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L’idea di utilizzare una macchina per scrivere per realizzare pattern non è certo nuova. Già nel ’39, all’alba della Seconda Guerra Mondiale, un certo Julius Nelson, insegnante americano di “scienze della segreteria” in una scuola superiore della Pennsylvania, scrisse e illustrò un manuale intitolato Artyping, pieno di suggerimenti su come “disegnare” e decorare battendo a macchina. In pratica l’antenato della ASCII art.

Sull’arte della dattilografia, tra l’altro, poco più di due anni fa è uscito anche un libro (Typewriter Art: A Modern Anthology, ne ho parlato qui).
Giocando dunque non sull’effetto-novità ma su quello nostalgia, e toccando “i tasti” (giacché si parla di macchine per scrivere) del feticismo che molti hanno per la carta e per le tecniche di scrittura ormai obsolete, i designer di made by memo, studio con base a Manchester, ha prodotto una serie di cartoline decorate a macchina, con pattern realizzati con la ormai leggendaria Olivetti Lettera 32, progettata da Marcello Nizzoli ed erede dell’altrettanto storica Lettera 22, nonché strumento d’elezione per autori come John Cheever, Leonard Cohen, Cormac McCarthy (che però nel 2009, dopo cinquant’anni, l’ha cambiata).

Nell’Olivetti Typewriter Pattern Notecards, in vendita in quel paradiso degli amanti della cancelleria che è il negozio inglese Present & Correct, ci sono 12 cartoline con 4 pattern differenti, comprese di busta per spedirle.


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