Dario Zeruto e l’arte della rilegatura creativa

La prima ed ultima volta che – oltre a graffettare – mi sono cimentato nella rilegatura è stato quando mia nonna ha provato ad insegnarmi come cucire insieme i foglietti quadrati sui quali disegnavo per farne dei libretti (bimbi, mettete il ditale!). Risultato: disastroso.
E da allora, se devo esser sincero, non ho più fatto molto caso, quando avevo un libro in mano, a com’era rilegato: lo fanno le macchine, e la rilegatura, quando lo scopo pratico è semplicemente quello di arrivare a leggere dalla prima all’ultima pagina senza che te ne rimanga una in mano, è tanto migliore quanto meno ti accorgi che c’è.
Ma quando non è solo il contenuto di un libro ad essere importante, interessante, divertente, ma il libro stesso; quando cioè è l’oggetto-libro ad essere opera d’arte, allora non c’è macchina che tenga: la mano di un esperto la vedi subito.
E ti incanti a guardare quella semplice magia che rende esperienza sensoriale un gesto semplice e quotidiano come quello di sfogliare una pagina.
In questo caso, a lasciarmi a bocca aperta sono state le opere di Dario Zeruto, artigiano cubano che vive tra Milano e Barcellona.
Autodidatta, Dario ha imparato l’arte del tessuto dalle indigene boliviane, poi ha girato il mondo per studiare le tecniche di produzione della carta e la rilegatura. Ora vive tra Milano e Barcellona, partecipando a mostre e realizzando le sue fantastiche opere.
Oltretutto Dario insegna anche alla Naba di Milano e conduce corsi e workshops di rilegatura creativa per adulti e bambini.
Ed è stata proprio una sua studentessa, oltre che nostra vecchia conoscenza, a segnalarcelo, ovvero Cristina, una delle fondatrici di quel meraviglioso micro-universo creativo che è Dissociate/Sartoria Vico.
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autore | Simone Sbarbati
32 anni, ex-aspirante fotografo, ha fondato uno dei primi magazine italiani in pdf, Freshcut Magazine, poi trasformatosi nel blog dedicato ai giovani artisti Freshcut, ed è stato co-fondatore del poster magazine Shopper. Ha collaborato con diversi blog e testate online e tuttora, oltre a Frizzifrizzi, gestisce una rubrica su Bang Art, coccola il suo gatto Otto, insegna il duro mestiere della vita a sua figlia e cerca di non stressare troppo la sua compagna Ethel. Per pranzi "professionali" (le virgolette non sono a caso) mi trovi su Let's Lunch.
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Maravilhosos!!!!