La nuova edizione di Posterheroes è dedicata ai modelli di apprendimento

«Il criterio della produttività è contagioso. Assume un valore quasi mitico. Viene abbracciato in modo acritico, e applicato in situazioni dove non è appropriato. Per esempio, a scuola. Sentiamo il fiato sul collo, dobbiamo andare sempre avanti nei programmi, dimostrando (al Dirigente, ai genitori, a noi stessi…) di essere produttivi. Bisognerebbe chiederci se in campo educativo la fretta sia davvero produttiva, o se non sia, in realtà, controproducente».
Così scrive l’esperta in educazione della prima infanzia Penny Ritcher nel suo saggio Slow School. Pedagogia del quotidiano, uscito come ebook per Giunti Scuola.

Proprio come il movimento Slow Food — nato negli anni ’80 quando anche in Italia iniziò il dilagare dei fast food —, con l’accelerare della scuola del nozionismo e della burocrazia, dei risultati a tutti costi e, appunto, del paradigma della produttività, circa vent’anni fa ha iniziato a muovere i primi passi un movimento Slow Education, ispirato a quello del cibo, con principi come: fare meno per fare meglio; processi piuttosto che prodotti; prendere tempo; provocare pensiero.
Tra i primissimi a parlarne fu l’educatore britannico Maurice Holt, che in un articolo uscito nel 2002 su Phi Delta Kappan (una rivista professionale per educatrici ed educatori), It’s Time to Start the Slow School Movement, sosteneva che «L’approccio lento al cibo consente la scoperta, lo sviluppo della conoscenza. I festival slow food presentano nuovi piatti e nuovi ingredienti. Allo stesso modo, le scuole lente danno spazio all’invenzione e rispondono al cambiamento culturale, mentre le scuole veloci si limitano a produrre gli stessi vecchi hamburger. Se pensiamo al futuro dell’istruzione, vogliamo sicuramente un approccio più soddisfacente e stimolante rispetto all’attuale triste situazione. Solo le scuole lente mantengono questo tipo di promesse».

Il sistema educativo attuale, che in molti casi “produce” bambine e bambini già stressati prima ancora di uscire dalla scuola primaria, ha mostrato in maniera ancora più evidente tutti i suoi limiti in questi anni di pandemia, quando gli squilibri già presenti all’interno del mondo scolastico (con differenze enormi tra alunne e alunni provenienti da classi sociali differenti, da famiglie con più o meno educazione, da zone geografiche più o meno impoverite culturalmente) si sono ulteriormente accentuati.
«La pandemia ha sconvolto l’apprendimento in tutto il mondo. La chiusura di scuole, università, istituti di formazione per adulti e centri di formazione professionale ha colpito 1,6 miliardi di studenti in oltre 190 paesi (UNESCO). Un’analisi globale di Save The Children ha stimato che nel mondo sono andati persi 112 miliardi di giorni dedicati all’istruzione. Nonostante i governi di tutto il mondo abbiano offerto soluzioni alternative, almeno un terzo degli studenti è rimasto escluso attraverso la didattica a distanza. In assenza di interventi, la perdita di apprendimento potrebbe essere equivalente a 0,6 anni di scuola e ad un aumento del 25% della quota di bambini della scuola secondaria inferiore al di sotto del livello minimo di competenze. Le perdite saranno maggiori per gli studenti che provengono da famiglie meno istruite, a conferma dell’ingiustizia dell’impatto della pandemia»: così scrivono le organizzatrici e gli organizzatori di Posterheroes nel testo che presenta la nuova edizione del celebre e prestigioso concorso internazionale di poster art, nato 12 anni fa a Torino dall’idea dell’associazione culturale Plug, e da sempre centrato su alcuni dei più importanti argomenti della contemporaneità: dall’ambiente al lavoro, dai diritti all’educazione.

Il tema di Posterheores 2022 è Mindful or Mind Full?, e l’invito lanciato ai talenti di tutto il mondo nel campo della grafica e dell’illustrazione è quello di riflettere sui modelli di apprendimento attuali e futuri, a partire da tre domande — come possiamo trasformare i modelli di apprendimento e formazione esistenti? Come possiamo affrontare i limiti del paradigma attuale? Come possiamo re-immaginare il futuro dell’apprendimento? — e da una considerazione: «È il momento di investire. È il momento di investire nello sviluppo professionale di insegnanti e formatori. È il momento di investire in infrastrutture inclusive che non lascino indietro nessuno. È il momento di investire in modelli di apprendimento più umani e profondi. La lezione della tartaruga e della lepre ci ha insegnato cosa succede quando siamo lenti e costanti. Un ritmo da lumaca potrebbe rendere l’apprendimento più sostenibile?».

Organizzata in collaborazione con l’industria cartaria Favini e con il Centro internazionale di formazione dell’ILO, quest’edizione di Posterheroes mette in palio 2500€, più la possibilità di vedere il proprio poster esposto durante una grande mostra.
La deadline per partecipare è fissata al 20 settembre 2022.
Qui tutte le informazioni.

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