Una notte al Mewseum

Gattini illustrati, gattini dipinti, gattini animati, fluorescenti, filmati. Gatti laser, gatti robot, gatti soldato, gatti eleganti, modaioli, nobili e alteri. Mici in lavatrice, mici con due, tre, quattr’occhi, miagolanti o parlanti. E ancora: gatti-lampada, gatti-soprammobile, gatti-cuscino, gatti-origami e gatti candela.
Se l’internet è stato inventato per i gattini è anche vero che sono i gattini ad aver reso il web un luogo più buffo, peloso, surreale e, ovviamente, miagolante.

E se c’è un sito che celebra l’importanza del Felis silvestris catus quello è il Mewseum, museo digitale che raccoglie oltre mille (nel momento in cui scrivo sono 1143, per la precisione) esemplari di gatti protagonisti delle opere di artisti, designer, videomaker.
Un inesauribile serbatoio — creato da un certo Joe Dawson Jr., amante dei gatti e collezionista di illustrazioni a tema gattoso — per la propria quotidiana dose di mici, da condividere sui social.

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