Scegliere un profumo è complicato: quello che va bene per me su di te potrebbe dare quel retrogusto di piscina-con-pipì o spogliatoio-dopo-la-partita o un più esotico cockatail-di-curry-e-limone-rancido. Mai come in questi casi il detto “questione di pelle” è tanto veritiero. Già l’approccio tipico—andare in profumeria e testare i campioncini—è piuttosto complicato: nel giro di pochi minuti il naso (se mi passi la pessima battuta) è andato fuori di testa e non è più in grado di elaborare razionalmente le informazioni. Senza contare che quello dell’olfatto è uno dei sensi più diseducati in assoluto dell’uomo contemporaneo, che non sceglie più la compagna o il compagno basandosi sull’odore di ormoni, urina e seme, e non ha più bisogno di sentire l’arrivo di una belva feroce imboscandosi dietro ad un cespuglio e mettendosi sottovento.

Per non parlare del fatto che qualsiasi essenza, sulla pelle, si modifica col passare delle ore. Quindi ogni test in profumeria sarà comunque falsato dal fatto di non avere a disposizione abbastanza tempo per saggiare anche l’evoluzione del profumo. L’ideale sarebbe starsene comodamente a casa e fare le prove pian piano, con calma e tranquillità, ma finché non troveranno il modo di trasmettere online pure profumi e puzze (allora l’espressione “mi è arrivata tanta di quella spam di merda” acquisterà nuovi, vividi, significati)…

Eppure è proprio da internet che arriva una possibile soluzione al problema con un progetto, Commodity, che sta cercando finanziamenti attraverso il crowd-funding. Si tratta di un’idea vecchia come il mondo—provare i prodotti a casa—aggiornata all’era web. In pratica, dopo aver compilato un questionario online, ti fanno (ma non chiedermi come) un profilo-odore e ti spediscono a casa una serie di essenze scelte tra le venti disponibili (10 per uomo e 10 per donna)—dai nomi evocativi come paper, gin, book, moss—che hai a disposizione per cinque giorni di prove e decidere qual è che fa per te.

Per ora i kit Commodity non sono ancora in vendita ma visto che su Kickstarter l’azienda ha già raggiunto con largo anticipo il budget necessario, spero che presto lanceranno i loro prodotti e che spediscano anche in Italia (altrimenti tocca aspettare che qualche start up nostrana decida di “ispirarsi” a loro).