Save the date | Desiderio e disciplina: progettare moda allo IUAV

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Disegnare e realizzare una collezione di moda va ben oltre il “semplice” (che poi semplice non è) dare forma a un’idea. Progettare moda è rappresentare un’identità. O, meglio, una delle tante identità che il nostro io schizofrenico e in costante cambiamento può assumere, in relazione però a un sistema estetico, culturale, valoriale condiviso.

Per farla più semplice, facendo un paragone magari azzardato ma efficace: è come quando stai per pubblicare qualcosa su facebook e puoi scegliere a chi mostrarlo: solo a te stesso, alla famiglia, agli amici più stretti, ai semplici conoscenti, agli amici degli amici oppure a tutti quanti. Ecco, l’identità che entra in gioco nella creazione di una collezione è l’unione di tutte queste. Un abito è un’emanazione di noi stessi, parla per noi, ma dialoga anche in relazione con tutto ciò che c’è attorno: persone e ambiente.

E chi crea una collezione ha la difficoltà in più di dar forma a questo marasma identitario buttando lo sguardo oltre al presente, provando ad anticiparlo, provando dunque a concretizzare in linee, tessuti, cuciture e colori le tensioni, le aspirazioni, i desideri.

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Compito delle scuole di moda è quindi quello di dare agli studenti tutti i mezzi tecnici e teorici (la cosiddetta “disciplina”) per intraprendere questo percorso irto di ostacoli, di difficoltà che vengono dall’esterno, certo, ma anche e soprattutto “dall’interno”, da quell’io che prima di ogni altra cosa deve imparare a conoscere sé stesso in ogni suo angolo.

Allo IUAV, nell’ambito del progetto formativo in Design della Moda diretto da Maria Luisa Frisa, non solo i suddetti mezzi tecnici e teorici vengono resi disponibili a tutti gli studenti (cosa di per sé già piuttosto rara) ma questi vengono anche accompagnati attraverso un dialogo continuo e ininterrotto tra docente-docente, docente-studente e studente-studente, nel cammino alla ricerca di quell’identità, che poi va a sua volta a fornire carburante a quella che è l’identità stessa della moda italiana.

Com’è evidente il “sistema IUAV” è più facile capirlo vedendolo in azione che spiegarlo con qualche paragrafo. Ma a sintetizzare il concetto, a offrirne un racconto visivo multisensoriale, proverà un’installazione a cura di Maria Bonifacic, Saul Marcadent e Fabio Quaranta, che durante le giornate di Altaroma mostrerà al pubblico, presso la Galleria Giacomo Guidi di Roma, la quotidianità del lavoro nelle aule dello IUAV: un itinerario faticoso, sudatissimo, talvolta apparentemente inaffrontabile ma — se arrivi alla fine — ricco di tesori che ti porterai dietro per tutta la vita. Tra desiderio e disciplina, lì sul confine in cui nascono le cose belle.

QUANDO: 31 gennaio — 1 febbraio 2015
OPENING: 30 gennaio | 21,00
DOVE: Galleria Giacomo Guidi | l.go Cristina di Svezia 17, Roma | mappa | fb

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