Metanolo, i fiumi si stanno tingendo di rosso

Se prendiamo cento ascolti di podcast, probabilmente ottanta sono dedicati a quella specifica tendenza di intrattenimento tra il noir e il voyeuristico che finisce nella categoria del True Crime, e io di quei podcast non vorrei parlarvene. Sono troppi, sono fin troppo belli, sono forse alla base del podcasting italiano.
Ci casco però con questa produzione di Will Media con Boats Sounds per Spotify, Metanolo. Una produzione che in realtà racconta una storia di (mal) costume che tutti dovremmo conoscere e che ci ricorda molto bene che tipo di brava gente sappiamo essere noi italiani.

Per spiegarvi perché, tra i tanti capolavori nel mondo del True Crime, Metanolo mi abbia interessato pur non generando i livelli di dipendenza di Veleno, o le tensioni emotive de La Città dei Vivi, vi dico alcuni nomi di vino: barbera, cortese, bardolino, bonarda.
Ditemi se un po’ di amaro in bocca e di cerchio alla testa non vi siano venuti.
Questa sinestesia però non è obbligata. Esistono dei cortese adorabili (io prendo quello in box della Viranda, ad esempio), o barbera superiori che nulla hanno da invidiare a certi vini da uve di nebbiolo (il mio buon amico Claudio Viberti ne sa qualcosa), oppure dei monaci che nel pavese fanno delle bonarda riserva che sono vere gemme di sapore e manualità.

L’equazione che facciamo istintivamente tra certi vini e il malessere che ci provocano ha una radice profonda, che parte dagli anni 60 e a metà anni 80 raggiunge il proprio apice con una delle frodi alimentari peggiori del mondo.
La frode del metanolo del 1986 appunto, un alcol che in quell’anno venne aggiunto al vino da tavola per risparmiare nella produzione, un alcol letale, che se va bene ti sbatte in ospedale per giorni, sennò ti rende cieco per tutta la vita, oppure ti uccide. Con un singolo bicchiere di barbera, a metà anni 80, a Milano e addirittura facendo la spesa in uno dei supermercati dove andava ogni settimana mia nonna, si poteva morire.

E Metanolo ripercorre proprio questo anticlimax che ha vissuto l’industria vitivinicola, e più in generale agricola e alimentare, italiana in quegli anni. Ci ricorda che anche oggi abbiamo poco da sentirci al riparo, o superiori per cultura del cibo e dei sapori. Ci ricorda che le nostre tavole e i nostri bicchieri sono davvero le frontiere di una lotta economica che comincia nelle campagne e finisce in enoteche, supermercati, ristoranti, fiere, eventi, giornali.

Sentitelo questo podcast, godetene ogni goccia. E ricordatevi che c’è stato un tempo in cui il Tanaro si è tinto di rosso, rosso barbera e rosso sangue.

Metanolo


Per Boats: ideato e scritto da Matteo Liuzzi, regia e sound design di Niccolò Martin, produzione a cura di Fabio Ragazzo.
Per Will: cura editoriale di Riccardo Bassetto, post-produzione Lorenzo Marsiglia, produttori esecutivi Alessandro Tommasi e Riccardo Haupt, la voce è di Giulia Delogu.
Per Spotify: head of studios Eduardo Alonso, executive producer Jacopo Penzo, partner manager Olimpia Manzoni, editorial Laura Gómez Expósito, marketing Ester Gazzano, Arianna Dellera e Ginevra Caprino, head of communications Monica Landonio.


autore della rubrica “Bisticci”
Mostra Commenti (2)

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Un messaggio

Frizzifrizzi è sempre stato e sempre rimarrà gratuito. Si tratta di un progetto realizzato ogni giorno con amore e con impegno. La volontà è di continuare a farlo cercando di tenere al minimo la pubblicità. Per questo ti chiediamo una mano — se vorrai — con una piccola donazione. Potrai farla su PayPal.

GRAZIE DI CUORE.