Tag Archives: anelli

Una sera di qualche tempo fa, su un treno Milano-Bologna, io ed un giovane amico stanchi, annoiati per il ritardo (ma non doveva essere AltaVelocità?), dispersi chissà dove nella pianura padana, abbiamo iniziato a discutere sul valore simbolico dell’anello.
Quell’anello che lui regala a lei per dire:”Si, mi voglio impegnare”.
La mia posizione di zitella attempata e dissacrante sarà presto chiarissima: non ho mai sognato “quell’anello”, per me non ha in sé nessun valore intrinseco.
Aggiungo anche che qualora un uomo mi regalasse un anello con il solitario, che pare sia il più sognato dalle donne, io mi incazzerei moltissimo.
Perché vi chiederete voi strabuzzando gli occhi e pensando di aver problemi con il monitor? Beh, perché il tizio in questione, dimostrerebbe in modo lampante di non conoscere affatto la persona con cui vuole impegnarsi.
Se invece si presentasse che so io con uno degli anelli di Florie Dupont, ma anche con una spilla, beh mi avrebbe conquistata. Se non per sempre, almeno fino alla prossima infatuazione…
Florie Dupont è una giovanissima jewellery artist nata in Francia che, dopo aver studiato ad Amsterdam, si è trasferita in Svizzera dove vive e lavora.
Io, come avrete intuito, mi sono letteralmente innamorata dei suoi anelli e delle sue spille! [...]

Le piume dei cuscini, il muso dei suoi gatti, i rocchetti di filo ed i capelli: sono le ispirazioni per la prima collezione di Loto Natif, brand creato da Giuditta Bevivino.
Giuditta ha iniziato disegnando abiti, dopo aver frequentato l’Istituto Italiano della Moda di Roma, città dove vive. Poi ha deciso di passare ai gioielli, perché meno soggetti alle mode e più vicini alla vera anima di chi li indossa e di chi li crea.
Quando è più melanconica, disegna gioielli più romantici; quando si sente vitale, dalle sue mani escono creazioni più grintose. E a distanza di anni i suoi gioielli diventeranno per lei una specie di diario dove in ciascuna pagina (anello, braccialle o collana) ritroverà le sensazioni vissute e le ispirazioni.
Per informazioni potete contattarla a questo indirizzo: bevivino.giuditta@gmail.com.
Dopo il salto altre immagini

Ring-A-Day è un’iniziativa nata all’interno dell’Etsy Metal Team, gruppo di designer dediti alla lavorazione del metallo. Poco prima dell’inizio del nuovo anno è stata lanciata la sfida: creare ogni giorno un nuovo anello di qualunque genere, forma, colore o materiale.
La sfida non ha fini commerciali, infatti Nina Didoff, ideatrice del progetto, voleva innanzitutto proporre un esercizio di creatività, promuovere un’esplorazione quotidiana che portasse nuove idee e ispirazioni. Sorprendentemente, già a partire dal primo gennaio, la sfida è stata raccolta da numerosi designers sparsi per il mondo che, giorno dopo giorno, hanno creato e continuano a creare anelli da qualunque cosa: metalli, spugnette, gomma, carta, rami, foglie e chi più ne ha più ne metta.
Potete guardare i nuovi arrivati sul gruppo Flickr dedicato all’iniziativa. Tra l’altro, il gruppo resta sempre aperto a chiunque volesse iscriversi, perciò se anche voi appartenete a quel genere di persone che, mentre gli altri bevono ancora il caffè, stanno già fabbricandosi un anello con la bustina dello zucchero, non esitate a partecipare.

Gira e rigira sono capitata qui, sul sito web di Chao & Eero. Chao (lei), appassionata disegnatrice di gioielli che si è spostata da Taiwan a NY; Eero (lui), finlandese innamorato della natura. Si conoscono tra i banchi di scuola e nel 2005 formalizzano la loro unione lavorativa creando il marchio di cui sopra.
Le due personalità hanno dato origine alle differenti collezioni di gioielli attualmente presenti. Ci sono ringring e pyromance disegnate interamente da Eero e ispirate ai graffitti e ai tattoo; poi forest e leaflower dedicati alla natura e disegnati da Chao.
Tra i pezzi unici ci sono i gioielli per la sposa di Chao (giuro) nella collezione handinhand e le spille colorate di Eero.
Per l’acquisto invece, potete trovare qualche pezzo su questo favoloso negozio finlandese online.

Una volta c’erano le Tappettes, ma da tempo Anna Cino si è lanciata da solista nel mondo degli accessori.
Stesso spirito giocherellone, ma ora scopro che lei è orafo e che ha partecipato al concorso Made in Macef 2009 ricevendo una menzione speciale. Come? Presentando dei pomelli e montandoli su basi d’argento ottenendo degli anelli super-size ad effetto.
Qui potete trovare i link ai suoi lavori e ai suoi disegni e agli altri gioielli realizzati e disegnati da lei.

Incuriosita da questi gioielli di argento, materiale che normalmente non amo molto, sono finita sul sito di Juan Vellavsky e mi sono innamorata dell’atmosfera accogliente, disordinata, allegra e spensierata che ci si respira.
Della sua storia non so dirvi molto, se siete curiosi vi consiglio vivamente di andare sul suo sito, lì la trovate illustrata (disegni, disordinatissimi appunti, date, foto). Se vi innamorate dei suoi gioielli credo che la cosa migliore sia scrivergli un’ email.
Ad ogni modo, alcuni dei suoi prodotti li trovate in vendita online qui.
Poche volte, guardando le creazioni di una jewellery designer, ho avuto reazioni del tutto opposte tra loro come nel caso di Con_fusione, ovvero il brand di gioielli creato da poco più di un anno da Stefania Guidi e Maurizio Bresci.
Si tratta quasi esclusivamente di pezzi unici, a cui si affianca la produzione di gioielli-usb.
Se da una parte mi piacciono davvero tutti i pezzi più grezzi ed essenziali, dall’altra non amo molto le creazioni più elaborate e floreali.
Discorso a parte per la succitata serie usb che, al pari di quanto hanno fatto già altre aziende (Swarovski su tutte), vedo come un ibrido che nasce già vecchio: la chiavetta usb, per quanto utile ed usatissima, appartiene comunque già al passato e la vera ibridazione tra tecnologia e moda/gioielli la vedremo (ed iniziamo a vederla già ora) applicata agli stessi materiali e alla percezione che abbiamo di essi.
Ad ogni modo, guardatevi il sito perché di bei prodotti da acquistare – in questi negozi – ce ne sono davvero tanti.
D’accordo che non sono mai stato ferrato in matematica, geometria e robe con i numeri in generale, ma scoprire cos’è un cubottaedro a 31 anni (quasi) suonati per scrivere un post su questo blog proprio non ci pensavo (“Perché dopo tre anni fai ancora Frizzifrizzi?” chiese il tizio. “E sennò come faccio a scoprire cose come il cubottaedro”, risposi io).
Già il fatto che abbia quattordici facce (14!), posso metterci la firma, stanotte mi farà fare uno di quei sogni in cui la prof. – che è rimasta identica, in ibernazione, nella parte del mio cervello deputata agli incubi ricorrenti – mi chiede di calcolare l’area. Poi, non contenta, il volume. E mi sveglierò in piena notte cercando di convincere mia figlia, attraverso sussurri inquietanti mentre dorme, di non iscriversi mai a scuole dove ti insegnano figure geometriche più complicate di un rombo.
A scatenare tutto questo mio putiferio interiore sono stati i gioielli della serie Cuboctahedron, realizzati dal brand spagnolo Bandada.
Se non avete i miei stessi problemi con i poliedri, li trovate in vendita da Supermarket.

Sull’onda del recycle e della riscoperta dei famosi mattoncini colorati, nel 2008 è nato Vicolo Pagliacorta.
Questo marchio, idea e realizza accessori con vecchi pezzi Lego, creando ad esempio gli anelli macchina fotografica, le paperelle, spille con porte e finestre. E non solo perché producono anche spille personalizzate con vecchi tasti di Mac o Pc componibili a piacere.
I prezzi partono dai 13€ circa; se volete sapere in che negozi trovarli o come contattarli, ecco la risposta.

E’ come se vi trovaste davanti ad una capsula del tempo, un’atmosfera stile goonies, qualcosa di eccitante da scoprire. Sfogliate le pagine di un libro e tornate indietro di quasi vent’anni – il calcolo è palesemente soggettivo (!).
Lo stesso accade quando curiosate nel magic diary e scoprite i nuovi accessori disegnati e realizzati da Cecilia (per inciso, nel frattempo, ha lavorato pure per Karen Walker), che ci riportano alla gioventù della maggior parte dei lettori qui riuniti.
Con il progetto The memory silver, ha creato una mini collezione limited edition di una ventina di pezzi in totale, con due emblematici soggetti in lega d’argento. L’anello del potere Mickey con le orecchie di topolino e la geniale collana con ciondolo Polly. E’ inutile che vi spieghi altro.
Potete comprarli sul suo nuovo shop online. [...]

Lì dove si intersecano le strade di sciamani post-hippies con il pallino per l’egittologia e le rovine di antichi templi in Cambogia e quelle di jewel designers dall’aura risplendente di verdeazzurro (quella degli idealisti), nasce All for the mountain, brand di gioielli (e bizzarri complementi d’arredo) che potete acquistare anche online.

Avete partecipato in tantissimi al Frizzi-gift della settimana, con altrettante buone idee da scrivere sopra all’anello personalizzabile (o altro accessorio a scelta) messo in palio da INK.
Tra messaggi d’amore, nonsense, ironia o saggezza spicciola, sono spuntati fuori anche temi più seri: su tutti il precariato.
Dopo un lungo leggere e rileggere, la scelta finale è però caduta su quella che ci è sembrata la frase di cinque parole più ironica: un diamante è per sempre.
A portarsi a casa il premio quindi è SiRvio, che ha motivato la sua scelta dicendo scritta su un anello senza diamanti poi è il massimo!
Per tutti quelli che non hanno vinto, non disperate. Prestissimo ci sarà un altro Frizzi-gift in palio.

Tempo fa, dopo un articolo sui gioielli personalizzabili INK, ed un anello ricevuto da Ethel in regalo dall’azienda, tra commenti ed e-mail abbiamo visto che in molti eravate interessati ad averne uno.
Oltre che poter acquistare direttamente dal sito, per questa settimana avrete l’occasione di riceverne in regalo uno dei gioielli INK a vostra scelta, completamente personalizzabili, dal materiale alla finitura, fino alle parole da incidervi sopra, con o senza inchiostro.
Per vincere il premio in palio non dovete fare altro che far girare gli ingranaggi che avete in testa e pensare ad una frase di 5 parole: un motto, un proverbio, un nonsense, quello che volete.
L’importante è l’essenzialità e, soprattutto, motivate la vostra scelta.
La frase migliore, scelta come al solito in base al nostro insindacabile ed incorruttibile giudizio, si porterà a casa il Frizzi-gift (che ovviamente potrete personalizzare come vi pare: non siete obbligati a scriverci la frase vincitrice!).
Avete tempo fino a domenica prossima per scrivere il vostro commento. Lunedì annunceremo il vincitore o la vincitrice.
Mi raccomando, un solo commento a testa.

Flow è un anello alquanto originale: girando tra altri blog, shop online e webzine, posso dire di non aver visto ancora un accessorio così. Ultimamente la tendenza è il tricot e il crochet (mentre sono ormai già consolidati fimo e beads). Dunque, Linda crea anelli con le cannucce. Esattamente quelle che alcuni cestinano perché bevono direttamente dal bicchiere, che altri masticano nervosamente e che taluni intrecciano in vari nodi. Eco-chic.
Sul suo sito vi basterà scegliere un colore dalla ricca collezione e avrete più di una decina di accostamenti possibili. I pezzi sono assemblati con punti metallici e resistono ad ogni temperatura.
Unica perplessità forse è il prezzo: dagli 8 ai 16€.

Cartier (1); John Hardy (2); Wunderkind (3); Stella McCartney (4); DKNY (5); Roberto Cavalli (6); Jean-Charles De Castelbajac (7); Anita Ko (8); Kenneth Jay Lane (9); Stella McCartney (10); Judith Leiber (11); Diane von Furstenberg (12); Eley Kishimoto (13).
Il mio rapporto con i felini è di amore e odio.
Storia lunga ed intricata, vi basti sapere che mio padre mi chiama pantera da sempre, per alcune diciamo sfumature del mio carattere che non gli vanno molto a genio.
A 16 anni mi ha regalato un bellissimo anello con una pantera in salto di Cartier, simile a quello che vedete qui sopra. E’ stato il mio emblema per molto tempo, simbolo del rapporto controverso con l’ingombrante genitore, ma anche monito per quelli con cui entravo in contatto.
A quell’anello ne sono seguiti altri ed è venuto anche il tatuaggio sulla caviglia, che purtroppo assomiglia un po’ troppo al logo di un marchio molto forte.
Quando due anni fa ho perso (o mi hanno sottratto) il primo anello, mi sono disperata. Senza non ero più io.
Adesso, recuperato felicemente il rapporto con mio padre, ho smesso di collezionare pantere e felini vari, ma all’occorrenza ridivento la pantera di sempre, consideratevi avvertiti!
Le altre micro-tendenze della stagione: maiali, fiocchi, calze e collant.
E le macro-tendenze: pied de poule, pattern mixing, sfumature di giallo, spalline, color mixing, plissé, balze, drappeggi, ruche e volant.

Gia Fragalli è un jewelry designer alle prime armi ma molto decisa e con obiettivi ben chiari presenta una collezione di gioielli in argento interamente realizzati a mano.
Nonostante la famiglia abbia un solido background nel settore lei ha preferito per anni dedicarsi ad altro e cosi dopo una permanenza di 6 anni in Brasile , 2 anni a Londra e diversi mesi un po’ di qua e un po’ di là è maturata l’idea della Uno Collection.
Gerard Tully: di animali e prede, da portare al dito e al collo
Scritto il 15 settembre 2009 da Simone Sbarbati.

Conigli, trichechi, orsi, lupi, scoiattoli, leoni, e tante altre teste di animali da portare al dito, con tanto di occhi realizzati con diamanti neri e ciondoli coordinati (carota per il coniglio, salmone per l’orso: in pratica i loro cibi preferiti).
Non proprio per tutte le tasche – i prezzi dei gioielli di Gerard Tully vanno dai 700$ in su.

Pig Bracelet di Ted Noten (1); Mounted Animal Collection di Kristin Lora (2); Le Perle ai Porci (3); Animal Index di Hiroshi Sasagawa (4); Borsa di Let’s Fly (5); Pendant a forma di maialino di Daniel Hiller (6); Pig Ring di Francesca Sibylla Augusta (7); Pig earphones di Green House (8); Anelli Pigs di Anna Tascha Larsson (9); Pearl Piggy Ring e Pearl Pig Tail Ring di Tiptoe by E.M. (10); Flying Pig Cuff Links di Jan Leslie (11); Piggy Pinky Ring (12); Fern’s Flying Pig CZ Cocktail Ring (13); Kids’ Pensdant Shade di Habitat (14).
Una delle discussioni più animate avute durante l’infanzia con mio fratello aveva come oggetto del contendere questo simpatico animaletto. In poche parole lui, reduce da un paio d’ore di documentari sul mondo animale, voleva a tutti i costi convincermi che il maiale è un animale intelligentissimo e pulitissimo e che quando si rotola nel fango lo fa nel tentativo di lavarsi.
Io, nata in campagna e con un’ottima memoria olfattiva, continuavo a sostenere che anche se le sue intenzioni erano buone puzzava da paura e che per me era ugualmente sporco e brutto…
Insomma a parte mio fratello e George Cloney (che pare ne abbia uno in casa), chi può sostenere che il maiale è un animale di bell’aspetto?
A prescindere dal suo look, il prossimo autunno-inverno sarà decisamente nel segno del maiale e non mi riferisco alla famigerata influenza suina o all’oroscopo cinese…
Date un’occhiata alle immagini e poi cominciate a guardarvi attorno!
Miss Bibi, bijoux miniatures ludiques et nostalgiques
Scritto il 10 settembre 2009 da Cinzia Migliardi.

Nasce nel 2006 e, chi ci ha preceduto segnalando questo marchio, ne ha parlato come di un brand che prende ispirazione dal mondo infantile di tutti noi, con un tocco retrò.
Descrivere tutte le creazioni di Miss Bibi è un’impresa vista l’originalità, per cui ve ne segnalo alcune particolarmente divertenti che potete trovare nello shop online.
Gli anelli si dividono tra quelli a cintura (con fibbia in argento), a quello con scarpa di Cinderella, quello a metro e il doppio anello a fiammifero. Nella sezione orecchini troverete grucce, telefoni, pasta e cuori e per quanto riguarda bracciali e collane, consiglio un meraviglioso modello di bracciale/baffo e una collana con sega.
Io nel frattempo aspetto i saldi. Farà mai dei saldi? Sigh.

Marcus Marguiller è un designer belga, da giovane ha studiato graphic design, danza classica e mimo, adesso invece (superati i 50) disegna accessori che lui definisce dalle linee e dalle forme semplici.
Semplici? Forse sì, ma non di certo tali da passare inosservati.
Io mi sono fissata su questi anelli ologramma. In realtà più che anelli sono accessori che impegnano una mano intera, ma vi consiglio di dare un’occhiata a tutto il resto della sua produzione merita!


