La Guarimba è piccolo miracolo italiano.
Anzi, La Guarimba è un piccolo miracolo internazionale in terra calabrese, il che — viste le difficoltà nell’organizzare un festival di risonanza mondiale, con ospiti da ogni dove, in un luogo che le reti di comunicazione non rendono tanto semplice da raggiungere — lo rende un miracolo-alla-seconda.

Giunto alla quinta edizione, La Guarimba è un festival dedicato al cinema, più precisamente ai cortometraggi, e si tiene dal 7 all’11 agosto prossimi ad Amantea, una cittadina di poco più di 10.000 abitanti che si affaccia sul Tirreno, in provincia di Cosenza.

A idearlo ed organizzarlo c’è Giulio Vita, italo-venezuelano che qualche anno fa ha attraversato l’oceano ed è tornato nel paese dei suoi nonni — Amantea, appunto — e lì, insieme all’illustratrice Sara Fratini e al collettivo spagnolo El Tornillo De Klaus, ha recuperato una vecchia sala di quasi mille posti, fondato una scuola di cinema e illustrazione (la Scuola delle Scimmie) e riuscito a inserire quel piccolo, poco conosciuto pezzetto di Calabria sulla mappa dei migliori festival del mondo dedicati alla “settima arte”.

Giurie prestigiose, film in anteprima, filmmaker emergenti insieme a registi di spicco (quest’anno c’è anche un corto di Daisy Jacobs, nominata agli Oscar del 2015), rassegne fuori concorso, laboratori, conferenze (ci sarà Sam Morrill, curatore di Vimeo), uno spazio per bambini, e spettatori che arrivano da ovunque e si siedono accanto agli abitanti del luogo, per un evento totalmente gratuito — il motto del festival, fin dalla prima edizione è «Riportare il cinema alla gente e la gente al cinema».

Il poster officiale de La Guarimba, opera di Mikel Murillo

55 i film della selezione ufficiale, divisi in quattro categorie: fiction, animazione, documentario e videoclip musicale.
E spazio anche all’illustrazione perché, tra le tante iniziative de La Guarimba — che nella lingua degli indios venezuelani significa posto sicuro —, c’è anche Artists for La Guarimba, una mostra, a cura di Sara Fratini, che ha coinvolto artisti di tutto il mondo.

Mikel Murillo, Antonio Holdenaccio, Carolina Celas, Daniel Jamie Williams, David McMillan, Joanna Hellgren, Juan Palomino, Leonard Peng, Luigi Olivadotti, Sarah Clifford, Tashi Reeve, Polina Doroshenko, Federica Ubaldo, Martha Rivas, Erik Svetoft, Ksusha Retivykh, Ilaria Clari, Max Mexer, Killien Huynh, Sveta Mullari, Krystel Cardenas, Reeo Zerkos, Katya Dorokihina, Federico Gutierrez, Barbora Idesová, Popy Matigot, Scott C, Daisy Zuo, Mészely Ilka e Caribay Marquina sono i 30 illustratori che hanno reinterpretato la scimmia simbolo del festival e creato ciascuno una locandina, tra cui quella ufficiale.

Le altre, qua di seguito, una più bella dell’altra.

Antonio Holdenaccio (Italia)

Luigi Olivadoti (Italia)

Ilaria Clari (Italia)

Federica Ubaldo (Italia)

Caribay Marquina (Venezuela)

Krystel Cardenas (Ecuador)

Federico Gutierrez (Messico)

Juan Palomino (Messico)

Scott C (USA)

Leonard Peng (USA)

Tashi Reeve (UK)

Sarah Clifford (UK)

Daniel Jamie Williams (UK)

David McMillan (Irlanda)

Popy Matigot (Francia)

Max Fiedler (Germania)

Martha Rivas (Spagna)

Carolina Celas (Portogallo)

Erik Svetoft (Svezia)

Joanna Hellgren (Svezia)

Barbora Idesová (Repubblica Ceca)

Ilka Mészely (Ungheria)

Polina Doroshenko (Ukraina)

Sveta Mullari (Russia)

Ksusha Retivykh (Russia)

Katya Dorokhina (Russia)

Reeo Zerkos (Cina)

Daisy Zuo (Cina)

Daisy Zuo (Cina)

Killien Huynh (Vietnam)