Oneglass: vino in confezioni monodose

Oltre a quello che c’è nella bottiglia, per il vino è fondamentale tutto il contorno: da ciò che ci mangi assieme (se, ovviamente, ci mangi assieme) fino alla compagnia e al posto.
In vita mia, oltre ad aver bevuto di tutto – dal vino che ti lascia addosso un ricordo più intenso di quello di un vecchio amore a quello in mega-fiaschi che corrode il fegato – ho anche avuto modo di sperimentare varianti quasi infinite per quel che riguarda il contorno: degustazioni (dall’ordinariamente al mediamente) chic si sono alternate a bevute selvagge, con lunghe parentesi giovanili fatte di ore passate in osterie/circoli, dove ero più di casa che a casa mia.
Una sola cosa non sopporto, a tavola come nella bottiglia: lo spreco.
E se è difficile veder sprecata anche una sola goccia di nettare bianco o rosso, con le bollicine o senza, quando sei con amici come quelli con cui sono cresciuto (passare in uno dei tanti paesini che punteggiano le colline attorno a Jesi (AN) per credere), in occasioni più formali capita spesso che un’ottima bottiglia rimanga abbandonata nell’angolino, mezza piena o mezza vuota.
In quel caso il contorno, il contesto, non è all’altezza del vino. Che sia un vino da 3€ o uno da 70€ è lo stesso.
Quindi superiamo il tabù che vuole insostituibile la classica bottiglia di vetro da tre quarti e quando è il caso valutiamo le alternative.
Come Oneglass, che ho appena scoperto su segnalazione dell’azienda che produce queste confezioni monodose di Pinot Grigio, Vermentino, Cabernet Sauvignon e Sangiovese.
L’idea è splendida, il packaging pure.
E a proposito del packaging: il materiale è poliaccoppiato, composto principalmente di carta e molto sottile. Quindi anche l’impatto ambientale è minimo.
Oneglass lo trovate qui e prossimamente sarà anche possibile acquistare online.




autore | Simone Sbarbati
33 anni, papà, editor-in-chief di frizzifrizzi, fumatore di pipa, ossessionato da catalogazione e contesto, rispondo alle mail con malavoglia e in ritardo. Per pranzi "professionali" (le virgolette non sono a caso) mi trovi su Let's Lunch.
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Prima volta che non sono d'accordo!!!!
Odio tutto ciò che è monodose… e per il vino poi… L'immagine del vino è da sempre collegata a momenti di convivialità…. Cmq ci sono altri rimedi…Se avanza il vino a casa è un'ottima opportunità per cucinare con dell'ottimo vino: risotto? scaloppina? se si è al ristorante, si possono trovare degli ottimi vini sfusi della casa (soprattutto se sei nel Iesino). Alò
Ok, in casa sono d'accordo.
E di sicuro non lo troveremo mai nel 99,9% dei ristoranti e in nessun wine bar.
Ma… aperitivo in negozio?
Ristorante "ggiovane" da pausa pranzo (mobili di design, insalate, self-service)?
Urban-scampagnata?
Scusami, ma sono io che vivo in un altro pianeta!!! Di solito salto i pasti pur di non mangiare da sola figuriamoci se penserei a stappare una bottiglia di vino in solitudine!!! come non detto… e visto che sono le 19.00 ed è pure Sabato…. BUON APERITIVO!!! (qualunque cosa stiate stappando)
acqua ;)
Spero naturale…le bollicine possono dare alla testa!!!!!! : ))
naturalissimissima