Le vetrine delle librerie sono delle calamite potenti. Tu passi di lì, preso dai fatti tuoi, la camminata rimuginante e lo sguardo vuoto di chi non è davvero presente a se stesso e sta idealmente scrollando tra i pensieri come fossero notifiche dello smartphone — quand’ecco che t’attira. Rallenti. La coda dell’occhio, di propria iniziativa, comincia a sbirciare: le copertine, i titoli. Un universo di storie e informazioni e parole che qualcun altro ha scelto e messo nero su bianco, chi per urgenza, chi per gloria, chi per denaro, chi per rabbia, chi per abitudine, chi per caso, chi per vendetta. Solo un vetro a separarti da tutte quelle voci dal passato e dal presente.
I polpastrelli stanno già immaginando la sensazione: la presenza materiale, fisica, della carta. Le lettere, i caratteri: Garamond, Palatino, il Baskerville di Adelphi. Le illustrazioni degli albi.

Che tu decida di entrare o meno, di continuare per la tua strada o arrischiarti tra gli scaffali pur sapendo che uno di quei libri potrebbe pigliarti a cazzotti sul muso come nessuno hai mai fatto prima, di comprare oppure no — segnando a mente tutti i vorrei, scartando rapido tutti i mah e i bleah — una vetrina piena di libri è comunque un dono. Qualcuno l’ha allestita, ha selezionato, disposto, pensato. Anche per te, che passi distratto. Si tratta di vendere, certo. È commercio, è mercato. «Le vetrine non chiamano te, chiamano i tuoi soldi», dice la vocina cinica, che si stiracchia, ancora assonata, dopo aver fatto le ore piccole su Twitter.
Sarà commercio, sarà mercato — bieca, bieca editoria — ma una bella vetrina di una libreria è comunque capace di portarti da qualche altra parte. E quello è gratis, per tutti, sempre.

(fonte: facebook.com/librerieinfiore)

Può addirittura regalarti la primavera, anche quando fuori non è ancora arrivata. Succede un po’ dappertutto, nelle grandi città come nei paesini, perlomeno quelli un po’ meno tristi, che una libreria ce l’hanno.
Vetrine che fioriscono, puntuali come un orologio, il 21 marzo. Capita già da qualche anno, da quando esiste #librerieinfiore, un’iniziativa nata dalla casa editrice Logos che in ogni edizione coinvolge librai di tutta Italia, intenti a decorare le loro vetrine di verde e di fiori, ciascuno col proprio stile, le proprie capacità e i propri mezzi.

Sono già più di 100 le librerie che parteciperanno in questo 2019. Altre ne arriveranno. C’è anche un tema, oltre a quello della primavera. Tema che quest’anno è la memoria: «quest’anno il tema è Il Parco della Memoria, dettato dalla necessità di ricordare gli orrori del passato, consci che potrebbero accadere di nuovo. Un parco immaginario — ma reso reale dalle vetrine in fiore — dove fermarsi e ascoltare le voci che ci raccontano e ci mettono in guardia», spiegano gli organizzatori, che mettono a disposizione dei librai del materiale da stampare (la splendida illustrazione è di Alessandra Manfredi), e in palio ci sono 500 Euro di libri per la vetrina più bella tra quelle che si iscriveranno (scrivendo a librerieinfiore@logos.info) e manderanno le loro foto.

A primavera anche le librerie sono in fiore