

Chi non vorrebbe un caminetto?
Ora la famiglia Sbarbati-Margutti ha finalmente una casa tutta sua. Un nido dove abbiamo già cambiato la disposizione dei mobili un paio di volte, che si va riempiendo di quadri, oggetti, libri, (futuri) lampadari. Ma il caminetto non ce l’abbiamo.
E quando non ce l’hai pensi che devi rassegnarti: niente serate a leggere con la luce soffusa e i piedi appoggiati davanti al fuoco. Magari un domani, in un’altra casa…
Ma ecco che il sogno si riaccende: caminetti che non hanno bisogno di canna fumaria né legna da bruciare. Bei caminetti, soprattutto.
Sono i biocaminetti Tulip di Biò Fireplace: colorati, essenziali, ecologici. Funzionano a bioetanolo che è un tipo di alcool che si ottiene dalla fermentazione di biomasse (cereali, frutta) e sono realizzati in Corian®, vetro ed acciaio.
Unico problema, ora, è trovare lo spazio dove metterne uno (certo, anche i soldi per comprarlo).

Ormai ci siamo, il grande giorno è vicino!
Ci eravamo lasciati annunciandovi la nascita di ReeDo ed ora abbiamo un altro lieto evento da condividere con voi: il 31 marzo verrà presentato in anteprima su invito il concept store di ReeDo – Riusare per piacere, che aprirà al pubblico dopo Pasqua.
Sono stati due mesi intensi e frenetici, in cui un esercito di ben cinquanta studenti divisi in quattro gruppi strategici ribattezzati Negozio, Sartoria, Comunicazione e Vetrine, assieme a tutors e professori, ha messo in gioco le proprie abilità e una gran dose di entusiasmo.

ReeDo come avrete già intuito non è uno shop uguale a tutti gli altri, poiché sin dall’inizio lo abbiamo dotato di una doppia vita: mentre costruivamo il suo corpo giorno dopo giorno nascosti dietro un telo nero, ogni due settimane gli abbiamo fatto cambiare faccia attraverso le vetrine rivolte al pubblico.
Continua…

Cosa posso mettermi per non arrivare a lavoro infreddolita? E non sentirmi già stanca e stressata prima di iniziare? Non lo so. In pratica, almeno io ho provato di tutto.
Finché non trovo le giacche di Raffauf, un’azienda tedesca attiva dal 1990 e che utilizza cotone biologico, cera d’api, caucciù ed abaca (conosciuta come canapa di Manila, scopro poi che è una fibra della banana!).
Quando capisci che sono traspiranti, resistenti al vento e idrorepellenti il desiderio inizia a salire, ma quando le vedi e sono insolitamente belle per giacche con queste caratteristiche, allora diventano un sogno che devi realizzare al più presto.

Del progetto di Honda ve ne avevo parlato qui su Frizzifrizzi quasi un mese fa. Per fare un breve riassunto, Honda sta per lanciare il suo nuovo coupé ibrido sul mercato italiano e per farlo, ha deciso di realizzare un film, il cui protagonista principale è il viaggio.
Se non l’avete ancora fatto, potete andare sul sito di Live Every Litre, iscrivervi e inserire il racconto di un vostro viaggio, o uno che desiderate fare da sempre.
Se fate in tempo, cioè se lo fate entro il 19 marzo, avrete ancora la possibilità di essere scelti e di partecipare al film di cui sopra. Il 5 aprile verranno resi pubblici i nominativi dei vincitori e dal 1° maggio inizieranno le riprese con Claudio Von Planta.
Insieme a lui e alla nuova Honda, partirete per l’Europa per realizzare finalmente il vostro sogno. Non sapete ancora come raccontare il vostro viaggio? Guardatevi i consigli del regista su questo video.
Ah, se invece volete altre informazioni sulla CR-Z, potete trovarle qui e qui.
Go!

L’appuntamento con DRESSED UP: a critical fashion show, che vi avevamo annunciato giorni fa, è per stasera.
Dalle 19,00 ci sarà la (molto poco) sfilata (molto più) performace dei fashion designers che hanno aderito all’iniziativa - Caira Design, Laafia, Laboratorio Isola, Lavgon,Riciclabò, Quincy Torino, Stefierre, Samanthakhan Tihsler – ovvero piccole realtà che rappresentano l’alternativa ai luccichii del fashion system, e si basano invece sulla ricerca, sulla qualità, sulla sartorialità.
Il tutto è organizzato da quella splendida realtà milanese che è Isola della Moda, all’interno di Fa la cosa giusta, fiera del consumo critico che da oggi e fino a domenica, sarà il punto d’incontro tra tutti coloro che credono e lavorano nel settore dell’economia solidale.
Per tutte le informazioni: dressed-up.it e falacosagiusta.org/milano.
Dressed Up: a critical fashion show
@ critical fashion
Fiera Milanocity – pad.2 – porta scarampo 14
viale Scarampo, Milano
(vedi mappa)
venerdì 12 marzo 2010
dalle 19,00

Fa la cosa giusta è una mostra mercato del consumo critico e degli stili sostenibili, giunta ormai alla VII edizione, che si svolgerà a Milano presso i padiglioni di Fieramilanocity a partire dal 12 marzo. La mostra ha al suo interno una sezione speciale dedicata alla moda ed è proprio in questo contesto che si svolgerà la seconda edizione di DRESSED UP: a critical fashion show.
DRESSED UP: a critical fashion show è un evento ideato ed organizzato da Isola della Moda che propone un’alternativa nel campo della moda in cui fashion e consumo critico si incontrano per definire un nuovo stile.
Sono protagoniste le piccole produzioni di moda, la sartorialità, la manifattura ricercata ed allo stesso tempo vicina alle nuove tendenze.
Presenteranno le loro creazioni: Caira Design, Laafia, Laboratorio Isola, Lavgon, Riciclabò, Quincy Torino, Stefierre, Samanthakhan Tihsler.
Titolo ed allo stesso tempo concept di questa seconda edizione è Re_PUBLIC FASHION.
Un modo per spronare il pubblico/consumatore a riappropriarsi del concetto di moda, in quanto forma espressiva del vivere sociale.
Per questo alla tradizionale sfilata si è preferito la performance che rende fruibile al pubblico ciò che normalmente avviene dietro le quinte. Inoltre, per coniugare le esigenze degli addetti ai lavori con quelle del pubblico, gli stilisti presenteranno sia le collezioni della SS2010, sia le anticipazioni delle collezioni FW2010/11.
In concomitanza con l’evento, verrà inaugurata l’esposizione fotografica del progetto Re_PUBLIC FAHION, realizzato in collaborazione con il fotografo Alberto Bonardi.

Non è né carne né pesce, né un volatile, né una buona aringa rossa.
Infatti è Lisa Farmer.
Meglio, il titolo che questa brava designer americana, ha scelto per riassumere le sue creazioni.
Lisa disegna borse partendo dall’intenzione di mettere in discussione i confini tra moda, arte e design. Vuole creare una “borsa-contenitore” che possa essere considerata un oggetto di design, ma al contempo anche un’opera d’arte o uno scrigno indossabile.
Il risultato sono bellissimi pesci colorati pieni di dettagli o insetti, anche essi ricchissimi di particolari. Di questi ultimi però, non me ne vorrà Lisa, non riesco a dire bellissimi perché sono tanto realistici da scatenare entomofobia. Ebbene sì, non sopporto la vista degli insetti che “crocchiano”, quelli cioè che se li schiacci (per liberartene) fanno “croc” …
Tornando alle borse, ogni esemplare è unico, non esistono duplicati. Sono realizzate a mano, in eco-pelle, da un artigiano con oltre 40 anni di esperienza.
Flower Glam -Suggestioni di una notte by The Kitchen of Fashion
Scritto il 05 marzo 2010 da Francesca Arcuri.

Quando ho letto l’email di segnalazione ero appena tornata da una lunghissima passeggiata nei campi in fiore, felice per il profumo di primavera finalmente nell’aria!
Non vi stupirà sapere quindi che sono riuscita quasi a sentire l’odore di queste creazioni.
L’idea è venuta alla poliedrica e visionaria trendhunter torinese Antonella Bentivoglio d’Afflitto. La collezione è stata creata per la primavera/estate 2010: si tratta di collane, spille, anelli, bracciali, originali e freschi copricapo realizzati tutti rigorosamente con erbe e fiori freschi. Menta, gelsomino, rose, edera, ortensie… studiate ad hoc per impreziosire, partendo della personalità della cliente o dal tema e dal luogo dell’evento.
Le realizza nel suo atelier – The Kitchen of Fashion – per eventi glamour, matrimoni, ma anche per le sue clienti che vogliono sentirsi speciali per una sera e per ridare vita ad un abito.
La settimana prossima per esempio sarà a Capri dove per ciascuna delle invitate ad una festa dei diciotto anni verrà creata una collana “flower glam”, in un corner allestito con svariate tipologie di erbe e di fiori profumati. Le giovani e fortunate ospiti potranno scegliere colori e fogge del loro bijou fatto sul momento. Beate loro, giovani e vestite di fiori!

Si chiama come il peggiore cantante in circolazione ma Mika Machida è giapponese, donna, non canta in falsetto e soprattutto fa abiti eco-sostenibili utilizzando lana, cotone, canapa e lino organici, con un evidente ispirazione naturale (per non dire bestiale).
Per il momento in Italia non ci sono negozi che vendono i capi Mika Organic ma a breve aprirà i battenti lo shop online del brand. Nel frattempo li trovate in alcuni stores sul web.

Metti un pugno di amiche, una domenica pomeriggio, su e giù per un capannone di 140 metri quadri. Tre corridoi pieni di abiti ed accessori rigorosamente vintage. Per qualsiasi appassionato del settore “spulciare” per cercare il pezzo mancante della sua collezione è un divertimento che diventa quasi un lavoro.
Si è conclusa il 31 Gennaio la meravigliosa fiera del Vintage Selection alla stazione Leopolda di Firenze.
Dopo il salto un piccolo reportage per chi se la fosse persa. Continua…

Di riuso, riciclo e responsabilità ambientale se ne sta sentendo parlare parecchio, ma con ReeDo queste tematiche si traducono in realtà attraverso un concept store realizzato seguendo un approccio re-design.
Dopo il workshop con Frizzifrizzi, per noi studenti della Laurea Magistrale in Moda di Rimini è arrivata un’altra occasione per mettere alla prova le nostre abilità e realizzare qualcosa di nostro. Questa volta dietro al progetto ci sono il nostro professore di Analisi Sociosemiotica della Moda, Giampaolo Proni, ed un designer del ri-uso, Fethi Atakol, che hanno proposto a noi laureande e ai ragazzi del primo anno di prendere parte al progetto che abbiamo chiamato ReeDo – riusare per piacere.
Noi studenti, supervisionati da professori e tutor, ci occupiamo in prima persona della realizzazione degli arredi, della vetrina, dei contenuti e della comunicazione di un concept store all’interno del Centro Commerciale I Malatesta di Rimini.
Abbiamo così modo di vedere da vicino cosa significa creare un negozio dal nulla e farlo utilizzando solamente vecchi oggetti e materiali che acquistano in questo modo una nuova vita e un nuovo senso. All’interno del concept store verranno poi allestite piccole mostre e installazioni e daremo spazio a designers e artisti che si occupano di riuso creativo (se ve ne occupate anche voi, contattateci!).
Insomma è un continuo mettere in gioco la propria fantasia per imparare a vedere le cose da un altro punto di vista. Il nostro motto può aiutarvi a capire come ragioniamo: “ciò che nasce tondo può morire quadrato”!
Se passate da Rimini potete venirci a trovare e vedere il work in progress dal vivo, altrimenti potete seguire gli sviluppi sul sito ufficiale www.reedo.org ed essere costantemente aggiornati attraverso Facebook, Twitter e YouTube. Fino alla fine di marzo lavoreremo all’allestimento del negozio, che sarà ufficialmente inaugurato ad aprile e rimarrà aperto per un mese, segnatelo in agenda!

In rete si era parlato della loro collaborazione quando avevano lanciato una collezione di cravatte realizzate con i nastri delle vecchie audiocassette.
Idea fantastica, anche perché è possibile suonarle.
Ora Sonic Fabric ed il designer Julio Cesar tornano a collaborare per un fedora – anche questo musicassettato – ispirato all’iconico cappello del principe dell’arte concettuale Joseph Beuys.
E d’ora in poi togliersi il cappello in presenza di una signora, soprattutto se lei si porta dietro una testina di un vecchio walkman – non sarà più lo stesso.

Randi Obenauer se ne va in giro per negozi vintage e tappezzerie di Vancouver, in Canada, e raccoglie scarti di lavorazione e vecchi accessori in pelle per realizzare le sue Ora Bags, confezionate utilizzando – almeno a quanto dice Mrs.Obenauer – pelli dall’aspetto vissuto e che sembrano raccontare una storia.
Com’è facile immaginare, non ce ne sono due esemplari identici, quindi se vi siete innamorate di un modello in particolare non lasciatevelo scappare: si acquista direttamente online.
Se poi all’improvviso la borsa si mette a parlare come un vecchio saccentone e dispensa pillole di saggezza, non lamentatevi: anche i materiali hanno un’anima…
p.s.
grazie a Manuela per la segnalazione
Me lo immagino il tizio che si è inventato Reknit: avrà una di quelle mamme che ogni volta che torni a casa ti riempie di sciarpe e maglioni fatti a mano che non sai più dove mettere; potresti indossare una sciarpa diversa per ogni giorno dell’anno, anche d’estate.
E allora si accende la lampadina. Come guadagnare qualcosa tenendo impegnata la mamma senza essere l’unico oggetto della sua smodata passione per il fare a maglia?
Semplice, apri un sito web.
Su Reknit basta mandare un vecchio maglione, 30$, ed ogni mese la cara mammina lo trasforma in qualcosa di diverso. Gennaio è il mese della sciarpa.
Il prossimo, lo decidono gli utenti. Volete un cappellino, un porta iPod, dei guanti o dei calzini?

