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Matchbook Diaries: diario (su Instagram) di un collezionista di fiammiferi

C’è chi colleziona cartelli do not disturb, chi le mini-saponette, le matite o le ciabattine ultrapiatte usa-e-getta degli hotel. Ma gli alberghi (e in questo caso anche i ristoranti) hanno pure un altro modo, forse ancora più efficace degli altri, per fare branding, cioè per costruire e comunicare l’identità del marchio: i fiammiferi.

Fumatore o meno, è difficile resistere alla tentazione di mettersi in tasca una confezione di zolfanelli, gratis e per di più con una (spesso) bella grafica. E letteratura e storia del cinema sono pieni di numeri di telefono — capaci di dare una svolta alla trama — appuntati su una scatola di cerini o di minerva.

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(fonte: instagram.com/matchbookdiaries)

Per hotel e locali i fiammiferi col proprio marchio sopra sono come i calzini da abbinare a un completo da uomo: quel piccolo dettaglio, mai casuale, che permette di osare. E se non è la stessa grafica a esprimere quel pizzico d’audacia, può pure essere la forma della scatola o persino il colore del fiammifero o quella della punta ricoperta di solfuro di antimonio e di clorato di potassio.

Come per i “non disturbare” e le saponettine di cui sopra, il mondo è pieno di collezionisti di fiammiferi e online non è difficile trovare esemplari anche di molti anni fa, magari di locali ormai chiusi, venduti a ben oltre il loro valore materiale.
Tra questi collezionisti ce n’è uno molto particolare, Charles Ryan Clarke, che gira per i ristoranti di New York cercando nuovi pezzi per il suo archivio e postandoli sul suo account Instagram, intitolato @matchbookdiaries.
È anche possibile acquistare le stampe delle foto.

co-fondatore e direttore

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