Nella lunga e intricata storia del punk, c’è un leggendario concerto che per molti è una sorta di certificato di nascita del punk inglese, un concerto che ha assunto un aura mitica anche per il fatto che se ad assistere erano pochi (ma buoni, molto buoni) molti giurano lo stesso di esserci stati e di esserne rimasti folgorati al punto tale da tornare a casa, imbracciare una chitarra e fondare un band.

Era il 4 giugno del 1976 e alla Lesser Free Trade Hall di Manchester, un edificio in stile rinascimentale italiano costruito a metà ‘800 e utilizzato dagli anni ’50 del Novecento come sala concerti (che ospitò, tra gli altri, Bob Dylan, Frank Zappa, i Pink Floyd e i Genesis), suonavano i Sex Pistols.
La capienza della sala era di circa 400 posti. Alcune testimonianze dicono che gli spettatori fossero circa 150. Eppure, dopo quel giorno, in migliaia giurarono di esserci stati — di aver visto la band di Johnny Rotten, nella sua primissima formazione, quindi ancora senza Sid Vicious, e vestiti quasi “in borghese”, privi dello “stile Malcom McLaren/Vivianne Westwood” con cui sarebbero poi passati alla storia — tanto che lo scrittore e documentarista David Nolan, dopo avere a lungo indagato sul quel seminale concerto, nel 2006 ha pubblicato un libro intitolato I Swear I Was There: The Gig That Changed the World, mentre il regista Michael Winterbottom ha romanzato e mitizzato ulteriormente l’evento nel suo docudrama 24 hour party people.

“Action Time Vision”, Unit Editions, 2016

“Action Time Vision”, Unit Editions, 2016

Tra quelli che pare ci fossero davvero spuntano i nomi di Morrissey, che poi avrebbe fondato gli Smiths, i futuri fondatori dei Buzzcocks, Peter Hook e Bernard Sumner, che pochi mesi più tardi diventarono gli Stiff Kittens e, l’anno successivo, dopo aver conosciuto Ian Curtis, i Joy Division, e Tony Wilson, che poi divenne il deus ex machina della scena di Manchester con la sua Factory Records.

Tra gli assenti, invece, nonostante qualche testimonianza dica il contrario, figura Mark Perry. All’epoca Perry aveva 19 anni, lavorava in banca a Londra e ascoltava musica rock come tanti suoi coetanei. Quasi del tutto ignaro della scena musicale che andava delineandosi a due passi da casa sua e stava per rivoluzionare la storia della musica, Perry paradossalmente conobbe il punk grazie ai Ramones, che vivevano dall’altra parte dell’Atlantico.

“Action Time Vision”, Unit Editions, 2016

“Action Time Vision”, Unit Editions, 2016

Folgorato dai primi pezzi che le riviste musicali dedicavano alla band newyorkese, il giovane bancario fece di tutto per procurarsi il loro disco d’esordio, riuscendo alla fine a trovarne una copia d’importazione, visto che l’LP non era ancora stato pubblicato nel Regno Unito.
Ascoltarlo, per Perry, fu una vera e propria epifania. Quei “tre accordi”, la loro urgenza, la violenta semplicità… Nella testa di Perry, in quel momento, dev’essersi messo in moto un intero mondo, e lui aveva voglia di renderne partecipi anche gli altri. «Avete fanzine punk?», chiese al suo negozio di dischi di fiducia. «Non tante — perché non te ne fai una da solo?», risposero quelli. E lui, neanche a dirlo, lo fece.

Nel luglio del ’76, un mese dopo lo storico concerto a cui non partecipò, Mark Perry, sotto lo pseudonimo di Mark P, fondò Sniffin’ Glue, probabilmente la fanzine più famosa di sempre, chiamata così in omaggio a Now I Wanna Sniff Some Glue dei Ramones.

“Action Time Vision”, Unit Editions, 2016

“Action Time Vision”, Unit Editions, 2016

Partita con qualche foglio fotocopiato e diffusa in poche decine di esemplari, in pochi mesi Sniffin’ Glue arrivò a una tiratura di 15.000 copie e Perry, che a quel punto si licenziò dal suo posto in banca, diventò uno dei personaggi più importanti nella storia della musica punk, questo nonostante la brevissima vita della fanzine, che dopo poco più di un anno, nel ’77, chiuse i battenti perché secondo Perry il punk ormai era morto, e la pietra tombale l’avevano messa i Clash firmando un contratto di 100.000 sterline con la CBS Records.

Nonostante la vita breve, Sniffin’ Glue ebbe un’influenza molto profonda non solo sulla scena musicale dell’epoca, contribuendo a lanciare decine di band, ma anche sul mondo dell’editoria musicale e sull’estetica e la grafica dei movimenti underground (a loro volta “serbatoio” di quelli mainstream) da allora in avanti.
In pratica i lettori della fanzine si dividevano tra coloro a cui, sfogliandola, s’accendeva la scintilla e fondavano una band, e quelli a cui invece veniva voglia di mettersi a fare a loro volta una fanzine — e spesso i due irresistibili impulsi addirittura coincidevano, anche perché ciò che di più forte aveva diffuso la scena punk era lo spirito DIY: non c’era alcun bisogno di aver studiato musica per incidere un disco e fare concerti, e allo stesso modo non era necessario aver studiato progettazione grafica per realizzare una fanzine o la copertina di un LP.

“Action Time Vision”, Unit Editions, 2016

“Action Time Vision”, Unit Editions, 2016

La vera forza dell’estetica punk, dal punto di vista della grafica, era il suo dilettantismo, il fatto di non seguire regole che i grafici improvvisati dopotutto nemmeno conoscevano.
Ed è questo il tema di un libro come Action Time Vision, un volume di 320 pagine dedicato alle copertine dei 45 giri dell’era punk e post-punk, pubblicato dal piccolo editore Unit Editions e a cura del co-fondatore della casa editrice, Tony Brook, grande collezionista di vinili, e Adrian Shaughnessy, giornalista e graphic designer.

Oltre ad alcuni tra le più celebri copertine di gruppi come Buzzcocks, Damned, Stiff Little Fingers, Crass, Fall, PIL, Cabaret Voltaire, Gang of Four, Generation X, Mekons, Wire, Bauhaus, Joy Division e Magazine, il libro ospita anche interviste a personaggi come Malcolm Garrett, autore della copertina di Orgasm Addict dei Buzzcocks e, a partire da quella, di alcuni dei dischi che hanno fatto la storia del rock; Daniel Miller, fondatore dell’etichetta discografica Mute, quella degli Einstürzende Neubauten, degli Wire, dei Cabaret Voltaire, dei Depeche Mode; e naturalmente il nostro Mark Perry, che oltre a raccontare la sua su quel magico periodo è anche presente in veste di musicista coi suoi Alternative Tv, band che ha fondato nel ’77, mentre portava già avanti Sniffin’ Glue.
Tra l’altro proprio un pezzo degli Alternative Tv, Action Time Vision (questo), ha dato il titolo alla pubblicazione.

“Action Time Vision”, Unit Editions, 2016

“Action Time Vision”, Unit Editions, 2016

“Action Time Vision”, Unit Editions, 2016

“Action Time Vision”, Unit Editions, 2016

“Action Time Vision”, Unit Editions, 2016

“Action Time Vision”, Unit Editions, 2016

“Action Time Vision”, Unit Editions, 2016

“Action Time Vision”, Unit Editions, 2016

“Action Time Vision”, Unit Editions, 2016

“Action Time Vision”, Unit Editions, 2016

“Action Time Vision”, Unit Editions, 2016

“Action Time Vision”, Unit Editions, 2016

“Action Time Vision”, Unit Editions, 2016

“Action Time Vision”, Unit Editions, 2016

“Action Time Vision”, Unit Editions, 2016

“Action Time Vision”, Unit Editions, 2016