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Fare il giro del mondo in 80 bicchieri con un atlante degli alcolici

Circa un anno fa mi appassionai alla serie Netflix Donne in carcere, un reality ambientato nella prigione della contea di Sacramento, tra amori, risse, drammi, disperazione, rivalsa, ingegnosi sistemi di comunicazione tramite i water e litri di pruno, il tipico liquore che si distilla in galera con gli avanzi di frutta, zucchero, succhi, molliche di pane e qualsiasi cosa possa fermentare.
Sentendo così spesso parlare di pruno, oltre a un gran voglia di assaggiarne il sapore mi venne anche da pensare a come l’animale uomo ce l’abbia proprio nel DNA la volontà e la capacità di produrre alcool.

L’abbiamo sempre fatto — le prime tracce documentate risalgono al 10.000 a.C., in Medio Oriente, ma probabilmente ci si ubriacava anche prima. Ovunque — dai ghiacci islandesi alle foreste equatoriali. E con praticamente ogni ingrediente che avevamo a portata di mano: uva, ovviamente, e frutta di tutti i tipi; poi cereali, patate, piante di agave, canna da zucchero, bacche, erbe, miele, latte, scoprendo e via via affinando processi lunghi e complessi, ai quali abbiamo dedicato cure, attenzioni e risorse incalcolabili, “solo” per arrivare a farci un bicchierino, a provare e a dare un significato a un termine affascinante e pieno di sfumature quale è ebbrezza (guida in stato di ebbrezza: male; il tuo profumo e la tua voce mi danno l’ebbrezza: bene).

Jules Gaubert-Turpin e Adrien Grant Smith Bianchi, “Il giro del mondo in 80 bicchieri”, Slow Food Editore, ottobre 2020 (foto: Frizzifrizzi)

Ogni popolo, dall’antichità a oggi, si è inventato metodi per trasformare in alcool ciò che la natura e il clima hanno messo disposizione, e in quegli stessi metodi, negli elementi usati e nei nomi delle bevande si può andare a cercare indizi sulla storia dell’uomo, sulle società che ha creato, sui viaggi e le conquiste.
«In ogni bevanda si nasconde la storia di un popolo, di una regione, di un contesto sociale o economico. Ogni storia, senza eccezione, ci narra l’umanità e l’imperioso desiderio dell’uomo di trincare» scrivono Jules Gaubert-Turpin e Adrien Grant Smith Bianchi nella prefazione di Il giro del mondo in 80 bicchieri, poderoso volume illustrato pubblicato da Slow Food Editore.

Gaubert-Turpin e Grant Smith Bianchi sono amici fin da ragazzi e da qualche anno si dilettano a mettere insieme grafica, mappe e bevute con progetti come Oh My Drink e La Carte des Vins s’il vous plaît.
Già autori del libro Le carte del vino, uscito un paio di anni fa per il medesimo editore, in Il giro del mondo in 80 bicchieri i due — come ben spiega il titolo — portano lettori e lettrici in un ideale tour intorno al globo, raccontando origini e curiosità di ottanta tra liquori, birre, vini e spiriti di ogni tipo.

Per ciascuno ci sono mappe, ingredienti, date importanti, indicazioni di prezzo, bicchiere consigliato per degustare e, spesso, anche ricette per preparare cocktail. In chiusura, inoltre, il libro presenta un’utilissima mappa concettuale con la genealogia di tutti e ottanta i prodotti presentati nel libro, divisi in tre grandi famiglie: quella dei distillati, quella dei fermentati e quella dei macerati.
Ciò che resta, alla fine, è una gran voglia di assaggiare tutto (altro che pruno!)

Jules Gaubert-Turpin e Adrien Grant Smith Bianchi, “Il giro del mondo in 80 bicchieri”, Slow Food Editore, ottobre 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Jules Gaubert-Turpin e Adrien Grant Smith Bianchi, “Il giro del mondo in 80 bicchieri”, Slow Food Editore, ottobre 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Jules Gaubert-Turpin e Adrien Grant Smith Bianchi, “Il giro del mondo in 80 bicchieri”, Slow Food Editore, ottobre 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Jules Gaubert-Turpin e Adrien Grant Smith Bianchi, “Il giro del mondo in 80 bicchieri”, Slow Food Editore, ottobre 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Jules Gaubert-Turpin e Adrien Grant Smith Bianchi, “Il giro del mondo in 80 bicchieri”, Slow Food Editore, ottobre 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Jules Gaubert-Turpin e Adrien Grant Smith Bianchi, “Il giro del mondo in 80 bicchieri”, Slow Food Editore, ottobre 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Jules Gaubert-Turpin e Adrien Grant Smith Bianchi, “Il giro del mondo in 80 bicchieri”, Slow Food Editore, ottobre 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Jules Gaubert-Turpin e Adrien Grant Smith Bianchi, “Il giro del mondo in 80 bicchieri”, Slow Food Editore, ottobre 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Jules Gaubert-Turpin e Adrien Grant Smith Bianchi, “Il giro del mondo in 80 bicchieri”, Slow Food Editore, ottobre 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Jules Gaubert-Turpin e Adrien Grant Smith Bianchi, “Il giro del mondo in 80 bicchieri”, Slow Food Editore, ottobre 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Jules Gaubert-Turpin e Adrien Grant Smith Bianchi, “Il giro del mondo in 80 bicchieri”, Slow Food Editore, ottobre 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Jules Gaubert-Turpin e Adrien Grant Smith Bianchi, “Il giro del mondo in 80 bicchieri”, Slow Food Editore, ottobre 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Jules Gaubert-Turpin e Adrien Grant Smith Bianchi, “Il giro del mondo in 80 bicchieri”, Slow Food Editore, ottobre 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Jules Gaubert-Turpin e Adrien Grant Smith Bianchi, “Il giro del mondo in 80 bicchieri”, Slow Food Editore, ottobre 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Jules Gaubert-Turpin e Adrien Grant Smith Bianchi, “Il giro del mondo in 80 bicchieri”, Slow Food Editore, ottobre 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Jules Gaubert-Turpin e Adrien Grant Smith Bianchi, “Il giro del mondo in 80 bicchieri”, Slow Food Editore, ottobre 2020 (foto: Frizzifrizzi)
Jules Gaubert-Turpin e Adrien Grant Smith Bianchi, “Il giro del mondo in 80 bicchieri”, Slow Food Editore, ottobre 2020 (foto: Frizzifrizzi)
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