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Loving: l’amore tra uomini in una collezione di ritratti fotografici d’epoca

Un volume pubblicato da 5 Continents Editions raccoglie gli scatti più significativi della raccolta messa insieme in vent’anni di ricerche da Hugh Nini e Neal Treadwell

In La camera chiara, uno dei testi fondamentali del Novecento per quanto riguarda la rappresentazione visiva della realtà, la comunicazione e la critica fotografica, il semiologo francese Roland Barthes introduce i concetti di studium e punctum, da allora diventati dei punti cardinali assoluti per la lettura di una fotografia.

Lo studium è ciò che la foto racconta alla nostra parte razionale. È il contenuto “materiale” dell’immagine, le informazioni che essa offre allo spettatore — dove è stata scattata, chi sono i soggetti, come sono vestiti, com’è l’ambiente, cosa sta succedendo (o è appena successo, o sta per succedere).

Il punctum, invece, è ciò che “punge” il nostro lato emotivo. Ciò che irretisce, ghermisce, ferisce. Esso è non è necessariamente legato alla volontà del fotografo, e non è lo stesso per tutti quanti (notoriamente Barthes fa l’esempio della foto di sua madre, la “foto nel giardino d’inverno”, che descrive ma non mostra mai perché il punctum, in quel caso, esiste solo per lui).

Fotografia, USA, senza data
(Courtesy of the Nini-Treadwell Collection © “Loving” by 5 Continents Editions)
Cartolina, 1910 ca.
(Courtesy of the Nini-Treadwell Collection © “Loving” by 5 Continents Editions)

Se ogni fotografia ha uno studium, non è detto che ci sia un punctum (quante sono le foto, anche bellissime dal punto di vista artistico e compositivo, che non ci colpiscono? Che dimentichiamo poco dopo averle viste?). Quando c’è — e può anche essere un particolare del tutto secondario (un paio di scarpe che stonano col resto, una brutta dentatura, una strada sterrata che ci ricorda un vecchio viaggio, una postura) o addirittura un indefinibile nonsoché — il punctum rivela chi siamo noi che osserviamo: «fornire degli esempi di punctum, significa perciò, in un certo qual modo, concedermi», avverte Barthes.

Puoi anche non sapere nulla di chi o cosa sta dentro a una fotografia, né di chi l’ha scattata, quando, perché; ma quando questa ti “punge”, te ne accorgi. Ed è quello che è successo, vent’anni fa, a Hugh Nini e Neal Treadwell, quando, in un negozio d’antiquariato di Dallas, in Texas, trovarono la prima di una lunga serie di foto che sarebbero poi diventate parte di una impareggiabile collezione.
«I soggetti erano due ragazzi abbracciati che si guardavano con l’aria di chi era chiaramente innamorato. Non appena la vedemmo, ci sembrò che quella foto ci guardasse a sua volta. E in quel momento particolare, rispecchiava la nostra condizione. Questi due giovanotti, ritratti davanti a una casa intorno al 1920, si abbracciavano e si scambiavano lo sguardo tipico di due persone che si amano. Indossavano abiti comuni ed erano stati immortalati all’aperto. La palese espressione dell’amore che li univa, inoltre, rivelava una certa determinazione. Scattare una foto simile in un periodo in cui il loro orientamento sessuale non sarebbe stato compreso con la stessa facilità di oggi non era un’operazione priva di rischi. Eravamo affascinati dal fatto che quella testimonianza fosse sopravvissuta fino al XXI secolo. Chi erano quei due giovanotti? E come aveva fatto quello scatto a finire in un negozio di antiquariato a Dallas, in Texas, insieme a un fascio di altre fotografie d’epoca piuttosto anonime?», scrivono Nini e Treadwell nell’introduzione a Loving. Una storia fotografica, libro che raccoglie alcuni tra i più significativi e affascinanti scatti della loro collezione, rivelando quindi immediatamente l’entità della loro “ferita” e soprattutto, esplicitando il punctum, “concedendo” — per dirla à la Barthes — loro stessi.

Fotografia, senza data
(Courtesy of the Nini-Treadwell Collection © “Loving” by 5 Continents Editions)
Fotografia, USA, senza data
(Courtesy of the Nini-Treadwell Collection © “Loving” by 5 Continents Editions)

Entrambi texani e oggi di base a New York, Nini e Treadwell lavorano, rispettivamente, nel settore della danza e in quello dell’industria dei cosmetici.
Fu verso la fine degli anni ’90 che scovarono, per caso, quella fotografia che sembrava “guardarli”. All’epoca erano già una coppia ma non si erano ancora sposati, e da allora la loro ricerca è diventata quasi una missione: ad oggi hanno raccolto quasi 3000 fotografie, trovate in tutto il mondo — Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Europa, Cina, Giappone, Sud America — nei negozi di antiquariato, nei mercatini delle pulci e alle aste online.

Si tratta di immagini che coprono un secolo di storia — vanno dalla metà dell’800 alla metà del ‘900, e la scelta di non inserire scatti più recenti è dovuta al fatto che, come hanno raccontato i due collezionisti ad Artribune, «il mondo stava iniziando a cambiare radicalmente e la foto di una coppia maschile scattata negli Anni Sessanta è una foto molto diversa, per noi, da una scattata prima».

Dal punto di vista dello studium, si tratta ovviamente di immagini particolarmente interessanti dalla prospettiva storica, sia nell’aspetto più superficiale — abiti, divise, luoghi, pettinature, accessori, soggetti provenienti da diverse classi sociali — sia in quello più profondo e complesso della percezione dell’amore tra uomini. Se ancora, nel 2020, l’omosessualità è considerata illegale in decine di paesi e, anche in quelli in cui la legge non discrimina apertamente, si viene ancora minacciati, molestati, aggrediti e persino uccisi per manifestare o anche soltanto per essere sospettati di amare qualcuno del proprio sesso, quelli ritratti nelle foto appaiono come atti di estremo coraggio — «ci vuole coraggio a posare davanti a un obiettivo abbracciandosi quando hai tutto il mondo contro: significa regalare al Mondo una scheggia della propria Anima indomita», sottolinea lo scrittore, interprete e traduttore Paolo Maria Noseda in uno dei saggi contenuti nel libro.
Gli stessi Treadwell e Nini, quando si imbatterono nella foto che diede inizio a tutto, credevano fosse «unica nel suo genere», e quando, circa un anno dopo, ne trovarono un’altra, pensarono di essere stati particolarmente fortunati e che non ne avrebbero più recuperate altre.

Fotografia, 1951
(Courtesy of the Nini-Treadwell Collection © “Loving” by 5 Continents Editions)
Cabinet card, USA, 1880 ca.
(Courtesy of the Nini-Treadwell Collection © “Loving” by 5 Continents Editions)

E rientrano nello spettro dello studium anche due ulteriori aspetti, entrambi cruciali, quello del linguaggio del corpo e quello dei “segni”, i simboli dell’amore celato e clandestino che i due collezionisti cominciarono a vedere nelle immagini: «una delle foto più vecchie che possediamo, più precisamente un ferrotipo del 1860 circa», spiegano, «mostra un uomo che porta un anello al mignolo. Esistono alcune foto dove gli uomini indossano uno o più anelli, ma solo quando si arriva ai soldati americani della Seconda guerra mondiale si iniziano a vedere delle vere e proprie fedi nuziali e perfino qualche braccialetto. Abbiamo molti scatti che ritraggono coppie di soldati in pose affettuose, ma solo in tempi relativamente recenti abbiamo iniziato a notare diversi simboli di uno scambio di promesse, sotto forma di anelli e altri pegni, esibiti da numerosi militari dell’esercito e della marina. Il più delle volte erano molto discreti; in alcuni casi, tuttavia, il soggetto indica chiaramente il simbolo dell’impegno mentre rivolge un sorriso all’obiettivo».

Ma al di là di tutto questo, a rendere Loving un libro straordinario è il punctum. Quello che ha colpito Nini e Treadwell lo conosciamo, ma è interessante considerare il nostro, di spettatori lontani nel tempo e nello spazio.

Fototessera, USA, senza data
(Courtesy of the Nini-Treadwell Collection © “Loving” by 5 Continents Editions)
Fotografia, USA, senza data
(Courtesy of the Nini-Treadwell Collection © “Loving” by 5 Continents Editions)

Per me il punctum è in ciò che dicono — o meglio, chiedono — gli sguardi. Quegli sguardi teneri, languidi, insicuri, innamorati, talvolta fuggevoli. Sono sguardi complici che a loro volta sembrano stipulare un patto di complicità, non solo tra loro e il fotografo, ma anche, attraversando gli oceani del tempo, con chi osserva, da un’altra epoca, quel momento saliente che hanno condiviso davanti all’obiettivo di una fotocamera.
Li leggo come un messaggio proiettato verso il futuro: una richiesta di comprensione e una testimonianza del valore universale dell’amore.

Scrivono gli autori: «Una domanda filosofica ricorrente è questa: “Se un albero cade nella foresta e non c’è nessuno nei dintorni che possa sentirlo, fa comunque rumore?”. La risposta giusta è sì — oppure no. Se queste persone si amavano e hanno deciso di immortalare il loro amore in una foto, ma nessuno l’ha vista, si può dire che il loro amore sia mai esistito o che abbia avuto importanza? Questo libro è pieno di alberi caduti il cui rumore, anche se in ritardo, ora viene ascoltato per la prima volta. Sono i rumori di un abbraccio, uno sguardo languido, il tocco di una mano, la dolcezza di un’espressione, due figure distese sull’erba, una guancia premuta contro quella di un altro».

Oggi, grazie a Nini, a Treadwell, e alla casa editrice italiana 5 Continents Editions, che ha pubblicato il libro in edizione italiana, inglese, francese e tedesca (presto anche quella spagnola), abbiamo il privilegio di poter “ascoltare” quel messaggio rimasto nascosto e inascoltato per decenni.

Fotografia, senza data
(Courtesy of the Nini-Treadwell Collection © “Loving” by 5 Continents Editions)
Ferrotipo, USA, senza data
(Courtesy of the Nini-Treadwell Collection © “Loving” by 5 Continents Editions)
Fotografia, USA, senza data
(Courtesy of the Nini-Treadwell Collection © “Loving” by 5 Continents Editions)
Fotografia, USA, 1910
(Courtesy of the Nini-Treadwell Collection © “Loving” by 5 Continents Editions)
Fotografia, USA, senza data
(Courtesy of the Nini-Treadwell Collection © “Loving” by 5 Continents Editions)
Fotografia, USA, senza data
(Courtesy of the Nini-Treadwell Collection © “Loving” by 5 Continents Editions)
Cartolina, Bulgaria, senza data
(Courtesy of the Nini-Treadwell Collection © “Loving” by 5 Continents Editions)
Fotografia, senza data
(Courtesy of the Nini-Treadwell Collection © “Loving” by 5 Continents Editions)
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