Le carte da gioco di Charles & Ray Eames

Sono molte le coppie di partner che lavorano o hanno lavorato insieme in quella che è l’industria creativa, ma nel mondo del design c’è un duo in particolare che viene considerato come l’esempio di maggior successo, una sorta di prototipo e di modello da seguire per le generazioni a venire, ed è quello formato dai coniugi Eames: Charles e Bernice Alexandra, detta Ray.
Lui architetto, lei pittrice attrattista, si conobbero alla Cranbrook Academy of Art, in Michigan, dove Ray era andata a studiare e dove Charles era a capo del dipartimento di industrial design. Era il 1940 e Ray aiutò Charles e il suo amico e collega Eero Saarinen a realizzare le grafiche e i modelli di una serie di arredi da presentare a un prestigioso concorso (che vinsero) organizzato dal MoMA.
Lavorando fianco a fianco scattò la proverbiale scintilla, e meno di anno dopo Charles era già divorziato dalla sua prima moglie, si era dichiarato a Ray con una lettera in cui le confessava di volerla sposare al più presto e le chiedeva, con un disegnino, la taglia del suo dito per l’anello. Un mese più tardi erano moglie e marito e, tempo un paio di anni, aprivano a Los Angeles il loro studio — lo Eames Office —, nel quale lavorarono insieme per più di trent’anni, concependo e realizzando alcune pietre miliari del design del ‘900: sedie, mobili, case, progetti grafici, allestimenti espositivi e film, tantissimi film, tra cui un cortometraggio prodotto per IBM: si chiamava Powers of Ten (uscì nel ’77 ma un prototipo venne realizzato già nel ’68) e mostrava l’universo su scale gigantesche e minuscole, allontanandosi e avvicinandosi in base a un fattore di dieci e arrivando — a partire da una coppia che fa un picnic in un parco — fino ai confini del cosmo e, dall’altra parte, alle particelle elementari.

Art of Play, “Eames Playing Card”, 2021
(foto: Daniel Forero | courtesy: Art of Play)

In Powers of Ten — attualissimo ancora oggi e, anzi, un’evidente fonte d’ispirazione per tutti quei progetti video e web in qualche modo similari — gli Eames usarono l’intuizione grafica dei quadrati concentrici, ed è esattamente da lì che viene l’idea per la rappresentazione dei numeri delle carte da gioco per un mazzo dedicato proprio a Charles & Ray Eames.

Uscite in questi giorni, le Eames Playing Cards sono un’omaggio alla “coppia del design” e sono opera di Art of Play, azienda statunitense specializzata in carte da gioco, puzzle, giochi da tavolo, giocattoli e oggetti per la casa caratterizzati da una fascinazione per il mondo ludico tradizionale, la magia, e una grandissima cura per l’aspetto grafico-estetico dei prodotti.
Fondata nel 2013 da due gemelli — Dan e Dave Buck, che hanno anche coniato il termine cardistry, fusione tra carte e abilità artistica — Art of Play ha lavorato al mazzo dei coniugi Eames in collaborazione con l’Eames Office, che a 43 anni dalla morte di Charles e 33 da quella di Ray (lei se n’è andata lo stesso giorno del marito, esattamente dieci anni dopo) esiste ancora, è gestito dalla stessa famiglia Eames e si occupa di comunicare, preservare e valorizzare l’eredità lasciata dalla coppia di designer.

Art of Play, “Eames Playing Card”, 2021
(foto: Daniel Forero | courtesy: Art of Play)
Art of Play, “Eames Playing Card”, 2021
(foto: Daniel Forero | courtesy: Art of Play)
Art of Play, “Eames Playing Card”, 2021
(foto: Daniel Forero | courtesy: Art of Play)

La grafica delle carte è in pieno stile Eames. Sul retro c’è il celebre logo dello studio — un esplosivo sole stilizzato — e sul fronte i numeri dal due al dieci sono appunto simbolizzati da rettangoli concentrici, mentre l’asso è una semplice linea e le figure sono forme geometriche (un triangolo il jack, un quadrato la donna e un cerchio il re), mentre una banda colorata a sinistra permette di orientarsi tra i valori delle singole carte senza per forza scoprirle del tutto.

Art of Play, “Eames Playing Card”, 2021
(foto: Daniel Forero | courtesy: Art of Play)

La confezione è invece ispirata alla casa — la Case Study House No. 8, meglio conosciuta come Eames House — che la coppia progettò e in cui abitò e lavorò dal 1949. La scatolina è serigrafata con inchiostri vegetali su carta certificata FSC, usata anche per ogni elemento del mazzo.

«Le carte da gioco sono il tipo di piattaforma che risuona con il lavoro degli Eames: un mazzo di carte offre vincoli chiari, ma finché soddisfi questi vincoli hai una grande libertà. E anche il lato matematico è affascinante (c’è un’intera sfilza di enigmi e problemi matematici attorno alle 52 carte in un mazzo standard) — il che aggiunge un altro livello, data la gioia degli Eames per i piaceri della matematica» ha detto Eames Demetrios, nipote di Ray e Charles e oggi direttore dell’Eames Office.

Le Eames Playing Cards escono in edizione limitata e si possono acquistare online.

Art of Play, “Eames Playing Card”, 2021
(foto: Daniel Forero | courtesy: Art of Play)
Art of Play, “Eames Playing Card”, 2021
(foto: Daniel Forero | courtesy: Art of Play)
Art of Play, “Eames Playing Card”, 2021
(foto: Daniel Forero | courtesy: Art of Play)
Art of Play, “Eames Playing Card”, 2021
(foto: Daniel Forero | courtesy: Art of Play)
Art of Play, “Eames Playing Card”, 2021
(foto: Daniel Forero | courtesy: Art of Play)
Art of Play, “Eames Playing Card”, 2021
(foto: Daniel Forero | courtesy: Art of Play)
Art of Play, “Eames Playing Card”, 2021
(foto: Daniel Forero | courtesy: Art of Play)
Art of Play, “Eames Playing Card”, 2021
(foto: Daniel Forero | courtesy: Art of Play)
Art of Play, “Eames Playing Card”, 2021
(foto: Daniel Forero | courtesy: Art of Play)
Art of Play, “Eames Playing Card”, 2021
(foto: Daniel Forero | courtesy: Art of Play)
Art of Play, “Eames Playing Card”, 2021
(foto: Daniel Forero | courtesy: Art of Play)
co-fondatore e direttore
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