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La stampa è morta, lunga vita alla stampa

Di tanto in tanto qualche tecno-entusiasta si sveglia al mattino, infila i Google Glass e annuncia al mondo—preferibilmente via twitter—che la stampa è morta e che lui, che sotto sotto un po’ bionico lo è con tutte quelle propaggini connesse al corpo o infilate in tasca, è paper free since 2000-e-rotti quindi bisogna dargli credito.
E ogni volta che il tecno-entusiasta pontifica per fortuna poi il mondo lo smentisce. La carta stampata di messe funebri precoci e avventate ne ha viste celebrare fin troppe e pure se il settore editoriale è in stato semi-comatoso questo non significa che la stampa non abbia più motivo di esistere. Anzi.

Forse mai come oggi si sono viste contemporaneamente in circolazione tante riviste indipendenti, fanzine, fumetti autoprodotti, quaderni illustrati e decorati, stampe serigrafate o realizzate in risograph. Di workshop che ti insegnano le tecniche di stampa se ne fanno in ogni dove, da New York a Voghera, e di solito ci si mette poco a riempirli. Torchi, banchi di stampa e caratteri mobili, recuperati da vecchie tipografie andate in fallimento hanno moltiplicato il loro valore nel giro di pochi anni e beati quelli che ne hanno fatto incetta in tempi non sospetti.

La realtà è che esattamente come la stampa 3d può dare nuova linfa ai piccoli artigiani (a patto di accettare i cambiamenti e volgerli a proprio vantaggio, come molti stanno già facendo) lo stesso i pixel possono coesistere benissimo con la serigrafia, i timbri, le mani sporche di inchiostro e le bestemmie di quando la carta ti si incastra dentro alla risograph. Dirò di più: di chi è il merito di questo nuovo interesse per la carta e la stampa se non del web? Per reazione alla smaterializzazione dei processi grafici da una parte, per pura e semplice diffusione delle idee dall’altra.

E tra le webzine che più ha contribuito negli ultimi anni a far (ri)nascere la passione per la stampa c’è People of Print, sito inglese nato nel 2008 e da allora diventato punto di riferimento assoluto per quanto riguarda l’arte, il design e la grafica stampata.
Ora, come “vittima” di una sorta di richiamo ancestrale, quelli di People of Print hanno finalmente deciso di parlare di stampa e di tutto ciò che gira attorno a questo mondo non solo su pixel ma pure su carta, con un trimestrale che raccolga il meglio di quanto pubblicato sul web insieme a pezzi appositamente realizzati per il magazine.

Il progetto, intitolato Print Isn’t Dead (ma la cover gioca sui contrari) è ancora allo stato embrionale e su Kickstarter si può dare una mano a raccogliere il budget necessario per l’avventura. Se tutto va bene la rivista dovrebbe uscire a giugno 2014.

co-fondatore e direttore
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