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«La parola singola “agisce” solo quando ne incontra una seconda che la provoca» scriveva Gianni Rodari nel capitolo della sua Grammatica della fantasia dedicato al binomio fantastico. «Non c’è vita, dove non c’è lotta».
Secondo il grande scrittore di Omegna il binomio cavallo-cane, ad esempio, è tutt’altro che fantastico: «è una semplice associazione all’interno della stessa classe zoologica. […] È un accordo di terza maggiore, non promette niente di eccitante». E racconta di quando faceva il maestro, e per dare l’innesco a storie interessanti metteva un bambino davanti alla lavagna e uno dietro, chiedendo a entrambi di scrivere una parola, in modo tale che nessuno dei due sapesse cosa avesse scritto l’altro. E ne uscivano fuori binomi — questi sì fantastici — come cane-armadio oppure bambino-luce.

Antonio Alessandro Di Cicco e Simone Salvatore Melis, che insieme formano i Cavalli Educati, hanno evidentemente ben assimilato questo semplice quanto efficace stratagemma narrativo. Oltre che per lo stesso nome che si sono dati, infatti, lo hanno utilizzato come leitmotiv della loro prima collana di autoproduzioni editoriali, la collana Merino (è evidente che i due si divertono un mondo a giocare con le parole). Solo che invece di estrarre i binomi da un cappello o fare incursioni non autorizzate nelle scuole elementari di Bolzano, dove hanno aperto il loro studio, Antonio e Simone partoriscono felici e strampalate accoppiate davanti a una bottiglia di vino.

la collana Merino dei Cavalli Educati

Viene da chiedersi da che bottiglia siano usciti fuori i Cani Morti. E da quale i Gabbiani Indecisi, i Cammelli Inopportuni e i Porci Comodi, che sono poi i titoli dei libriccini che hanno affidato al talento di altrettanti designer, grafici, illustratori.
Il formato è quello del sedicesimo (lo stesso sul quale Corraini ha costruito un’intera rivista) e i Cavalli Educati hanno assegnato a ciascun autore un binomio, realizzando uno spassosissimo inventario di zoologia surreale, che in realtà mostra gli animali ma parla degli uomini.

«Ingenuità e leggerezza le parole chiave del progetto», mi hanno spiegato Antonio e Simone quando li ho incontrati poche settimane fa durante Fruit, dove hanno presentato per la prima volta la collana.
Finora gli artisti coinvolti sono Marta Brevi (suoi i Gabbiani Indecisi), Laurina Paperina (Porci Comodi), Chiara Rovescala (Cammelli Inopportuni) e persino un inaspettato Giorgio Camuffo (Cani Morti), ma presto se ne dovrebbero aggiungere altri.

Nonostante i Cavalli Educati sia una realtà nata da meno di un anno, ci sono già altre idee “sul fuoco” (o dentro a qualche bottiglia di vino) ma per ora i due garbati equini si concentrano sulla collana Merino, i cui volumetti sono in vendita online.

la collana Merino dei Cavalli Educati

la collana Merino dei Cavalli Educati

la collana Merino dei Cavalli Educati

la collana Merino dei Cavalli Educati

la collana Merino dei Cavalli Educati


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