Issues | mono.kultur #33 | Kim Gordon

Lei è la Signora per eccellenza della scena indie. Entrata nella storia della musica con i Sonic Youth in coppia con l’ex-marito Thurston Moore (insieme dall’84, sono stati La Coppia, tanto da far pensare a tutti che l’unione potesse essere inossidabile), basso in mano e voce come raramente se ne erano sentite prima, oscillante tra gli alti disperati, arrabbiati, urlati, e i bassi sensuali e sghembi, è passata dall’essere icona del femminismo punk (vedi Riot Grrrls) ad icona di stile: passata l’età dei teenage riot e del rumore, Ms. Gordon ha saputo reinventarsi senza però rinnegare il passato, senza inseguire le mode, senza entrare il loop auto-citazionisti, quasi senza invecchiare in effetti—se invecchiare è sinonimo di tramontare, appassire, sfiorire, lei semplicemente si dilata nel tempo, incarnando con coerenza l’unica Kim Gordon possibile, che proprio per questo s’innalza a figura quasi mitica nella sua misurata smisuratezza, nel suo sgarbato garbo e così via. Guarda quegli occhi, lassù, nella foto. Vorresti o no averla o averla avuta come fidanzatina, come compagna, come mamma, come zia, come nonna (anche tutto assieme)?

Scegliendola come protagonista dell’ultimo numero il magazine tedesco mono.kultur dimostra—ma non ce n’era bisogno—di saper scegliere come pochi altri i personaggi a cui dedicare le belle monografie low-cost (solo 5€) che, ciascuna differente nella grafica e nell’impaginazione e ritagliata su misura dell’artista “monografato”, vanno avanti da ben 33 numeri.

La Kim Gordon di mono.kultur è un libretto (che si acquista qua) che strato su strato racconta di un’artista che ha saputo dire la sua con originalità nella musica come nella moda e nelle arti visive e che tra cartoline che mostrano lavori del passato e lavori più recenti, in una lunga intervista parla, tra le altre cose, delle donne nella cultura rock, dei miti di New York e dell’arte.

co-fondatore e direttore
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