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Camilla & Camilla sono due giovani mamme di Copenhagen che in una domenica d’estate di tre anni fa hanno deciso di mettersi a fare abiti per bambini, morbidi cuscini colorati, casette fatte a maglia e buffi pupazzetti che starebbero benissimo non solo nella stanza di tuo figlio ma anche in salotto.
Il loro brand si chiama LuckyBoySunday e, visto che in Italia non ci sono ancora rivenditori, eccovi un paio di siti dove acquistare: PetitHOOD e Little Fashion Gallery.
Se abitate in una strana terra dove tutto è natura ed alberi e ruscelli suonano nottetempo pezzi degli Animal Collective, le caprette cantano e invece della solita sagra di paese una volta l’anno si fa un ballo a cui partecipano ninfe, driadi e fauni, allora ai vostri figli dovete far indossare gli abiti Bangbang.
Il brand, fondato dalle due designers danesi Louise Lunholm e Mia Risager, lo trovate in mezza Europa ma non in Italia (dove le caprette, si sa, non cantano ma belano soltanto).
Comunque potete acquistare online su PetitHOOD.

Da piccolo, oltre che con le/i Lego, giocavo con delle costruzioni di legno che mio nonno, falegname, aveva fatto per me. Una scatola piena di triangoli, mezzelune, cubi e ponticelli, sicuramente più grezzi di quelli che si trovano in commercio, ma in quanto a potenzialità, poteva rivaleggiare con qualsiasi altre set di costruzioni in vendita nei negozi.
Ma le uniche che io abbia mai visto in giro ad avere pure un bel paio di baffi (o sopracciglia, vanno bene per entrambi), sono le PlayShapes, un set di 74 pezzi in legno con i quali fare praticamente di tutto: vedere per credere!
L’idea è di Miller Goodman, una coppia di designers di Brighton con il pallino per le costruzioni.

Da bravi genitori di un futuro nerd i miei, alle elementari, mi mandarono ad un corso di computer.
Ero appena passato da un vecchio Spectravideo (64k di ram!) ad un pc Amstrad senza disco fisso, con due drive per i dischetti ed il mitico Ms-Dos che faceva girare tutto. Imparai a fare giochini idioti e semplicissimi in basic. Del tipo: un cerchio colorato ti chiede se andare a destra o a sinistra e se lo mandi da una parte diventa un quadrato, se lo mandi dall’altra diventa una linea, e via così…
Non c’era molto da divertirsi, ma all’epoca pensavo di poter far decollare con il suddeto Spectravideo un carrettino di legno costruito con un mio amico (ricordate il film Explorers?)…
Ci fossero stati, all’epoca, i computer che abbiamo oggi in casa. E soprattutto, avessi avuto un libro come questo!
Facciamo un videogioco!, edito da GradoZero Edizioni – di cui abbiamo già parlato qui – è un romanzo/manuale, nel senso che racconta in forma di storia come si fa un videogioco, chiamando anche il lettore a partecipare attraverso un cd-rom allegato.
Scorrevolissimo, avvincente, tecnico quanto basta per renderlo più di un semplice libro da leggere e mettere via, Facciamo un videogioco! è stato scritto da un autore d’eccezione, Ivan Venturi, creatore del primo videogame tutto italiano e fondatore di Koala Games, casa di produzione di videogiochi educativi.
Le illustrazioni sono di Francesco Mattioli.
A tutte le mamme e ai papà che ci stanno leggendo: non fatelo mancare sotto l’albero di Natale del vostro futuro nerd. Ma lo consiglio anche alle bimbe e agli stessi genitori, soprattutto i più apprensivi in fatto di videogames. Conoscere come nasce qualcosa, come funziona, significa poi usarlo meglio. [...]

Di solito infestano le case, e non parlo dei bambini (ben vengano, purché pure loro non siano troppi!) ma delle cimici. In spagnolo Chinche, come il brand per i più piccoli che produce t-shirts, body, maglie e felpine, dalle grafiche bellissime, per bimbi dai tre mesi ai sei anni.
Divertente anche il packaging, ispirato ai cartoni delle pizze, con su stampate delle mini-storie da leggere.
In Italia non ci sono negozi che vendoni Chinche ma qui trovate una lista di shops online.

Classificare Henrik Vibskov come fashion designer sarebbe riduttivo, visto che dovunque infila le mani (moda, arte, video, negozi) se ne esce con qualcosa di sorprendente.
Come se non bastasse, da un po’ ha anche deciso di fare una capatina nell’universo dei cuccioli d’uomo con una linea – Quinny – lanciata lo scorso anno in collaborazione con Dorel Industries.
Carrozzine, passeggini, occhiali, ombrelli, occhiali, sacchetti dove infilare il bebé quando fa freddo (e farlo sembrare un pinguino!).
In Italia gli unici due rivenditori sono a Roma, ma potete comunque acquistare anche online.

Mia nonna faceva un segno sul muro del cortile di casa sua. Una colonna per me, altre due per le mie cugine.
Non so bene, poi, a che età si smetta di trovar divertente la cosa (o quand’è che si stancano gli adulti). Bisognerebbe andare a ritrovare quei segni. Ma le case passano, i muri vengono imbiancati e la memoria cancella quel pezzetto giusto per far spazio a qualcos’altro.
Proprio per questo – seppure non avrà mai lo stesso fascino di una tacca sul muro – perché non usare qualcosa come il MeasureMe Stick?
Ideato da Studio 1a.m. e realizzato in bambù, può rimanere come oggetto di design anche quando il sangue del nostro sangue si sarà stancato ti farsi misurare.
via Ohdeedoh

C’erano una volta una designer ed un stylist e fotografa che vivevano in un mondo di fantasia popolato di animaletti buffi. Si divertivano, certo, ma avevano voglia di un po’ di compagnia e così ad ogni nuova stagione chiamavano degli strani personaggi, loro amici, che con matite e pennelli si divertivano a ritrarre gli animaletti che saltavano di qua e di là, volavano tra i fiori, si appollaiavano sui rami.
Un giorno, tutti insieme, pensarono di far conoscere quel fantastico mondo anche a tutti i bambini ed iniziarono a disegnare abiti. Venivano dalla Danimarca, e si chiamavano Soft Gallery.
In Italia li trovate a Carpi ed Avellino (gli indirizzi su shops).

Un blog scritto a quattro mani (o meglio due mani e due manine), da Miralda (la mamma) ed Alice (la bimba), che mettono online le loro ricette, dedicate ai più piccoli e alle mamme – ma all’occorrenza anche ai papà – e divise per fascia d’età e tipologia (zuppe, pappe, pasta, svezzamento).
E ricetta dopo ricetta, su Il Cucchiaino di Alice, mamma e figlia raccontano con dolcezza le loro giornate.

Per una bimba come la mia, che appena fai partire iTunes le se illumina il volto, e nonostante una predilezione per l’indie-folk non disdegna un po’ di vecchio punk tipo (Clash, Gang of Four, Stiff Little Fingers e persino gli Oi!casinari Cockney Rejects…), sarebbero perfetti i mini-capi streetwear di Mini Munster, linea baby del brand australiano per bambini roccheggianti (o emo, o punkettini) Munster.
In Italia non ci sono rivenditori ma online ne trovate a bizzeffe.

La semplicità rende geniale un oggetto di design. E’ quello che ho pensato quando mi sono imbattuta in Totseat, il seggiolone da borsetta che avrei tanto voluto avere il giorno del mio matrimonio.
Detto così sembra strano, ma lo è di meno se si pensa che improvvisamente, quel giorno, dopo aver curato nei minimi dettagli il sitting plan dei miei ospiti, vengono a comunicarmi che non ci sono seggioloni a sufficienza per tutti i bambini! Insomma,nel Paese col tasso di natalità più basso al mondo, da dove spuntavano tutti questi bimbi?
Evidentemente abbiamo ricominciato a fare figli, come qualcuno dalle parti di Frizzifrizzi ci ha insegnato.
Ben vengano allora le idee pratiche come Totseat che trasforma una qualsiasi sedia in un seggiolone, facendo la gioia soprattutto dei genitori-globetrotters. In pratica si tratta di un’imbragatura di tela adattabile a qualsiasi seduta e che, una volta ultimata la pappa, si può piegare e mettere in una piccola borsa. E poi il bimbo in questo modo non si ritrova “isolato” sul seggiolone ma siede a tavola insieme agli altri.

Cappelli, baffetti, maschere, foglie e tende indiane stampate su abiti, tutine, felpe e pantaloni dai colori naturali per bimbi dai 3 mesi ai 6 anni.
E oltre alle bellissime grafiche e alle linee essenziali, il brand spagnolo Bobo Choses pensa anche ai bambini in difficoltà: parte dei proventi delle vendite vanno in India a finanziare la costruzione di scuole.
In Italia li trovate a Modena, da Monsieur Cucù.

Un regalo da parte del sempre favoloso blog Design*Sponge: un alfabeto da scaricare, stampare e personalizzare.
Da usare per insegnare al pupo l’alfabeto (A come Anatra, o come Antilope, Alpino, Albino… quello che vi pare) o come biglietto d’auguri.
Niente di eccezionale, benintesi: chiunque potrebbe farseli da sé con un computer o, meglio ancora, un pennarello ma come i genitori sanno bene, qualche minuto in meno a fare una cosa equivale a qualche minuto in più per se stessi.
Mi raccomando, stampate su una carta con grammatura un po’ più alta di un semplice foglio da fotocopia.

Questo fine settimana la nostra bimba (mia e di Ethel) compie un anno. Per festeggiarla anche con voi, abbiamo deciso di dedicare tutta la giornata di oggi ai più piccoli, cogliendo l’occasione per parlare un po’ anche di cose dedicate a loro visto che per un motivo o per l’altro, lo facciamo davvero poco durante il resto dell’anno.
Quindi, se avete pargoli in arrivo o che già scorrazzano per casa vostra, oggi restate attaccati allo schermo. Su Frizzifrizzi è il Kids Day!

L’essenziale, quando hai un bambino, è raccontare sempre come stanno le cose. Perché si fa e perché no. Come funziona. Cosa succede se… E quando.
Nonostante tutta la buona volontà, a volte può però diventare complicato e sebbene niente possa sostituire la voce, l’espressione, le parole di una mamma o di un papà, di sicuro un libro illustrato può essere d’aiuto quando ti trovi a voler spiegare cos’è la pazienza o cosa fa la mamma mentre lui o lei se ne stanno a scuola e ti immaginano chissà come e chissà dove (l’unica cosa di cui sono certi è che non sei lì con loro e chissà poi come mai).
I libri di GradoZero Edizioni nascono proprio per questo. La neonata casa editrice bolognese, fortemente voluta da due super-mamme (oltre che lettrici di Frizzifrizzi!) con un’ottima esperienza nel settore, ha da poco pubblicato i primi due titoli, già disponibili in tutte le librerie.
Mentre la mamma è al lavoro…, grazie al semplice ma efficace escamotage delle pagine divise a metà racconta, in contemporanea, la giornata di mamma e bambina.
Un po’ di pazienza spiega in maniera semplice e attraverso esempi presi dalla vita di tutti i giorni – tipo vestirsi, giocare, fare una torta (con tanto di ricetta) – il concetto di attesa e di collaborazione.
Interessante il fatto che le mamme, per una volta, non sono dipinte secondo il classico stereotipo di casalinga dall’aspetto rassicurante, le tette appuntite e strascicanti, sempre dietro a pentole e borse della spesa, ma come ben più realistiche donne alle prese con il lavoro ed un look decisamente più contemporaneo.
Di prossima uscita, inoltre, un volume dedicato ai bimbi un po’ più grandi e in special modo ai futuri nerds. Non vi svelo niente, ma un libro così avrei voluto averlo io una ventina di anni fa!
Dopo il salto altre immagini [...]

Fare browsing negli shops online è come rovistare sugli scaffali di un negozio. Farlo su un sito che vende articoli vintage invece è come andare in un mercatino senza muoversi da casa. C’è il mercatino immenso (eBay) dove trovi davvero di tutto ma dove rischi di annoiarti dopo aver girato appena qualche bancarella – e poi c’è sempre quel tarlo che ti assilla, sarà veramente originale?
Poi c’è il piccolo mercatino, quello che impari a conoscere piano piano, di dimensione sicuramente più umana, dove vai e torni ancora e ancora per vedere se è arrivato qualcosa di nuovo. E quando trovi l’affare lo sai perché ti si illuminano gli occhi.
Vitrine Vintage fa parte di questa seconda categoria.
Abiti firmati, scarpe, borse, accessori, occhiali, orologi… persino auto d’epoca! Il tutto sottoposto ad un controllo qualità, per esser certi di quello che si sta acquistando.
E se invece di comprare avete una soffitta o degli armadi da svuotare, si possono mettere in vendita le proprie cose, organizzate in vetrine a meno di 1€ l’una, o in conto vendita per prodotti superiori ad un certo valore.
E visto che comprare usato fa bene, oltre che al portafogli, anche al pianeta, Vitrine Vintage sarà uno degli sponsor degli eventi eco-friendly organizzati da Swap Club Italia ed offrirà premi alle partecipanti delle favolose serate swap di cui vi andiamo parlando già da qualche settimana.
In tal proposito vi ricordo la data di Bologna, prevista per domenica 18 ottobre, dove potrete scambiare i vostri abiti, fare salotto, ascoltare consigli da chi di moda se ne intende, mangiare sushi, bere quanto basta.
Infine vi annuncio che, viste le richieste di alcune swappers che si sono già prenotate, durante gli eventi Swap Club troverete anche la Luxury Boutique, dedicata a chi ha da barattare capi del valore superiore ai 1000 €, con stand personale, coccole e champagne.

Aver preso a prestito uno dei cinque sensi, il tatto, per il nome del brand non è un caso.
Le Tact Shoes infatti sono ispirate alle scarpette da danza: morbide, leggerissime e made in Italy.
Un solo modello per tutti, uomo donna e bambino, in 16 colorazioni. Ne vedete alcune dopo il salto. [...]

Tutine in cotone naturale peruviano con applicati (a mano) cravattini, fiocchi, colletti e bottoni.
Opus è un brand newyorkese che fa capi davvero bellissimi, ma i prezzi sono di quelli che ci pensi su due volte, se si tratta di comprarli al tuo pargoletto.
Se invece si tratta di un regalo, o l’intenzione è quella di sfornare almeno una mezza dozzina di eredi e di conseguenza passare i vestitini di pupo in pupo, allora fate pure l’investimento.
via The Style Press

Sembrano guanti, maglioni, gilet, persino calzini, ma in realtà sono sciarpe.
Realizzate dal brand giapponese Tou, in Italia purtroppo sembrano non essere ancora arrivate.
Confidiamo, però, che qualcuno li contatti al più presto per importarle anche da noi, prima che arrivi il freddo, o prima che a qualcuno venga l’idea di farsene un paio in casa, magari stiracchiando un po’ un paio di guanti, facendo rimpicciolire un maglione in lavatrice, o cucendo insieme un po’ di calzini…

Imperdibile, soprattutto se avete un bimbo accanto a voi mentre state al computer, questo sito giapponese realizzato per responsabilizzare i più piccoli alla coscienza ambientale e per insegnar loro a non sprecare acqua ed energia, a non gettar via quello che puoi riutilizzare.
The Eco Zoo è interamente in 3d e potete divertirvi ad esplorare questo micromondo popolato da animalini buffi e dai libretti pop-up che raccontano le loro storie mentre insegnano ai più piccoli l’etica del risparmio.
I testi sono in inglese, ma davvero semplici ed essenziali quindi chiamate all’appello figli e nipoti, se ne avete (ma potete benissimo guardarvelo anche da soli, ché imparare un po’ di rispetto per l’ambiente non fa mai male…).


