Ho una certa passione per maglioni, cardigan e simili. Più che altro ho sempre desiderato trovare il pezzo speciale da poter indossare al posto delle anonime, scure, lunghe, sformate maglie che porto di solito, sforzandomi di rallegrare l’effetto generale con qualche collana colorata, un paio di bracciali tintinnanti e, se la luna gira dal verso giusto, qualche spilla appariscente — ma niente più.

Routine?
Noia?
Sì, probabilmente sono talmente abituata a ripetermi che alla fine non ci penso neanche più.
Apro l’armadio.
Scorro il dito sulle grucce.
Prendo il maglione grigio topo o quello nero?
Prendo quello lungo o il cardigan?

Ho sempre fatto così ma (c’è sempre un ma in ogni storia che si rispetti) qualcosa a un certo punto è scattato.
È stato l’incontro virtuale con Elena a cambiare il mio punto di vista.
Io e lei abbiamo cominciato a sentirci tempo fa. Elena aveva letto questo e mi chiedeva di metterla in contatto con l’autore perché, visto che anche lei stava per lanciare un suo marchio ed era afflitta da mille dubbi, voleva parlarne con qualcuno “che c’era già passato”.

Dopo qualche mese Elena mi ha scritto di nuovo. Aveva lanciato il suo marchio, KnitMeOn, e la prima collezione di maglioni, interamente Made in Italy, fatti a mano.

La mia prima reazione: «Ohhh!»
Colori.
Pompon.
Piume.
Frange.

Ora quando apro il guardaroba, tra nero e grigio topo c’è una specie di raggio di sole pieno di pompon.
Niente più accessori per compensare.
Niente più ammennicoli per mascherare.
Solo la gioia di esibire qualcosa di diverso e unico.