Tesori d’archivio: un account Instagram con le grafiche delle vecchie saponette

È noto che i nostri antenati non fossero granché accurati e puntuali in fatto di pulizia personale. Tralasciando la civiltà romana, con le sue latrine pubbliche, le sue terme e i suoi acquedotti, meraviglie dell’ingegneria, la storia che seguì fu, nel mondo occidentale, una storia di sporcizia, tanfo, pruriti, sfoghi, germi e malattie disgustose che oggi evitiamo soprattutto, per l’appunto, lavandoci. E non era tanto questione di mezzi e possibilità, visto che anche tra le classi privilegiate pulirsi per bene era un evento — è noto che Elisabetta I d’Inghilterra faceva il bagno una volta al mese e Luigi XIII di Francia si lavò per la prima volta a quasi sette anni, come ricorda lo scrittore Bill Bryson nel suo spassosissimo saggio Breve storia della vita privata, dove scrive anche che «quando gli europei cominciarono a visitare in massa il Nuovo Mondo, erano ormai così maleodoranti che gli indiani facevano quasi sempre commenti sul loro tanfo. Nulla, tuttavia, li disorientava più dell’abitudine europea di soffiarsi il naso in un elegante fazzoletto, ripiegarlo con cura e rimetterselo in tasca come se fosse un prezioso ricordo».

(fonte: instagram.com/soapjournal)

Il non lavarsi — specialmente nell’Europa centro-settentrionale — era più che altro un fatto culturale, e le scarsissime conoscenze in fatto di igiene e medicina non aiutavano di certo.
Le cose iniziarono a cambiare, seppur molto lentamente, nel ‘700 e soprattutto nell’800, quando si cominciò a capire che, ad esempio, con la semplice disinfezione delle mani poteva essere evitata parte delle terribili infezioni di cui si moriva o si rimaneva menomati.

Alla fine di quello stesso secolo si diffuse, prima nel Regno Unito e poi negli Stati Uniti, il cosiddetto sapone carbolico, a base di fenolo e dal potere disinfettante, che diventò uno standard in scuole e ospedali.
Proprio il sapone carbolico e il suo caratteristico odore sono la “causa” della passione di Matthew Brooks per i saponi, passione che l’ha portato ad aprire un account Instagram dedicato alle saponette, alla loro storia e al loro design: @soapjournal.

(fonte: instagram.com/soapjournal)

Come ha raccontato al magazine ed editore scandinavo New Heroes & Pioneers, Brooks ha avuto la “folgorazione” durante una visita, da ragazzino, in una vecchia casa di campagna vittoriana, dove ha visto e soprattutto annusato il sapone carbolico, tradizionalmente usato in tutte le case inglesi fino al 1950.
Brooks, che è poi pure finito a lavorare nella creazione di prodotti da toilette per una grande catena, prese a collezionare saponi e confezioni di saponette. Ne ha anche di piuttosto antiche, che da gennaio 2020 pubblica sul suo account, diventato un archivio piene di splendide grafiche.

P.S.
Agli amanti delle grafiche dei saponi consiglio anche quest’altra collezione.

(fonte: instagram.com/soapjournal)
(fonte: instagram.com/soapjournal)
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