Raccontare storie al Pitti | Camo

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Marchio: Camo

Profilo: la prima collezione è uscita nel 2007 quando Camo non era che l’ennesimo marchio streetwear che produceva felpe e t-shirt. Lo scatto in termini di qualità, stile, valorizzazione del territorio e consapevolezza delle proprie potenzialità c’è stato nel 2010 e da lì in poi il marchio guidato da Stefano Ughetti è cresciuto sempre di più, fino a conquistare il palcoscenico internazionale con un’idea di eleganza in equilibrio tra classico e contemporaneo; un’eleganza “pratica” che punta all’essere e al fare, tenendosi alla larga dal semplice apparire, che ha fatto meritare a Camo l’attenzione di riviste blasonatissime come Monocle e IL.

Sul web: camofactory.com

La collezione: l’ispirazione di questa stagione è la città. La collezione si chiama infatti City ed è concepita come una sorta di “uniforme” urbana, che richiama la metropoli attraverso quello che è il leitmotiv dell’autunno/inverno 2014/15 di Camo, i puntini colorati—a rappresentare le luci dei neon—o monocromatici—che ricordano lo skyline notturno, puntinato dalle luci accese degli uffici e delle case—che appaiono, declinati in varie dimensioni e tonalità, su praticamente tutti i capi, dai cappelli e i berretti alle giacche, dalle camicie (come dettagli cuciti sul colletto) alle maglie.
Ed è proprio la maglieria la vera protagonista della collezione, assieme a un uso del colore che si basa su blocchi cromatici (blu, rosso, giallo, grigio) molto più netti rispetto al passato. Per la prima volta anche il nero (la notte) è stato utilizzato in maniera massiccia.

Dal punto di vista dello storytelling: da anni Camo si affida a una filiera di produzione a km0 che parte dal concept delle collezioni—ispirate a luoghi e atmosfere del biellese, dalle campagne alle chiese, dal Lago della Vecchia ai bar e le bocciofile, dal Rally della Lana che si correva da quelle parti ai rododendri del parco della Burcina—e passa per i materiali, tutti made in Biella. Come pure le lavorazioni, realizzate da piccoli laboratori del territorio. Questo “Biellocentrismo” si spinge fino alla comunicazione: i lookbook sono scattati nelle location che hanno ispirato le collezioni e la stagione autunno/inverno 2014/15 presentata al Pitti non fa eccezione. Trasformare Biella in una metropoli, però, non è affar da poco. Eppure i ragazzi di Camo ci sono riusciti lo stesso, scegliendo di scattare le foto del lookbook di notte e realizzando un bellissimo video (che per il momento non è ancora stato diffuso ufficialmente) che sembra girato nella metropolitana di New York. Mentre me lo mostrano, lì nel loro stand, faccio mente locale: non mi pare proprio che Biella ci sia una metropolitana… «È una funicolare», mi spiegano. Chapeau. Biella come la Springfield dei Simpson. C’è tutto, pure la funicolare.

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co-fondatore e direttore

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