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Save the date | CTL: esposizione collettiva di tipografia, calligrafia e lettering

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L’importanza delle lettere, i numeri primi del linguaggio, segni grafici da combinare per creare parole.
La forma a servizio del contenuto. Una forma che però non è mai — come credono i più disattenti, che pensano che una A valga l’altra, che una lettera di protesta o un’invettiva abbia lo stesso valore se scritta in Comic Sans o in un Times New Roman — veramente neutra e che è in grado di spostare il significato, ribaltarlo, parodiarlo, mimetizzarlo, amplificarlo, affilare le acuminate punte dell’ironia, dirigere il messaggio verso un bersaglio specifico…

La scrittura—di servizio o d’intrattenimento che sia—è sia forma che sostanza. Ed è bene che di tanto in tanto qualcuno ce lo ricordi in maniera clamorosa, a “caratteri giganti”, come proveranno a farlo dall’8 al 17 gennaio prossimi i protagonisti di CTL: esposizione collettiva di tipografia, calligrafia e lettering, mostra curata dalla designer Federica Oronti presso la galleria Spazio Porpora di Milano.

Tra tipografia, calligrafia e lettering ci sarà spazio per ammirare le opere di una nuova generazione di artisti che con le lettere ci lavorano — questi i nomi: Corrado Grilli, Daniele Tozzi, Dario Maggiore, Davide Pagliardini, Davide Smake Nuzzi, Federico Landini, Jonathan Calugi, Pietro Piscitelli, Riccardo Gradoner Carusi, Sunday Büro e &TYPE (colletivo, quest’ultimo, che condurrà anche un workshop il 10 gennaio).

Visto che, come scrivono nel comunicato, “le lettere [sono] troppo spesso sottovalutate” ho deciso di farmi raccontare il progetto da Federica Oronti e da Davide Pagliardini, che insieme l’hanno ideato.

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&TYPE
&TYPE

Cominciamo dall’inizio: Cos’è CTL?

Federica Oronti: CTL è una mostra collettiva di Calligrafia, Tipografia e Lettering.
Ma in realtà è un modo per riunire persone legate da una stessa passione, ossia le “lettere”, in un unico spazio, per dimostrare come da una passione può nascere un lavoro e viceversa.

Nel comunicato scrivete: «finalmente le lettere, troppo spesso sottovalutate».
Sì perché quando si parla di scrittura, in effetti, si pensa sempre al contenuto e raramente al segno.

Federica Oronti: Esatto. O talvolta non ci si rende neanche conto di come il carattere stesso influenzi la percezione del messaggio.
Ma non solo: spesso nessuno pensa a chi ha disegnato, progettato, scelto o impaginato quel carattere e perché, mentre noi vogliamo concentrarci proprio su queste persone, che all’aspetto delle lettere fanno certo molto caso, al punto da volerci costruire una professione e da usare tali aspetti estetici come mezzo espressivo.

Daniele Tozzi
Daniele Tozzi

Si fa anche molta confusione tra “calligrafia” e “lettering”.
So che raccontare in poche righe la differenza non è facile ma ti chiedo di provarci!

Federica Oronti: Si fa spesso confusione perché Calligrafia e Lettering sono spesso mescolate e sono parole utilizzate per categorizzazioni generiche: la calligrafia nasce e vive di segni unici e irripetibili, gesti “artistici”, anche se il confine è molto labile…
Tutta la calligrafia poi è diventata la base per fare tipografia, ossia i caratteri disegnati a mano hanno iniziato a venire classificati e studiati per renderli ripetibili e ingrigliarli dentro gabbie che ne permettessero la riproducibilità: da qui nasce il lettering, ovvero il disegnare le lettere, e non più “dipingerle”.
Per poi arrivare alla tipografia, ovvero imprimere le lettere per renderle riproducibili in un sistema meccanico.

Come l’avete pensata la mostra? Come si fa ad esporre le “parole”?

Federica Oronti: Diciamo che tutto nasce da un’occasione colta al volo: mi è stato proposto di iniziare a collaborare con lo Spazio Porpora per dargli anche una veste più giovanile, legata alle arti “collaterali” come design, grafica, moda, fotografia ecc…
Abbiamo sfruttato tutto ciò per unire per una volta le nostre professionalità, mie e di Davide, che sono da sempre diverse ma comunque “vicine”, dato che io nasco come designer.

Dario Maggiore
Dario Maggiore

E la scelta degli artisti?

Federica Oronti: Gli artisti/grafici che saranno presenti nella collettiva sono tutte personalità che Davide conosce di persona o di fama, colleghi e professionisti che abbiamo conosciuto strada facendo.
Sono stati scelti cercando di mettere in mostra stili diversi e aspetti differenti di uno stesso interesse, tra calligrafi, tipografi, type designer e grafici.
Ognuno esporrà stampe o tavole originali, inediti e non, per evidenziare la duplice funzione dell’esposizione: ci saranno lavori commissionati, realizzati per l’attuale mercato della comunicazione, ma anche lavori personali, opere con le lettere come soggetto nelle più disparate forme.

Davide Pagliardini
Davide Pagliardini

A proposito degli artisti.
Avete scelto, giustamente, di dar visibilità alla nuova generazione.
Un tempo l’Italia in quest’ambito era uno dei paesi in assoluto più importanti (nessun type designer o calligrafo poteva esimersi da fare un “grand tour” nel nostro paese).
Quello che chiedo è: com’è la scena attuale? Siamo ancora in grado di competere a livello internazionale, da questo punto di vista?

Federica Oronti: Indubbiamente in Italia abbiamo delle eccellenze a livello mondiale, sia per quello che sono la calligrafia e il lettering moderno sia per quello che è stata la tipografia. E ancora oggi possiamo dire la nostra!
È vero che noi ci siamo concentrati maggiormente su giovani, persone che si sono affacciate in tempi relativamente recenti al mondo della comunicazione, ma abbiamo inserito anche qualche designer già affermato in ambiti limitrofi. Tutto ciò per dimostrare che non ci sono solo i grandi nomi né solo le visioni “classiche” ma che invece esiste tutto un panorama nuovo e fervente che affronta il tema in modo molto attuale e contemporaneo.
Insomma, in una situazione culturale e sociale che dicono ci sia così sfavorevole, largo ai giovani!

Jonathan Calugi
Jonathan Calugi

Come l’avete costruita la mostra? Nel senso: che tipo di “viaggio” farà lo spettatore attraverso i lavori degli artisti esposti?

Federica Oronti: Lo spazio è piccolo e intimo, vogliamo che tutti conoscano tutti, abbattendo il divario troppo spesso vigente tra espositore e visitatore, creando così un ulteriore motivo di dialogo e condivisione.
Queste cose si fanno per “crescere” tutti insieme.
Lo spettatore si troverà di fronte i diversi aspetti del mondo delle lettere, da chi ha come background il writing a chi studia invece calligrafia classica da anni, a chi è arrivato alle lettere grazie ad altre passioni.
Si potrà anche toccar con mano il tutto dato che stiamo organizzando anche workshop e live painting durante il periodo della mostra.
insomma l’obbiettivo è quello di coinvolgere.

Federico Landini
Federico Landini

A proposito di “toccar con mano”. Mi sono appuntato una frase detta da Akim, graffitista tedesco. Che ha detto: «una parola può essere percepita al tatto. Una parola può anche essere danzata».
L’ho letta in un bellissimo libro sulla calligrafia, Il filo d’oro, di Ewan Clayton, che racconta di come in molte tradizioni la calligrafia si sviluppi proprio come trasferimento, in scrittura, dei movimenti del mondo naturale.
Che ne pensate?

Federica Oronti: Che è vero!
Per quello che riguarda la calligrafia, diversi popoli e diverse culture hanno tradotto in segni i loro gesti, i loro movimenti o la realtà che circonda le persone. È un processo innato dell’uomo, che cerca di replicare la sua stessa natura in linguaggi sempre più strutturati nel tempo.
Certo i movimenti del corpo che sono alla base del segno grafico (come accade anche per la gestualità mentre si dialoga) sono fondamentali a favore dell’espressività e in effetti molti writers o calligrafi giapponesi professano questa dottrina.
In CTL sono presi in considerazione questi aspetti, che alcuni artisti utilizzano nel loro lavoro, ma anche tutto l’ opposto, ossia la razionalità o la riproducibilità geometrica: sarà anche questa diversità il bello della mostra!

Pietro Piscitelli
Pietro Piscitelli

Parliamo degli eventi “live” che si terranno durante il periodo espositivo.

Federica Oronti: Per ora sono in programma un workshop di stampa tipografica a cura del collettivo &TYPE, con delle matrici prefabbricate. È rivolto a tutti, sopratutto ai più piccoli. Si fabbricheranno cartoline ricordo dell’evento tramite tecniche classiche e ci si potrà sporcare per bene d’inchiostro!
È anche in programma una giornata di live painting con Davide “Smake”, writer e calligrafo, a cui speriamo ne succeda una seconda con altri artisti, in modo da mostrare dal vivo varie tecniche e stili. Siamo in work in progress!
Oltre al vernissage iniziale, ci sarà una piccola merenda conclusiva, durante la quale speriamo di poter stimolare uno scambio di pareri e di impressioni sulla mostra e su ciò che rappresenta.

Riccardo Gradoner Carusi
Riccardo Gradoner Carusi

Secondo voi come mai c’è questa rinascita d’interesse, questa grande attenzione per la stampa artigianale, il lettering…
C’entra la “saturazione digitale”?

Federica Oronti: Qui ti risponde direttamente Davide, visto che lo hai colto nel vivo…

Davide Pagliardini: C’è questo rinnovato interesse perché, sì, ci siamo tutti un po’ stufati del digitale, ma anche perché è una moda.
Chiariamoci, una moda nel senso buono del termine. Una “corrente” che sta attraversando tutti i settori e i mestieri, chi più chi meno. Una corrente che vuole il ritorno del fatto a mano, del perdere del tempo per creare una cosa, del ritrovare quel valore in più nell’oggetto o nella tecnica…
È una rivalutazione dell’essere umano in quanto tale, un recupero di ritmi e valori, se vogliamo un po’ estremizzare il tutto, ma è così: in tanti si rendono conto del fatto che ritornare un po’ sui propri passi, ma consapevolmente e utilizzando la tecnologia attuale, potrebbe essere una strada per riprendere in mano sé stessi.
Chiaramente il settore della comunicazione, che oggi è molto propenso per il digitale e i nuovi media da poter utilizzare, è un settore difficile da contaminare ma non per questo non ne è influenzato: si vedono esempi di “fatto a mano” anche in comunicazione su vasta scala, e l’hand-made lettering e la calligrafia, che vengono ultimamente tanto utilizzate, ne sono un esempio.

Davide “Smake” Nuzzi
Davide “Smake” Nuzzi

In un’intervista/profilo uscito l’anno scorso sul Corriere della Sera, Enrico Tallone, il grande tipografo figlio di Alberto Tallone, ha detto: «Ma oggi la tecnologia sta rincorrendo il libro cartaceo (un oggetto del mito), e non l’opposto».
Lo chiedo a Davide: sei d’accordo? E che scenari pone proprio la tecnologia, i tablet, gli e-book, la realtà aumentata, per chi “disegna lettere”?

Davide Pagliardini: Che è vera anche questa affermazione.
Si parla tantissimo di e-book e supporti simili, anche se dicono che i tablet sono in discesa, ma in generale è vero, si cerca di portare il libro—oggetto che accompagna l’uomo da tempo immemore—nel digitale, che oggi ci circonda in maniera massiccia, per riaccompagnarci.
A mio avviso molte persone non hanno recepito bene questo passaggio, altre non lo vogliono proprio fare, altre ancora anche troppo.
Per quanto mi riguarda, vedo delle grosse potenzialità in questo “spostamento”, perché tutti i designer lavorano già con il digitale, è il nostro attuale mezzo e ambito di lavoro; se poi un prodotto lo si stampa o lo si utilizza per banner virtuali non cambia poi molto, anche l’handmade lettering lo si digitalizza.
Inoltre è un modo per continuare lo studio di certi settori: la tipografia cambia come cambia il supporto su cui viene utilizzata e quindi nascono font ottimizzati con peculiarità nuove che prendono in considerazione nuovi aspetti, oppure contenuti transmediali che per essere creati necessitano di varie professionalità del mondo della comunicazione. Insomma può essere un vantaggio a mio avviso, ma solo nel momento in cui ci si rende conto da dove proviene questa “transizione”, in modo da non dimenticare quello che è stato…
Come dicevo prima, unire tradizione e tecniche che ci siamo quasi lasciati alle spalle alle nuove possibilità di supporti e tecnologie ci potrebbe fare riscoprire entrambi questi aspetti sotto una luce diversa.
Secondo me tutto questo sta già succedendo. Spero che in futuro le cose vadano sempre più di pari passo.

Sunday Büro
Sunday Büro
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