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In un poster, la storia della musica elettronica

Immagina di essere nei primi del ‘900 e di ascoltare, tutt’a un tratto, uno strano suono mai udito prima. Un suono spettrale, in qualche modo simile a quello di un violino a cui però sia stata tolta la calda texture data dal legno. Sembra un lamento, quel suono. Prodotto da una macchina o proveniente da un altro mondo.
Doveva apparire come un qualche tipo di diabolica magia, il theremin—o eterofono, come veniva chiamato in principio—ai primi a cui capitò di trovarcisi davanti. La musica arrivava da uno strano aggeggio con l’antenna ma chi la suonava pareva andare a pescare quelle gelide note direttamente dall’aria (il che non è molto lontano dalla realtà).

Inventato dall’ingegnere elettrico e violoncellista sovietico Lev Sergeevič Termen nel 1919, subito dopo la fine della Prima Guerra Mondiale e in piena guerra civile russa, il theremin fu il primo strumento musicale a non aver bisogno di un’interazione tattile per produrre suoni, nonché il capostipite di tutta una serie di apparecchi che in seguito andarono a definire un genere—vastissimo e capace di contaminare tutti gli altri, dalla classica al rock—chiamato musica elettronica.

Non è un caso, quindi, che questo poster prodotto dallo studio di design inglese Dorothy e intitolato Electric Love abbia l’aspetto del circuito elettrico di un theremin, trasformato in un’infografica che traccia i collegamenti tra gli oltre 200 musicisti, compositori e inventori che in qualche modo hanno fatto la storia della musica elettronica, dallo stesso Léon Theremin (il nome dell’inventore russo fu poi occidentalizzato) fino ai Daft Punk, passando per Moog, John Cage, Giorgio Moroder, Brian Eno, i Kraftwerk, i New Order, i Depeche Mode, Aphex Twin, LCD Sound System…

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