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Come una macchia d’olio, ma al contrario, dalle periferie al centro le vetrine dei negozi chiudono le serrande per non riaprirle più, lasciando le strade ogni giorno un po’ più vuote, a causa dell’economia a pezzi, delle tasse alle stelle, della burocrazia macchinosa, della concorrenza sleale, dei monomarca che trasformano le vie commerciali in nonluoghi gli uni uguali agli altri, da New York a Dubai passando per Voghera (memo: qualcuno dovrebbe fare un progetto artistico sulle mutazioni in fatto di stile della celebre casalinga nel corso dei decenni).

Sempre di più l’attività commerciale si sta spostando in rete, che ha da tempo i suoi nodi per lo shopping, i suoi mercatini dell’usato, i garage sale a portata di app, gli outlet che ti tartassano a suon di svendite, i mega-store che dove puoi acquistare di tutto e i negozietti d’autore che invece puntano tutto sull’altissima selezione.
Ma realizzare un negozio online, nonostante l’offerta di piattaforme sia ricchissima e per tutte le tasche, non è semplice come sembra. L’omologazione e, ancor peggio, l’incoerenza tra la vetrina (che nel mondo web è questione di codice, di web-design e di immagini), i prodotti e la filosofia di chi c’è dietro al negozio fatto di pixel può mandare all’aria anche quello che sulla carta era il migliore dei progetti.

Costruire un buon e-commerce significa appunto costruirlo, usare un’architettura stabile e funzionale, pensare a come gli utenti la useranno e fare in modo che tutto sia facile da trovare (tu non puoi vederlo, il cliente, struggersi dall’altra parte dello schermo in cerca del bottoncino giusto—in faccia la stessa espressione che potresti avere tu quando sei in aeroporto e, per la pessima segnaletica, non trovi il bagno o non riesci ad arrivare al tuo cancello d’imbarco—ma lui se ne ricorderà e la prossima volta eviterà di venire nel tuo negozio). E ancora: mostrare in modo chiaro ogni prodotto, spiegare l’essenziale e tralasciare il resto. Dar visibilità alle offerte ma senza diventare invadente.

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Costruire un buon e-commerce, esattamente come l’architettura, è quindi sia un’arte che una scienza. E come tali serve sì del talento ma bisogna innanzitutto che qualcuno ti mostri gli strumenti del mestiere e ti insegni a usarli. Ecco perché lo IED di Firenze ha attivato il primo master in Italia proprio sull’e-commerce, che verrà presentato in due appuntamenti previsti per 21 gennaio e il 4 febbraio attraverso altrettanti workshop gratuiti di 3 ore.
Gli appuntamenti sono due: il primo il 21 gennaio e il secondo il 4 febbraio.

Entrambi saranno l’occasione anche per vedere dal vivo la stampa in 3D, in scala, dei capolavori di design della collezione Archivio Michelucci Artigiano, nati dalla collaborazione tra il grande architetto pistoiese e l’artigiano Sergio Fantacci.
I pezzi di design saranno poi presto in vendita online su Archivio Store, prodotti dal Gruppo Falegnameria Fantacci Design basandosi sui progetti originali.
Le stampe 3D mostrate durante il workshop verranno realizzate da MakeTank e Studio MP e chi parteciperà avrà occasione di scoprire sia la storia che il processo di modellazione.

Tornando al master in e-commerce, il Gruppo Falegnameria Fantacci Design e LIFT-D, a start up che ha ideato Archivio Store, metteranno a disposizione delle borse di studio.
Per informazioni sulla partecipazione al workshop e al Master: IED Firenze, via M. Bufalini 6r, 50122 Firenze, tel. 055 29821, florence.ied.it infoflorence@ied.edu