Tag Archives: musica

Infart 2010 – Hello Nasty!

Infart 2010 – Hello Nasty!

Scritto il 30 agosto 2010 da Simone Sbarbati.

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60 artisti internazionali per 1300mq di superfici dipinte e 400mq di spazi espositivi, oltre a musica, video e pure una conferenza sulla street-art.

Tutto questo è Infart 2010 – Hello Nasty!, dal 3 al 5 settembre a Bassano del Grappa.

Guardatevi il video (dopo il salto), le immagini delle scorse edizioni, studiatevi bene il programma poi andate a preparare le valigie.
Continua…

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Stupido è chi lo stupido è

Stupido è chi lo stupido è

Scritto il 09 luglio 2010 da Simone Sbarbati.

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Premessa: la campagna Be Stupid di Diesel, anche se forse tra vent’anni non ce ne ricorderemo più, ha funzionato a dovere ed è stata una delle più efficaci degli ultimi tempi. Si è fatta amare/odiare al punto giusto, ha scatenato una serie di imitazioni/citazioni/parodie, c’è chi l’ha dissata con ben poca originalità facendo leva sul concetto stupidità=commerciale (ma mettendogli contro l’antistupidità per scopi ancora più biecamente commerciali).
Con la Diesel a tirare i fili e probabilmente a ridersela – insieme a quanti l’hanno presa per quello che è: pubblicità – davanti alla commedia umana scatenatasi sui vari blog, forum, facebook.

Detto questo, il grosso cortocircuito Be Stupid, dove i contatti elettrici tra realtà e finzione si toccano spesso, torna a far scintille con l’uscita dell’ultimo singolo del rapper milanese Marracash: Stupido.
Diesel-vestito, Marracash cita apertamente la campagna in questione e su YouTube si scatenano nuovamente critiche, spiegazioni, giustificazioni: Marracash è un venduto vs. Marracash è un genio.
Collaborazione spontanea vs. $$$.

Il prossimo 12 luglio, comunque, al Diesel Planet in P.zza San Babila, a Milano, ci sarà il Meet & Greet con Marracash per il lancio del singolo e l’uscita (il giorno dopo) dell’album Fino a qui tutto bene.

E mentre le diatribe online continuano, la soluzione a questo corto circuito (e a tanti altri) forse l’ha scritta, piccola piccola, qualche anno fa, un anonimo writer sui muri di Bologna: Maurizio Costanzo minaccia le donne che mi conoscono.
Improbabile, ma non impossibile.

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smart urban stage: The Savage City Party

smart urban stage: The Savage City Party

Scritto il 08 luglio 2010 da Simone Sbarbati.

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Signori, prima di farvi la barba… signore, prima di farvi la ceretta (e viceversa) conservate l’irsuto status quo almeno per un altro giorno.
Domani sera, infatti, va in scena il Savage City Party, organizzato da quelle bestie di Bang Art allo smart urban stage.

Fiere danzanti, animali di carta, origami pelosi, video-ruggiti e soprattutto free-drinks.
Per entrare basta registrarsi qua.
Noi ci saremo.

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Alterazioni Festival

Alterazioni Festival

Scritto il 06 luglio 2010 da Giuliana Tammaro.

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Nelle grandi città gli eventi si susseguono lasciando a volte molto, a volte nulla… spariscono dalla memoria alla velocità della luce; eppure fare qualcosa in una grande città sembra molto più appagante che affrontare realtà più piccole e apparentemente “perse nel nulla” come invece hanno scelto di fare i ragazzi che, unendo energie e passione, hanno organizzato un festival delle arti visive e della musica ad Arcidosso (Gr): Alterazioni.

Dal 17 luglio fino al 29 agosto infatti, il paese toscano verrà invaso positivamente dalla creatività di quarantanove artisti visivi che daranno vita al centro storico ed alla Rocca Aldobrandesca intorno alla quale, nei secoli, tutto il contesto urbano ha preso forma.

Con dei presupposti che condivido in pieno, il festival si aprirà con il susseguirsi di quattro gruppi musicali, diversi per tipo di ricerca ma accomunati dal desiderio di innovare senza per questo diventare inascoltabili oppure difficilmente interpretabili: Lili Refrain, Liberal Carme, Digital Brain VS NeoZoomie, NOISE PROJECT|B/W EXPLOSION / Steno (Dj) – Q2 Visual (VJs).

Non resta che trovare un modo per arrivare ad Arcidosso e godersi l’inaugurazione!
Il programma completo della manifestazione lo trovate qui.

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25 giugno 2020

25 giugno 2020

Scritto il 25 giugno 2010 da Simone Sbarbati.

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Sveglia alle 7,00, colazione veloce, doccia, mi vesto per andare al lavoro ma prima di uscire chiamo il DustCart e gli lascio la spazzatura.
Più la mancia, che non ho idea a chi arriverà ma mi piace pensare che sia per il robottino. Che quando ha finito il suo turno – lo so, lo so che il suo turno è di 24h, 7 giorni su 7 ma fatemelo immaginare come uno come me e voi, che ha famiglia e amici ed e-books da leggere, musica da ascoltare, film da guardare – prenda la sua robottina e se ne vadano a bere qualcosa insieme, invece di tornare, come sempre, alla stazione-rifiuti.

Saluto le mie due figlie che se ne vanno a scuola e la mia compagna che rimane a casa perché è in maternità (è in arrivo il terzo piccolo Sbarbati quindi tra poco dovremo pure cambiare casa: e per fortuna che ci sono gli aiuti governativi che pagano la mamma anche se non va al lavoro e se hai più di due figli ti danno un finanziamento per la casa!).
Prendo la mia Compressedairbike e sfreccio in mezzo al traffico.

Devo ricordarmi, poi, di andare a ricaricare d’aria la bombola.
Certo, non muoio mica se pedalo con le mie sole forze, ma un po’ d’aiuto dal motorino che si attiva con l’aria compressa non lo rifiuto di certo.
E’ vero che mi sento ancora 30 anni ma…

Arrivo in ufficio in perfetto orario. Che lavoro faccio? Quello che faccio già da una vita, anche prima che iniziassero a pagarmi per farlo.
Produco informazioni, anzi le trasformo. Mi arrivano in svariati formati, da leggere, da guardare, da ascoltare, da toccare e da immaginare. Io faccio tutto a pezzi, e con quelli creo nuove informazioni.
La sera, prima di tornare a casa, mando tutto alla CTMM (che sta per Centrale Trattamento Materiale Mediatico) della città, dove svuoto anche il mio cestino digitale (e gli altri ci svuotano i loro, magari pieni delle informazioni che ho mandato io).

Lì gli scarti di informazioni vengono trasformati in energia pulita (che alimenta anche i robottini dei rifiuti!) mentre le nuove informazioni vengono mandate alla Biblioteca Universale by Life, dove viene raccolto tutto il sapere prodotto in ogni momento, in ciascun angolo del pianeta e dove fanno anche i duplicati di tutto il materiale, che poi viene tritato e mescolato per fare pasta biodegradabile (superpixelata!).

Oggi però non è che sia proprio in gran forma. E infatti in ufficio ho combinato poco e niente.
Quindi mi faccio il check-up instantaneo con il sensore quantistico integrato e mando tutto al laboratorio, dove hanno il computer quantistico (in ufficio non ce l’ho perché costa troppo e non me ne farei niente) e possono fare una diagnosi immediata che poi mi arriva in un nanosecondo.

Per fortuna che questi due tizi, dieci anni fa (la foto è dell’epoca!), hanno trovato il modo di portare a tutti, con QUlife ed i QUbits, le tecnologie quantistiche che prima venivano usate solo nei laboratori.
La diagnosi è… boh, il nome non saprei ripetervelo, non è decisamente il mio campo. Ad ogni modo niente di che. La cura è semplice: bere, bere, bere molta acqua.

Vorrà dire che tornando a casa passerò dalla Hygrostation.
Se nella vostra città ancora non c’è (qua hanno installato le prime appena qualche mese fa), sappiate che si tratta di una specie di distributori d’acqua/calore/umidità. Comfort, in effetti.
Belle a vedersi – sembrano monumenti! – le Hygrostation di solito le trovi nelle piazze, nelle stazioni, negli aeroporti, nei parchi e vicino alle fermate dei bus e della metro.

In ogni Hygrostation c’è un distributore di acqua potabile (puoi pure scegliere quale vuoi), una stanzetta calda per quando fuori fa davvero troppo freddo – e di inverni lunghi e gelidi ce ne sono sempre di più, purtroppo – e non vuoi morire congelato mentre aspetti un autobus. Quando invece c’è il problema opposto, ovvero caldo soffocante, la struttura emette acqua nebulizzata che rinfresca l’ambiente nel raggio di qualche metro. E c’è anche un giardinetto di muschio a bassa umidità.

Mentre me ne torno a casa incrocio un bel gruppo di DustClean, i cugini dei DustCart, che escono a pulire le strade.
Vado a farmi un bel pieno d’acqua nell’Hygrostation vicino al supermercato. Ma non faccio la spesa perché stasera io ed Ethel ce ne andiamo a cena fuori città (anzi, speriamo che la babysitter non ritardi!).

La macchina? Non ce l’abbiamo. Non la useremmo neanche molto, in realtà.
Stasera andiamo con una
Car2go.
Ce ne sono talmente tante, in giro, che basta fare due passi e ne trovi una libera.
Inserisci il pin, sali, la macchina ti scansiona la patente, e vai. E paghi solo per quanto la usi.
Non come quello scomodissimo car sharing di una volta (fare l’abbonamento, programmare quando ti serve… troppo stress).

Ora torniamo alla realtà: 25 giugno 2010.
Purtroppo non ci sono i robot che puliscono le strade e ti portano via la spazzatura, non c’è la bici ad aria compressa, non c’è modo di eliminare l’eccesso di informazioni se non facendosi una lobotomia, per farti una visita dal medico devi fare la fila e batterti con frotte di agguerriti vecchietti, se vuoi una stanzetta calda perché sei fuori e stai gelando devi chiuderti in un locale ed ordinare qualcosa altrimenti ti guardano storto (o lottare con cani e punkabbestia per una fontanella pubblica). In quanto alle auto… beh nel 2012 arriverà la smart fortwo electric drive, completamente elettrica.

Ma il me stesso del 2020, se non vivrà proprio in quel tipo di città, forse ci andrà vicino, visto che un pezzetto di futuro potrò già vederlo domani, quando saranno presentati i progetti dello smart future mind awards, durante lo smart urban stage.
Quelli che ho virtualmente vissuto e fotografato qua sopra sono alcuni di essi.

Dustbot è un progetto di Paolo Dario, Barbara Mazzolai & Cecilia Daschi, scelto dal Prof. Lorenzo Imbesi, curatore dell’area BE.
Compressedairbike è un progetto di Harry Thaler & Nicola Zocca, scelto da Martino Gamper, curatore dell’area CREATE.
CTMM è un progetto di Ciriaco Campus, scelto dal Prof. Alberto Abruzzese, curatore dell’area EXCHANGE.
QUlife è un progetto di Fabio Sciarrino & Giuseppe Vallone, scelto dal Prof. Paolo Mataloni, curatore dell’area EXPLORE.
Hygrostation è un progetto di Francesco Librizzi & Matilde Cassani, scelto dal Prof. Luca Molinari, curatore dell’area LIVE.
Car2go è un progetto già sperimentato con successo ad Ulm, in Germania e tuttora in sperimentazione ad Austin, Texas, presentato dal Dr.Thomas Weber, curatore dell’area MOVE.

Da domani potete entrare anche voi nel futuro.

smart urban stage
@ Piazzale antistante Auditorium Parco della Musica
viale de Coubertin 30, Roma
(vedi mappa)

dal 26 giugno al 31 luglio, dalle 15.00 alle 24.00

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smart urban stage: il futuro della città

smart urban stage: il futuro della città

Scritto il 22 giugno 2010 da Simone Sbarbati.

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Nei vecchi film e nei romanzi di fantascienza di tanti anni fa, il futuro – quello che per noi è il presente – lo immaginavano in modo piuttosto bizzarro: auto volanti, monorotaie, città sulla luna.
Non è che ci abbiano azzeccato molto ma fantasticare non ha mai fatto male a nessuno e soprattutto, tra le mille assurdità, qualcosa l’hanno azzeccato. Auto elettriche e silenziose e città più pulite.
Per queste ultime, è vero, bisognerà ancora aspettare un po’… che pian piano tutti inizino ad usare auto elettriche!

Tra meno di due anni la Smart lancerà la smart fortwo electric drive, completamente elettrica, pulita, silenziosa, perfetta per gli spazi urbani.
Nel frattempo, piuttosto che starsene con le mani in mano ci si può preparare per questa piccola-grande rivoluzione.

A Roma, dopo Berlino (e successivamente a Zurigo, Parigi, Madrid e Londra) arriva lo smart urban stage.
Dal 26 giugno al 31 luglio lo smart urban stage sarà il punto d’incontro per artisti e sognatori e per iniziare a progettare la città del futuro.
Ecco come.

1) smart future mind awards: cinque curatori d’eccellenza – Luca Molinari (architetto), Alberto Abruzzese (massmediologo), Martino Gamper (designer), Paolo Mataloni (fisico quantistico) e Lorenzo Imbesi (architetto e studioso di toeria del design) presentano dieci progetti che giovani creativi propongono per la città del futuro, in cinque diversi ambiti: Live, Exchange, Create, Explore, Be.
A questi si aggiungono due, dedicati alla mobilità, presentati da Thomas Weber, responsabile Group Research & Development Mercedes-Benz Cars. Il progetto vincitore si porterà a casa 10.000 Euro.

2) open source: una serie di incontri con alcune tra le migliori realtà creative romane che presenteranno progetti, eventi, workshops per vivere la città.

3) smart fortwo electric drive: ovviamente si potrà provare l’auto!

smart urban stage
@ Piazzale antistante Auditorium Parco della Musica
viale de Coubertin 30, Roma
(vedi mappa)

dal 26 giugno al 31 luglio, dalle 15.00 alle 24.00

press preview: 25 giugno, ore 19.00
opening event: 25 giugno, dalle ore 21.00
cerimonia di premiazione smart future minds award: 19 luglio

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Block Party 2 (Only the brave) #2: intervista a Common

Block Party 2 (Only the brave) #2: intervista a Common

Scritto il 13 giugno 2010 da Cinzia Migliardi.

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Dove eravamo rimasti?! Sì, all’after party. Con incredibile slancio, sabato mattina ci svegliamo per fare colazione con Common. Effettivamente suona un po’ come un’impresa impossibile, eppure, ce l’abbiamo fatta.

L’Ape Calessino ci carica nuovamente per portarci all’hotel dove lui alloggia, in modo da poter scambiare finalmente quattro chiacchiere. Facciamo colazione con gli altri, insieme al team Diesel e L’Oréal e, proprio nel momento di completo relax, eccolo lì che arriva. Sorride e ci chiede come va. Priceless.

Certo, un po’ scosso dalla giornata precedente lo era, ma è stato gentile e disponibile.

Si parte con la breve intervista.
Come un’adolescente impazzita gli dico che il concerto è stato stupendo – come se già non lo sapesse da solo – e lui ringrazia sentitamente.

Com’è nata la collaborazione con Diesel?
La collaborazione con Diesel è stata una cosa molto spontanea. Il marchio è fatto da idee fresche e giovani con cui mi identifico; mi piace la linea d’abbigliamento (gli chiedo anche se in futuro disegnerà una mini collezione per Diesel e lui risponde:”maybe”); per cui partecipare al Block Party anche quest’anno è stato alquanto naturale. Rispetto la marca. Mi identifico con la filosofia Only the Brave,  con l’essere coraggiosi.

Puoi definirmi in poche parole qual’è il tuo concetto di brave?
(A questo punto, tutta la sua spiritualità, la sua pace dei sensi esce allo scoperto).
Brave è colui che crede in se stesso, che è coraggioso, che ha bisogno di esplorare, di andare oltre ma non ha paura di fallire.

Cosa influenza maggiormente la tua musica?
Innanzitutto l’esperienza, i viaggi che faccio e soprattutto la spiritualità; Dio è al primo posto come fonte d’ispirazione (e me lo dice guardandomi dritto negli occhi alzando l’indice. Vorrei avere la sua pace).

Che tipo di musica stai ascoltando ultimamente?
Jazz, tanto jazz. John Coltrane (e mi mostra la maglietta che indossa con la faccia di John. Ps. sapevate vero che Flying Lotus è suo nipote? Di Coltrane, dico).

Si dice che stai per pubblicare il tuo nuovo album. E’ così? Puoi darci qualche informazione in più?
Sì (sorride). L’album dovrebbe uscire per la fine dell’anno, si chiamerà Believer. Sto finendo alcuni pezzi, ma dovremmo esserci. E’ un album molto spirituale, prodotto tra gli altri anche da Kanye West.

Ok, il tempo è finito. Fine dell’intervista. Ci lascia stringendoci la mano al suono di God bless ya. Altro che gansta!

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Block Party 2 (Only the brave) #1

Block Party 2 (Only the brave) #1

Scritto il 13 giugno 2010 da Cinzia Migliardi.

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Non era una fuffa, sono tornata da Parigi dopo il secondo Block Party che si è tenuto lo scorso venerdì grazie a Only the Brave di Diesel. Che dire, è stato stupendo e, come promesso, non ho fatto foto da poser.

Parto dall’inizio. Venerdì pomeriggio siamo arrivati a Parigi allo splendido Mama Shelter (mappa). Un hotel dal design democratico (c’è lo zampino di Starck) dove trovate maschere al posto di lampade (tipo quelle di Batman & Robin o più inquietanti come quelle dei Minimei, nel mio caso), tronchi-sgabelli, un iMac in ogni stanza con wi-fi gratuito, un ristorante con stoviglie a vista e biliardino formato gigante. Giusto per farvi un’idea.

Dopo aver lasciato i bagagli ci siamo diretti verso Place de Stalingrad con un mezzo spettacolare. Ebbene, siamo stati accolti da un favoloso triporteur, che altri non era che una super-pimped Ape Calessino. E’ stato il nostro mezzo di trasporto per tutti e due i giorni ed eravamo più divertiti della gente che ci guardava attonita.

Arriviamo sul posto e ci fanno entrare nell’area vip, una terrazza riservata al team Diesel, per poter assistere al concerto in tutta tranquillità. Pian piano la gente inizia ad arrivare e si parte. Tra gli artisti presenti, quelli che mi hanno maggiormente colpito sono Ben L’Oncle Soul e Aloe Blacc. Il primo per l’outfit, per la verve e per le coreografie – oltre alla bravura. Il secondo per l’energia, la grinta… e i suoi stivaletti.

Ovviamente tutti sono andati in pappa non appena è arrivato Common. E anche noi ci siamo finalmente sciolti. Ho fatto mille video e lui è stato veramente coinvolgente; il che non fa altro che confermare la sua bravura in quanto artista.

Che dire, tra i brani famosi più famosi Testify, Go!, Make Her Say, Punch Drunk Love e Universal Mind Control. Senza contare i pezzoni I used to love H.E.R., Love of my life (di Erikah Badu feat. Common), l’intro di Viva la Vida dei Colplay, la bravura del dj (qui un video: non si vede molto bene, sorry, ma l’audio c’è tutto) e – non potevano certo mancare – le dediche a J Dilla e Guru.

Dopo il concerto, siamo stati trasportati – sempre con il mitico Calessino – al Cabaret Sauvage, dietro La Villette per l’after party: altro giro, altra corsa.
Qui di seguito trovate alcune foto. Il resto nel prossimo post…
Continua…

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Trova il cubo!

Trova il cubo!

Scritto il 05 giugno 2010 da Simone Sbarbati.

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Sapete com’è fatto un cubo?
Allora cercatelo!

In palio c’è l’accesso ad uno dei party più esclusivi dell’anno che, in occasione del lancio della nuova “Naughty” Volvo S60, dopo Berlino (qui le foto) e Londra sbarca a Milano prima di far rotta su Parigi e Madrid.

Ospiti Lykke Li (qua sotto in versione fruttata), Face Hunter ed i djs di Pig Radio.
Le istruzioni per partecipare le trovate qui.

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Subject60 – via con la caccia al tesoro

Subject60 – via con la caccia al tesoro

Scritto il 31 maggio 2010 da Simone Sbarbati.

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Cari Milanesi, siete da sempre i nostri lettori n.1 e quindi abbiamo deciso di farvi una bella sorpresa!
Che ne dite di una bella caccia al tesoro?

In partnership con Volvo siamo lieti di invitarvi – il 10 giugno prossimo – all’escusivissimo party Subject60.
Dopo Berlino e Londra (e successivamente a Parigi e Madrid) il Subject60 launch party arriva a Milano con ospiti come Lykke Li, Face Hunter ed i djs di Pig Radio.

Che c’entra con la caccia al tesoro?
Semplice, per avere un invito per il party dovrete trovare dei cubi, con sopra dei codici, nascosti in giro per Milano, utilizzando la mappa qui sotto ed un iPhone 3GS o uno smart phone Android.
I cubi sono tre ed i codici verranno disattivati mano a mano che vengono trovati.
La caccia parte domani quindi cominciate a scaldarvi!

Le istruzioni passo per passo le trovate qua sotto.
Buona fortuna!

Per partecipare segui queste semplici indicazioni:

1. clicca su AVVIA LA RICERCA sulla mappa qui sopra
2. scarica l’app LAYAR sul tuo telefono Android o sul tuo iPhone 3GS
3. vai in una delle zone segnate sulla mappa e apri questo link sul tuo telefono: http://subject60.com/c/?frizzifrizzi per attivare Layar (e non dimenticare di salvare il link all’interno dell’applicazione)
4. cerca il cubo nascosto, seguendo le istruzioni di Layar
5. trovato? Registra il codice per avere l’invito al party per te ed un amico.

Sembra più difficile di quello che è, credetemi. Una volta scaricata l’applicazione siete  a cavallo.

Questo è il cubo che dovete trovare.
Potrebbe anche essere impacchettato, per proteggerlo ad esempio dalla pioggia.

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Mi Ami 2010

Mi Ami 2010

Scritto il 29 maggio 2010 da Simone Sbarbati.

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Se ami qualcuno, anche soltanto te stesso, devi andare.
Mi Ami? Amiamoci.
Qui il programma e qua come arrivare.

Se poi ami i fumetti c’è anche lo spazio Mi Fai, diretto da Davide Toffolo, con riviste e speed-painting in diretta.
E se disegni, basta dire posso? e ti fanno mettere all’opera in men che non si dica.

Mi Ami 2010
@ Circolo Magnolia
Idroscalo Milano
(vedi mappa)

dal 4 al 7 giugno 2010

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Radio: Immagini Spezzate

Radio: Immagini Spezzate

Scritto il 26 maggio 2010 da Simone Sbarbati.

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Xister + Marco Klefisch = Radio.
Ovvero un nuovissimo spazio, a Milano, che seleziona ed espone progetti/prodotti audio, video ed editoriali (la homepage rende bene l’idea: alzate il volume).

Ogni due mesi Radio dà in mano lo spazio ad un curatore d’eccezione e a due viaggiatori che vanno, vedono, selezionano, raccolgono. Il tutto diventa poi un’esposizione-evento.

Il primo progetto, Immagini Spezzate, verrà presentato proprio domani.
Curatore: Davide Caforio.
Viaggiatori: Tommaso Garner e Giorgio Di Salvo.

Dopo il salto tutte le informazioni.

Immagini Spezzate
@ Radio
via Pestalozzi 4, Milano
(vedi mappa)

dal 27 maggio
opening dalle 18,00 alle 22,00

Continua…

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Frizzi-gift: and the winner is…

Frizzi-gift: and the winner is…

Scritto il 25 maggio 2010 da Simone Sbarbati.

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Pronti ad alzare il volume per sentire il virtuale rullo di tamburi: chi si porta a casa un paio di headphones 33 1/3 della Eskuché insieme al 45giri dei Best Coast?

La fortunata è annalisa271 (non so per cosa stia il 271: ci sono altre 270 personalità che convivono dentro di lei? Bene, potranno ascoltarsi tutte quante un bel po’ di musica) che spero abbia una bella collezione di vinili, cd o mp3 così potrà gustarsi al massimo il suo premio.

+ surprise surprise!
alla fine abbiamo deciso di premiare non uno bensì due di voi cari lettori: e il secondo paio di Eskuché + 45giri se lo becca marco.

E per tutti gli sfortunati che non hanno vinto… beh, questa settimana non siete poi così sfortunati visto che vi aspetta uno sconto del 10% su Blakshop per l’acquisto di prodotti Eskuché.
Per usufruire dello sconto basta registrarsi, al momento del checkout, con la stessa mail con cui avete commentato qui su Frizzifrizzi!
Oltre ovviamente ad un nuovo Frizzi-gift. L’appuntamento è per domani!
Continua…

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Frizzi-gift: headphones Eskuché + 45giri Best Coast

Frizzi-gift: headphones Eskuché + 45giri Best Coast

Scritto il 20 maggio 2010 da Simone Sbarbati.

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Con un paio di cuffie come quelle di Eskuché viene voglia di avere una di quelle case da rivista di arredamento d’annata, sedersi su un divano dal design space age e – con sguardo da hipster consumato – bere un Martini, ascoltando gli esperimenti sonori di Stockhausen o ben più allegre canzonette delle varie Shirelles, Ronettes e Shangri-Las, accennando un educato tap-tap con il piede, immaginando un futuro con macchine volanti, città su Marte e sulla Luna e robot domestici che fanno le pulizie e ti preparano il tuo drink preferito.

Incredibile come basti il design di un oggetto e un po’ di buona musica (sì, anche un paio di Martini aiutano) per andare con la testa da tutt’altra parte.
E quello che vi offriamo questa settimana, come Frizzi-gift, è un retrofuturistico viaggio immaginario da fare con un ben più reale paio di headphones 33 1/3 by Eskuché – decisamente retro nell’estetica quanto all’avanguardia nella tecnologia – insieme al 45giri dei Best Coast, band losangelina dalle forti influenze Beach Boys, Shangri-Las e Ronettes.

Per vincere cuffie + 45 giri non dovete far altro che lasciare un commento.
Sarà poi il caso a decidere chi si porterà a casa il premio.
Ma stavolta anche tutti gli altri avranno di che gioire perché per tutti quelli che partecipano ci sarà uno sconto del 10% sull’acquisto di prodotti Eskuché su Blakshop.
Avete tempo fino a lunedì!

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We Are The Be(a)st Party

We Are The Be(a)st Party

Scritto il 16 maggio 2010 da Simone Sbarbati.

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Là dove si interseca quello che per me (e spero anche per voi) è una serata figa, una serata tra amici, vecchie conoscenze da riabbracciare, nuove da abbracciare per la prima volta, un mare di foto da scattare, tanta roba da vedere che probabilmente non basterà un solo paio di occhi, micro-gruppi spontanei in cui ci si metterà a discutere del gran finale di Lost (che per quella sera sarà un ricordo ancora fresco, freschissimo) annebbiati dai fumi dell’alcool.

Là dove voi umani per una notte vi trasformerete in bestie e confusi e frastornati sarete immersi con tutti i sensi, amplificati a tal punto che quasi non vi ricorderete come si guarda, con cosa si ascolta e cosa si può e non si può toccare.
Ok, non esageriamo. Non è una serata a base di porno.

Sappiate solo che Bang Art dà un party, che il party è al Macro e che Roma sarà ancora più splendida del solito perché si dà il caso che in quei giorni ci sia Roma. The Road to Contemporary Art.
E poi?

E poi ci sono Mcbess & The Dead Pirates in concerto.
Per chi non lo conoscesse, Mcbess è un geniaccio e nella vita fa l’illustratore, di quelli che lasci gli occhi su ogni sua opera.
Nel tempo libero suona con la sua band, e gli riesce pure (molto) bene.

E poi c’è David Sena, che è di New York, fa il tatuatore e disegna con i fuochi d’artificio (?).
Non è una metafora: disegna davvero con i fuochi d’artificio.

E poi c’è il live painting.
Il bello è che quando gli artisti si mettono all’opera sui loro volti si stampano espressioni buffe come quelle dei batteristi.
Ma di solito i batteristi ce li hai sempre troppo lontani per goderteli. Mariachiara Di Giorgio, Marcello Crescenzi, LRNZ e Mklane invece sono talmente vicini che puoi tirargli i capelli.

E poi c’è Arnold Mario dall’O (il suo è uno dei 100 nomi del diavolo), che proietterà le sue opere.

E poi verranno distribuite le maschere bestiali (o fiere maschere) di Nacho Gil.

E poi Bang Art presenterà in anteprima l’ultimissimo numero che, se non l’avete ancora capito, è dedicato agli animali.

We Are The Be(a)st
Bang Art Magazine Party
@ Macro
p.zza Giustiniani 4, Roma
(vedi mappa)

26 maggio 2010
dalle 23,00

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Dissonanze 2010

Dissonanze 2010

Scritto il 16 maggio 2010 da Simone Sbarbati.

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Dubito che non sappiate già dell’imminente, attesissimo appuntamento con Dissonanze, il più importante festival di musica elettronica – e non solo, viste le miriadi di contaminazioni – nel panorama italiano.
Se però siete da poco tornati da un viaggio interplanetario (con la mente, se non con il corpo) tanto vale che lo sappiate da noi, se non l’avete già letto da qualche altra parte.

Quest’anno, spalmati nei tre giorni di festival, alcuni appuntamenti imperdibili per gli amanti della techno e della musica elettronica più in generale anche se in effetti, visti gli ospiti, si fa fatica a racchiudere il tutto in generi e sottogeneri: di musica, si tratta. Di quella buona. Di quella che asseconda e potenzia il tuo stato d’animo del momento e continui ad ascoltare ancora e ancora, fino alla prossima folgorazione, al prossimo chiodo che scaccia l’altro chiodo, ma che poi ritiri fuori al cambio di stagione come fosse una giacca o una paio di scarpe di quelle che non invecchiano.

Per questa edizione tra i tanti (e bravi) ci sono un po’ di miei chiodi – alcuni che da poco ne hanno scacciati altri – ed altri ancora che da poco sono stati scacciati (ma torneranno ai primi freddi).
Tipo: Gonjasufi, Pantha Du Prince, Gil-Scott Heron, Neon Indian. E leggende sempreverdi come Jeff Mills.
Poi, ovvio, se mi piacesse tutto direi una cavolata. Jamie Lidell mi è sempre rimasto un po’ qua (forse non lo capisco), Vascellari pure (spero di non capirlo), Bertallot è rassicurante come i tortellini panna-prosciutto-piselli (che li butti giù senza porti troppo il problema di cosa stai mangiando).

Ad ogni modo, ce n’è per tutti.
Il programma lo trovate qua.
Continua…

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Made in Ghetto

Made in Ghetto

Scritto il 16 maggio 2010 da Simone Sbarbati.

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Alla scoperta dell’ex-ghetto ebraico di Bologna e del labirinto di vicoletti punteggiato di negozi, spesso splendidi, da scoprire.

Capita di rado, qui a Bologna, che i commercianti di una zona si uniscano per promuoversi a vicenda e Made in Ghetto ha tutte le carte in regola per diventare un appuntamento fisso.

Tra design (l’idea dell’evento è del bellissimo negozio Martino Design, di cui parleremo più approfonditamente in settimana), arte & artigianato, musica, food & wine ce n’è per tutti.

Made in Ghetto
@ ex-ghetto, Bologna
(vedi mappa)

22 maggio 2010
dalle 17,00 alle 22,30

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Tags arte, design, food & wine, made in italy, , ,

Electrovenice

Electrovenice

Scritto il 09 maggio 2010 da Simone Sbarbati.

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Venezia affonda… non sott’acqua per fortuna, ma sotto le note di alcuni tra i migliori artisti di musica elettronica del mondo che per un’intera giornata si alterneranno sui due palchi di Electrovenice.

L’evento è previsto per il 10 luglio prossimo ma già da ora potete acquistare i biglietti - fino al 16 maggio si paga 35€ + prevendita (dopo i prezzi aumentano, quindi affrettatevi) – per vedere in un colpo solo Richie Hawtin, 2manydjs, Luciano, The Bloody Beetroots, Marco Carola, Steve Aoki, Ellen Allien, Guy Gerber, Moderat, Digitalism, Kap Bambino, Annie Mac, Uffie, Mr.Oizo, Gui Boratto ed Ernesto Ferreyra.

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Elita, il vulcano e l’incendio finale

Elita, il vulcano e l’incendio finale

Scritto il 25 aprile 2010 da Cinzia Migliardi.

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Come vi avevamo anticipato, durante il Salone del Mobile si è tenuto l’Elita festival. E’ difficile sinceramente poter fare un bilancio della manifestazione: primo perché non l’ho organizzata io, per cui non so come siano andate realmente le cose; secondo l’effetto vulcano ha destabilizzato tutti e cancellato vari artisti.

Ma, per quello che ho visto, devo fare i complimenti perché hanno scelto una location stupenda per l’headquarter. Il Teatro Parenti è stata una scoperta, e non solo per me. Tutte le persone con cui ho parlato erano assolutamente d’accordo sul luogo; davvero affascinante. I live si sono tenuti nella sala principale (dove le poltroncine sono state abbassate e ricoperte da una tavola di legno per creare maggior spazio) ed era un piacere stare lì ad ascoltare, ballando sul posto, senza avere gente molesta che spintona a destra e a manca inutilmente e immergersi completamente nel sound.

Ottimo. Davvero. Mercoledì Mouse on Mars e a seguire Jimmy Edgar (peccato, solo un’ora). E poi via, a mezzanotte tutti a letto. Venerdì invece siamo stati tutti rapiti dal protagonista indiscusso della serata: Jon Hopkins. Inizia Byetone, poi arriva Pantha du Prince ed infine Jon, in un meraviglio set in crescendo. Ci siamo ritrovati tutti a muovere spallucce e ad agitare le mani con un sorrisone stampato sulla faccia.

Poi mi sono persa l’Italian Laptop Orchestra, però poi non ho mancato la serata di chiusura. Tanta, forse anche troppa, gente che vascheggiava per tutto il teatro. In concomitanza con gli ultimi live (Seth Troxler assente causa vulcano di cui sopra) si è svolto anche il Mercatino delle Pulci, pieno di gente di cui abbiamo più volte parlato qui su frizzifrizzi.

L’inconveniente della serata però, è avvenuto quando qualche buontemponepresobene, ha deciso di fumarsi una sigaretta nella sala principale e di buttare il mozzicone sul pavimento. Peccato che si ascivolato al piano di sotto, dove c’erano i sedili. Grazie a questa genialata e alla puzza di bruciato che ne è derivata, siamo stati tutti buttati fuori. Yuppidu.

Vabbè, comunque, qui di seguito avete qualche video delle serate. Per le immagini, vi rimando direttamente alla pagina di facebook di Elita.
Continua…

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