«Questo nuovo LÖK ZINE presenta il lavoro eterogeneo di autori che si trovano a far fronte alla tangibilità della dimensione cartacea per poi distorcerla e raccontare di mondi paralleli, di punti di vista totalmente differenti, per trasmettere messaggi e sconfinare in forme e (finalmente) colori», scrive Lois nell’editoriale che apre il nuovo numero di Lök Zine, il decimo uscito finora ma il primo interamente a colori, pubblicato dopo una campagna di crowdfunding di successo (ne scrissi a suo tempo).

Lois si chiama in realtà Elisa Caroli, illustratrice e fumettista romagnola che vive e lavora a Parigi e usa il suo nom de guerre quando fa fumetti e all’interno del progetto Lök, che porta avanti insieme a Salvatore Giommarresi e Lucia Manfredi.

Arrivare a dieci numeri, per una rivista indipendente, è una bella impresa, per questo ho pensato di chiedere a Elisa una sorta di bilancio di quanto fatto finora e qualche notizia sul nuovo corso di Lök, che da questa uscita in poi sarà più grande e, appunto, colorato, rispetto al passato.

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Lök Zine n.10 — Dimensions/Dimensioni, novembre 2018
copertina di Gloria Pizzilli
(courtesy: Lök Zine)

Qual è stata la molla che vi ha spinto, sette anni fa, a fondare LökZine?

Era il 2011 ed eravamo tutti studenti in accademia a Bologna. Seguivamo diversi corsi, abitavamo insieme e avevamo tante idee ed energie; abbiamo quindi deciso di farle confluire in un prodotto editoriale che potesse raccogliere tutte le nostre suggestioni e valorizzasse l’eterogeneità degli stili. La “rivista” ci era sembrata la formula migliore, perché eravamo affascinati dalle precedenti esperienze nostrane di Mano e Black.

Come si è trasformato il progetto in questi anni?

Inizialmente eravamo molto insicuri, avevamo poche nozioni sulla stampa, sulle particolarità della carta, sulla composizione grafica. Poi con il passare del tempo abbiamo sperimentato, scoperto, osservato e imparato, così dal numero #05 (che come tema aveva “identità”) ci siamo dati delle regole, un logo, e abbiamo deciso di adottare e mantenere una veste grafica coerente, per definire appunto la nostra identità editoriale e per valorizzare il contenuto del nostro magazine.
I componenti del gruppo sono cambiati: la formazione odierna è composta da me, Lucia Manfredi e Salvatore Giommarresi.
La vera trasformazione è avvenuta però quest’anno, Lök Zine #10 è un po’ la svolta che volevamo dare da tempo: la rivista ha raggiunto le 132 pagine ed è finalmente tutta a colori.

Lök Zine n.10 — Dimensions/Dimensioni, novembre 2018
illustrazione di Davor Gromilović / fumetto di Matteo Farinella
(courtesy: Lök Zine)

Arrivati al numero 10, se dovessi fare un bilancio di com’è andata finora?

Lök Zine ha accompagnato la nostra crescita professionale e individuale, quindi in realtà fare un bilancio è un processo anche personale. Oggi, da autori che lavorano nel mondo dell’editoria e della grafica, non riusciremmo a scindere Lök Zine dalla nostra esperienza: è stata una vera palestra e rispecchia la nostra personalità e i nostri valori.

Nel tempo abbiamo imparato, conosciuto realtà diverse o affini, e ci siamo confrontati con la comunicazione e con l’organizzazione e la gestione di festival, eventi, presentazioni.
Lök Zine ci aiuta tuttora a tenerci aggiornati sul mondo editoriale e ci permette di sperimentare. Nel tempo, il fatto di essere bilingue ci ha anche permesso di aprirci ad altri orizzonti: siamo nell’archivio della University of Chicago Library fin dai primi numeri, abbiamo un punto vendita a Pechino (Wooden bird comics) e i nostri prodotti sono reperibili ad Amsterdam (Athenaeum Nieuwscentrum), Barcellona (Fatbottom Books), Londra (Gosh) e Parigi (Le mont en l’air e WHS), ma comunque mantenere l’italiano è rimasta una scelta identitaria per restare collegati alle nostre radici.

I nostri lettori ci riconoscono e apprezzano. Con i nostri autori abbiamo creato un rapporto di fiducia e stima reciproca. Penso quindi che sia un bilancio più che positivo.

Lök Zine n.10 — Dimensions/Dimensioni, novembre 2018
fumetto di Matteo Farinella / illustrazione di Luca di Napoli
(courtesy: Lök Zine)

Col nuovo numero avete fatto un “salto” a livello di produzione — più pagine, i colori…
Ti va di raccontarmi quanto lavoro c’è stato dietro, sia a livello progettuale che pratico?

Questo “salto” è qualcosa che covavamo da tempo, ci servivano solo i mezzi: lanciare una campagna su Kickstarter è stata la risposta a questo bisogno.
È stata una vera e propria sfida perché abbiamo dovuto adattare la nostra progettualità alle dinamiche di un crowdfunding.

Da questa esperienza abbiamo deciso di cambiare le tempistiche, la rivista è diventata annuale così da poter prolungare la OpenCall, concentrarci meglio sulla produzione e sulla promozione, e fare in modo che Lök possa diventare un punto di riferimento per il mondo del fumetto e dell’illustrazione contemporanei.

Sotto il punto di vista pratico abbiamo intensificato le riunioni, sfruttato ogni festival o momento di incontro per confrontarci, chiamato autori con cui avevamo già lavorato grazie ai concorsi passati, abbiamo dato un contributo simbolico ai suddetti autori, abbiamo cambiato stampatore, e durante i festival abbiamo cominciato a chiedere ai nostri lettori le loro impressioni, per capire meglio quale fosse la percezione attorno al cambiamento.

Nel complesso non volevamo perdere quello che avevamo costruito, ma non volevamo neanche sedimentare: credo che nel nuovo numero siamo riusciti a integrare l’energia e la curiosità del passato con le necessità e le conoscenze del presente.

Lök Zine n.10 — Dimensions/Dimensioni, novembre 2018
fumetto de La Came
(courtesy: Lök Zine)

Qual è l’impronta di ciascuno di voi tre fondatori sul magazine?

Decidiamo ogni parte del numero tutti insieme, a volte anche con lunghe discussioni, soprattutto per la selezione dell’OpenCall.
All’inizio abbiamo scelto la parola Lök (che in svedese significa cipolla) per il suo suono secco e accattivante, ma soprattutto per parlare degli strati che compongono un’opera, appunto come una cipolla. L’eterogeneità è il nostro tratto distintivo. Abbiamo personalità, gusti, interessi e stili diversi: il lavoro di Salvo è più incentrato sul fumetto indie americano con influenze lowbrow, Lucia ha uno spiccato interesse per la graphic novel con un gusto pop, io sono invece legata all’illustrazione e al mondo dell’underground.
Lök Zine è il frutto del nostro amore per le arti visive, un modo per mettersi in gioco.

Lök Zine n.10 — Dimensions/Dimensioni, novembre 2018
opera di Federico Rossi
(courtesy: Lök Zine)

Il panorama delle fanzine è cambiato da quando avete cominciato. Cosa si è guadagnato e cosa si è perso, secondo te?

All’inizio le autoproduzioni erano un animale raro: si trattava sempre delle stesse persone che si conoscevano un po’ tutte tra loro e che a tempo perso si adoperavano per creare dei piccoli spillati o dei prodotti semi-professionali facendo delle collette tra gli autori coinvolti.
I luoghi dove vendere le fanzine erano pochi e non c’era un uso eccessivo di internet come ora, quindi scoprire altre realtà era più difficile: ricordo ancora la conferenza sulle autoproduzioni indetta da Mamma! al B.I.R.R.A al vecchio Bartleby (ah che nostalgia!) che ci faceva notare che non saremo mai stati veramente auto-sostenibili e che fare fanzine era una passione, non sarebbe mai stato un lavoro.

Quel discorso non mi aveva toccato più di tanto, perché non avevo mai pensato che Lök Zine sarebbe potuta diventare “un’azienda”. Era piuttosto un modo per stare tutti insieme e per sfogare la propria creatività.
Dopo sette anni lo spirito si è mantenuto intatto, ma il panorama si è ampliato vistosamente. Di recente al Lucca Comics & Games ho visto un gran proliferare di nuovi progetti e mi hanno fatto un po’ sorridere quelli che ci hanno definito come uno dei collettivi “storici”.

Detto questo, penso si sia guadagnata una maggiore credibilità: l’editoria ufficiale ormai scopre autori e osserva molto attentamente ciò che avviene all’interno dell’autoproduzione, perché c’è una vera e propria democrazia dei mezzi (dal prezzo della stampa, accessibile a tutti, alla promozione gratuita tramite i social media, senza contare appunto le piattaforme di crowdfunding).
Forse si è persa la dimensione del DIY, per questo a volte mi piace tornare un po’ alle origini e presentare dei progetti più “casalinghi”.

Lök Zine n.10 — Dimensions/Dimensioni, novembre 2018
illustrazioni di Maria Gabriella Gasparri
(courtesy: Lök Zine)

Dove si posiziona LökZine in questo panorama?

Lök Zine è un collettivo “storico”, credo che ci posizioniamo un po’ fuori dalla classificazione rispetto agli altri gruppi e ci è sempre piaciuto essere un po’ fuori dagli schemi, soprattutto in un periodo in cui non c’erano molte realtà con cui confrontarsi.
Siamo un po’ atipici, sia perché facciamo una rivista e non delle antologie. Siamo un progetto partecipativo grazie all’OpenCall. Trattiamo sia illustrazione che fumetto, ma anche articoli e interviste, quindi non solo un medium. In più ci piace presentare pieghevoli, leporelli o comunque oggetti editoriali fuori dagli schemi.
Amiamo ispirarci a esperienze editoriali simili, presenti o passate, e comunque mantenere un’identità completamente differente.

Credo che questa “schizofrenia” produttiva sia data dal nostro essere dislocati in posti diversi, dalle nostre esperienze e dalla costante influenza dei mondi che frequentiamo: io vivo in Francia, Salvatore partecipa a progetti e residenze che combinano il reportage a fumetti e l’arte in Africa e Asia, e Lucia ha di recente presentato il prodotto della sua residenza in Giappone e in Corea.

Lök Zine n.10 — Dimensions/Dimensioni, novembre 2018
illustrazione di Lucia Calfapietra
(courtesy: Lök Zine)

Attraverso quali canali vendete di più?

Sicuramente i festival ci danno la possibilità di spiegare i vari progetti, incontrare i lettori, quindi li preferiamo come canale di vendita.
Detto questo il web ci permette di essere presenti in tutto il mondo costantemente, quindi in realtà vendiamo molto anche lì; di recente abbiamo anche aggiunto le versioni digitali di tutte le riviste passate e aggiunto un’antologia gratuita.
Le librerie, più che per la vendita, ci servono per avere dei punti di riferimento e per farci conoscere attraverso canali più tradizionali.

Lök Zine n.10 — Dimensions/Dimensioni, novembre 2018
metafumetto di Andrea De Franco
(courtesy: Lök Zine)

Avete sempre fatto tanta attività di scouting, sia con le call per il magazine sia per le pubblicazioni come casa editrice. Come scegliete gli artisti?

Come già detto per quanto riguarda le nostre personalità, scegliamo gli autori grazie a un confronto costante e a più riprese. Per selezionare i partecipanti al concorso, dopo averli divisi in due categorie — illustrazione e fumetto — facciamo una segretissima votazione personale a punti, e per non influenzarci ci diamo un orario in cui mandiamo contemporaneamente una mail con le decisioni di ognuno.

È incredibile come — nonostante ci siano almeno 200 partecipanti a ogni OpenCall e non facciamo una preselezione, cioè ognuno di noi può dare un punteggio a ogni autore partecipante —, quando ci troviamo tra le mani i risultati, i nostri voti corrispondano. Poi chiaramente ne discutiamo e selezioniamo. Questo significa che il “meccanismo” funziona e che la linea editoriale è ben definita.
Inoltre vedere molti degli autori che abbiamo selezionato, diventare professionisti riconosciuti è un’ulteriore conferma che stiamo andando nella direzione giusta (penso ad esempio a Brecht Evens, Matteo Farinella, Lorenzo Mò, Giacomo Bagnara, Flavia Biondi, Dominic Kesterton).

Per le monografie, invece, ognuno si pone come curatore di un progetto a seconda della propria sensibilità e del proprio gusto. Salvatore ha curato il volume di Brown Box, Lucia quello di Jenn Woodall, il prossimo toccherà a me e non vedo l’ora.

Lök Zine n.10 — Dimensions/Dimensioni, novembre 2018
fumetto di Jutea / illustrazione di Francesca Protopapa
(courtesy: Lök Zine)

Che novità possiamo aspettarci per il 2019?

Il 2019 sarà una bella sfida: uscirà una monografia di un autore controverso, che amiamo e seguiamo da tempo — potremmo definirlo il Luigi Serafini del futuro!
Annunceremo tutto verso metà dicembre. Poi ci dedicheremo al nuovo Lök Zine: abbiamo già il tema e sarà una bomba, vedrete!

Lök Zine n.10 — Dimensions/Dimensioni, novembre 2018
illustrazione di Margherita Morotti
(courtesy: Lök Zine)

Lök Zine n.10 — Dimensions/Dimensioni, novembre 2018
fumetto di Simone Capano
(courtesy: Lök Zine)

Lök Zine n.10 — Dimensions/Dimensioni, novembre 2018
fumetto di Francesco Panatta
(courtesy: Lök Zine)

Lök Zine n.10 — Dimensions/Dimensioni, novembre 2018
fumetto di Salvatore Giommarresi
(courtesy: Lök Zine)

Intervista a Elisa Caroli di Lök Zine sul nuovo numero tutto a colori