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7am | Gabriele Brombin

7 opere e 7 domande, alle 7 di mattina, ad illustratori che si svegliano presto o non sono ancora andati a dormire.
Oggi è la volta di Gabriele Brombin (qui la sua pagina Behance, qui il link al suo ultimo progetto).

Ciao Gabriele, di dove sei, quanti anni hai e da quanto fai l’illustratore?
Ho 28 anni e vivo nella provincia milanese. Disegno da sempre, ma tecnicamente non sono un illustratore professionista. Il progetto che avete pubblicato sul blog qualche giorno fa, e che è costato circa due anni di lavoro, è totalmente autoprodotto e realizzato la notte e nei fine settimana.

Matita o penna grafica?
Entrambe. Tendenzialmente disegno con la prima e coloro con la seconda.

Cosa fai quando non disegni?
Lavoro come designer grafico. Ascolto molta musica – ambient, elettronica datata, cose immaginifiche perlopiù – e mi dedico ad altre nerdate. Escogito scuse per non presenziare in vari luoghi.

Cosa c’è sulla tua scrivania?
L’iMac con la tavoletta grafica e il resto dell’arsenale tecnologico, una pigna di fogli e libri, matite, pennarelli e pennelli, una tazza arancio 021C con il tè, il lussurioso cofanetto di Small craft on a milk sea di Brian Eno.

Un disegno pesa quanto…
La fatica nel decidersi ad abbozzarlo dovuta al timore di non rendere giustizia all’idea che se ne ha in testa.
Quando lo si porta a compimento è quasi sempre migliore.

Un libro di cui vorresti illustrare la copertina e un film di cui vorresti fare il poster.
Sarebbe interessante cimentarsi con “L’Aleph” di Borges. E “La svastica sul sole” di Dick meriterebbe una buona edizione.
Film? “Solaris”, di Tarkovskij. O “L’invenzione di Morel”, il regista è Emidio Greco.

Un illustratore o un’illustratrice che mi consiglieresti?
È una domanda che potrebbe porre fine ad amicizie di lunga data.
Gabriele Pala fa belle cose.

co-fondatrice e caporedattrice
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