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Per la serie: faccio cose, vedo gente e soprattutto, segno i link che trovo in giro. Questo era postato sulla pagina di fb di un amico comune. Dal titolo sembrava un blog di cucina. Invece no. Tutt’altro.
All’inizio ero titubante, poi, con grande calma, Love for Breakfast mi ha conquistata.
Come entrare pian piano nella camera di qualcun altro in punta di piedi, per non disturbare. Sedersi accanto a lui, aprire una scatola e trovare milioni di ricordi. Immagini che si perdono nel passato, fotografie di dolci (altrimenti che breakfast sarebbe?), shooting fotografici, video musicali, suggerimenti su cosa fare nel weekend.
Partite dal chiuso per ferie iniziale o da Yes Sir, you are strange e Say Cheeese e poi scorrete fino ai primi post, vi piacerà.

Twitta tu che ti re-twitto anche io; grazie a twitter mi balza all’occhio un post di GD che avevo perso nel reader.
Eccolo qui: si chiama Sshhhh! ed è dedicato ad una lista di parole che andrebbero bandite da ogni rivista o blog o chedirsivoglia dedicato alla moda (lista fornita con nonchalance dall’amica che ha appena iniziato il proprio progetto editoriale: Velour).
Alcuni esempi di parole da bannare da subito: ‘in’, ‘trendy’, ‘fashionista’, ‘must-have’, ‘it’ e molte altre. Aiuto!
Leggetevelo, è veramente divertente.
Ancora una volta, i bookmarks di safari non mi aiutano. Il link di Chiara Nocentini era nella cartella di FrizziFrizzi, ma non so da quanto tempo. Fare in modo che compaia anche una data? (suggestion del mese a Steve Jobs).
Comunque, oggi l’ho ri-aperto mentre ripulivo i segnalibri e mi ha dato un gran senso di pace. Il sito è assolutamente pacato, ma di quella pacatezza gentile che ti rasserena, che ti porta allo zen; non il pacato-pacco-triste.
Questo blog è nato dalla passione irrefrenabile di Chiara: il disegno. Sul suo blog infatti scrive : la mia vita è disegnare…quindi disegno la mia vita.
Non ho molte nozioni in più sulla sua vita personale (a parte il fatto che è un’illustratrice), ma posso dirvi che fornisce una miriade di spunti-giochi per bambini in maniera totalmente divertente mescolati a qualche intelligente momento di riflessione.
Per mamme, zie, fratelli, sorelle, baby sitter del nuovo millennio.

Se il web fosse una casa, le stanze (cesso compreso) sarebbero piene di gente che si fotografa per far vedere al mondo (al resto della casa) i loro outfits e ricevere commenti.
Se il web fosse una casa The Considered Ensemble sarebbe l’unica stanza dove non c’è casino, i muri sono bianchi, si entra in punta di piedi, si lascia un pezzetto di sé, ma solo a parole, e poi si esce.
Ovvero: l’unico blog, credo, dove gli outfits di creativi, fashion designer, giornalisti e bloggers sono descritti a parole e links.
Per quando lo sguardo ha bisogno di un po’ di riposo e l’immaginazione può prendere il sopravvento.
[via]

Un esercizio di stile (libero), quello della figura leggendaria del parcheggiatore, soprattutto abusivo, ricostruito attraverso quello che indossa, come su un magazine di moda.
The Parking Man è un divertente blog realizzato da Stefano Roiz, che ce l’ha appena segnalato.
Da abbigliamento ed accessori, più o meno leciti, sembra di vedere e soprattutto sentir parlare il tizio che li indossa.
Continua…

I nostri amici/colleghi milanesi di Contemporary Standard, Think.Bigchief e Freshngood danno il loro punto di vista su 3 prodotti cult Nike.
Si comincia stasera con Contemporary Standard.
Stories of Style
@ Nike Store
c.so Vittorio Emanuele 24, Milano
(vedi mappa)
dalle 18,00 alle 21,00

Quando fai la vita da studente fuorisede hai diverse cose in comune con contadini ed operai della ormai ex-Unione Sovietica: bevi troppo, hai pochi soldi, e per arredare la casa devi arrangiarti con quello che trovi per strada o, se sei un designer (nello spirito, non solo per gli studi che fai), ti ingegni e crei con quello che c’è.
Come fanno Matteo Sangalli ed Erika Zorzi, due 21enni della Naba di Milano, che hanno aperto un blog, 01mathery, dove pubblicano il loro quotidiano uovo di colombo.
Geniale, tra le altre, la soluzione (vedi qua sotto, a destra) su come lavarsi una mano sola – ovviamente senza usare l’altra, annoso problema.
Il blog è attivo da poco più di due settimane ed auguro ai due di trovare la pazienza e l’ispirazione (magari proprio dai russi) per continuare a postare ogni giorno.
Ma visto che dietro ad ogni soluzione c’è un problema, di sicuro di materiale su cui lavorare ce n’è.
E se pensate a quello che sto pensando io, ovvero sì, d’accordo, ma non spiegano come farle, le cose, prendetela da un altro punto di vista: 01mathery non è un manuale, è un punto di partenza.
Un’idea che va bene per i due Nababbi potrebbe non andar bene per voi: quello che hanno in casa loro o che trovano in giro, sarà sicuramente diverso da quello che c’è attorno a voi.


Non ho mai avuto un cane, quindi non posso capire.
Se hai un cane, capirai. E vorrai essere anche tu in Men And Their Dogs (aperto solo ai maschietti).

Orfano di quest’altro sito - che ormai non viene più aggiornato – ho finalmente trovato il sostituto ideale, in grado di soddisfare la mia brava da guardone di librerie altrui: Bookshelf Porn.

Semplice fare un blog di cucina. Diciamo che in tanti lo fanno (io non sono stata da meno) e non è particolarmente complicato. Certo, un minimo devi saper usare la rete, poi devi avere una macchina fotografica decente e – non da ultimo – dovresti anche saper cucinare.
Ora, anche se potrà sembrarvi incredibile, ci sono pure illustratori con una grande passione per il cibo. Si possono trovare su They Draw and Cook.
Il sito raccoglie innumerevoli disegni di ricette da tutto il mondo. Alcune sono veramente favolose, tipo Marmalade Flapjack, BRRRRR Banana o Green Zucchini Fritters, altre più concettuali come i Brain Cupcakes, ma vi consiglio di darci un’occhio, non fosse altro per vedere come nel resto del mondo si cucina italiano. (vedi: Pasta alla italian mama, Fresco a italiano e Faux Puttanesca)
[via BV su FF]

Né più né meno che un blog inspirational interamente dedicato ai capelli, con immagini tratte da editoriali usciti sui magazines più importanti, foto scattate alle sfilate e – più raramente – film.
Se avete intenzione di darci un taglio, date un’occhiata a Girillahair.

Ode alla semplificazione: la bravissima illustratrice Olimpia Zagnoli (se non la conoscete, peste vi cOlga), dopo il blog OZ goes to NY, ne ha appena aperto uno, O, che parla un po’ di lei ed un po’ di Milano.
Ed ora, oltre che fare avanti e indietro tra la Grande Mela e la Madunina, passa da un blog all’altro a seconda di dov’è. Un po’ come avere due appartamenti (senza pagare l’affitto)…
Sul web si recensisce di tutto, pure gli snack.
E c’è chi prende molto sul serio ciò che fa. Ma non è il caso di Snack Time.

Scrittore, illustratore per magazines come Interview e Glamour, il parigino Jean-Philippe Delhomme porta avanti da poco più di anno un progetto parallelo – The Unknown Hipster – un bellissimo blog illustrato dove racconta la sua vita da hipster a New York, tra front rows alle sfilate, mostre glam, feste e strani incontri.
A metà tra diario, palestra di libertà creativa ed ironica valvola di sfogo.
Da non perdere (e da leggere, oltre che da guardare).
Continua…

Infinito, ma solo virtualmente, il banchetto di Feasting Never Stops, sito che giorno dopo giorno pubblica immagini che hanno a che fare con il cibo.
Un mare (o piuttosto una tavola piena) di ispirazioni visive, spesso dal retrogusto vintage, che fanno venire l’acquolina in bocca.

Non ho tantissimi ricordi dell’asilo, ma se c’è una cosa che ricordo bene è l’euforia che ci rapiva tutti quando arrivava il momento di dedicarsi ai cosiddetti lavoretti.
Non era come alle elementari, quando una maestra piena di sé imponeva a tutti di realizzare la stessa cosa che poi gli sventurati genitori avrebbero ricevuto con sorrisi tanto ampi, quanto – sospetto – falsi per le varie feste della Mamma, del Papà e così via. No, all’asilo, paradossalmente, si era più liberi di esprimersi, di tentare approcci diversi ai diversi materiali, sempre a patto di non ingerire plastilina o di ficcare un pennarello nell’occhio dell’ignaro vicino di banco.
Io adoravo quei momenti. Ecco perché, quando mi sono imbattuta nel blog di Joel Henriques, ho avuto l’impressione di trovarmi di fronte a una specie di super eroe.
Mettiamola così, Joel è un super papà. Per divertire i suoi bambini crea qualunque cosa: decorazioni, piccole storie animate, yo-yo, totem indiani, marionette da dita, bambole varie, cuscini da abbracciare, tappeti da gioco, magliette personalizzate e persino un’intera città di carta.
E’ chiaro che non si tratta di un papà qualunque che si sia messo a creare di punto in bianco, è artista di mestiere e si vede da tutto quello che fa, però la cosa più bella è che si diverte come un pazzo nel mettere insieme questi piccoli paradisi per bambini. Ed è anche generoso: sul suo blog mette a disposizione i template scaricabili gratuitamente per tutti quei genitori che abbiano voglia di mettersi in gioco.
Ah, Joel, se solo il tuo blog fosse esistito già 20 anni fa…

Alla continua ricerca di ispirazioni per arredare/decorare la casa finisco regolarmente su The Selby, il sito che il fotografo Todd Selby ha lanciato un paio d’anni fa quasi per gioco ma che è diventato fin da subito, per l’interior design, ciò che The Sartorialist rappresenta per il mondo della moda.
In due anni Todd ha fotografato un numero impressionante di personaggi più o meno famosi del mondo della moda, dell’arte, del design, della musica, ciascuno nella propria casa, così com’è, da quella più disordinata a quella impeccabile, da Los Angeles a Tokyo, da Londra a New York, da Milano a Parigi.
E se conoscete già il suo sito – immagino di sì perché l’abbiamo citato più volte qui su Frizzifrizzi – sicuramente avrete pensato anche voi che i suoi scatti, i suoi mini-reportages sarebbero perfetti per un libro, uno dei quei coffee-table books da piazzare sul tavolino quando arrivano gli ospiti.
Eccovi accontentati: il libro c’è, è nuovissimo, si intitola The Selby is in your place e contiene i ritratti di 40 personaggi (ed altrettante case, in tutto 256 pagine), la maggior parte dei quali mai apparsi sul suo sito.
Preparate il tavolino da caffè.

Miyuki Ikeda l’ho conosciuta per caso l’altro giorno a Milano, al Fuorisalone, dove abbiamo continuato ad incontrarci su e giù per via Tortona e siamo finiti per presentarci e conoscerci.
Lei è una designer giapponese che vive da anni in Italia ed è co-fondatrice di Mimilab, agenzia di consulenze creative, game and character design.
E proprio dalla sua passione per il design nascono due blog complementari, Nonèsia e Creattivi: il primo parla del mondo del design giapponese, raccontato agli italiani; il secondo, viceversa, racconta ai giapponesi prodotti, idee ed eventi relativi al design italiano.
Se fosse una spia, farebbe il doppio gioco…
Vi consiglio di segnarli tra i vostri bookmarks (almeno quello italiano, per Creattivi dovrete prima fare un corso di lingue) perché davvero interessanti!

Se stamattina vi siete svegliate con la solita fissa per la testa, cosa mi metto oggi e proprio non sapete da dove partire (sforzatevi almeno prima), allora consultate velocemente questo sito.
Süsan Spark vi regala una serie infinita di suggerimenti divisi per tema con tanto di preview dalle passerelle, collage, vecchie foto e video.
Qui l’ispirazione BB/bee.

Se la bellissima e ammiccante cover qui sopra ha incantato anche voi, vi consiglio di andarvi a sfogliare il secondo numero di Line, uscito appena qualche giorno fa.
Si tratta di un nuovo magazine online che tratta di arte, musica e moda.
Minimale ma non snob, lo sfogli pagina dopo pagina arrivando alla fine con la stessa sensazione che puoi avere quando hai finito di mangiare un ottimo cupcake: ne vuoi ancora (ma se i cupcakes prima o poi finiscono, nel caso di Line ti rimane ancora da vedere il blog).
