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Le spillette non salveranno il mondo (ma si prenderanno gioco di Donald Trump)

Le spillette smaltate vanno un casino quest’anno [semicit.]

Sono state tra le cause scatenanti del celebre caso Zara vs. artisti e designer, esiste un servizio su abbonamento che ti spedisce regolarmente dei box con dentro spillette d’artista, ci sono negozi online specializzati, su Instagram ci sono addirittura un paio di hashtag dedicati al fenomeno — #pinstagram e #pingame — e un tizio che si fa chiamare @pinlord ed è diventato una sorta di autorità del settore.

Salendo sull’onda della tendenza, con una buona dose di ironia e soprattutto tanti, tantissimi contatti coi migliori illustratori e designer in circolazione, la pluripremiata agenzia creativa Sagmeister & Walsh ha lanciato proprio in questi giorni una campagna anti-Trump appunto a base di spillette (ma anche t-shirt, poster, adesivi e tatuaggi temporanei), raccogliendo e mettendo in vendita sul sito Pins won’t save the world i pezzi realizzati da artisti come Adam J Kurtz, Brian Rea, France Francois, Jean Jullien, Jon contino, Juliette Mallet, RoandCo Studio, Timothy Goodman, Will Bryant, Ward Sutton e la nostra Olimpia Zagnoli.

Il ricavato della vendita andrà in favore del bel progetto di Amnesty International #AmericaIBelieveIn.

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