Pinocchio e La Bella e la Bestia nelle versioni di MinaLima

Le estati della mia infanzia, perlomeno per come me le ricordo ora, erano delle lunghe e calde parentesi di intensa progettazione: disegnavo mappe e rose dei venti; classificavo piante, insetti e sassi basandomi su tassonomie di fantasia; prendevo nota della forme delle nuvole; disegnavo improbabili quanto potentissime customizzazioni per la mia bici, che mi permettessero di scalare montagne e guadare fiumi; maldestramente provavo a costruire inutilizzabili utensili coi legnetti. In pratica, tentavo di capire il mondo usando quello che avevo a disposizione: l’immaginazione e ciò che trovavo in casa, in giardino, in spiaggia.

A far da catalizzatori di interessi e da micce di combustione per idee ed entusiasmo erano sempre dei libri. Potevano essere manuali, enciclopedie illustrate, atlanti o volumi di narrativa ma — qualunque fosse la tipologia — una volta aperti era come se schiudessero una parte di me che era già lì, pronta per essere attivata, della quale, tuttavia, non avevo ancora coscienza (oggi, dopo tanti anni, mi rendo conto che sto continuando a cercare nei libri “le chiavi” per aprire le stanzette dell’inconscio, e mi pare di essere appena all’inizio del percorso).
È col medesimo approccio che scelgo — o aiuto a scegliere — quelli per le mie figlie, provando a individuare i “libri-chiave”. Poi, quando mi accorgo che funzionano, faccio un passo indietro e mi metto a osservare.

(foto: Frizzifrizzi)

Qualche mese fa ho scritto delle versioni di alcuni dei grandi classici della letteratura per l’infanzia realizzate dal duo MinaLima e pubblicate in Italia da L’Ippocampo.
Si tratta de Il giardino segretoAlice nel paese delle meraviglie & Al di là dello specchioIl libro della giungla, che Miraphora Mina ed Eduardo Lima — diventati celebri in tutto il mondo per aver immaginato l’universo grafico di Harry Potter — hanno trasformato in veri e propri scrigni preziosi pieni di belle illustrazioni, arzigogolati capolettera, mappe nascoste tra le pagine, meraviglie di cartotecnica che si aprono, si piegano, scorrono, ruotano, arricchendo la già potentissima dimensione narrativa del testo con stimoli visivi e tattili, suggerendo anche un dimensione teatrale della storia, con una sua geografia e una sua scenografia.

Il risultato — ne ho avuto la dimostrazione — è un lettura che, parallelamente al valore del racconto in sé, stimola il fare, l’agire. E che, una volta messo il segnalibro e chiuso il volume, si traduce in tanti piccoli esperimenti con la carta, in disegni, in travestimenti, in piantine più o meno dettagliate, e soprattutto in un’attenzione diversa per ciò che si ha attorno.
Una magia che si ripete anche con gli ultimi due titoli usciti — Le avventure di Pinocchio di Collodi e La bella e la bestia di Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve — con i quali la casa editrice italiana arricchisce la collezione di capolavori, perfetti per innescare l’immaginazione estiva (e non solo, ovviamente) di ragazzine e ragazzini.

Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve, MinaLima, “La bella e la bestia”, L’Ippocampo, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve, MinaLima, “La bella e la bestia”, L’Ippocampo, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve, MinaLima, “La bella e la bestia”, L’Ippocampo, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve, MinaLima, “La bella e la bestia”, L’Ippocampo, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve, MinaLima, “La bella e la bestia”, L’Ippocampo, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve, MinaLima, “La bella e la bestia”, L’Ippocampo, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve, MinaLima, “La bella e la bestia”, L’Ippocampo, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve, MinaLima, “La bella e la bestia”, L’Ippocampo, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve, MinaLima, “La bella e la bestia”, L’Ippocampo, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Carlo Collodi, MinaLima, “Le avventure di Pinocchio”, L’Ippocampo, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Carlo Collodi, MinaLima, “Le avventure di Pinocchio”, L’Ippocampo, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Carlo Collodi, MinaLima, “Le avventure di Pinocchio”, L’Ippocampo, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Carlo Collodi, MinaLima, “Le avventure di Pinocchio”, L’Ippocampo, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Carlo Collodi, MinaLima, “Le avventure di Pinocchio”, L’Ippocampo, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Carlo Collodi, MinaLima, “Le avventure di Pinocchio”, L’Ippocampo, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Carlo Collodi, MinaLima, “Le avventure di Pinocchio”, L’Ippocampo, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Carlo Collodi, MinaLima, “Le avventure di Pinocchio”, L’Ippocampo, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Carlo Collodi, MinaLima, “Le avventure di Pinocchio”, L’Ippocampo, 2020 (foto: Frizzifrizzi)
(foto: Frizzifrizzi)
(foto: Frizzifrizzi)
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