Tag Archives: eventi

#VFNO

#VFNO

Scritto il 03 settembre 2010 da Cinzia Migliardi.

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Se non ricordo male, quando vi avevo parlato di quella cover per iPhone 4 in vendita da Colette vi avevo anche accennato alla FNO (in Usa tolgono la V).

Ora, ecco in poche parole di cosa si tratta. Una notte intera della seconda settimana di settembre sarà completamente dedicata alla moda. I negozi rimarranno aperti fino a tardi, ci saranno promozioni, presentazioni, eventi, aperitivi, incontri e molto altro ancora.

Chi ci sta dietro? Vogue, of course.

Sulla pagina dell’edizione di New York (il 10 settembre), avete una veloce spiegazione della manifestazione grazie a questo video diretto da Peter Lindbergh e con 14 supermodel d’eccezione:

In Italia (a Milano), la VFNO si terrò invece un giorno prima, il 9 settembre e comprenderà differenti eventi.

Potete scaricarvi il pdf completo di tutti i negozi che aderiscono con il loro relativo programma; durante la serata potete acquistare le t-shirt vip-customizzate messe in vendita a favore di ‘Adotta un albero’, seguire il premio Campari e o visitare i musei che prolungheranno l’apertura fino alle 23.30.

Vi abbiamo già detto tutto, ma se volete sapere gli ultimi aggiornamenti, consultate Vogue, of course.

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Il primo surf movie all’italiana

Il primo surf movie all’italiana

Scritto il 02 settembre 2010 da Simone Sbarbati.

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Su e giù per le italiche spiaggie, filmando in 16mm e super8 cinque surfisti di casa nostra.
Con l’azzeccato e totocucugnesco titolo di Onde Nostre il primo surf movie made in Italy, opera del fotografo Matteo Ferrari e del film-maker Luca Merli, uscirà il 17 settembre con una premiere al Teatro Sala Fontana di Milano, per poi andare in onda sul digitale terrestre (Dhalia Xtreme) e, si spera, successivamente su dvd.

Il trailer dopo il salto
Continua…

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Infart 2010 – Hello Nasty!

Infart 2010 – Hello Nasty!

Scritto il 30 agosto 2010 da Simone Sbarbati.

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60 artisti internazionali per 1300mq di superfici dipinte e 400mq di spazi espositivi, oltre a musica, video e pure una conferenza sulla street-art.

Tutto questo è Infart 2010 – Hello Nasty!, dal 3 al 5 settembre a Bassano del Grappa.

Guardatevi il video (dopo il salto), le immagini delle scorse edizioni, studiatevi bene il programma poi andate a preparare le valigie.
Continua…

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Fame Festival

Fame Festival

Scritto il 04 agosto 2010 da Simone Sbarbati.

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Una line-up di street-artists – Blu, Erica il cane, JR, Os Gemeos, Dalek, per citarne alcuni – da far invidia ai più importanti eventi di arte contemporanea, tutti al lavoro tra i vicoli e palazzi di un piccolo centro in provincia di Taranto, Grottaglie, per la terza edizione del Fame Festival (si può leggere sia all’inglese che all’italiana e noi preferiamo la seconda), organizzato da Studiocromie.

Gli artisti sono già all’opera da un po’ e sul sito si possono seguire le loro gesta, vedere le opere che man mano iniziano a prendere vita sui muri della città e leggere di come gli abitanti reagiscano a questa pacifica e colorata invasione, tra luculliane mangiate, gente felice di vedere il remake fatto alle loro case, altri un po’ meno.

Perché il colpo di genio di questo festival è proprio l’averlo organizzato in provincia.
Visto che non c’è arte più pubblica della street-art è proprio il coinvolgimento – positivo o negativo – della gente del posto a dare senso a questo genere di iniziative, che quando vivono chiuse nei musei dopo un po’ soffocano. E ce li vedete voi gli abitanti di un palazzo di Milano o Bologna che offrono da bere a quello che per loro è soltanto un vandalo che gli sta rovinando il muro grigio del suo condominio?

Qui invece gli artisti si fermano per un po’ e collaborano anche con gli artigiani del posto (Grottaglie è un importante centro di produzione di ceramiche) realizzando stampe e vasellame.
L’opening ufficiale, a lavori ultimati, sarà il 25 settembre prossimo, con tanto di party con CongorockPopulous.

E in tutto questo, chissà che fior fiori di sponsor pubblici e privati!
Sbagliato: tutto è autofinanziato da Studiocromie, ovvero Angelo Milano + famiglia, che meriterebbero tutti una bella statua d’oro in piazza.

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Low Cost, Easy Life Group Show @ MondoPOP

Low Cost, Easy Life Group Show @ MondoPOP

Scritto il 22 luglio 2010 da Simone Sbarbati.

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Vi piacciono i saldi? Immagini di sì.
E forse ancora di più se si trattano di “Saldi d’Arte”.

Visto che chiunque (non abbia in casa solo poster Ikea) vorrebbe essere un collezionista ma i fondi quasi mai lo permettono, le occasioni per diventare mini/micro collezionisti non mancano, tra poster, stampe in serie limitata e toys, si può iniziare a collezionare con una spesa più che raggiungibile. Essendo uno che “i fondi quasi mai lo permettono” faccio i miei acquisti quasi sempre online direttamente dagli artisti o da quelle 2/3 gallerie a cui ormai sono affezionato.

Una di queste è MondoPOP. Ultimo acquisto: una stampa di una delle tappe della Via Crucis di Nicola Alessandrini (la trovate in esposizione fino al 31 luglio).

Segnatevi sul calendario il 24 luglio perché da MondoPOP partono appunto i Saldi d’Arte con il group show Low Cost, Easy Life, ovvero stampe, poster, toys ma anche borse e skate, a prezzi per tutte le tasche.
Si va avanti fino al 20 settembre ma fossi in voi mi affretterei visto che ad agosto la galleria sarà chiusa.

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smart urban stage: finale e conclusioni

smart urban stage: finale e conclusioni

Scritto il 20 luglio 2010 da Simone Sbarbati.

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Alla fine la mia giornata futura resterà forse soltanto un sogno ma resta il fatto che allo smart urban stage le visioni le mangiano per colazione e dopo la presentazione dei progetti, le serate gestite dalle vivacissime realtà creative romane (noi siamo stati qui e qui: e dopo il salto parliamo anche di quello), come in un bel film prima o poi la fine doveva arrivare.
E ieri sera, infatti, c’è stato il party di chiusura durante il quale sono stati premiati tre dei progetti/visioni presentati.

I PROGETTI PREMIATI
Ad aggiudicarsi il primo premio di 10.000 € è stato Calle de Diversion, progetto di LPU, che sta per Liga de la Partida Urbana, ovvero Pasquale Passannante e Rafael Machado.
Secondo premio a Sustainability Stands for Simplicity di Studio Tamassociati. A loro vanno 2500 € e l’uso di una smart per un anno.
Terzo premio a Bacterial Microcars di Roberto Di Leonardo & Luca Angelani (che, detto tra noi, era quello che trovavo più interessante). I due useranno una smart per un anno (poi magari troveranno il modo di realizzare la loro bellissima invenzione e li vedremo girare con un’auto a batteri…).

OPEN SOURCE
I ragazzi di Phlegmatics, che hanno organizzato – in maniera impeccabile nonostante i tempi strettissimi a disposizione – l’evento hanno coinvolto (in una sorta di subappalto creativo) alcune tra le realtà locali più interessanti, che a loro volta sono riuscite ad incuriosire e a coinvolgere il pubblico – un panorama umano molto variegato e molto… umano: le varie celebrities passate di lì non erano affette dal morbo del divismo e se mi sono messo a mimare una lap dance nel giardino esterno significa che mi trovavo perfettamente a mio agio (e che avevo bevuto troppo).

THE FOODERS – EAT THE SKYLINE
E’ stata la prima serata, oltre all’apertura, a cui ho partecipato.
Tra grattacieli fatti di drinks e panini, The Fooders hanno portato la loro visione gastronomicamente critica dei pessimi progetti di riqualificazione delle periferie romane.
Le foto che seguono sono della nostra super-lettrice Simona Tiracchia, che ho avuto modo di conoscere grazie a smart urban stage.

BANG ART – THE SAVAGE CITY PARTY
L’imperativo era di partecipare numerosi e pelosi. Fatto… e fatto (la mia stupida e spelacchiata barba da allora sta crescendo, forse per influsso chimico dei barboni – questi, al contrario del mio, seri – visti durante la serata).
I nostri amici di Bang Art hanno organizzato uno splendido party a base di origami, splendidi video e musica tricotica.
Le foto stavolta sono mie. Quelle di Simona Tiracchia sono abbastanza compromettenti per il sottoscritto (vedi lap dance).

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AltaRomAltaModa

AltaRomAltaModa

Scritto il 09 luglio 2010 da Simone Sbarbati.

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Torna AltaRomAltaModa e si porta dietro un bastimento carico di giovani designers e di eventi da non perdere.
Qui trovate il programma.

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smart urban stage: The Savage City Party

smart urban stage: The Savage City Party

Scritto il 08 luglio 2010 da Simone Sbarbati.

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Signori, prima di farvi la barba… signore, prima di farvi la ceretta (e viceversa) conservate l’irsuto status quo almeno per un altro giorno.
Domani sera, infatti, va in scena il Savage City Party, organizzato da quelle bestie di Bang Art allo smart urban stage.

Fiere danzanti, animali di carta, origami pelosi, video-ruggiti e soprattutto free-drinks.
Per entrare basta registrarsi qua.
Noi ci saremo.

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Collecting::Connecting 4

Collecting::Connecting 4

Scritto il 06 luglio 2010 da Simone Sbarbati.

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Dopo aver letto il reportage che il nostro Giulio ha fatto l’anno scorso del Collecting::Connecting - evento con cui si conclude l’anno accademico del Corso di Laurea in Design della Moda, diretto da Maria Luisa Frisa – mi sono incuriosito al punto da volerci andare io quest’anno.

E il risultato è che sto ancora cercando la parola che riassuma tutte le sensazioni che ho visto in faccia e ascoltato nelle parole dei ragazzi che, dopo aver sudato e lavorato con tutta la determinazione possibile, sono arrivati a quest’ultimo giorno allo stesso tempo tesi (per il mettere in mostra loro stessi attraverso le loro creazioni) e rilassati (per aver concluso un percorso), lanciatissimi (da domani io…) e riflessivi (e ora?) oltre che osservatori (delle reazioni del pubblico ai loro lavori e a quelli dei loro compagni di corso).

Forse la parola che veramente le riassume tutte è il nome della collezione di uno di loro, Amen: abbiamo finito, questo è ciò che siamo, questo è quello che sappiamo fare.
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Alterazioni Festival

Alterazioni Festival

Scritto il 06 luglio 2010 da Giuliana Tammaro.

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Nelle grandi città gli eventi si susseguono lasciando a volte molto, a volte nulla… spariscono dalla memoria alla velocità della luce; eppure fare qualcosa in una grande città sembra molto più appagante che affrontare realtà più piccole e apparentemente “perse nel nulla” come invece hanno scelto di fare i ragazzi che, unendo energie e passione, hanno organizzato un festival delle arti visive e della musica ad Arcidosso (Gr): Alterazioni.

Dal 17 luglio fino al 29 agosto infatti, il paese toscano verrà invaso positivamente dalla creatività di quarantanove artisti visivi che daranno vita al centro storico ed alla Rocca Aldobrandesca intorno alla quale, nei secoli, tutto il contesto urbano ha preso forma.

Con dei presupposti che condivido in pieno, il festival si aprirà con il susseguirsi di quattro gruppi musicali, diversi per tipo di ricerca ma accomunati dal desiderio di innovare senza per questo diventare inascoltabili oppure difficilmente interpretabili: Lili Refrain, Liberal Carme, Digital Brain VS NeoZoomie, NOISE PROJECT|B/W EXPLOSION / Steno (Dj) – Q2 Visual (VJs).

Non resta che trovare un modo per arrivare ad Arcidosso e godersi l’inaugurazione!
Il programma completo della manifestazione lo trovate qui.

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smart urban stage: The Fooders

smart urban stage: The Fooders

Scritto il 02 luglio 2010 da Simone Sbarbati.

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Tra i tanti eventi che si susseguiranno nell’ambito di Open Source, vetrina dello smart urban stage dove diverse realtà romane organizzeranno eventi legati al futuro della città, noi di Frizzifrizzi saremo presenti ad Eat the Skyline, un progetto The Fooders, ovvero gli ex-Gastronauts, che porteranno… cibo. E tante idee.

Una installazione di cibo vicina alla gente e vicina alla città, che fà riflettere sul futuro urbanistico di Roma.

Il cibo diventa lo strumento per provocare e lanciare un messaggio sociale, guardare al futuro della città, partendo da quella in cui viviamo.
Nella Roma del futuro, per riqualificare quartieri lontani dal centro storico, i grattacieli della periferia potrebbero superare l’altezza della cupola di San Pietro.
Pallets riciclati disposti uno sull’altro fanno da fondamenta alla skyline edibile ideata e progettata per essere distrutta e mangiata. Piccoli sandwiches e bevande formano grattacieli di diverse altezze, che poggiate su una mappa semplificata della città di Roma si concentrano nelle aree periferiche.

Il cibo è il materiale da costruzione e ricorda nella forma e nello stile un vecchio coin up.
Come nel famoso platform Rampage degli anni 80, in cui i giocatori impersonano tre giganteschi mostri con il compito di distruggere il maggior numero di grattacieli, gli interlocutori hanno il compito di distruggere il futuristico scenario mangiandolo.

Per partecipare richiedete l’invito scrivendo ad info@thefooders.it.

Eat the Skyline
@ smart urban stage
viale de Coubertin 30, Roma
(vedi
mappa)

dalle 19,00 alle 22,00

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Stories of Style

Stories of Style

Scritto il 30 giugno 2010 da Simone Sbarbati.

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I nostri amici/colleghi milanesi di Contemporary Standard, Think.Bigchief e Freshngood danno il loro punto di vista su 3 prodotti cult Nike.

Si comincia stasera con Contemporary Standard.

Stories of Style
@ Nike Store
c.so Vittorio Emanuele 24, Milano
(vedi
mappa)

dalle 18,00 alle 21,00

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smart urban stage: opening

smart urban stage: opening

Scritto il 29 giugno 2010 da Simone Sbarbati.

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Bella, strana serata, quella dell’opening dello smart urban stage.
Fosse per me opening, aperitivi, presentazioni (il 90% degli inviti li abbiamo su Milano)… farei tutto a Roma: i tempi sono più dilatati, in giro c’è poca hipsteria ed il cocktail umano mi sembra sempre più vario.

Strana serata perché continua ad arrivare gente e non si capisce come possa entrarci tutta, ma c’entra.

Strana perché è la prima volta che mi capita di fare un brindisi davanti ad una bicicletta ad aria compressa o di mangiare bocconcini di salmone+lampone (mai provati prima, straordinari) davanti ad una colonia virtuale di batteri che girano ingranaggi come l’asino con la ruota del mulino.

Strana perché credo sia l’unico posto dove mi sia ritrovato a parlare di Dick, pannolini e prosecco nello stesso discorso.
Strana perché ti capita di ascoltare discorsi surreali (quella che segue, dopo il salto, è una ricostruzione semiseria, ma realistica, costruita attorno a frammenti realmente ascoltati).


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25 giugno 2020

25 giugno 2020

Scritto il 25 giugno 2010 da Simone Sbarbati.

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Sveglia alle 7,00, colazione veloce, doccia, mi vesto per andare al lavoro ma prima di uscire chiamo il DustCart e gli lascio la spazzatura.
Più la mancia, che non ho idea a chi arriverà ma mi piace pensare che sia per il robottino. Che quando ha finito il suo turno – lo so, lo so che il suo turno è di 24h, 7 giorni su 7 ma fatemelo immaginare come uno come me e voi, che ha famiglia e amici ed e-books da leggere, musica da ascoltare, film da guardare – prenda la sua robottina e se ne vadano a bere qualcosa insieme, invece di tornare, come sempre, alla stazione-rifiuti.

Saluto le mie due figlie che se ne vanno a scuola e la mia compagna che rimane a casa perché è in maternità (è in arrivo il terzo piccolo Sbarbati quindi tra poco dovremo pure cambiare casa: e per fortuna che ci sono gli aiuti governativi che pagano la mamma anche se non va al lavoro e se hai più di due figli ti danno un finanziamento per la casa!).
Prendo la mia Compressedairbike e sfreccio in mezzo al traffico.

Devo ricordarmi, poi, di andare a ricaricare d’aria la bombola.
Certo, non muoio mica se pedalo con le mie sole forze, ma un po’ d’aiuto dal motorino che si attiva con l’aria compressa non lo rifiuto di certo.
E’ vero che mi sento ancora 30 anni ma…

Arrivo in ufficio in perfetto orario. Che lavoro faccio? Quello che faccio già da una vita, anche prima che iniziassero a pagarmi per farlo.
Produco informazioni, anzi le trasformo. Mi arrivano in svariati formati, da leggere, da guardare, da ascoltare, da toccare e da immaginare. Io faccio tutto a pezzi, e con quelli creo nuove informazioni.
La sera, prima di tornare a casa, mando tutto alla CTMM (che sta per Centrale Trattamento Materiale Mediatico) della città, dove svuoto anche il mio cestino digitale (e gli altri ci svuotano i loro, magari pieni delle informazioni che ho mandato io).

Lì gli scarti di informazioni vengono trasformati in energia pulita (che alimenta anche i robottini dei rifiuti!) mentre le nuove informazioni vengono mandate alla Biblioteca Universale by Life, dove viene raccolto tutto il sapere prodotto in ogni momento, in ciascun angolo del pianeta e dove fanno anche i duplicati di tutto il materiale, che poi viene tritato e mescolato per fare pasta biodegradabile (superpixelata!).

Oggi però non è che sia proprio in gran forma. E infatti in ufficio ho combinato poco e niente.
Quindi mi faccio il check-up instantaneo con il sensore quantistico integrato e mando tutto al laboratorio, dove hanno il computer quantistico (in ufficio non ce l’ho perché costa troppo e non me ne farei niente) e possono fare una diagnosi immediata che poi mi arriva in un nanosecondo.

Per fortuna che questi due tizi, dieci anni fa (la foto è dell’epoca!), hanno trovato il modo di portare a tutti, con QUlife ed i QUbits, le tecnologie quantistiche che prima venivano usate solo nei laboratori.
La diagnosi è… boh, il nome non saprei ripetervelo, non è decisamente il mio campo. Ad ogni modo niente di che. La cura è semplice: bere, bere, bere molta acqua.

Vorrà dire che tornando a casa passerò dalla Hygrostation.
Se nella vostra città ancora non c’è (qua hanno installato le prime appena qualche mese fa), sappiate che si tratta di una specie di distributori d’acqua/calore/umidità. Comfort, in effetti.
Belle a vedersi – sembrano monumenti! – le Hygrostation di solito le trovi nelle piazze, nelle stazioni, negli aeroporti, nei parchi e vicino alle fermate dei bus e della metro.

In ogni Hygrostation c’è un distributore di acqua potabile (puoi pure scegliere quale vuoi), una stanzetta calda per quando fuori fa davvero troppo freddo – e di inverni lunghi e gelidi ce ne sono sempre di più, purtroppo – e non vuoi morire congelato mentre aspetti un autobus. Quando invece c’è il problema opposto, ovvero caldo soffocante, la struttura emette acqua nebulizzata che rinfresca l’ambiente nel raggio di qualche metro. E c’è anche un giardinetto di muschio a bassa umidità.

Mentre me ne torno a casa incrocio un bel gruppo di DustClean, i cugini dei DustCart, che escono a pulire le strade.
Vado a farmi un bel pieno d’acqua nell’Hygrostation vicino al supermercato. Ma non faccio la spesa perché stasera io ed Ethel ce ne andiamo a cena fuori città (anzi, speriamo che la babysitter non ritardi!).

La macchina? Non ce l’abbiamo. Non la useremmo neanche molto, in realtà.
Stasera andiamo con una
Car2go.
Ce ne sono talmente tante, in giro, che basta fare due passi e ne trovi una libera.
Inserisci il pin, sali, la macchina ti scansiona la patente, e vai. E paghi solo per quanto la usi.
Non come quello scomodissimo car sharing di una volta (fare l’abbonamento, programmare quando ti serve… troppo stress).

Ora torniamo alla realtà: 25 giugno 2010.
Purtroppo non ci sono i robot che puliscono le strade e ti portano via la spazzatura, non c’è la bici ad aria compressa, non c’è modo di eliminare l’eccesso di informazioni se non facendosi una lobotomia, per farti una visita dal medico devi fare la fila e batterti con frotte di agguerriti vecchietti, se vuoi una stanzetta calda perché sei fuori e stai gelando devi chiuderti in un locale ed ordinare qualcosa altrimenti ti guardano storto (o lottare con cani e punkabbestia per una fontanella pubblica). In quanto alle auto… beh nel 2012 arriverà la smart fortwo electric drive, completamente elettrica.

Ma il me stesso del 2020, se non vivrà proprio in quel tipo di città, forse ci andrà vicino, visto che un pezzetto di futuro potrò già vederlo domani, quando saranno presentati i progetti dello smart future mind awards, durante lo smart urban stage.
Quelli che ho virtualmente vissuto e fotografato qua sopra sono alcuni di essi.

Dustbot è un progetto di Paolo Dario, Barbara Mazzolai & Cecilia Daschi, scelto dal Prof. Lorenzo Imbesi, curatore dell’area BE.
Compressedairbike è un progetto di Harry Thaler & Nicola Zocca, scelto da Martino Gamper, curatore dell’area CREATE.
CTMM è un progetto di Ciriaco Campus, scelto dal Prof. Alberto Abruzzese, curatore dell’area EXCHANGE.
QUlife è un progetto di Fabio Sciarrino & Giuseppe Vallone, scelto dal Prof. Paolo Mataloni, curatore dell’area EXPLORE.
Hygrostation è un progetto di Francesco Librizzi & Matilde Cassani, scelto dal Prof. Luca Molinari, curatore dell’area LIVE.
Car2go è un progetto già sperimentato con successo ad Ulm, in Germania e tuttora in sperimentazione ad Austin, Texas, presentato dal Dr.Thomas Weber, curatore dell’area MOVE.

Da domani potete entrare anche voi nel futuro.

smart urban stage
@ Piazzale antistante Auditorium Parco della Musica
viale de Coubertin 30, Roma
(vedi mappa)

dal 26 giugno al 31 luglio, dalle 15.00 alle 24.00

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The World’s Greatest Catwalk: vuoi sfilare a Copenhagen?

The World’s Greatest Catwalk: vuoi sfilare a Copenhagen?

Scritto il 24 giugno 2010 da Simone Sbarbati.

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Evidentemente da Copenhagen sanno che abbiamo il più bel pubblico di lettrici che si possa sognare.
Infatti ci hanno scritto gli organizzatori della Copenhagen Fashion Week per segnalarci questa splendida opportunità.

Durante la settimana della moda (dall’11 al 15 agosto) la via principale della capitale danese, Stroget, si trasformerà in un’enorme passerella dove sfileranno supermodels e celebrità: The World’s Greatest Catwalk.
Proprio per questa occasione hanno organizzato un concorso per trovare una ragazza che rappresenti ogni paese: Svezia, Finlandia, Norvegia, Danimarca, Spagna, Francia, Belgio, Olanda, Germania e, ovviamente, Italia.

La vincitrice, una per ciascun paese, sfilerà durante l’evento e avrà la possibilità di invitare un amico (che non sfilerà ma si farà una bella vancanza!).
Ora correte allo specchio e dite sì, posso partecipare.
Ma non siate egoiste, fatelo sapere anche alle vostre amiche…

Tutte le informazioni le trovate qui.

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smart urban stage: il futuro della città

smart urban stage: il futuro della città

Scritto il 22 giugno 2010 da Simone Sbarbati.

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Nei vecchi film e nei romanzi di fantascienza di tanti anni fa, il futuro – quello che per noi è il presente – lo immaginavano in modo piuttosto bizzarro: auto volanti, monorotaie, città sulla luna.
Non è che ci abbiano azzeccato molto ma fantasticare non ha mai fatto male a nessuno e soprattutto, tra le mille assurdità, qualcosa l’hanno azzeccato. Auto elettriche e silenziose e città più pulite.
Per queste ultime, è vero, bisognerà ancora aspettare un po’… che pian piano tutti inizino ad usare auto elettriche!

Tra meno di due anni la Smart lancerà la smart fortwo electric drive, completamente elettrica, pulita, silenziosa, perfetta per gli spazi urbani.
Nel frattempo, piuttosto che starsene con le mani in mano ci si può preparare per questa piccola-grande rivoluzione.

A Roma, dopo Berlino (e successivamente a Zurigo, Parigi, Madrid e Londra) arriva lo smart urban stage.
Dal 26 giugno al 31 luglio lo smart urban stage sarà il punto d’incontro per artisti e sognatori e per iniziare a progettare la città del futuro.
Ecco come.

1) smart future mind awards: cinque curatori d’eccellenza – Luca Molinari (architetto), Alberto Abruzzese (massmediologo), Martino Gamper (designer), Paolo Mataloni (fisico quantistico) e Lorenzo Imbesi (architetto e studioso di toeria del design) presentano dieci progetti che giovani creativi propongono per la città del futuro, in cinque diversi ambiti: Live, Exchange, Create, Explore, Be.
A questi si aggiungono due, dedicati alla mobilità, presentati da Thomas Weber, responsabile Group Research & Development Mercedes-Benz Cars. Il progetto vincitore si porterà a casa 10.000 Euro.

2) open source: una serie di incontri con alcune tra le migliori realtà creative romane che presenteranno progetti, eventi, workshops per vivere la città.

3) smart fortwo electric drive: ovviamente si potrà provare l’auto!

smart urban stage
@ Piazzale antistante Auditorium Parco della Musica
viale de Coubertin 30, Roma
(vedi mappa)

dal 26 giugno al 31 luglio, dalle 15.00 alle 24.00

press preview: 25 giugno, ore 19.00
opening event: 25 giugno, dalle ore 21.00
cerimonia di premiazione smart future minds award: 19 luglio

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Emerica Wild in the Streets 2010

Emerica Wild in the Streets 2010

Scritto il 16 giugno 2010 da Simone Sbarbati.

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Milano, Torino, Firenze, Roma, Lecce, Palermo: se avete un skate buttatevi in strada (anche letteralmente, volendo) e unitevi al gruppo.
Il 21 giugno inizia ufficialmente l’estate e anche quest’anno ben 32 paesi del mondo invadono le strade per il Go Skateboarding Day.

In Italia è Emerica a lanciare il sassolino nella stagno d’asfalto radunando una marea di pazzi su ruote per Emerica Wild in the Streets 2010.

Eccovi tutti gli appuntamenti, città per città:
- Torino: Skateboarding’s Finest ore 15:00
- Firenze: Piazza Dalmazia Banca Nazionale ore 16:00
- Roma: Terrazza del Pincio ore 16:00
- Palermo: Surfside Board Shop ore 15:00
- Lecce: Stazione Centrale Lecce ore 15:00
- Milano: Piazza Duca d’Aosta (Stazione Centrale) ore 16:00

Continua…

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Block Party 2 (Only the brave) #2: intervista a Common

Block Party 2 (Only the brave) #2: intervista a Common

Scritto il 13 giugno 2010 da Cinzia Migliardi.

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Dove eravamo rimasti?! Sì, all’after party. Con incredibile slancio, sabato mattina ci svegliamo per fare colazione con Common. Effettivamente suona un po’ come un’impresa impossibile, eppure, ce l’abbiamo fatta.

L’Ape Calessino ci carica nuovamente per portarci all’hotel dove lui alloggia, in modo da poter scambiare finalmente quattro chiacchiere. Facciamo colazione con gli altri, insieme al team Diesel e L’Oréal e, proprio nel momento di completo relax, eccolo lì che arriva. Sorride e ci chiede come va. Priceless.

Certo, un po’ scosso dalla giornata precedente lo era, ma è stato gentile e disponibile.

Si parte con la breve intervista.
Come un’adolescente impazzita gli dico che il concerto è stato stupendo – come se già non lo sapesse da solo – e lui ringrazia sentitamente.

Com’è nata la collaborazione con Diesel?
La collaborazione con Diesel è stata una cosa molto spontanea. Il marchio è fatto da idee fresche e giovani con cui mi identifico; mi piace la linea d’abbigliamento (gli chiedo anche se in futuro disegnerà una mini collezione per Diesel e lui risponde:”maybe”); per cui partecipare al Block Party anche quest’anno è stato alquanto naturale. Rispetto la marca. Mi identifico con la filosofia Only the Brave,  con l’essere coraggiosi.

Puoi definirmi in poche parole qual’è il tuo concetto di brave?
(A questo punto, tutta la sua spiritualità, la sua pace dei sensi esce allo scoperto).
Brave è colui che crede in se stesso, che è coraggioso, che ha bisogno di esplorare, di andare oltre ma non ha paura di fallire.

Cosa influenza maggiormente la tua musica?
Innanzitutto l’esperienza, i viaggi che faccio e soprattutto la spiritualità; Dio è al primo posto come fonte d’ispirazione (e me lo dice guardandomi dritto negli occhi alzando l’indice. Vorrei avere la sua pace).

Che tipo di musica stai ascoltando ultimamente?
Jazz, tanto jazz. John Coltrane (e mi mostra la maglietta che indossa con la faccia di John. Ps. sapevate vero che Flying Lotus è suo nipote? Di Coltrane, dico).

Si dice che stai per pubblicare il tuo nuovo album. E’ così? Puoi darci qualche informazione in più?
Sì (sorride). L’album dovrebbe uscire per la fine dell’anno, si chiamerà Believer. Sto finendo alcuni pezzi, ma dovremmo esserci. E’ un album molto spirituale, prodotto tra gli altri anche da Kanye West.

Ok, il tempo è finito. Fine dell’intervista. Ci lascia stringendoci la mano al suono di God bless ya. Altro che gansta!

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Block Party 2 (Only the brave) #1

Block Party 2 (Only the brave) #1

Scritto il 13 giugno 2010 da Cinzia Migliardi.

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Non era una fuffa, sono tornata da Parigi dopo il secondo Block Party che si è tenuto lo scorso venerdì grazie a Only the Brave di Diesel. Che dire, è stato stupendo e, come promesso, non ho fatto foto da poser.

Parto dall’inizio. Venerdì pomeriggio siamo arrivati a Parigi allo splendido Mama Shelter (mappa). Un hotel dal design democratico (c’è lo zampino di Starck) dove trovate maschere al posto di lampade (tipo quelle di Batman & Robin o più inquietanti come quelle dei Minimei, nel mio caso), tronchi-sgabelli, un iMac in ogni stanza con wi-fi gratuito, un ristorante con stoviglie a vista e biliardino formato gigante. Giusto per farvi un’idea.

Dopo aver lasciato i bagagli ci siamo diretti verso Place de Stalingrad con un mezzo spettacolare. Ebbene, siamo stati accolti da un favoloso triporteur, che altri non era che una super-pimped Ape Calessino. E’ stato il nostro mezzo di trasporto per tutti e due i giorni ed eravamo più divertiti della gente che ci guardava attonita.

Arriviamo sul posto e ci fanno entrare nell’area vip, una terrazza riservata al team Diesel, per poter assistere al concerto in tutta tranquillità. Pian piano la gente inizia ad arrivare e si parte. Tra gli artisti presenti, quelli che mi hanno maggiormente colpito sono Ben L’Oncle Soul e Aloe Blacc. Il primo per l’outfit, per la verve e per le coreografie – oltre alla bravura. Il secondo per l’energia, la grinta… e i suoi stivaletti.

Ovviamente tutti sono andati in pappa non appena è arrivato Common. E anche noi ci siamo finalmente sciolti. Ho fatto mille video e lui è stato veramente coinvolgente; il che non fa altro che confermare la sua bravura in quanto artista.

Che dire, tra i brani famosi più famosi Testify, Go!, Make Her Say, Punch Drunk Love e Universal Mind Control. Senza contare i pezzoni I used to love H.E.R., Love of my life (di Erikah Badu feat. Common), l’intro di Viva la Vida dei Colplay, la bravura del dj (qui un video: non si vede molto bene, sorry, ma l’audio c’è tutto) e – non potevano certo mancare – le dediche a J Dilla e Guru.

Dopo il concerto, siamo stati trasportati – sempre con il mitico Calessino – al Cabaret Sauvage, dietro La Villette per l’after party: altro giro, altra corsa.
Qui di seguito trovate alcune foto. Il resto nel prossimo post…
Continua…

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John Doe meets Cattivo Gusto

John Doe meets Cattivo Gusto

Scritto il 09 giugno 2010 da Simone Sbarbati.

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Il cattivo gusto ce l’hai o non ce l’hai. Quelli di Cattivo Gusto lo sono ma non ce l’hanno (capito? essere o non essere…).

Quella che importa è che questo nuovissimo brand italiano sta per lanciare la prima collezione di “cardigan storti”, fastidiosamente veri, praticamente unici.
Si tratta di 59 pezzi tutti differenti nei dettagli, ma da lontano non riuscirete mai ad accorgervene: vi accorgerete solo che il gardigan è storo, e bellissimo. E vi verrà voglia di raddrizzarlo.

Dove acquistare? Da John Doe, a Torino (qua il post che gli abbiamo dedicato tempo fa) dove venerdì Cattivo Gusto presenterà la limited edition primavera-estate con tanto di temporary store.

Tutto questo insieme ad una mostra degli scatti di Chiara Esposito (che ha realizzato lo shooting della collezione) e ad un’installazione fotografica di AlexHen.
Dj set di Fede’n'Roll e live act di Ierofante.

when John Doe meets Cattivo Gusto
@ John Doe Store
via San Domenico 18, Torino
(vedi
mappa)

venerdì 11 giugno
dalle 19,00 alle 24,00

Dopo il salto le immagini della collezione!
Continua…

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