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Confused Design Ideas: falsi brevetti assurdi contro il virus

Bambini inscatolati nel plexiglass, mascherine col buco per bere, mangiare e fumare, o con la propria faccia stampata sopra per far funzionare il riconoscimento facciale degli smartphone. L’epidemia di Coronavirus ha stimolato l’inventiva di designer e aziende e fin dai primi giorni del lockdown abbiamo visto di tutto: alcune idee intelligenti, alcune interessanti ma difficilmente realizzabili, altre che funzionerebbero solo in un mondo ideale ma non in quello reale, altre ancora totalmente stupide e inutili.

Come ha ben spiegato il nostro Tommaso Bovo, «il buon design ha bisogno di tempo. Progettare vuol dire elaborare, semplificare pensieri complessi, fare ricerca, sperimentare materiali, confrontarsi con esperti e rapportarsi con sistemi produttivi articolati. Anche il “design d’emergenza” ha bisogno di tempo, e infatti i molti progetti elaborati in previsione di crisi umanitarie, cambiamenti climatici, terremoti, alluvioni, o altro, sono stati realizzati in anni di lavoro», ma questo non ha fermato progettisti e marchi dal buttarsi nella mischia, talvolta col rischio di cadere nel ridicolo.

Tommaso Petrosino, “Confused Design Ideas”, BOLO Paper, 2020 (courtesy: Tommaso Petrosino)
Tommaso Petrosino, “Confused Design Ideas”, BOLO Paper, 2020 (courtesy: Tommaso Petrosino)

Il giovane architetto Tommaso Petrosino ha osservato molto attentamente l’evoluzione della situazione e seguito tutte le intuizioni più o meno bislacche proposte come contromisure anti-Covid.

«In tanti si sono spesi a proporre soluzioni “avventurose” senza aver realmente messo a fuoco la gravità e la scala del problema che ci siamo trovati ad affrontare. Perciò ho sentito il bisogno di esprimere la mia disapprovazione con un’altra contromisura, ridicola, che sottolineasse l’assurdità delle altre, ma potenzialmente realizzabile, rappresentata con il codice dei brevetti, che per sua stessa natura è un linguaggio ufficiale e a suo modo scientifico. La bizzarria degli oggetti proposti e l’autorevolezza della rappresentazione che ho usato mi sembrava rappresentare bene il cortocircuito che intendevo evidenziare per riflettere su di noi e il nostro ruolo nei dibattiti e nella società, come designer, architetti, progettisti di qualsiasi campo», mi ha spiegato Petrosino.

Tommaso Petrosino, “Confused Design Ideas”, BOLO Paper, 2020 (courtesy: Tommaso Petrosino)
Tommaso Petrosino, “Confused Design Ideas”, BOLO Paper, 2020 (courtesy: Tommaso Petrosino)

Di base a Verona, Petrosino si è quindi messo a stilare una lista di potenziali invenzioni “confuse”, lavorando poi ai disegni ritagliandosi un po’ di tempo dopo il lavoro.
Una volta finiti di disegnare i falsi brevetti, ha provato a inviarli alle redazioni dei giornali locali, senza però ricevere risposta. Lo stesso con le redazioni online dei siti di informazione nazionali.
L’intento di divulgarli — dice — «era per intercettare persone di norma poco interessate/abituate a questo genere di prodotti, in modo da far comprendere che l’importante è pensare a una nuova idea di futuro e non aggrapparsi con le unghie al presente progettando nuovi oggetti confusi e poco credibili».

Senza darsi per vinto, ha infine scritto a Marco Nicotra, fondatore della piccola casa editrice indipendente BOLO Paper, convinto di poter trovare uno spirito affine, per ironia e visione. A ragione: «in venti minuti Marco mi ha risposto proponendomi una coproduzione e siamo partiti con la realizzazione del progetto», racconta l’architetto.
Confused Design Ideas è dunque finalmente realtà. Stampato da Tipografia Mistero, si può acquistare direttamente dall’autore, scrivendogli su Instagram e inviandogli una donazione di 5 Euro tramite PayPal.

Tommaso Petrosino, “Confused Design Ideas”, BOLO Paper, 2020 (courtesy: Tommaso Petrosino)
Tommaso Petrosino, “Confused Design Ideas”, BOLO Paper, 2020 (courtesy: Tommaso Petrosino)
Tommaso Petrosino, “Confused Design Ideas”, BOLO Paper, 2020 (courtesy: Tommaso Petrosino)
Tommaso Petrosino, “Confused Design Ideas”, BOLO Paper, 2020 (courtesy: Tommaso Petrosino)
co-fondatore e direttore

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