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Pitti | Camo preview

Dall’acqua santa al demone più infido.
Dopo la spirituale Soul Collection Camo passa dall’altra parte della barricata e si butta sul gioco d’azzardo (di gran attualità, tra l’altro: popolo di scommettitori, illusi e truffatori che non siamo altro) con la Casinò Collection.

Le atmosfere – decisamente più vicine a quelle de La Stangata che non a Casino di Scorsese (con gli sgargianti abbinamenti camicia+giacca di De Niro), al viaggio psichedelico di Paura e Delirio a Las Vegas (pure lì le camicie a fantasia non scherzavano) o al più “leccato” Ocean 11 – ti portano in club privati per soli uomini (o quasi: ce n’è anche per la donna, ma non ti anticipo niente fino al post con tutta la collezione), aria fumosa e bicchieri sempre mezzi pieni, tavoli da poker e da biliardo e attorno eccentrici viveurs disposti a giocarsi tutto in una puntata, scaramanticamente ossessionati dai piccoli dettagli che, tradotti in abbigliamento e traslati nel 2012/13, significano chicche come il fermacravatta incorporato nella camicia, “polsini” ai pantaloni al posto di orlo e risvolto, gilet da pescatore che vanno benissimo pure per le fiches.

Stefano Ughetti, fondatore e designer di Camo
Il polsino. Ma sui pantaloni

photos Simone Sbarbati

co-fondatore e direttore
Mostra Commenti (4)
    1. anche secondo me la migliore finora, ma Camo è uno di quei giovani marchi del made in Italy di cui andar fieri e dei quali vedi l’evoluzione, parallelamente alla coerenza del “discorso sulla moda”, collezione dopo collezione

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