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Frizzi-gift: borsa “special edition for Frizzifrizzi” di Francesca Tagè
Scritto il 30 giugno 2009 da Ethel Margutti.

Il Frizzi-gift che vi proponiamo questa settimana è un pezzo unico che la fashion designer italiana Francesca Tagè (già segnalata in passato da queste parti) ha realizzato appositamente per Frizzifrizzi e per chi tra di voi si aggiudicherà il premio.
Si tratta di un borsa in organdis svizzero d’epoca color giallo vivo, la passamaneria fucsia e il bottone giallo sono vintage anni ‘50/’60, mentre la catena è l’unica parte moderna, bagnata in oro 14 carati.
Il tutto ovviamente realizzato a mano da Francesca, nel suo caratteristico stile che mescola tessuti e materiali d’altri tempi – a volte anche molto difficili da reperire – con dettagli contemporanei, saltando tra passato e presente con l’intento di valorizzare i ricordi e l’artigianalità dei tempi che furono.
Se volete vincere la borsa dovrete ripescare nella vostra memoria i ricordi olfattivi che avevate a casa della nonna o della vecchia zia zitella, come l’odore di lavanda quando aprivate il cassetto dei fazzoletti in stoffa o quello dell’idrolitina quando prendevate un grosso sorso d’acqua dal bicchiere del vasetto di Nutella, e poi scriverlo nei commenti.
Avete tempo fino a venerdì a mezzanotte. Sabato annunciamo la vincitrice. O il vincitore…

Mirco ha aperto un blog, L’orto di Michelle, dedicato all’orto come nuova tendenza urbana. L’ispirazione gliel’ha data Michelle Obama e il suo orticello biologico alla Casa Bianca.
La cosa interessante di questo sito sono i particolarissimi collegamenti che Mirco fa tra piante, ortaggi, addirittura stie per i polli (e casette per uccellini) e la moda ed il design.
Un ottima fonte d’ispirazione per chiunque voglia vedere verde attorno a se.
Anna una nostra lettrice ha bisogno del vostro aiuto, desidera ampliare e approfondire il fenomeno del modding (modificare la struttura esterna del computer per migliorarne l’estetica). Leggete la lettera e se potete aiutatela.
Mi chiamo Anna e sono una consulente di fashion marketing. Per uno studio sul fenomeno emergente dei modders, vorrei chiedere un aiuto ai lettori di FrizziFrizzi.
Essendo un fenomeno partito essenzialmente dal mondo della tecnologia, non si trovano molte informazioni, e mi interesserebbe ampliare il discorso alla moda e al design. Alcuni nomi? Lisa Chester su Flickr con le Blythe Dolls, il designer Micheal Neubauer, il blogger datamancer.P.S.
altro piccolo aiuto per me… suggerimenti per lavorare nella moda o nell’editoria in Belgio, per uno stage?
Grazie a tutti voi! Aspetto news!
Potete contattarla via mail a questo indirizzo: anna.bassano@hotmail.it.

Nicole Locher ha realizzato una linea di t-shirts molto retrò che prendono ispirazione dalle vecchie decorazioni che si possono trovare sui cuscini della nonna (per intenderci: fiori, foglie, uccellini e molto altro), il tutto arricchito da frasi ironiche o giochi di parole.
Tinte pastello, maniche a sbuffo, alla ricerca di un’atmosfera parisienne (a Parigi, dopotutto, ha il suo atelier) romantica e decadente, con un pizzico di malizia.
Oltre alle magliette, Nico ha anche una linea di accessori in argento e ceramica dove fiocchi e perline fanno da cornice a immagini erotiche e ironiche dei primi anni del secolo scorso, accompagnate da frasi irriverenti.
E’ possibile acquistare on-line.
Boro è un nuovo brand made in Napoli, nato dall’idea di un gruppo di creativi e imprenditori.
Grafiche stile fumetto, colori fluo (ovviamente con richiami agli 80s) e varie rielaborazioni del logo caratterizzano la loro prima collezione di t-shirts (per lui e lei) e leggings (per lei).
Per ora distribuiscono in Campania (sul sito potete trovare i rivenditori), ma l’idea è di ampliare il giro ed espandersi in tutta Italia.
Dopo aver letto l’articolo di Simone su Process and Content mi sono innamorata perdutamente dei cappelli realizzati a Chicago da Sara Czosnyka.
Contatta via mail, Sara mi ha spiegato che la sua è una linea in edizione davvero limitatissima e praticamente ogni cappello lo realizza su ordinazione.
Preso in mano il metro, mi sono misurata la testa, ho pagato via PayPal e poi ho seguito passo passo le varie fasi della lavorazione grazie alle mail che di volta in volta mi mandava Sara, che ha anche realizzato il video qua sopra, con il mio cappello passato alla fiamma!
Siamo giunti alla fine di questa settimana e di questo seguitissimo Frizzi-gift.
In palio c’erano i bijoux che Luciana, ovvero Elalù, crea e vende nel suo negozietto di 6mq ad Alassio.
Per provare a vincere uno dei quattro premi in palio dovevate dirci merenda, gioco e cartone animato preferiti durante l’infanzia.
Avete partecipato in moltissimi, scatenandomi una marea di piacevoli ricordi e facendomi notare quanto, più o meno tutti, abbiamo fatto, visto e mangiato le stesse cose…
Per questo scegliere i vincitori non è stato per niente facile. Ad ogni modo, basandoci su quelle che secondo noi erano le migliori (o più strane, o più rappresentative di un’epoca) terne per un pomeriggio perfetto, eccoli qui:
1° premio (quello fucsia) a bianca (pane burro e zucchero – Babar – Twister), ha vinto su tutti per la sua “triste” storia: mamma anti-dolciumi e anti-televisione, che la portava a sfogarsi con il fratellino in lotte all’ultimo sangue.
2° premio (quello arancione) a Miky (crostatina – Hello Spank – grillo parlante)
3° premio (quello grigio) a chiarettafe (uovo sbattuto – Holly e Benji – olimpiadi fatte in casa)
4° premio (quello verde) a Lisa (carote crude – Jem – nascondino)
E vi ricordo che Elalù la trovate tutti i sabati e tutte le domeniche in via Volta 43 ad Alassio (vedi mappa), oppure potete contattarla via mail.

La creatrice di questi coloratissimi bijoux si chiama Luciana, ma per amici e clienti è semplicemente Elalù.
Luciana ha iniziato un po’ per gioco ma col tempo la sua passione è diventata un vero e proprio lavoro e pian piano è riuscita ad aprire un piccolo, anzi un micro negozio (6 mq!) ad Alassio.
Ma visto che Elalù abita a Genova, ogni weekend si mette su un treno e va a vendere le sue cose: tutti i sabati e tutte le domeniche, con la pioggia o con il sole, a Pasqua, a Natale, a Ferragosto, la potrete trovare nei suoi 6mq insieme a montagne di bijoux realizzati mescolando ninnoli, peluches, minisculture in fimo, fiocchetti, nastrini, perline e catenelle!
Questa settimana l’ormai consolidato appuntamento del lunedì con il Frizzi-gift è tutto dedicato ad Elalù, che mette in palio le sue creazioni per quattro nostre fortunate lettrici (ma possono partecipare pure i maschietti eh!).
Partecipare è semplice: scrivete nei commenti una merenda (o merendina), un cartone animato e il gioco preferito della vostra infanzia.
Avete tempo per partecipare fino a giovedì a mezzanotte.
Tra tutti i commenti arrivati ne sceglieremo quattro, a cui spediremo i premi in palio, ovvero il primo (quello del settore fucsia) e tutti gli altri!

Colette è un negozio che si trova in centro a Vignola (MO) e il nome, come potete ben immaginare, deriva dall’omonimo store parigino per il quale i fondatori dello shop hanno un grande amore.
Pavimenti d’erba e pareti lavanda caratterizzano il negozio che oltre ai prodotti più noti vende anche brands più di nicchia.
Potrete trovare di tutto: da bijoux London Talullah Tu, fragranze di Jacques Zolty di San Barth (in esclusiva in Italia) tipicamente caraibiche, balsami per le labbra dell’antica farmacia del Maryland Rosebud (anche questi in esclusiva), detergenti Laundress, e molti altri profumi e prodotti, tutti di qualità, per la cura del corpo.
Colette
in Corso Italia, 45
VIgnola (MO)
(vedi mappa)
Lunedì vi abbiamo chiesto chi avreste desiderato vedere in mutande: in palio c’erano tre bellissimi boxer di Altriluoghi, brand italiano nato da pochissimo che sta lanciando sul mercato prodotti lavorati artigianalmente ed eco-sostenibili.
Sebbene, rispetto al solito, stavolta siate stati di meno a partecipare – evidentemente per voi le mutande sono un optional – sono solo tre i fortunati che potranno avvolgere il proprio posteriore con questi morbidissimi boxer.
Ed ecco i vincitori: Robert (hai ragione non potevi non vincere con il tuo video), Cla (quelli che hai sono sani appetiti) e Mau (per la serie: non ho rimpianti).
Lunedì prossimo, con l’intimo addosso oppure senza, non mancate perché c’è in palio un altro Frizzi-gift!

Mamarules è una linea di abbigliamento streetwear made in Italy e rigorosamente fatta a mano. I capi, infatti, sono in edizione limitatissima. La collezione ha uno stile che prende ispirazione dagli anni 80 con inserti moderni ed è pensata per la donna comune che anche con qualche chilo di troppo o qualche centimetro in meno può essere alla moda ma allo stesso tempo comoda e senza troppe costrizioni.
Il team di Mamarules ha fatto una sfilata seguendo proprio questo diktat: ragazze normali e carine (per intenderci ragazze semplici che puoi incontrare per strada) che sfilano, con ironia, per mostrare la particolarità dei vestiti e non la propria taglia.
E’ possibile visitare il loro sito ed acquistare online i capi, ma vi consiglio di affrettarvi perché i pezzi sono limitati e potreste non trovare quello che cercate.

“Mike Tuterangi è un brand ispirato dalla mia passione per la Nuova Zelanda e la cultura Maori che mi affascina molto. Mike è figlio di quella terra, precisamente viene da MOTU WHAARARIKI, grida i canti di guerra haka e parla la lingua Maori”.
Ecco come ci è stato presentato Mike Tuterangi, un nuovissimo brand colorato e giovanile che vede come protagonista un buffo personaggio tondo, dalla testa grossa e un ciuffo sbarazzino.
Per ora le t-shirt e le borse le potete trovare in Campania, ma a Gianluca (ideatore del marchio) piacerebbe che altri negozi in Italia le distribuissero, chiunque volesse contattarlo può visitare la pagina myspace o scrivergli una mail.
Avete partecipato in molti a questo frizzi-gift e ovviamente come ogni settimana dobbiamo decretare un vincitore.
Vi abbiamo chiesto dove vorreste fuggire, e se, e da chi vorrete essere ritrovati, in palio una deliziosa t-shirt di Sheila Salvato e del suo nuovo brand: Petit Mademoiselle.
Le fughe mentali o fisiche che vorreste fare nel paese di Alice, tra Le città invisibili di Calvino, in sperdute isole lontane, in metropoli caotiche sono tutte affascinanti, ma quello che ci ha fatto sognare di più, è quello scritto da Arianna che ritorna con la mente a Copenhagen e spera di essere trovata da suo fratello gemello.
Leggendo la sua descrizione mi sono immaginata un video dei Sigur Rós (gruppo che adoro) dove tutti sono biondi e nordici, il cielo è grigio e l’aria fresca sulla faccia ti fa pizzicare le guance facendole diventare rosse.
Sta di fatto che è lei è la nostra vincitrice, e le spediremo al più presto la t-shirt!
Tina, una nostra lettrice, chiede aiuto a tutti voi per la sua bizzarra ma interessantissima tesi di laurea. Leggete e, se potete, datele una mano!
Ciao a tutti mi chiamo Tina e sono una studentessa di design (politecnico di Milano), sto preparando la mia tesi in shoes design e mi serve il vostro aiuto.
Il mio progetto consiste nel ricoprire una calzatura con tanti piccoli oggetti di gente diversa, oggetti che circondano il proprio quotidiano, più o meno vecchi, più o meno utili, più o meno trash, come quelli che vedete nella foto qui sotto per intenderci.Sarà una sorta di mini-istallazione (dovrebbe far riflettere la persona sul consumismo, sul possedere, sul materico che inonda noi, il nostro io).
Chiedo a tutti i lettori di Frizzifrizzi di aiutarmi, di spulciare le proprie case e di preparare con parenti e amici dei sacchettini e di spedirmeli (a mie spese).
Sicuramente un modo originale per fare pulizie di primavera!Potete contattarmi a questo indirizzo mail.


La cosa che adoro di più fare d’inverno è stare sdraiata sul divano avvolta in una calda coperta a rilassarmi, facendo correre la fantasia e magari farci scappare anche un pisolino.
Potete immaginare la mia gioia quando ho visto i nuovi lavori di Alice Rosignoli, dei plaid di lana dalle forme inusuali. Queste coperte riprendono e si ispirano alla forma di aquiloni cinesi che esistono da circa 2500 anni che nascono a loro volta da leggende e miti locali.
I colori sono viola, blu e verde scuro.
Se desiderate contattarla scrivetele una mail qui.

Giuseppe mi ha scritto di Ibridi, un handmade-shop (o laboratorio creativo) catanese che da un paio di anni sforna accessori in plexiglass, abiti, toys e molto altro, tutto rigorosamente fatto a mano, originale e alla moda.
La collezioni cambiano spesso, quindi per sapere cosa effettivamente c’è in negozio vi consiglio di andare e di spulciare tra le mensole, i tavolini e gli armadi stracolmi di accessori e prendere quello che più vi piace. Prossimamete sarà online anche il sito.
Ibridi
via Santa Filomena 26, Catania
(vedi mappa)
P.s. Giuseppe ci chiede perché parliamo raramente di eventi o negozi nel sud Italia: noi di frizzifrizzi non selezioniamo zone d’Italia a cui dare attenzione o meno, semplicemente le segnalazioni che ci arrivano sono di solito di grandi città del nord. Siamo felici di sapere che ci sono negozi che come Ibridi funzionano, ma non potremmo esserne a conoscenza se voi lettori non ce li segnalaste.
Teapot: uno spazio arancione dove trovare prodotti originali
Scritto il 10 aprile 2009 da Ethel Margutti.

Uno spazio arancione dove trovare prodotti originali, così Elisa di Teapot Graphic Design ha presentato il suo concept store nato lo scorso ottobre a Modena.
Teapot promuove l’arte in tutte le sue forme: ogni mese infatti vengono organizzate esposizioni ed aperitivi per promuovere giovani artisti italiani.
T-shirts, streetwear, accessori e molto altro è quello che potete trovare in questo spazio arancione (è uno dei miei colori preferiti se non si fosse capito), andate a farci un salto e poi ditemi com’è.
Se tutto questo non bastasse, Teapot è anche uno studio pubblicitario per loghi, flyer e adesivi.
Per avere maggiori informazioni visitate il blog e la pagina myspace.
I prossimi eventi:
Dal 4 Aprile al 1 Maggio: Italia Amore Mio – Federico Mariani
Dal 2 Maggio al 3 Luglio: Madame Couture
Dal 3 Luglio al 7 Agosto: Drawflowers

Stravaganti ed ironici, i capi della prima collezione di Glamourama giocano con il trompe l’oeil: abiti, felpe, t-shirts con su stampati dettagli come bottoni e cuciture.
L’importante, dicono i due studenti milanesi che hanno creato questo nuovissimo brands, è non prendersi troppo sul serio!

Serena Carpinteri, Giuseppe Cinà e Maurizio Schifano sono tre studenti del corso di laurea in Disegno Industriale di Palermo che durante un work-shop condotto dal designer Giulio Iacchetti hanno ideato Portateco.
Si tratta di un “fagotto” per trasportare il cibo e una pratica confezione porta-bottiglia con chiusura per poterla tappare. Entrambe le confezioni possono essere riutilizzate più volte e mirano a invogliare le persone a portare via con sé quello che avanza al ristorante senza così creare sprechi di cibo ancora buono e soprattutto pagato.
L’idea è carina e sicuramente pratica. Non so se in Italia la gente inizierà a portare a casa gli avanzi della cena al ristorante, comunque è sicuramente meglio di quegli orribili cigni fatti di carta stagnola che si vedono nei film americani.
La loro creazione è stata selezionata e inserita nel circuito slow-food: il tema del progetto era finalizzato alla introduzione di nuovi stili di vita eco-sostenibili nell’ambito del consumo alimentare.

Andrea Heimer è un’illustratrice americana che realizza opere ad inchiostro, acquerello e colorate serigrafie, tutte decisamente in tema fashion.
E’ possibile vedere una bella galleria di immagini sul sua pagina Flickr.

