Grafted significa innestato.
E ogni innesto—a partire dall’etimologia del termine, “piantare dentro” (si può innestare un seme, la vita, un pensiero, il male…)—porta con sé una storia. Spesso una bella storia. Bella e piena di metafore sulla vita, nel caso di questo libro, nato come catalogo per una mostra che non era poi così sicuro che potesse essere organizzata, frutto della collaborazione tra un ceramista losangelino, Adam Silverman, e un artista giapponese che lavora con le piante (difficile trovare una definizione esatta di quel che fa: lui è un botanico ma nell’introduzione del libro viene chiamato “scultore di piante”), Kohei Oda.

Oda vive a Hiroshima e il suo mestiere, oltre che la sua passione, è andare a raccogliere cactus, in special modo quelli scartati dalle serre commerciali perché brutti e strani, per poi innestarli ad altri cactus ribelli e deformi per creare bizzarre mutazioni (non ti sembra di sentirla, la vocina della bomba di settant’anni fa che ancora sussurra nelle menti degli abitanti?) che poi vende come pezzi unici nel suo negozio.

I due, Silverman il ceramista e Oda il botanico mutante, non avevano mai sentito parlare l’uno dell’altro, finché non è arrivato il classico personaggio abile, intelligente e visionario, quello capace di vedere sempre un po’ più in là, prendere in mano la situazione e tessere i contatti giusti. Il deus ex machina in questione è Tamotsu Yagi, pluripremiato designer giapponese che ha lo studio a Venice, in California, a pochi passi da una galleria d’arte, la Chariots on Fire, gestita da sua figlia.

“Grafted”, di Kohei Oda e Adam Silverman, August Editions 2015 (fonte: adamsilverman.net)

“Grafted”, di Kohei Oda e Adam Silverman, August Editions 2015
(fonte: adamsilverman.net)

Un giorno Yagi il designer, parlando con Silverman il ceramista, ha detto qualcosa del tipo: «perché non provi a lavorare con Oda, lo scultore di piante reiette?».
Silverman, come poi ha raccontato nel libro di cui stiamo parlando, all’inizio non era troppo convinto. Cosa avrebbe aggiunto alla sua carriera la collaborazione con un personaggio così bizzarro, tra l’altro incapace di tirar fuori anche solo una parola d’inglese?
Però, fidandosi di Yagi il designer, Silverman il ceramista accettò, e dalla collaborazione nacque un’incredibile serie di vasi, pensati appositamente per gli ibridi di Oda, coi quali sembrano intrecciare una simbiosi non solo estetica ma anche narrativa.

Le piante di Oda non sembrano quasi parlare, dentro a quei “vestiti” improbabili? Esibire orgogliosamente il loro essere weird, dentro a quelle case colorate? Affacciarsi timidamente al mondo dentro al loro corpo alieno, donchisciottescamente esibirsi in improbabili assalti contro qualche mulino a vento, altezzosamente ergersi dall’alto delle loro strampalate torri? Se si può definire “espressiva” una pianta, ecco questo è il caso.

Alla fine, quindi, l’innesto c’è stato. E su vari livelli.
Vasi e piante sono poi diventati i protagonisti di una mostra organizzata a Los Angeles da Ritsuko la gallerista e da lì, dopo una tappa anche a Kyoto, sono entrati in questo bel libro, Grafted, pubblicato a giugno da un piccolo editore di New York.

“Grafted”, di Kohei Oda e Adam Silverman, August Editions 2015 (fonte: adamsilverman.net)

“Grafted”, di Kohei Oda e Adam Silverman, August Editions 2015
(fonte: adamsilverman.net)

“Grafted”, di Kohei Oda e Adam Silverman, August Editions 2015 (fonte: adamsilverman.net)

“Grafted”, di Kohei Oda e Adam Silverman, August Editions 2015
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“Grafted”, di Kohei Oda e Adam Silverman, August Editions 2015
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“Grafted”, di Kohei Oda e Adam Silverman, August Editions 2015
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“Grafted”, di Kohei Oda e Adam Silverman, August Editions 2015
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“Grafted”, di Kohei Oda e Adam Silverman, August Editions 2015 (fonte: adamsilverman.net)

“Grafted”, di Kohei Oda e Adam Silverman, August Editions 2015
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“Grafted”, di Kohei Oda e Adam Silverman, August Editions 2015
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“Grafted”, di Kohei Oda e Adam Silverman, August Editions 2015
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“Grafted”, di Kohei Oda e Adam Silverman, August Editions 2015
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