Frizzifrizzi è in vacanza fino a inizio settembre.
Helen Thomas, “Drawing Architecture”, Phaidon, novembre 2018 (fonte: phaidon.com)

Drawing Architecture: in un libro 4000 anni di disegni architettonici

Quante case, palazzi, scuole, chiese, mausolei, rifugi, regge, capannoni, officine, ipermercati, palestre, campus, prigioni, più in generale edifici, vengono costruiti ogni giorno nel mondo? Dietro a ciascuno di essi c’è un progetto, che talvolta viene realizzato e talaltra rimane solo su carta, poco più concreto di un sogno. In entrambi i casi, c’è alla base un disegno, che può essere più o meno dettagliato e complesso ma che è sempre la traduzione di un’idea. O, ancora meglio, l’idea è il processo stesso del disegnare.

Come ha detto una volta Chris Ware, uno dei più grandi fumettisti contemporanei, che nelle sue opere usa l’architettura come congegno narrativo: «scrivere e disegnare corrispondono a pensare. A scuola ci insegnano che sono abilità pratiche, ma è sbagliato. Disegnare è un modo di pensare. È un modo di vedere».
Il grande architetto americano John Hejduk aggiunge un livello in più: «l’arte, sia essa pittura, letteratura o architettura, è ciò che rimane — il guscio — di un pensiero. Il pensiero, effettivamente, non ha sostanza. Non possiamo realmente vedere il pensiero, possiamo vedere solo i suoi resti».

Helen Thomas, “Drawing Architecture”, Phaidon, novembre 2018
(fonte: phaidon.com)

Costruiti o meno, dunque, i disegni architettonici sono le tracce dei pensieri e delle visioni sul mondo che gli architetti si sono lasciati dietro. Se li immaginiamo davvero come gusci, un libro come Drawing Architecture equivale quasi a una passeggiata sulla spiaggia: circondati da conchiglie che un tempo, non si sa quanto lontano, hanno ospitato una forma di vita, raccogliamo le più interessanti, le organizziamo per somiglianze o differenze, per forme, colori, screziature, senza preoccuparci troppo se è stata portata dal mare il giorno prima o se l’altra arriva da migliaia di chilometri di distanza e migliaia di anni nel tempo.

La curatrice del libro, l’architetta e docente Helen Thomas, ha fatto un lavoro del genere: la sua spiaggia essendo l’intera storia dei disegni architettonici — il più antico finora ritrovato sembra essere quello inciso su un’antica statua sumera del 2120 a.C. oggi conservata al Louvre e ribattezzata l’Architecte au plan —, Thomas ha accostato i gusci i disegni senza farsi troppi patemi riguardo alla cronologia, ma con l’intenzione di valorizzare le connessioni, al di là del tempo e dello spazio, che è poi il modus operandi del pensiero creativo.

Ciò che ne risulta è un libro molto affascinante, che copre oltre 4000 anni di storia in 320 pagine e 285 illustrazioni.

Helen Thomas, “Drawing Architecture”, Phaidon, novembre 2018
(fonte: phaidon.com)
Helen Thomas, “Drawing Architecture”, Phaidon, novembre 2018
(fonte: phaidon.com)
Helen Thomas, “Drawing Architecture”, Phaidon, novembre 2018
(fonte: phaidon.com)
Helen Thomas, “Drawing Architecture”, Phaidon, novembre 2018
(fonte: phaidon.com)
Helen Thomas, “Drawing Architecture”, Phaidon, novembre 2018
(fonte: phaidon.com)
Helen Thomas, “Drawing Architecture”, Phaidon, novembre 2018
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