Passando tra i banchetti della Fruit Exhibition vedi di tutto: gente che disegna, mani che piegano e rifilano e allisciano, dita sporche d’inchiostro, pile di riviste, numeretti a quantificare la rarità, matite ad appuntare numeri di telefono, piccole colline fatte di zaini che si creano e si distruggono nello spazio di una chiacchierata, cartelli improvvisati, baffi di carta, ombrelli orfani ed opere d’arte che trovano una nuova casa nella borsa di qualcuno. Pattern che si ripetono ad intervalli regolari: rivista, zaini, fanzine, borse, barbe, hipster, edizione limitata, zaini… Solo uno, però, aveva in bella mostra una scatolina con dentro dei caratteri mobili, esposti lì in tutta la loro legnosa e plumbea gloria d’annata.

Mi fermo e incontro Nello Russo, barbuto torinese che è a Bologna in duplice veste.
«Innanzitutto per l’Archivio Tipografico» spiega «che è un laboratorio di stampa tipografica con base a Torino. Facciamo sia grafiche nostre sia collaborazioni con artisti e designer per produrre pubblicazioni e poster utilizzando tecniche tradizionali, quindi caratteri mobili di legno e piombo».

L’Archivio è nato nel ’99/00, inizialmente come collezione privata, per iniziativa di Emanuele Mensa. Oggi ha una quindicina di macchine e circa 1500 cassetti di caratteri [consiglio vivamente un giro sul loro sito, pieno di foto e di video, ndr]. I caratteri sono stati recuperati negli anni: quando le tipografie iniziarono a dismettere la stampa tipografica in favore dell’offset erano ben liete di dar via—quasi sempre gratis—le loro casse di caratteri. Ora invece, con la tipografia tradizionale tornata di gran moda, è sempre più difficile trovarne e i prezzi si sono alzati di molto.
«Ad ogni modo noi continuiamo a far ricerca e ad acquistarne, però con un’idea molto più precisa su cosa cercare. All’inizio prendevamo tutto poi facevamo dopo la selezione, oggi invece cerchiamo pezzi in buono stato» racconta Nello.

Da tre o quattro anni l’Archivio ha aperto le porte a grafici e artisti, che portano lì i loro progetti e lavorano assieme alla squadra di stampatori.
«Stiamo cercando di intraprendere anche una via un po’ più commerciale, prendendo commesse di lavoro da clienti per i quali lavoriamo sia sulla parte grafica sia sulla stampa.
Io presso l’Archivio faccio appunto il grafico. Ho iniziato a lavorare negli Stati Uniti e quando sono tornato in Italia ho conosciuto Emanuele, che mi ha fatto vedere la sua collezione e da allora abbiamo iniziato a collaborare».

Oltre che per Archivio Tipografico, Nello è al Fruit anche per presentare So—And—So, un progetto di libri d’artista che porta avanti dal 2009 insieme ad Anna Follo. Il primo numero l’hanno stampato con eBoy, il secondo con Hoogerbrugge ed ora sto lavorando al terzo con Sergei Sviatchenko.
«Si tratta di monografie stampate e rilegate a mano in 100 copie numerate e distribuite—soprattutto all’estero—in gallerie d’arte, bookshop e fiere, come questa, dedicate all’editoria indipendente».

Questo post fa parte di Fotosociality, progetto lanciato da Samsung per promuovere la sua fotocamera “social” Galaxy Camera, con la quale sono state scattate tutte le foto dell’articolo.